Il futuro in romeno: «voi» e «o să»
Viitorul
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concept: ro-b1-viitorul lang: ro ui: it title: Il futuro in romeno: «voi» e «o să» description: >- Impara a formare il futuro romeno con voi + infinito e o să + congiuntivo, scegliendo la forma adatta con negazioni, pronomi ed esempi reali. generation: article: version: native-ui-reference-v3.1 model: openai-codex/gpt-5.6-sol at: 2026-08-06T11:10:58Z reviews: spell-check: status: clean at: 2026-08-06T11:10:58Z score: 0 score-english: 0 score-coverage: 0 criteria: v7 language-mixing: status: clean at: 2026-08-06T12:00:00Z criteria: v2
In breve
Il romeno esprime normalmente il futuro con due costruzioni: voi/vei/va/vom/veți/vor + infinito, tipica soprattutto della lingua standard e scritta, e o să + congiuntivo presente, molto comune nel parlato. Per esempio, Voi pleca mâine e O să plec mâine significano entrambe «Partirò domani». A differenza dell'italiano, il verbo principale non prende una desinenza propria del futuro: la persona è indicata dall'ausiliare oppure dalla forma dopo să.
Panoramica
Il futuro è il tempo verbale usato per collocare un fatto dopo il momento in cui si parla: un progetto, una previsione, una promessa o un evento atteso. In romeno non esiste una sola forma valida per ogni situazione. Le due costruzioni fondamentali sono il futuro con l'ausiliare voi e quello con o să. Trasmettono in gran parte gli stessi significati, ma hanno una distribuzione diversa nei registri, cioè nei modi di parlare e scrivere adatti alle varie situazioni.
Questo argomento viene introdotto al livello B1. La regola di base è accessibile: si impara una breve serie di ausiliari e si riutilizza l'infinito, oppure si mette o să davanti al congiuntivo presente. Il congiuntivo è un modo verbale, cioè una serie di forme del verbo, introdotto in romeno da să. Per usare bene o să, occorre prestare particolare attenzione alla terza persona: vine «viene», ma să vină «che venga».
Per chi parla italiano, la differenza più visibile è la forma. L'italiano unisce radice e desinenza in partirò, partirai, partirà; il romeno costruisce invece il futuro con parole separate: voi pleca, vei pleca, va pleca. Inoltre o să non corrisponde soltanto a «stare per» o «avere intenzione di»: è un futuro generale e spesso si traduce con il normale futuro semplice italiano.
Come funziona
La forma standard: ausiliare + infinito
La prima costruzione usa un ausiliare derivato dal verbo a vrea «volere», seguito dall'infinito del verbo principale, ossia la forma con cui il verbo è citato nel dizionario. Nell'infinito completo compare di solito la particella a — a merge, a vedea, a dormi — ma dopo l'ausiliare questa a scompare.
Schema: soggetto + voi/vei/va/vom/veți/vor + infinito senza a
| Persona | Ausiliare | a pleca «partire» | Traduzione |
|---|---|---|---|
| eu «io» | voi | voi pleca | partirò |
| tu «tu» | vei | vei pleca | partirai |
| el/ea «lui/lei» | va | va pleca | partirà |
| noi «noi» | vom | vom pleca | partiremo |
| voi «voi» | veți | veți pleca | partirete |
| ei/ele «loro» | vor | vor pleca | partiranno |
L'infinito resta uguale in tutte le persone. Questo rende regolari anche molti verbi la cui coniugazione al presente è difficile:
| Infinito | Futuro, prima persona | Italiano |
|---|---|---|
| a fi | voi fi | sarò |
| a avea | voi avea | avrò |
| a merge | voi merge | andrò |
| a face | voi face | farò |
| a veni | voi veni | verrò |
Non bisogna confondere voi ausiliare, «io …-rò», con voi pronome personale, «voi». In Voi veți ajunge la timp, il primo voi è il soggetto «voi», mentre veți è l'ausiliare: «Voi arriverete in orario».
La forma comune nel parlato: o să + congiuntivo
La seconda costruzione comincia sempre con o să. Questa parte non cambia secondo la persona; è il verbo successivo a indicare chi compie l'azione.
Schema: soggetto + o să + forma verbale del congiuntivo presente
| Persona | a pleca «partire» | a veni «venire» | a fi «essere» |
|---|---|---|---|
| eu | o să plec | o să vin | o să fiu |
| tu | o să pleci | o să vii | o să fii |
| el/ea | o să plece | o să vină | o să fie |
| noi | o să plecăm | o să venim | o să fim |
| voi | o să plecați | o să veniți | o să fiți |
| ei/ele | o să plece | o să vină | o să fie |
Per molti verbi, le forme di prima e seconda persona coincidono con il presente indicativo: plec, pleci, plecăm, plecați. La terza persona è spesso diversa: el pleacă «lui parte» diventa o să plece «partirà»; ei vin «vengono» diventa o să vină «verranno». Alcuni verbi frequenti hanno forme da memorizzare, come să fie da a fi e să aibă da a avea.
La sequenza o să va imparata come un'unità. Qui o non è il pronome oggetto femminile «la» e non cambia al plurale. Sono quindi corrette sia O să vin «verrò» sia O să vină «verrà/verranno».
Negazione, domande e pronomi
La negazione nu si mette prima della costruzione futura:
- Nu voi întârzia. — «Non farò tardi.»
- Nu o să uit. — «Non dimenticherò.»
- N-o să uit. — «Non dimenticherò.»
N-o să è la contrazione molto comune di nu o să. Nella costruzione standard non si contrae nu: nu voi pleca, non una forma fusa.
Le domande non richiedono un ausiliare aggiuntivo. Nel parlato basta spesso l'intonazione, mentre nello scritto il punto interrogativo chiarisce la funzione:
- Vei veni mâine? — «Verrai domani?»
- O să aveți timp? — «Avrete tempo?»
I pronomi personali brevi, detti clitici (parole non accentate come «lo», «mi» o «si»), precedono il verbo principale. Con la prima costruzione si collocano normalmente tra l'ausiliare e l'infinito; con o să vengono dopo să e prima del verbo:
- Îl voi suna diseară. — «Lo chiamerò stasera.»
- O să-l sun diseară. — «Lo chiamerò stasera.»
- Mă voi întoarce la șase. — «Tornerò alle sei.»
- O să mă întorc la șase. — «Tornerò alle sei.»
Come accade spesso in romeno, il pronome soggetto può essere omesso perché la forma verbale rende già chiara la persona: Vom ajunge curând significa «Arriveremo presto» senza bisogno di noi.
Quale forma scegliere
Per iniziare, è utile associare voi + infinito allo standard sorvegliato, ai testi scritti, agli annunci e a un tono più formale, e o să + congiuntivo alla conversazione quotidiana. Non è però una divisione assoluta. La forma con voi può comparire normalmente nel parlato, soprattutto in promesse, dichiarazioni nette o situazioni ufficiali; o să è accettata anche in molta scrittura non particolarmente formale.
Le due costruzioni non equivalgono alla distinzione italiana tra «farò» e «sto per fare». O să plouă può voler dire semplicemente «Pioverà», anche se la pioggia non è imminente. La scelta segnala soprattutto registro e abitudine del parlante, non una differenza fissa tra previsione e intenzione.
Esempi nel contesto
| Romeno | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Voi merge mâine. | Andrò domani. | Futuro standard con infinito |
| O să plec devreme. | Partirò presto. | Forma frequente nel parlato |
| Va fi frumos. | Sarà bello. | a fi resta all'infinito |
| O să vină și el. | Verrà anche lui. | Terza persona să vină |
| Vom discuta problema după prânz. | Discuteremo il problema dopo pranzo. | Prima persona plurale |
| Veți primi un răspuns până vineri. | Riceverete una risposta entro venerdì. | Adatto a una comunicazione formale |
| Cred că o să plouă diseară. | Credo che pioverà stasera. | Previsione quotidiana |
| Nu voi uita promisiunea. | Non dimenticherò la promessa. | nu prima dell'ausiliare |
| N-o să fie ușor. | Non sarà facile. | Contrazione di nu o să |
| Când o să termini proiectul? | Quando finirai il progetto? | Domanda con o să |
| Îți voi trimite documentele imediat. | Ti invierò subito i documenti. | Pronome tra ausiliare e infinito |
| O să-ți trimit adresa într-un mesaj. | Ti manderò l'indirizzo in un messaggio. | Pronome dopo să |
| Ne vom vedea săptămâna viitoare. | Ci vedremo la settimana prossima. | Verbo pronominale |
| O să ne întâlnim în fața gării. | Ci incontreremo davanti alla stazione. | Pronome con o să |
| Ei vor avea mai mult timp în august. | Ad agosto avranno più tempo. | Futuro di a avea |
Errori comuni
Conservare la particella a dell'infinito
- Sbagliato: Voi a merge mâine.
- Corretto: Voi merge mâine.
- Perché: l'infinito da dizionario è a merge, ma dopo voi, vei, va, vom, veți, vor si usa soltanto merge. È un punto particolarmente importante per un italofono, abituato a considerare l'infinito una parola unica.
Coniugare il verbo dopo voi
- Sbagliato: Vom mergem acasă.
- Corretto: Vom merge acasă.
- Perché: la persona è già espressa da vom. Il verbo principale deve restare all'infinito, non prendere la forma del presente mergem.
Usare l'indicativo dopo o să alla terza persona
- Sbagliato: O să vine și Maria.
- Corretto: O să vină și Maria.
- Perché: dopo o să serve il congiuntivo. La differenza si vede chiaramente alla terza persona: indicativo vine, congiuntivo să vină.
Far concordare o con il soggetto
- Sbagliato: Ei or să vină se si vuole usare la costruzione di base con o să.
- Corretto: Ei o să vină.
- Perché: nello schema insegnato qui, o să è invariabile. Esistono altre forme colloquiali del futuro, ma non vanno create cambiando liberamente o secondo la persona.
Collocare male la negazione
- Sbagliato: Voi nu pleca azi.
- Corretto: Nu voi pleca azi.
- Perché: nu precede l'intero gruppo verbale. Con l'altra costruzione si dice nu o să plec oppure, in forma contratta, n-o să plec.
Tradurre automaticamente o să con «sto per»
- Sbagliato come interpretazione: O să locuiesc acolo peste zece ani = «Sto per abitarci fra dieci anni».
- Corretto: «Fra dieci anni abiterò lì.»
- Perché: o să può indicare qualsiasi futuro; non esprime necessariamente imminenza. Il futuro semplice italiano è spesso la resa più naturale.
Note d'uso
Nel romeno contemporaneo parlato, o să è estremamente comune e non ha di per sé un tono trascurato. In una conversazione tra amici, O să te sun mâine suona del tutto naturale. Te voi suna mâine è anch'esso corretto, ma può risultare più sorvegliato, solenne o deciso a seconda del contesto. In un contratto, in una comunicazione amministrativa o in un annuncio ufficiale, la serie voi/vei/va/vom/veți/vor è generalmente una scelta sicura.
Il presente può riferirsi al futuro quando un'indicazione di tempo rende evidente il significato: Mâine plec la Cluj «Domani parto per Cluj». È un uso vicino all'italiano «domani parto» e ricorre soprattutto per programmi già stabiliti. Non ogni frase sul futuro richiede dunque una forma futura esplicita.
Il romeno dispone anche della serie am să, ai să, are să, avem să, aveți să, au să + congiuntivo, per esempio Am să revin mâine «Tornerò domani». È una costruzione standard, oggi meno neutra di o să in molte conversazioni e capace, secondo il contesto, di dare rilievo all'intenzione o alla promessa. Per produrre un romeno chiaro a livello B1 basta dominare prima voi + infinito e o să + congiuntivo; è comunque utile riconoscere la serie con am să quando la si incontra.
Esistono inoltre forme popolari o regionali come oi, ăi, o, om, ăți, or + infinito. Il loro uso e la loro distribuzione variano, quindi non conviene sostituirle automaticamente alla serie standard. In particolare, il solo fatto di sentire o non significa sempre trovarsi davanti all'invariabile o să: la struttura completa della frase permette di distinguere le costruzioni.
Oltre le basi: usi avanzati
Il futuro anteriore
Per indicare un fatto che sarà già concluso prima di un altro momento futuro, si può usare il futuro anteriore: voi/vei/va/vom/veți/vor + fi + participio passato. Il participio passato è la forma presente, per esempio, in italiano fatto o partito e in romeno făcut o plecat.
- Până la ora opt, voi fi terminat raportul. — «Entro le otto avrò finito il rapporto.»
- Când ajungi, ei vor fi plecat deja. — «Quando arriverai, saranno già partiti.»
Questa forma è meno frequente del futuro semplice e appartiene soprattutto alla lingua scritta o sorvegliata. Nel parlato si preferiscono spesso formulazioni più dirette, se il rapporto temporale è già chiaro.
Futuro visto dal passato
In un racconto, avea să + congiuntivo può presentare un evento che, rispetto a un momento passato, doveva accadere più tardi:
- Nu știa că avea să devină medic. — «Non sapeva che sarebbe diventato medico.»
- Aceea avea să fie ultima lor întâlnire. — «Quello sarebbe stato il loro ultimo incontro.»
Questa costruzione non è il normale futuro della conversazione presente. È frequente nella narrazione e può suggerire che l'esito successivo sia ormai noto a chi racconta. Per un semplice programma nel passato si incontra anche urma să + congiuntivo: Urma să plecăm luni «Dovevamo partire lunedì».
Dal futuro alla supposizione
Alcune forme simili al futuro possono esprimere probabilità anziché posteriorità: O fi acasă può significare «Sarà a casa», nel senso di «forse è a casa». Qui non si sta necessariamente parlando di un momento successivo. Questo valore conduce al modo presuntivo, un argomento distinto di livello più avanzato. Per capire la frase bisogna quindi osservare gli avverbi e il contesto: mâine favorisce una lettura futura, mentre una domanda sul luogo in cui qualcuno si trova adesso può favorire la supposizione.
Consigli per la pratica
- Trasforma una stessa frase in due modi. Parti da cinque infiniti comuni e crea coppie come Voi citi cartea / O să citesc cartea. In questo modo alleni sia gli ausiliari sia il congiuntivo senza confondere le strutture.
- Concentrati sulla terza persona. Prepara schede a coppie con presente e congiuntivo: vine → să vină, pleacă → să plece, este → să fie, are → să aibă. Sono proprio queste differenze a evitare gli errori più visibili con o să.
- Ascolta il registro. In un dialogo, una notizia e un annuncio pubblico, annota quale futuro compare. Non limitarti a contare le forme: chiediti se il tono è spontaneo, neutro, ufficiale o enfatico.
Concetti correlati
- Prerequisito: I gruppi di coniugazione verbale — aiuta a riconoscere l'infinito e le forme personali usate con să.
- Passo successivo: Il modo presuntivo — mostra come forme legate al futuro possano esprimere probabilità e supposizione.
Prerequisito
I quattro gruppi di coniugazione in romenoA1Concetti che si basano su questo
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