C1

Il passato remoto in italiano

Passato Remoto

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Il passato remoto presenta un fatto passato come concluso e separato dal momento in cui si parla: Dante nacque nel 1265; scrisse la Divina Commedia. È il tempo tipico della narrazione storica e letteraria; nel parlato la sua frequenza cambia molto da una regione all'altra. Non basta però contare quanti anni sono trascorsi: contano anche il punto di vista del parlante, il tipo di testo e l'uso regionale.

Panoramica

Il passato remoto è un tempo semplice, cioè si forma con una sola voce verbale, come partì o videro. Descrive eventi compiuti, spesso disposti in una sequenza: entrò, salutò e si sedette. In una narrazione porta avanti l'azione, mentre l'imperfetto tende a descrivere lo sfondo, una situazione in corso o un'abitudine: Pioveva quando il treno arrivò.

Questo tempo si studia in modo approfondito al livello C1 perché è indispensabile per leggere romanzi, fiabe, biografie, testi storici e molta prosa giornalistica. È utile anche per comprendere film e conversazioni provenienti da aree in cui rimane vivo nel parlato. Per usarlo bene occorre conoscere sia le desinenze regolari sia numerose forme irregolari, soprattutto dei verbi in -ere.

La distinzione dal passato prossimo non coincide sempre con «passato lontano» contro «passato recente». Ieri lo vidi e ieri l'ho visto possono riferirsi allo stesso momento, ma non appartengono necessariamente alla stessa varietà regionale o allo stesso modo di raccontare. Nell'italiano contemporaneo la scelta dipende dall'evento così come viene presentato, oltre che dal luogo, dal registro e dalle abitudini individuali.

Come funziona

Le desinenze regolari

Per ottenere il passato remoto si parte dal tema del verbo, cioè dalla parte che resta togliendo -are, -ere o -ire dall'infinito. A questo tema si aggiungono le desinenze della persona richiesta.

Persona parlare credere partire
io parlai credei / credetti partii
tu parlasti credesti partisti
lui, lei parlò credé / credette partì
noi parlammo credemmo partimmo
voi parlaste credeste partiste
loro parlarono crederono / credettero partirono

Le terminazioni più riconoscibili sono:

  • verbi in -are: -ai, -asti, -ò, -ammo, -aste, -arono;
  • verbi in -ere: -ei o -etti, -esti, -é o -ette, -emmo, -este, -erono o -ettero;
  • verbi in -ire: -ii, -isti, -ì, -immo, -iste, -irono.

L'accento scritto distingue forme importanti: parlò, credé, partì. Senza accento, parlo è un presente e parti può essere un presente o un imperativo. In partii le due i sono entrambe necessarie: una appartiene al tema, l'altra alla desinenza.

Molti verbi in -ere ammettono due serie, una in -ei/-é/-erono e una in -etti/-ette/-ettero. Non tutte le alternative hanno la stessa frequenza per ogni verbo: quando si incontra un verbo nuovo, è prudente controllare un buon dizionario invece di costruire una forma per analogia.

Le irregolarità più importanti

Numerosi verbi hanno un tema irregolare, cioè cambiano la parte iniziale della forma. In molti paradigmi il tema speciale compare nella prima persona singolare e nelle terze persone, mentre tu, noi e voi conservano forme più vicine all'infinito. Si osservi fare: feci, facesti, fece, facemmo, faceste, fecero.

Infinito io tu lui, lei noi voi loro
essere fui fosti fu fummo foste furono
avere ebbi avesti ebbe avemmo aveste ebbero
fare feci facesti fece facemmo faceste fecero
dire dissi dicesti disse dicemmo diceste dissero
scrivere scrissi scrivesti scrisse scrivemmo scriveste scrissero
leggere lessi leggesti lesse leggemmo leggeste lessero
vedere vidi vedesti vide vedemmo vedeste videro
prendere presi prendesti prese prendemmo prendeste presero
mettere misi mettesti mise mettemmo metteste misero
nascere nacqui nascesti nacque nascemmo nasceste nacquero
venire venni venisti venne venimmo veniste vennero
volere volli volesti volle volemmo voleste vollero

Altri gruppi utili si imparano per famiglie:

  • chiedere → chiesi, chiudere → chiusi, rimanere → rimasi;
  • correre → corsi, scegliere → scelsi, rompere → ruppi;
  • bere → bevvi, vivere → vissi, sapere → seppi;
  • tenere → tenni, come spesso accade anche nei suoi derivati.

I verbi composti tendono a conservare l'irregolarità del verbo di base: porre → posi, quindi comporre → composi; trarre → trassi, quindi sottrarre → sottrassi; condurre → condussi, quindi tradurre → tradussi. L'accento e qualche dettaglio ortografico possono comunque variare, perciò è meglio memorizzare le forme dentro frasi complete.

Valore e costruzione della frase

Il passato remoto non richiede un ausiliare: si dice nacque, non fu nato, quando si vuole esprimere semplicemente «venne al mondo». Inoltre non c'è accordo di genere o numero: Maria partì e Paolo partì hanno la stessa forma. La desinenza concorda soltanto con la persona e il numero del soggetto (chi compie o vive l'azione): io partii, loro partirono.

In una sequenza narrativa, più passati remoti indicano fatti successivi e delimitati:

Aprì la finestra, guardò la strada e chiamò un taxi.

Per una condizione già in corso si usa normalmente l'imperfetto:

Era ancora buio quando aprì la finestra.

Esempi nel contesto

Italiano Parafrasi Funzione
Dante nacque nel 1265. La nascita di Dante avvenne nel 1265. Dato biografico concluso
Visse a Firenze per molti anni. Trascorse molti anni della sua vita a Firenze. Periodo delimitato in una biografia
Scrisse la Divina Commedia. Fu l'autore della Divina Commedia. Forma irregolare di scrivere
I Romani conquistarono la Gallia. La conquista della Gallia fu compiuta dai Romani. Narrazione storica
La principessa aprì la porta e vide una luce. Prima aprì, poi vide una luce. Successione tipica della fiaba
Pioveva quando il viaggiatore giunse al villaggio. La pioggia era in corso al suo arrivo. Sfondo all'imperfetto, evento al remoto
Per anni cercarono una soluzione, ma non la trovarono. La ricerca durò a lungo e si concluse senza risultato. Intervallo presentato come chiuso
Nel 1946 gli italiani scelsero la repubblica. La scelta avvenne con il referendum del 1946. Resoconto storico
Udì un rumore, si alzò e uscì dalla stanza. Sentì qualcosa e reagì con due azioni successive. Catena narrativa e verbo riflessivo
Non appena arrivò la notizia, tutti tacquero. Il silenzio seguì immediatamente la notizia. Due eventi puntuali
Quella scoperta cambiò il corso della ricerca. Da quel momento la ricerca prese una direzione diversa. Evento decisivo in un resoconto
Ieri lo incontrai al mercato. L'incontro avvenne ieri. Uso possibile nel parlato di alcune aree
Nel 2018 mi trasferii a Bologna e vi rimasi tre anni. Il trasferimento iniziò un periodo ormai concluso. Esperienza autobiografica vista come chiusa

Errori comuni

Usare il participio al posto della forma semplice

  • Non corretto: Dante scritto la Divina Commedia.
  • Corretto: Dante scrisse la Divina Commedia.
  • Perché: scritto è un participio passato e, nel passato prossimo, richiede un ausiliare: ha scritto. Il passato remoto usa invece la forma semplice scrisse.

Aggiungere un ausiliare a un passato remoto

  • Non corretto: Ha scrisse il romanzo in due anni.
  • Corretto: Scrisse il romanzo in due anni.
  • Perché: ha appartiene alla costruzione del passato prossimo; scrisse è già una voce verbale completa.

Estendere il tema irregolare a tutte le persone

  • Non corretto: Tu fecesti tutto da solo.
  • Corretto: Tu facesti tutto da solo.
  • Perché: in fare il tema fec- compare in feci, fece, fecero, ma non in facesti, facemmo, faceste.

Dimenticare l'accento

  • Non corretto: Lei parti all'alba e torno la sera.
  • Corretto: Lei partì all'alba e tornò la sera.
  • Perché: alla terza persona singolare l'accento di -ò, -é, -ì è parte dell'ortografia e può distinguere il passato remoto da altre forme.

Usare il remoto per lo sfondo narrativo

  • Poco naturale: Fu notte e piovve mentre Marco camminò verso casa.
  • Più naturale: Era notte e pioveva mentre Marco camminava verso casa; a un tratto vide un'ombra.
  • Perché: stato, tempo atmosferico e azione in corso fanno da sfondo e richiedono di solito l'imperfetto; vide introduce l'evento che fa avanzare il racconto.

Applicare una regola cronologica rigida

  • Scelta non adatta al contesto: Questa mattina persi le chiavi e non posso entrare, se il parlante usa normalmente l'italiano settentrionale e il risultato è ancora presente.
  • Scelta più naturale: Questa mattina ho perso le chiavi e non posso entrare.
  • Perché: la distanza nel calendario non decide da sola. Qui la conseguenza è attuale e il passato prossimo è la scelta comune in molte varietà. In altre aree, tuttavia, un passato remoto riferito a oggi può essere del tutto normale.

Note d'uso

Scritto, parlato e regioni

Nella lingua scritta il passato remoto è comune in romanzi, racconti, fiabe, biografie e testi storici. Compare anche in articoli che ricostruiscono una successione di fatti. Non è quindi una forma soltanto antica: nello scritto contemporaneo continua ad avere una funzione narrativa precisa.

Nel parlato la situazione è più varia. In gran parte dell'Italia settentrionale il passato prossimo occupa molti contesti in cui la tradizione scritta userebbe il remoto. In diverse aree dell'Italia meridionale e insulare, invece, il remoto è più produttivo e può riferirsi anche a eventi recenti. Tra questi poli esistono molte soluzioni intermedie, legate alla città, all'età, alla situazione comunicativa e alla storia linguistica del parlante. Formule assolute come «al Nord non si usa mai» o «al Sud si usa sempre» sono perciò fuorvianti.

Per chi studia, la priorità è duplice: riconoscere bene tutte le persone nella lettura e scegliere, nella produzione, un modello coerente con il registro e la varietà d'italiano che si vuole usare. In una conversazione quotidiana il passato prossimo è spesso la scelta meno marcata a livello nazionale; in un racconto storico, evitare sempre il remoto può invece rendere lo stile ripetitivo o poco adatto.

Passato remoto e passato prossimo

I due tempi possono descrivere lo stesso fatto da prospettive diverse:

Passato prossimo Passato remoto Differenza di prospettiva
Ho vissuto a Torino per dieci anni. Vissi a Torino per dieci anni. Il primo può collegare l'esperienza al presente; il secondo la inserisce in una fase conclusa del racconto.
Oggi il ministro ha annunciato le dimissioni. Il ministro annunciò le dimissioni e lasciò la sala. Il primo suona come notizia attuale; il secondo costruisce una sequenza narrativa.
Non ho mai visto quel film. Non vidi mai più quella casa. Il primo riguarda l'esperienza fino a ora; il secondo chiude un periodo passato.

Espressioni come nel 1861, molti anni fa, allora favoriscono spesso il remoto, ma non lo impongono automaticamente. Allo stesso modo, ieri non obbliga al passato prossimo.

Oltre le basi: usi avanzati

Il sistema dei tempi nel racconto

In una narrazione articolata, i tempi svolgono compiti diversi. Il passato remoto segna gli eventi principali; l'imperfetto presenta circostanze, abitudini e azioni in corso; il trapassato prossimo indica spesso un fatto anteriore necessario a capire la scena:

La sala era vuota. Giulia entrò e si accorse che qualcuno aveva lasciato una finestra aperta.

Il trapassato remoto può invece sottolineare che un'azione si concluse immediatamente prima di un'altra, soprattutto nello stile letterario e dopo espressioni come appena, non appena, dopo che: Appena ebbe chiuso la porta, udì un grido. Non va usato come semplice sostituto del passato remoto.

Forme passive, riflessive e pronomi

Un verbo riflessivo mantiene il pronome, ma non prende un ausiliare: mi alzai, si voltò, si accorsero. I pronomi complemento si collocano normalmente prima del verbo: lo vidi, gli dissi la verità, se ne andarono.

La costruzione fu + participio può essere un vero passivo: Il ponte fu costruito nel 1890. Qui fu è il passato remoto di essere e costruito concorda con il soggetto. Non bisogna confonderla con una presunta forma composta di nascere: per il fatto della nascita si dice nacque.

Scelte stilistiche

Alternare passato remoto e presente storico può cambiare la distanza del racconto: Cesare attraversò il Rubicone presenta il fatto come passato; Cesare attraversa il Rubicone lo rende più immediato. Il presente storico è frequente nelle spiegazioni vivaci e nei riassunti, ma un'alternanza casuale tra i due tempi può disorientare il lettore.

Nella prosa letteraria si incontrano inoltre pronomi e forme oggi marcati, come egli disse o varianti rare di alcuni paradigmi. Sono temi da affrontare insieme alle forme letterarie: prima di imitarle, conviene distinguerle dalle forme ancora normali nello scritto contemporaneo.

Consigli per esercitarsi

  1. Studia per famiglie, non in ordine alfabetico. Abbina scrissi, lessi, dissi e poi ricostruisci le sei persone. Evidenzia il cambio di tema nelle persone io, lui/lei, loro.
  2. Trasforma brevi biografie. Scegli un personaggio storico e scrivi cinque fatti in sequenza: nacque, studiò, pubblicò, viaggiò, morì. Aggiungi poi due frasi all'imperfetto per descrivere lo sfondo.
  3. Confronta varietà e registri. Durante la lettura, raccogli frasi al passato remoto; durante l'ascolto, annota se per fatti conclusi compare il remoto o il prossimo. Registra sempre la provenienza e il tipo di testo, invece di giudicare una forma isolata.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Passato prossimo — permette di confrontare una forma composta collegata al presente con il passato remoto semplice.
  • Approfondimento: Trapassato remoto — esprime, in particolari contesti narrativi, un fatto compiuto prima di un altro al passato remoto.
  • Approfondimento: Forme letterarie — amplia il riconoscimento di forme verbali, pronomi e costrutti marcati nella prosa.
  • Approfondimento: Variazione regionale — chiarisce come area, registro e situazione influenzino la scelta dei tempi passati.

Prerequisito

Il passato prossimo in italianoA2

Concetti che si basano su questo

Altri concetti di livello C1

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue