Il futuro in norvegese
Futurum
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.
In breve
Il norvegese non ha una desinenza verbale specifica equivalente a forme italiane come partirò. Per parlare del futuro sceglie soprattutto tra skal + infinito per programmi e intenzioni, kommer til å + infinito per sviluppi previsti, vil + infinito per previsioni, e il presente quando il momento futuro è già chiaro: Vi drar neste uke («Partiamo la settimana prossima»).
Panoramica
Il futurum norvegese non è un unico tempo verbale, ma un insieme di costruzioni. La scelta dipende da come chi parla considera l'evento: è un piano deciso, una previsione, una conseguenza probabile oppure un appuntamento già fissato? Per questo non conviene cercare una corrispondenza automatica tra il futuro italiano e una sola forma norvegese.
Questo argomento viene affrontato in modo sistematico al livello B1, dopo i verbi modali. Un verbo modale è un verbo come skal o vil che aggiunge idee quali intenzione, volontà, obbligo o probabilità al verbo principale. L'infinito è la forma base del verbo, per esempio reise («viaggiare, partire») o bli («diventare»). Dopo skal e vil l'infinito si usa senza å; nella costruzione kommer til å il marcatore å è invece obbligatorio.
Per un italofono la differenza più importante è questa: il norvegese preferisce rendere esplicito il rapporto con il futuro, non semplicemente collocare un'azione nel tempo. L'italiano «domani lavorerò da casa» può quindi diventare I morgen skal jeg jobbe hjemmefra se è una decisione, I morgen jobber jeg hjemmefra se è un programma stabilito, oppure Jeg kommer til å jobbe hjemmefra i morgen se si prevede che sarà così.
Come funziona
Le quattro scelte principali
| Costruzione | Schema | Uso centrale | Esempio e significato |
|---|---|---|---|
| skal + infinito | soggetto + skal + verbo | intenzione, accordo o piano deciso | Jeg skal ringe senere. — Telefonerò più tardi; ho intenzione di farlo. |
| kommer til å + infinito | soggetto + kommer til å + verbo | previsione o conseguenza attesa | Det kommer til å bli dyrt. — Diventerà/costerà caro. |
| vil + infinito | soggetto + vil + verbo | previsione, spesso neutra, generale o formale | Prisene vil stige. — I prezzi aumenteranno. |
| presente | verbo al presente + indicazione temporale | orario, accordo o evento già fissato | Toget går klokka seks. — Il treno parte alle sei. |
Questi valori possono sovrapporsi. Non si tratta quindi di quattro caselle rigide, ma di quattro prospettive diverse sullo stesso evento.
Skal: intenzione, programma e impegno
Si usa skal + infinito senza å quando il soggetto ha un'intenzione, quando esiste un accordo o quando il programma viene presentato come deciso:
- Jeg skal besøke foreldrene mine i helga. — Andrò a trovare i miei genitori nel fine settimana.
- Vi skal møtes utenfor kinoen. — Ci incontreremo davanti al cinema.
- Legen skal ringe deg i morgen. — Il medico ti chiamerà domani.
Il soggetto è la persona o la cosa di cui si dice che compie o vive l'azione. Con un soggetto umano, skal suggerisce spesso una decisione o un impegno. Non equivale però sempre all'italiano «dovere»: Jeg skal lage middag normalmente significa «preparerò la cena / ho in programma di prepararla», non necessariamente «devo prepararla».
In domande come Skal vi gå? la costruzione serve anche per proporre qualcosa: «Andiamo?». Hva skal du gjøre i sommer? chiede invece quali programmi ha l'interlocutore per l'estate.
Kommer til å: previsione e conseguenza probabile
Kommer til å + infinito presenta un risultato previsto, spesso sulla base della situazione presente o di ciò che si sa:
- Se på de skyene! Det kommer til å regne. — Guarda quelle nuvole! Pioverà.
- Hun kommer til å bli en god lærer. — Diventerà una brava insegnante.
- Hvis vi venter, kommer vi til å miste bussen. — Se aspettiamo, perderemo l'autobus.
Qui kommer è un verbo finito, cioè il verbo coniugato che porta il tempo della frase; til å introduce l'infinito. La sequenza va imparata intera: non si elimina å e non si aggiunge un secondo verbo coniugato.
Questa costruzione è molto comune nel parlato. Può esprimere sia una previsione fondata su indizi visibili sia un esito ritenuto praticamente inevitabile. Non significa letteralmente «venire a» nel senso di movimento.
Vil: previsione, ma anche volontà
Vil + infinito senza å può indicare ciò che con ogni probabilità accadrà:
- Det vil ta omtrent to timer. — Ci vorranno circa due ore.
- Endringen vil påvirke mange ansatte. — Il cambiamento riguarderà molti dipendenti.
- Temperaturen vil falle i løpet av natta. — La temperatura scenderà durante la notte.
Questo uso è frequente in previsioni, spiegazioni, istruzioni e testi relativamente formali. Nel parlato quotidiano kommer til å è spesso più naturale per una previsione concreta.
Occorre però fare attenzione: con una persona come soggetto, vil esprime molto spesso volontà o desiderio. Han vil reise viene normalmente capito come «vuole partire», non come «partirà». Se si intende fare una previsione sulla sua partenza, Han kommer til å reise è più chiaro. Il contesto può eliminare l'ambiguità, ma non bisogna trattare vil come un equivalente automatico del futuro italiano.
Il presente con valore futuro
Il presente è naturale quando un'espressione di tempo o la situazione rende evidente il riferimento futuro. Si usa soprattutto per orari, calendari, appuntamenti e programmi stabiliti:
- Flyet lander klokka 20.10. — L'aereo atterra alle 20:10.
- Vi drar på fredag. — Partiamo venerdì.
- Kurset begynner neste måned. — Il corso comincia il mese prossimo.
Anche l'italiano usa spesso il presente in questi casi, quindi questa soluzione risulta familiare. In norvegese, però, è particolarmente importante non aggiungere un ausiliare futuro solo perché in italiano sarebbe possibile dire «partiremo». Senza un'indicazione temporale o un contesto chiaro, il presente può essere interpretato come abituale o attuale: Jeg jobber hjemme significa normalmente «lavoro da casa»; Jeg jobber hjemme i morgen significa «domani lavoro da casa».
Ordine delle parole e negazione
Nella frase principale norvegese il verbo finito occupa normalmente la seconda posizione. Se la frase inizia con un'indicazione di tempo, il soggetto viene dopo il verbo:
- Jeg skal reise i morgen.
- I morgen skal jeg reise.
- non: I morgen jeg skal reise.
Con kommer til å, è kommer il verbo finito: Neste år kommer hun til å studere i Bergen. Con il semplice presente: På mandag begynner kurset.
La negazione ikke viene normalmente dopo il verbo finito nella frase principale:
- Jeg skal ikke jobbe på lørdag. — Sabato non lavorerò.
- Det kommer ikke til å fungere. — Non funzionerà.
- Prisene vil ikke falle med en gang. — I prezzi non scenderanno subito.
In una subordinata (una frase dipendente introdotta, per esempio, da fordi, «perché», o at, «che»), ikke precede il verbo finito: Hun sier at hun ikke skal reise («Dice che non partirà»).
Domande
Nelle domande senza parola interrogativa, verbo e soggetto si scambiano di posto:
- Skal du være med? — Vieni anche tu?/Parteciperai?
- Kommer det til å snø? — Nevicherà?
- Vil dette påvirke oss? — Questo avrà conseguenze per noi?
Con una parola interrogativa, l'ordine resta parola interrogativa + verbo finito + soggetto: Når skal dere dra? («Quando partirete?»), Hva kommer hun til å si? («Che cosa dirà?»).
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg skal reise i morgen. | Partirò domani. | Intenzione o piano deciso. |
| Vi skal spise hos Anna på lørdag. | Sabato mangeremo da Anna. | Accordo già preso. |
| Skal vi bestille bord nå? | Prenotiamo un tavolo adesso? | Proposta con skal vi. |
| Det kommer til å regne i kveld. | Pioverà stasera. | Previsione concreta. |
| Hun kommer til å bli lege. | Diventerà medico. | Sviluppo atteso nel tempo. |
| Du kommer til å like denne boka. | Questo libro ti piacerà. | Previsione rivolta all'interlocutore. |
| Det vil ta minst en uke. | Ci vorrà almeno una settimana. | Stima neutra. |
| Ny teknologi vil endre arbeidslivet. | Le nuove tecnologie cambieranno il mondo del lavoro. | Previsione generale, registro informativo. |
| Han vil ikke bli med. | Non vuole venire con noi. | Qui vil esprime volontà, non futuro. |
| Vi drar neste uke. | Partiamo la settimana prossima. | Presente con riferimento futuro chiaro. |
| Bussen går om ti minutter. | L'autobus parte tra dieci minuti. | Orario programmato. |
| I morgen skal jeg jobbe hjemmefra. | Domani lavorerò da casa. | L'elemento iniziale provoca l'inversione. |
| Hun sier at hun ikke skal flytte. | Dice che non traslocherà. | Ikke prima del verbo nella subordinata. |
| Når kommer dere tilbake? | Quando tornate? | Presente per un ritorno già previsto. |
| Om fem år kommer byen til å se helt annerledes ut. | Fra cinque anni la città avrà un aspetto completamente diverso. | Conseguenza futura prevista. |
Errori comuni
Aggiungere å dopo skal o vil
- Errato: Jeg skal å studere i kveld.
- Corretto: Jeg skal studere i kveld.
- Perché: dopo i verbi modali skal e vil si usa l'infinito senza å. Invece kommer til å studere richiede å.
Omettere å in kommer til å
- Errato: Det kommer til regne.
- Corretto: Det kommer til å regne.
- Perché: kommer til å è una costruzione fissa; il marcatore dell'infinito non può essere soppresso.
Usare vil per ogni futuro
- Poco chiaro: Maria vil flytte til Oslo neste år.
- Più chiaro per una previsione: Maria kommer til å flytte til Oslo neste år.
- Perché: la prima frase tende a significare «Maria vuole trasferirsi a Oslo». Se invece si parla del suo piano deciso, si può dire Maria skal flytte til Oslo neste år.
Dimenticare l'inversione dopo un'espressione iniziale
- Errato: Neste uke vi skal besøke Bergen.
- Corretto: Neste uke skal vi besøke Bergen.
- Perché: nella frase principale il verbo finito occupa la seconda posizione; neste uke conta come primo elemento.
Mettere ikke nel posto sbagliato
- Errato: Jeg ikke skal jobbe i morgen.
- Corretto: Jeg skal ikke jobbe i morgen.
- Perché: nella frase principale ikke segue il verbo finito. In una subordinata l'ordine cambia: fordi jeg ikke skal jobbe.
Note d'uso
Nella lingua quotidiana skal e il presente sono frequentissimi per i propri programmi. La differenza può essere lieve: Vi skal dra på fredag mette in primo piano il piano o la decisione; Vi drar på fredag presenta la partenza come un fatto già inserito nel calendario.
Kommer til å è molto comune nelle conversazioni e rende bene previsioni personali, avvertimenti e conseguenze: Du kommer til å angre («Te ne pentirai»). Vil con valore futuro compare spesso in testi informativi, relazioni, previsioni generali e formulazioni impersonali: Dette vil føre til høyere kostnader («Ciò comporterà costi maggiori»). Non è scorretto nel parlato, ma può suonare più distaccato e, con soggetti umani, può essere interpretato come volontà.
Le espressioni temporali aiutano molto: i morgen («domani»), neste uke («la settimana prossima»), senere («più tardi»), om to år («fra due anni»), snart («presto»). Attenzione a om: om to timer significa «fra due ore», mentre i to timer significa «per due ore» e indica durata.
In italiano il futuro può anche esprimere una supposizione sul presente, come «sarà a casa». Il norvegese non trasferisce automaticamente questa sfumatura a vil. A seconda del contesto si preferiscono espressioni di probabilità: Han er sikkert hjemme («Sarà sicuramente a casa / probabilmente è a casa») oppure Han er nok hjemme («Sarà a casa, immagino»).
Oltre le basi: usi avanzati
Futuro anteriore
Per un'azione che sarà già compiuta prima di un momento futuro si può usare skal/vil ha + participio passato. Il participio passato è la forma usata anche con har nel perfetto, per esempio gjort in har gjort («ha fatto»):
- Innen fredag skal jeg ha skrevet rapporten. — Entro venerdì avrò scritto la relazione.
- Ved slutten av året vil selskapet ha åpnet tre nye butikker. — Entro la fine dell'anno l'azienda avrà aperto tre nuovi negozi.
- Når du kommer, har vi sikkert spist. — Quando arriverai, probabilmente avremo già mangiato.
Anche qui la scelta dipende dalla prospettiva: skal ha skrevet può descrivere un obiettivo o un impegno; vil ha åpnet presenta una previsione.
Il futuro visto dal passato
Quando un evento era futuro rispetto a un momento passato, compaiono spesso skulle + infinito e ville + infinito:
- Hun sa at hun skulle ringe. — Disse che avrebbe telefonato.
- Ingen visste at dette ville bli den siste konserten. — Nessuno sapeva che quello sarebbe stato l'ultimo concerto.
Skulle può indicare un piano passato senza dire se sia stato realizzato: Vi skulle møtes, men hun ble syk («Dovevamo incontrarci, ma lei si ammalò»). Ville può invece sovrapporsi al condizionale o alla volontà; il contesto resta decisivo.
Skal come informazione riportata
In testi giornalistici o quando chi parla non garantisce personalmente l'informazione, skal può significare «a quanto pare», «secondo quanto riferito»:
- Møtet skal begynne klokka ni. — A quanto risulta, la riunione dovrebbe iniziare alle nove.
- Han skal være svært dyktig. — Pare che sia molto competente.
Il secondo esempio non descrive necessariamente il futuro. È un uso modale avanzato di skal, utile da riconoscere per non interpretare ogni occorrenza come un programma.
Futuro prossimo e azione imminente
Per dire che qualcosa sta per accadere si incontrano skal til å e er i ferd med å:
- Jeg skal til å gå. — Sto per andare via.
- Filmen er i ferd med å begynne. — Il film sta per cominciare.
Queste costruzioni mettono l'accento sull'imminenza o sul fatto che l'azione è già sul punto di iniziare. Non sostituiscono in generale skal o kommer til å.
Consigli per esercitarsi
- Parti da una sola situazione e cambia prospettiva. Scrivi quattro versioni, per esempio Jeg skal reise på fredag (piano), Jeg reiser på fredag (programma fissato), Jeg kommer til å reise mye neste år (previsione personale) e Reiseprisene vil stige (previsione generale). Spiega a voce perché hai scelto ogni forma.
- Ascolta la forma, non solo la traduzione. In una previsione del tempo, in un'agenda e in una conversazione tra amici, annota ogni skal, vil, kommer til å e presente con valore futuro. Chiediti se esprime intenzione, previsione, volontà o calendario.
- Allena insieme ordine delle parole e futuro. Trasforma Jeg skal møte Kari i morgen prima in I morgen skal jeg møte Kari, poi nella domanda Når skal du møte Kari? e infine nella subordinata fordi jeg ikke skal møte Kari. In questo modo il futuro diventa parte della sintassi reale, non una formula isolata.
Concetti correlati
- Prerequisito: Verbi modali — introduce skal e vil e l'infinito senza å.
- Passo successivo: Modo condizionale — approfondisce ville, le ipotesi e il futuro visto dal passato.