C1

Il futuro anteriore in italiano

Futuro Anteriore

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Il futuro anteriore si forma con il futuro semplice di avere o essere più il participio passato: avrò finito, sarai arrivata. Indica soprattutto un fatto che sarà già compiuto prima di un altro momento futuro (Quando tornerai, avrò cenato) oppure una supposizione su un fatto passato (Avrà perso il treno, cioè «probabilmente ha perso il treno»).

Panoramica

Il futuro anteriore è un tempo composto, cioè una forma verbale costruita con un verbo ausiliare (avere o essere) e un participio passato (la forma come mangiato, visto, partito). La parola anteriore segnala il suo compito principale: presentare un evento come precedente rispetto a un punto situato nel futuro. In Alle otto avrò finito di lavorare, la conclusione del lavoro viene vista da un momento futuro, le otto.

Questo tempo compare normalmente a livello C1 perché richiede di coordinare bene più elementi: la scelta dell'ausiliare, l'accordo del participio e il rapporto temporale tra due azioni. La forma, però, non è rara né esclusivamente formale. Si sente nella conversazione quotidiana quando si fanno programmi, previsioni o ipotesi: Appena avremo deciso, ti chiameremo; Dove sarà andato Marco?

Il futuro anteriore ha quindi due valori centrali. Con il valore temporale, colloca un fatto già concluso prima di un'altra scadenza futura. Con il valore epistemico (cioè relativo al grado di certezza di chi parla), esprime una deduzione o una probabilità sul passato. Il contesto permette quasi sempre di capire quale dei due è in gioco.

Come si forma e come funziona

La struttura di base

La formula è:

futuro semplice di avere o essere + participio passato

Persona Con avere: finire Con essere: partire
io avrò finito sarò partito/a
tu avrai finito sarai partito/a
lui/lei/Lei avrà finito sarà partito/a
noi avremo finito saremo partiti/e
voi avrete finito sarete partiti/e
loro avranno finito saranno partiti/e

L'ausiliare porta le informazioni di persona e numero; il participio esprime il significato principale del verbo. Le forme di avere sono avrò, avrai, avrà, avremo, avrete, avranno; quelle di essere sono sarò, sarai, sarà, saremo, sarete, saranno.

Il participio passato si forma in modo regolare con -ato per molti verbi in -are (parlare → parlato), -uto per molti verbi in -ere (credere → creduto) e -ito per i verbi in -ire (dormire → dormito). Restano naturalmente valide le forme irregolari già usate negli altri tempi composti: fare → fatto, leggere → letto, prendere → preso, scrivere → scritto, vedere → visto, venire → venuto.

Come scegliere l'ausiliare

La scelta tra avere ed essere segue, in generale, le stesse regole del passato prossimo.

  • La maggior parte dei verbi con un complemento oggetto diretto (la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione) usa avere: avrò preparato la cena, avrai letto il messaggio.
  • Molti verbi di movimento o cambiamento di stato usano essere: saranno arrivati, sarà diventata adulta.
  • I verbi riflessivi e pronominali usano essere: mi sarò svegliato/a, ci saremo accorti/e.
  • Alcuni verbi possono cambiare ausiliare a seconda dell'uso: La riunione sarà cominciata ma Il direttore avrà cominciato la riunione.

Non basta quindi associare automaticamente il movimento a essere: camminare e viaggiare, per esempio, formano normalmente i tempi composti con avere: avranno camminato molto, avremo viaggiato tutta la notte.

L'accordo del participio

Con essere, il participio concorda con il soggetto, cioè cambia in base al genere e al numero:

  • Giulia sarà partita.
  • Paolo sarà partito.
  • Le ragazze saranno arrivate.
  • I ragazzi si saranno svegliati.

Con avere, il participio di solito rimane invariato: Anna avrà comprato due libri; Luca e Sara avranno finito. Quando un pronome oggetto diretto come lo, la, li, le precede il verbo, il participio concorda con ciò che il pronome sostituisce: La pratica? L'avrò completata entro domani; I documenti? Li avranno già spediti.

Un'azione compiuta prima di un momento futuro

Il valore temporale diventa chiaro quando nella frase compare una scadenza o un secondo evento futuro:

  • Entro venerdì avremo consegnato il progetto.
  • Quando arriverai, avrò già finito.
  • Dopo che avrete firmato, riceverete una copia.

Parole ed espressioni come entro, per allora, già, quando, appena, dopo che e non appena aiutano a rendere visibile la successione. Non sono però obbligatorie: Alle dieci avranno chiuso contiene già un punto di riferimento futuro.

Quando entrambe le azioni sono nel futuro, l'italiano può usare il futuro anteriore per quella che avviene per prima e il futuro semplice per quella successiva:

prima: avrai finitopoi: usciremo

Quando avrai finito, usciremo.

La subordinata temporale (la parte introdotta da quando, appena e simili) non segue la stessa abitudine di altre lingue che evitano il futuro dopo una congiunzione temporale: in italiano quando avrai finito e appena sarai arrivato sono costruzioni normali.

Una supposizione sul passato

Il futuro anteriore può anche guardare all'indietro. In questo uso non indica un vero evento futuro: presenta come probabile una spiegazione relativa al passato.

  • Non risponde: avrà lasciato il telefono in macchina.
  • Saranno stati stanchi dopo il viaggio.
  • Che cosa sarà successo?

Una parafrasi utile è probabilmente + passato prossimo: Avrà dimenticato l'appuntamento equivale, nel senso, a Probabilmente ha dimenticato l'appuntamento. La forma esprime una deduzione, non una certezza. Con il futuro semplice, invece, la supposizione riguarda spesso il presente: Sarà a casa; con il futuro anteriore riguarda un fatto precedente: Sarà tornato a casa.

Negazione, avverbi e pronomi

La negazione precede l'ausiliare: non avrò finito, non saranno ancora arrivati. Gli avverbi brevi si collocano spesso tra ausiliare e participio:

  • avrà già mangiato
  • non avremo ancora deciso
  • saranno appena partiti

I pronomi atoni (forme brevi come mi, ti, lo, ci, ne) vengono prima dell'ausiliare: me ne sarò dimenticato, l'avrai ricevuta, ci saremo già parlati. Non si inseriscono tra ausiliare e participio.

Esempi nel contesto

Frase Significato in altre parole Nota
Quando arriverai, avrò già finito. Al tuo arrivo, il mio lavoro sarà concluso. Un'azione precede un'altra azione futura.
Tra un anno ci saremo laureati. La laurea sarà ottenuta prima che sia trascorso un anno. Verbo pronominale con essere.
Entro le sei il tecnico avrà riparato il guasto. La riparazione sarà completa non più tardi delle sei. Entro introduce una scadenza.
Appena avrete ricevuto la conferma, potrete prenotare. Prima riceverete la conferma; subito dopo potrete prenotare. Futuro anteriore nella subordinata temporale.
Per allora Marta sarà già tornata a casa. In quel momento futuro, il ritorno di Marta sarà già avvenuto. Il participio concorda con Marta.
Dopo che ci saremo trasferiti, cercheremo una palestra in zona. Prima avverrà il trasloco, poi cercheremo la palestra. Verbo pronominale con essere.
Sarà stata una giornata difficile. Probabilmente la giornata è stata difficile. Supposizione su una situazione passata.
Avrà dimenticato l'appuntamento. È probabile che abbia dimenticato l'appuntamento. Deduzione su un fatto passato.
Non trovo le chiavi: le avrò lasciate in ufficio. Forse ho lasciato le chiavi in ufficio. Accordo con il pronome le.
Come mai non sono ancora qui? Avranno perso l'autobus. Una spiegazione possibile è che abbiano perso l'autobus. Ipotesi formulata dal parlante.
Dove sarà andato a quest'ora? Mi chiedo dove possa essere andato. Domanda che esprime incertezza.
Quando avrai letto il contratto, ne discuteremo insieme. La discussione avverrà dopo la lettura completa. Pronome ne riferito al contratto o al suo contenuto.

Errori comuni

Usare il futuro semplice per l'azione già conclusa

  • Da evitare: Quando finirai il rapporto, lo invierai, se si vuole dire «dopo averlo finito».
  • Meglio: Quando avrai finito il rapporto, lo invierai.
  • Perché: il futuro anteriore rende esplicito che la conclusione del rapporto viene prima dell'invio. Il futuro semplice può essere possibile in altri contesti, ma non mette a fuoco allo stesso modo il risultato già raggiunto.

Scegliere l'ausiliare sbagliato

  • Errato: Giulia avrà arrivato prima di noi.
  • Corretto: Giulia sarà arrivata prima di noi.
  • Perché: arrivare forma i tempi composti con essere. La scelta non cambia passando dal passato prossimo al futuro anteriore.

Dimenticare l'accordo con essere

  • Errato: Le ospiti saranno partito.
  • Corretto: Le ospiti saranno partite.
  • Perché: con essere il participio concorda con il soggetto: qui femminile plurale.

Usare il futuro anteriore per ogni evento futuro

  • Errato: Domani avrò andato dal dentista, se si descrive semplicemente il programma di domani.
  • Corretto: Domani andrò dal dentista.
  • Perché: per un normale evento futuro basta il futuro semplice. Il futuro anteriore richiede un punto di vista successivo (Alle cinque sarò già andato dal dentista) o un valore di supposizione.

Confondere supposizione e certezza

  • Inadatto: Avrà firmato il contratto, se si sa con certezza che lo ha firmato.
  • Chiaro: Ha firmato il contratto.
  • Perché: nel riferimento al passato, il futuro anteriore comunica incertezza o deduzione. Se il fatto è accertato, è più naturale il passato prossimo.

Mettere l'avverbio nel posto meno naturale

  • Poco naturale: Già avranno finito il lavoro in una frase neutra.
  • Più naturale: Avranno già finito il lavoro.
  • Perché: avverbi come già, ancora e appena si collocano normalmente tra l'ausiliare e il participio. La posizione iniziale è possibile solo con una particolare enfasi o in contesti marcati.

Note d'uso

Nel parlato, il presente e il passato prossimo possono sostituire il futuro quando il contesto temporale è inequivocabile: Entro stasera ho finito è frequente nella conversazione. Entro stasera avrò finito mette però più chiaramente il parlante in un punto futuro dal quale osserva il risultato già raggiunto. Nello scritto sorvegliato, nella pianificazione e nelle comunicazioni professionali questa precisione è particolarmente utile.

Il valore di supposizione è vivo anche nel linguaggio quotidiano. Formule come Che sarà successo?, Avrà avuto un imprevisto e Saranno già usciti permettono di proporre una spiegazione senza affermarla come certa. Il tono può andare dalla deduzione ragionevole alla semplice congettura; sono il contesto e l'intonazione a indicare quanto il parlante ritenga probabile l'ipotesi.

Già non crea da solo il futuro anteriore, ma spesso ne rafforza il senso di compimento: Alle nove avranno già cenato. Ancora compare frequentemente nella negazione: A mezzogiorno non avremo ancora terminato. Anche ormai può presentare un risultato come probabile o già raggiunto: Ormai saranno arrivati.

Oltre le basi: usi avanzati

Il rapporto con altri tempi

Per scegliere bene, conviene identificare il punto dal quale si osserva il fatto:

Punto di riferimento Fatto precedente Esempio
presente passato prossimo Ora so che Luca è partito.
momento passato trapassato prossimo Ieri sapevo che Luca era partito.
momento futuro futuro anteriore Domani saprò che Luca sarà partito.

Questa simmetria aiuta a capire che anteriore non significa semplicemente «molto lontano nel futuro». Indica un rapporto tra due tempi: il fatto espresso dal futuro anteriore è già compiuto rispetto a una prospettiva futura.

Nel futuro nel passato, cioè quando si riferiscono dal passato parole o previsioni su un evento successivo, l'italiano usa di norma il condizionale passato, non il futuro anteriore: Ha detto che avrebbe finito entro sera. Dire ha detto che avrà finito può essere possibile solo se chi parla conserva una prospettiva davvero futura e presenta il risultato come ancora da verificare; non è la normale trasformazione del discorso indiretto.

La supposizione: presente o passato?

Il contrasto tra futuro semplice e futuro anteriore è particolarmente produttivo:

  • Paolo sarà in treno. = suppongo che Paolo sia in treno adesso;
  • Paolo sarà salito sul treno. = suppongo che l'azione di salire sia già avvenuta;
  • Paolo sarà arrivato entro le otto. = a seconda del contesto, previsione di compimento futuro oppure supposizione su un arrivo già avvenuto.

L'ultima frase è volutamente ambigua senza un'indicazione del momento in cui si parla. Espressioni come ieri, ormai, domani o per allora risolvono spesso l'ambiguità: Ieri sarà arrivato tardi è una congettura sul passato; Domani sarà arrivato a destinazione guarda a un risultato futuro.

Pronomi e accordo in strutture più complesse

Con i pronomi diretti di terza persona, l'accordo rende chiaro il referente: La relazione? L'avranno inviata ieri; Quei pacchi? Li avrai già aperti. Con ne l'accordo può comparire quando è espressa una quantità: Di copie, ne avranno stampate cento. Sono costruzioni che richiedono attenzione, ma seguono le regole generali dei tempi composti, non una regola speciale del futuro anteriore.

I verbi modali (dovere, potere, volere) possono produrre sequenze come avrà dovuto lavorare o non sarà potuto venire. La scelta dell'ausiliare può dipendere dal verbo all'infinito e dall'uso effettivo della costruzione. Per evitare errori, è utile partire dal corrispondente passato prossimo: se si dice è dovuto partire, si formerà sarà dovuto partire; se si dice ha dovuto lavorare, si formerà avrà dovuto lavorare.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci coppie in ordine cronologico. Scrivi prima due azioni, per esempio «finire il corso» e «ricevere l'attestato». Poi uniscile: Quando avrò finito il corso, riceverò l'attestato. Controlla che il futuro anteriore indichi davvero l'azione precedente.
  2. Trasforma deduzioni esplicite. Parti da frasi con probabilmente + passato prossimo: Probabilmente hanno sbagliato strada. Riscrivile come Avranno sbagliato strada e osserva come cambia il tono, non il momento dell'evento.
  3. Ripassa per famiglie di ausiliari. Prepara cinque esempi con avere, cinque con essere e tre con verbi riflessivi. Evidenzia le desinenze del participio nelle forme con essere: sarà arrivata, saranno partiti, ci saremo preparate.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Futuro semplice — fornisce le forme di avrò e sarò e introduce anche il futuro usato per esprimere probabilità.

Prerequisito

Il futuro semplice in italianoB1

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