B1

Il futuro semplice in italiano

Futuro Semplice

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Il futuro semplice presenta un fatto come successivo al momento in cui si parla: Domani partirò. Si forma con le desinenze -ò, -ai, -à, -emo, -ete, -anno, aggiunte a una radice che in alcuni verbi cambia: parler-, prender-, dormir-, ma sar-, avr-, andr-. Può anche esprimere una supposizione sul presente: Saranno le dieci significa «probabilmente sono le dieci».

Panoramica

Il futuro semplice è un tempo verbale (una forma del verbo che colloca un evento nel tempo). Serve soprattutto per parlare di previsioni, programmi, promesse e fatti che devono ancora accadere: L'anno prossimo ci sposeremo; Ti chiamerò stasera. In genere si incontra al livello B1, quando si sa già coniugare il presente e si vuole parlare del futuro in modo più preciso.

In italiano, però, futuro cronologico e futuro grammaticale non coincidono sempre. Nel parlato si usa spesso il presente per un evento futuro già deciso o chiaramente situato nel tempo: Domani parto alle otto. Il futuro partirò non è per questo sbagliato: può rendere l'informazione meno immediata, sottolineare una previsione oppure presentare l'evento come ancora da realizzare.

C'è poi un uso molto caratteristico che non indica un momento futuro. Il futuro può comunicare probabilità, cioè una conclusione non certa del parlante: Marco non risponde: sarà occupato. Per padroneggiare questo tempo non basta quindi imparare le desinenze; occorre riconoscere anche l'intenzione con cui viene usato.

Come funziona

La radice e le desinenze

Per coniugare un verbo regolare si parte dall'infinito (la forma di dizionario, come parlare, credere, partire) e si costruisce la radice del futuro:

  • i verbi in -are cambiano la a in e: parlareparler-;
  • i verbi in -ere perdono la -e finale: crederecreder-;
  • i verbi in -ire perdono la -e finale: partirepartir-.

Le desinenze sono uguali per tutte e tre le coniugazioni. L'accento scritto è obbligatorio nelle forme in e .

Persona parlare credere partire Desinenza
io parlerò crederò partirò
tu parlerai crederai partirai -ai
lui, lei, Lei parlerà crederà partirà
noi parleremo crederemo partiremo -emo
voi parlerete crederete partirete -ete
loro parleranno crederanno partiranno -anno

Il pronome soggetto (io, tu, noi ecc.) normalmente si omette, perché la desinenza identifica già la persona: Arriveremo verso le nove. Lo si esprime per contrasto o enfasi: Io cucinerò, tu apparecchierai.

Verbi in -care, -gare, -ciare e -giare

L'ortografia si adatta per conservare la pronuncia:

Tipo Infinito Futuro Che cosa succede
-care cercare cercherò si aggiunge h per mantenere il suono duro di c
-gare pagare pagherai si aggiunge h per mantenere il suono duro di g
-ciare cominciare cominceremo la i non accentata cade
-giare mangiare mangeranno la i non accentata cade

Forme come cercerò o mangierò non rispettano queste regole ortografiche.

Le radici irregolari più importanti

I verbi irregolari usano le stesse sei desinenze, ma modificano la radice. Conviene imparare la radice insieme all'infinito, non ogni forma come parola separata.

Infinito Radice del futuro Esempio
essere sar- sarò
avere avr- avremo
andare andr- andrai
fare far- faranno
dare dar- darò
stare star- starà
dovere dovr- dovrete
potere potr- potrò
sapere sapr- saprai
vedere vedr- vedremo
vivere vivr- vivranno
venire verr- verrà
volere vorr- vorrò
rimanere rimarr- rimarremo
tenere terr- terrai
bere berr- berranno

Alcune famiglie mantengono la stessa irregolarità. Da tenere si hanno, per esempio, manterrò e otterrai; da venire, interverrà. È comunque utile verificare le forme dei composti meno frequenti quando si incontrano.

Verbi riflessivi e pronomi

Nei verbi riflessivi (verbi in cui l'azione torna sul soggetto, come lavarsi) il pronome precede il verbo coniugato:

Persona alzarsi al futuro
io mi alzerò
tu ti alzerai
lui, lei, Lei si alzerà
noi ci alzeremo
voi vi alzerete
loro si alzeranno

Anche gli altri pronomi non si uniscono alla forma del futuro: Ti chiamerò, Lo vedremo domani, Glielo spiegheranno. L'unione del pronome al verbo avviene invece con forme come l'infinito (chiamarti) o l'imperativo affermativo (chiamami).

Esempi nel contesto

Nella colonna «Parafrasi» la frase viene riformulata in italiano semplice, così da chiarirne il senso senza introdurre un'altra lingua.

Frase Parafrasi Nota
Domani andrò al cinema. Ho intenzione di andare al cinema domani. Programma futuro; radice irregolare andr-
L'anno prossimo ci sposeremo. Il matrimonio avverrà l'anno prossimo. Verbo riflessivo alla prima persona plurale
Quando finirai il lavoro? In quale momento avrai finito di lavorare? Domanda su un momento futuro
Tra poco comincerà la riunione. La riunione sta per iniziare. Cominciare perde la i
Non preoccuparti: ti aiuterò io. Ti prometto il mio aiuto. Promessa, con io espresso per enfasi
Un giorno capirete questa scelta. In futuro riuscirete a comprenderla. Previsione rivolta a più persone
Se avremo tempo, visiteremo anche il museo. La visita al museo dipende dal tempo disponibile. Condizione reale riferita al futuro
Appena arriverò, ti manderò un messaggio. Ti scriverò subito dopo il mio arrivo. Due eventi futuri in successione
A quest'ora Luca sarà ancora in ufficio. Probabilmente Luca è ancora in ufficio. Supposizione sul presente
Saranno le dieci. Probabilmente sono circa le dieci. Stima dell'ora presente
Quanti anni avrà quella casa? Mi chiedo quanti anni abbia quella casa. Domanda dubitativa sul presente
Non rispondono: staranno dormendo. Forse dormono e per questo non rispondono. Probabilità con futuro progressivo
Pagherò io il conto. Mi assumo io il pagamento del conto. Decisione o offerta
Vedrai che tutto andrà bene. Sono fiducioso che la situazione si risolverà. Previsione rassicurante
Lo farai subito, senza discutere. Ti ordino di farlo immediatamente. Futuro con valore di ordine deciso

Errori comuni

Mantenere la a dei verbi in -are

  • Errato: Domani parlarò con Anna.
  • Corretto: Domani parlerò con Anna.
  • Perché: nei verbi in -are, la radice del futuro termina in -er-: parlareparler-.

Usare una radice regolare con un verbo irregolare

  • Errato: Se posso, anderò con voi.
  • Corretto: Se posso, andrò con voi.
  • Perché: andare usa la radice irregolare andr-. Analogamente: avrò, sarò, verrò e vorrò.

Dimenticare l'accento

  • Errato: Maria arrivera più tardi.
  • Corretto: Maria arriverà più tardi.
  • Perché: la terza persona singolare termina in ; la prima termina in : arriverò. Senza accento, la forma scritta è scorretta.

Sbagliare le consonanti nei verbi in -care e -gare

  • Errato: Cerò un appartamento vicino al centro.
  • Corretto: Cercherò un appartamento vicino al centro.
  • Perché: davanti a e serve h per conservare il suono duro: cercarecercher-.

Confondere previsione futura e probabilità presente

  • Interpretazione incompleta: Giulia sarà a casa parla sempre di un momento successivo.
  • Interpretazione corretta: senza un'indicazione di tempo può voler dire «probabilmente Giulia è a casa adesso».
  • Perché: il contesto decide se sarà ha valore temporale o indica una supposizione.

Usare il futuro semplice per una supposizione sul passato

  • Errato: Ieri non ha risposto: sarà malato se si vuole spiegare la mancata risposta di ieri.
  • Corretto: Ieri non ha risposto: sarà stato malato oppure avrà avuto da fare.
  • Perché: una supposizione su un fatto già concluso richiede di solito il futuro anteriore, non il futuro semplice.

Note d'uso

Futuro o presente?

Nel parlato quotidiano il presente è molto comune quando un'espressione temporale rende inequivocabile il riferimento: Stasera resto a casa; Sabato partiamo. Questa scelta non segnala scarsa correttezza: è normale italiano contemporaneo.

Il futuro resta particolarmente naturale quando si fa una previsione (Domani pioverà), una promessa (Non lo dirò a nessuno), un annuncio solenne (Vi comunicheremo il risultato) o quando l'evento è percepito come meno immediato o meno certo. Il contrasto non è assoluto: Domani parto e Domani partirò possono descrivere lo stesso programma, con una diversa prospettiva del parlante.

Il futuro nelle frasi dipendenti

Dopo connettivi temporali come quando, appena e finché, l'italiano può usare il futuro se entrambe le azioni devono ancora avvenire: Quando arriverai, ne parleremo; Aspetterò finché non tornerai. Con se, nelle condizioni realistiche, sono possibili il presente e il futuro secondo il significato: Se ho tempo, passo; Se avrò tempo, passerò. Non si usa il condizionale direttamente dopo se in questo tipo di frase: non se avrei tempo.

Registro e intenzione

In testi amministrativi, istruzioni e comunicazioni formali, il futuro può indicare ciò che è previsto da una procedura: Il candidato presenterà un documento valido. Nel parlato, una seconda persona al futuro può suonare come un ordine energico: Adesso andrai in camera tua. Il tono e la situazione sono decisivi; la stessa forma non è automaticamente scortese.

Oltre le basi: usi avanzati

Il futuro epistemico

Il termine epistemico significa «relativo al grado di certezza di chi parla». In Paolo sarà in viaggio, il futuro non colloca necessariamente il viaggio dopo il presente: segnala che il parlante lo considera probabile ma non ne ha conferma. Sono frequenti anche domande che esprimono dubbio o curiosità: Dove saranno le chiavi?; Chi sarà a quest'ora?

L'intonazione e gli indicatori temporali aiutano a distinguere i due valori:

Frase Lettura più naturale
Domani Carla sarà a Milano. evento futuro
Carla sarà già a Milano. supposizione sul luogo in cui Carla si trova ora
Tra un'ora saranno le dieci. ora futura
Saranno le dieci. stima dell'ora presente

Per formulare un'ipotesi su un fatto precedente si passa al futuro anteriore, formato con il futuro di essere o avere e il participio passato (forma come fatto, visto, partito): Avrà dimenticato l'appuntamento; Sarà già uscito.

Concessione e presa di distanza

Il futuro può ammettere provvisoriamente un fatto, prima di limitarne il valore: Sarà anche economico, ma non mi sembra resistente; Avrai pure ragione, però non puoi parlarmi così. Qui non si prevede il futuro. Il senso è vicino a «ammettiamo che sia così», spesso con una sfumatura di dubbio, obiezione o irritazione.

Il rapporto con il condizionale

Futuro e condizionale condividono molte radici (andr-, avr-, potr-), ma hanno funzioni diverse. Partirò domani presenta la partenza come prevista; partirei domani la lega a una condizione, esprime una disponibilità o attenua l'affermazione. La somiglianza delle forme può aiutare a studiarle, ma non le rende intercambiabili.

Futuro semplice e futuro anteriore

Il futuro semplice presenta un evento futuro: Alle otto ceneremo. Il futuro anteriore presenta un evento che, in quel momento futuro, sarà già completato: Quando avremo finito di cenare, usciremo. La relazione temporale, più che la semplice presenza di una data futura, determina la scelta.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara radici, non liste isolate. Prepara due gruppi: radici regolari (parler-, creder-, partir-) e irregolari (sar-, avr-, andr-, verr-, vorr-). Aggiungi a ciascuna tutte le sei desinenze.
  2. Trasforma programmi reali. Scrivi cinque frasi sulla prossima settimana prima al presente e poi al futuro: Martedì lavoro da casaMartedì lavorerò da casa. Chiediti che sfumatura cambia.
  3. Allena i due significati. Per ogni forma crea una frase temporale e una di probabilità: Sarà qui domani / Sarà già qui. Questo esercizio impedisce di associare meccanicamente il futuro solo a «dopo».

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