B1

Il pluskvamperfektum in norvegese

Pluskvamperfektum

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.

In breve

Il pluskvamperfektum presenta un fatto già concluso prima di un altro momento passato: Da vi kom, hadde de gått («Quando siamo arrivati, se n'erano già andati»). Si forma sempre con hadde + participio passato; hadde non cambia con la persona e il participio non concorda con il soggetto.

Panoramica

Il pluskvamperfektum è il tempo che permette di fare un passo indietro rispetto a un racconto già ambientato nel passato. Per questo viene spesso chiamato, in modo informale, «il passato del passato». Se dici Jeg spiste da hun ringte, le due azioni appartengono alla stessa sequenza narrativa: «Mangiavo/Ho mangiato quando ha telefonato». Con Jeg hadde spist da hun ringte, invece, il pasto era terminato prima della telefonata: «Avevo mangiato quando ha telefonato».

Il nucleo di questo argomento viene normalmente affrontato al livello B1, dopo il perfektum. La somiglianza tra i due tempi è utile: il participio passato — cioè la forma verbale usata, per esempio, in har spist — rimane identico; cambia soltanto l'ausiliare, da har a hadde. In pratica, se sai costruire Jeg har lest boka («Ho letto il libro»), puoi costruire anche Jeg hadde lest boka («Avevo letto il libro»).

Per chi parla italiano il significato generale ricorda molto il trapassato prossimo. La forma norvegese, però, è più uniforme: si usa sempre hadde, anche con verbi di movimento o cambiamento di stato. Non esiste quindi l'alternanza italiana tra avere ed essere, né la concordanza del participio con il soggetto: hun hadde gått e de hadde gått contengono entrambe la stessa forma gått.

Come funziona

La formula di base

La costruzione ha tre elementi principali:

Posizione Elemento Esempio
1 soggetto (chi compie o vive l'azione) jeg
2 ausiliare al passato hadde
3 participio passato spist

Il risultato è Jeg hadde spist («Avevo mangiato»). Hadde è il preteritum, cioè il passato semplice, di å ha («avere»), ma qui funziona da ausiliare. È uguale con tutte le persone:

Persona Forma con å spise Traduzione
jeg jeg hadde spist avevo mangiato
du du hadde spist avevi mangiato
han/hun han/hun hadde spist aveva mangiato
vi vi hadde spist avevamo mangiato
dere dere hadde spist avevate mangiato
de de hadde spist avevano mangiato

Non bisogna modificare neppure il participio: Hun hadde skrevet («Lei aveva scritto») e De hadde skrevet («Loro avevano scritto»). Questa invariabilità rende la costruzione più semplice del trapassato italiano con essere.

Come si forma il participio

Il pluskvamperfektum riutilizza esattamente il participio già appreso con il perfektum. Non basta però aggiungere una sola desinenza a tutti i verbi: i verbi deboli seguono vari schemi e quelli forti o irregolari vanno memorizzati con le loro forme principali.

Infinito Participio Pluskvamperfektum Significato
å snakke snakket hadde snakket aveva parlato
å kjøpe kjøpt hadde kjøpt aveva comprato
å bo bodd hadde bodd aveva abitato
å lese lest hadde lest aveva letto
å spise spist hadde spist aveva mangiato
å skrive skrevet hadde skrevet aveva scritto
å gå gått hadde gått era andato/a
å se sett hadde sett aveva visto
å være vært hadde vært era stato/a
å gjøre gjort hadde gjort aveva fatto

È utile imparare ogni verbo insieme al participio, per esempio å se – sett e å gå – gått. Le varianti ammesse nel Bokmål, come alcuni participi in -a accanto a quelli in -et, dipendono dallo stile linguistico scelto; conviene mantenere una variante coerente nello stesso testo.

Affermazioni, negazioni e domande

In una frase principale dichiarativa, hadde occupa la posizione del verbo coniugato. La negazione ikke e avverbi come aldri («mai») si collocano normalmente tra l'ausiliare e il participio:

  • Jeg hadde ikke spist. — Non avevo mangiato.
  • Hun hadde aldri reist alene. — Non aveva mai viaggiato da sola.
  • Vi hadde allerede bestilt. — Avevamo già ordinato.

Nelle domande senza parola interrogativa, hadde precede il soggetto:

  • Hadde du spist? — Avevi mangiato?
  • Hadde de kommet hjem? — Erano tornati a casa?

Con una parola interrogativa, questa viene per prima, seguita da hadde e dal soggetto: Hva hadde du gjort? («Che cosa avevi fatto?»), Hvor lenge hadde hun bodd der? («Da quanto tempo abitava lì?»).

Due momenti nel passato

Il pluskvamperfektum segnala l'azione anteriore; l'altro evento è spesso al preteritum:

  1. prima: De hadde gått — se n'erano andati;
  2. dopo: vi kom — siamo arrivati.

Insieme: De hadde gått da vi kom. La congiunzione da significa qui «quando» e introduce un momento preciso nel passato.

Se la frase subordinata viene spostata all'inizio, la principale segue la regola V2: il verbo coniugato occupa il secondo elemento della frase. Si dice quindi Da vi kom, hadde de gått, non Da vi kom, de hadde gått. «Secondo elemento» non vuol dire necessariamente «seconda parola»: l'intera subordinata Da vi kom conta come primo elemento.

Nelle subordinate introdotte, per esempio, da fordi («perché»), at («che») o etter at («dopo che»), la negazione e molti avverbi di frase precedono invece l'ausiliare:

  • Hun var sulten fordi hun ikke hadde spist. — Aveva fame perché non aveva mangiato.
  • Jeg visste at de allerede hadde reist. — Sapevo che erano già partiti.

Questo ordine è diverso da quello della principale: Hun hadde ikke spist, ma fordi hun ikke hadde spist.

Esempi nel contesto

Norvegese Italiano Nota
Jeg hadde allerede spist. Avevo già mangiato. Allerede si colloca tra ausiliare e participio.
Hun hadde aldri sett havet. Non aveva mai visto il mare. Aldri occupa la posizione dell'avverbio nella principale.
De hadde gått da vi kom. Se n'erano andati quando siamo arrivati. L'andarsene precede il nostro arrivo.
Hadde du lest boka? Avevi letto il libro? Domanda con inversione tra ausiliare e soggetto.
Da filmen begynte, hadde vi funnet plassene våre. Quando è iniziato il film, avevamo trovato i nostri posti. La subordinata iniziale provoca l'inversione nella principale.
Jeg var trøtt fordi jeg ikke hadde sovet godt. Ero stanco perché non avevo dormito bene. Nella subordinata ikke precede hadde.
Hun fortalte at hun hadde mistet nøklene. Ha raccontato che aveva perso le chiavi. Il fatto di perderle è precedente al racconto.
Vi hadde bodd i Bergen i fem år før vi flyttet til Oslo. Avevamo abitato a Bergen per cinque anni prima di trasferirci a Oslo. Esprime una durata conclusa prima di un altro evento.
Hvor lenge hadde dere ventet? Da quanto tempo aspettavate? La domanda chiede la durata fino a un punto passato.
Etter at han hadde ryddet kjøkkenet, gikk han ut. Dopo aver riordinato la cucina, è uscito. Etter at rende esplicita la successione.
Ingen hadde fortalt meg om møtet. Nessuno mi aveva parlato della riunione. Il pronome oggetto meg segue il participio.
Da strømmen gikk, hadde vi nettopp laget middag. Quando è mancata la corrente, avevamo appena preparato la cena. Nettopp indica un'azione appena conclusa.
Hun hadde vært syk, men nå følte hun seg bedre. Era stata malata, ma ora si sentiva meglio. Hadde vært è il pluskvamperfektum di å være.

Errori comuni

Usare har invece di hadde

  • Non corretto: Da vi kom, har de gått.
  • Corretto: Da vi kom, hadde de gått.
  • Perché: har gått è il perfektum e collega il fatto al presente. Se il punto di riferimento è vi kom, quindi un momento passato, serve hadde gått.

Tradurre automaticamente l'ausiliare italiano essere

  • Non corretto: Hun var gått før klokka åtte.
  • Corretto: Hun hadde gått før klokka åtte.
  • Perché: nel pluskvamperfektum norvegese si usa hadde anche con å gå. L'italiano «era andata» non va riprodotto parola per parola. Costruzioni con var + participio possono avere altri valori, ma non costituiscono la forma neutra da usare qui.

Concordare il participio con il soggetto

  • Non corretto: modificare gått perché il soggetto è femminile o plurale.
  • Corretto: Hun hadde gått; De hadde gått.
  • Perché: dopo hadde il participio resta invariabile. Il genere e il numero del soggetto non cambiano la forma verbale.

Mettere ikke nella posizione sbagliata in una subordinata

  • Non corretto: fordi hun hadde ikke spist
  • Corretto: fordi hun ikke hadde spist
  • Perché: in una subordinata norvegese la negazione precede normalmente il verbo coniugato. Nella principale l'ordine è invece hun hadde ikke spist.

Dimenticare l'inversione dopo una subordinata iniziale

  • Non corretto: Da jeg kom hjem, jeg hadde allerede spist.
  • Corretto: Da jeg kom hjem, hadde jeg allerede spist.
  • Perché: nella principale norvegese il verbo coniugato deve restare in seconda posizione. La subordinata iniziale occupa già il primo posto.

Usare il pluskvamperfektum per ogni verbo del racconto

  • Poco naturale: Jeg hadde stått opp, hadde spist og hadde gått på jobb.
  • Più naturale: Jeg sto opp, spiste og gikk på jobb.
  • Perché: una semplice sequenza cronologica si racconta di solito al preteritum. Il pluskvamperfektum serve soprattutto a indicare che un fatto era già avvenuto prima del punto passato su cui si concentra il racconto.

Note d'uso

Il pluskvamperfektum non è obbligatorio ogni volta che due azioni passate hanno un ordine preciso. Parole come før («prima»), etter at («dopo che») e la logica del contesto possono già rendere chiara la successione. Sono quindi possibili sia Etter at hun hadde spist, gikk hun ut sia, in un racconto lineare, Etter at hun spiste, gikk hun ut. La prima forma mette maggiormente in rilievo che il pasto era completato; la seconda tratta i fatti come tappe consecutive.

Nel racconto, il tempo funziona spesso come un breve ritorno all'indietro. Si stabilisce prima una scena al passato — Jeg kom til stasjonen — e poi si spiega ciò che era successo prima — Toget hadde allerede gått. Dopo aver chiarito questo sfondo, la narrazione può tornare al preteritum. Non occorre mantenere hadde in ogni frase successiva se l'ordine temporale è ormai evidente.

Gli avverbi allerede («già»), nettopp («appena»), aldri («mai») e ikke ennå («non ancora») compaiono spesso con questo tempo perché precisano lo stato delle cose al momento passato: Toget hadde ikke kommet ennå da vi kom til stasjonen («Il treno non era ancora arrivato quando siamo arrivati in stazione»).

Nel Bokmål scritto sono comuni sia pluskvamperfektum sia la denominazione trasparente førfortid, letteralmente «passato anteriore». Indicano lo stesso tempo verbale. La forma con hadde è normale tanto nel parlato quanto nello scritto; non è un tempo riservato alla lingua formale.

Oltre le basi: usi avanzati

Discorso indiretto

Dopo un verbo al passato, il pluskvamperfektum può mostrare che il contenuto riferito era già vero prima del parlare, pensare o scoprire:

  • Hun sa at hun hadde glemt avtalen. — Disse che aveva dimenticato l'appuntamento.
  • Vi oppdaget at noen hadde åpnet vinduet. — Scoprimmo che qualcuno aveva aperto la finestra.

Non è una trasformazione meccanica obbligatoria di qualsiasi verbo nel discorso indiretto: la scelta dipende dal rapporto temporale. In Hun sa at hun bodde i Tromsø, l'abitare può essere contemporaneo a ciò che ha detto; in Hun sa at hun hadde bodd i Tromsø, quel periodo di residenza viene presentato come precedente.

Modali, passivo e stato risultante

Anche i verbi modali possono comparire al participio dopo hadde: Vi hadde måttet vente lenge («Avevamo dovuto aspettare a lungo») e Han hadde ikke kunnet komme («Non era potuto venire»). Queste catene sembrano lunghe, ma la struttura resta la stessa: hadde è il verbo coniugato e gli altri elementi sono forme non coniugate.

Per parlare di un'azione passiva anteriore si incontra spesso hadde blitt + participio: Døra hadde blitt låst før vi kom («La porta era stata chiusa a chiave prima del nostro arrivo»). Hadde vært + participio/aggettivo tende invece a descrivere uno stato: Døra hadde vært låst hele natta («La porta era rimasta chiusa a chiave per tutta la notte»). La distinzione tra evento e stato dipende comunque dal verbo e dal contesto.

La stessa forma nelle ipotesi irreali

In una frase come Hvis jeg hadde visst det, hadde jeg blitt hjemme («Se l'avessi saputo, sarei rimasto a casa»), hadde visst ha la stessa forma del pluskvamperfektum, ma partecipa a un periodo ipotetico irreale: chi parla lascia intendere che non lo sapeva. Non bisogna quindi interpretare automaticamente ogni hadde + participio come un fatto realmente avvenuto. Le congiunzioni, il contesto e la frase principale chiariscono se si tratta di anteriorità reale oppure di un'ipotesi contraria ai fatti.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci coppie con har e hadde. Parti da cinque frasi note, come Jeg har sett filmen, poi sposta il punto di riferimento nel passato: Jeg hadde sett filmen før vi snakket om den. In questo modo riutilizzi il participio senza imparare una nuova coniugazione.
  2. Disegna due punti su una linea del tempo. Scrivi l'evento più antico con hadde + participio e quello successivo al preteritum: hadde bestilt → maten kom. Questo aiuta a scegliere il tempo in base al rapporto tra i fatti, non traducendo parola per parola dall'italiano.
  3. Allenati con l'ordine delle parole. Trasforma Hun hadde ikke spist in Jeg visste at hun ikke hadde spist e Da jeg ringte, hadde hun ikke spist. Controlla ogni volta la posizione di ikke e l'inversione della principale.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Perfektum — introduce har + participio passato e le forme di participio riutilizzate con hadde.

Prerequisito

Il perfetto in norvegese (perfektum)A2

Altri concetti di livello B1