Il trapassato remoto in italiano
Trapassato Remoto
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In breve
Il trapassato remoto indica un fatto interamente compiuto prima di un altro fatto narrato al passato remoto: Appena ebbe chiuso la porta, uscì. Si forma con il passato remoto di avere o essere più il participio passato. Oggi compare soprattutto nella narrativa e nella prosa di tono elevato, quasi sempre in una proposizione temporale introdotta da dopo che, quando, appena o non appena.
Panoramica
Il trapassato remoto è un tempo composto, cioè una forma verbale costruita con un ausiliare (avere o essere) e un participio passato (la forma come finito, visto, arrivato). Serve a ordinare con precisione due eventi conclusi nel passato: quello al trapassato remoto avviene per primo, quello al passato remoto subito dopo. In Quando ebbe letto il messaggio, rispose, prima avviene la lettura completa del messaggio e poi la risposta.
È un argomento di livello C1 perché presuppone una buona conoscenza del passato remoto e del funzionamento degli ausiliari. Non è però soltanto una curiosità grammaticale: riconoscerlo rende molto più agevole la lettura di romanzi, fiabe, biografie, cronache storiche e testi narrativi dal registro sostenuto. Nella conversazione quotidiana, invece, una frase simile viene normalmente riformulata con il trapassato prossimo, il passato prossimo oppure una costruzione più semplice.
Il nome trapassato segnala l'anteriorità rispetto a un altro momento passato; l'aggettivo remoto dipende dal tempo dell'ausiliare. La differenza essenziale rispetto al trapassato prossimo è dunque il quadro narrativo: aveva finito si collega di solito all'imperfetto o al passato prossimo, mentre ebbe finito si inserisce tipicamente in una sequenza al passato remoto.
Come funziona
La formula di base
La struttura è:
passato remoto di avere o essere + participio passato
- ebbe terminato, ebbero deciso, avesti capito;
- fu partito, furono entrate, ci fummo accorti.
La scelta tra avere ed essere segue, in generale, le stesse regole degli altri tempi composti. Molti verbi transitivi, cioè i verbi che possono reggere direttamente ciò che subisce o riceve l'azione, usano avere: ebbe aperto la finestra. Numerosi verbi di movimento o cambiamento di stato, i verbi riflessivi e alcuni verbi intransitivi usano essere: fu arrivata, si furono salutati.
Coniugazione degli ausiliari
| Persona | Avere al passato remoto | Essere al passato remoto |
|---|---|---|
| io | ebbi | fui |
| tu | avesti | fosti |
| lui, lei, Lei | ebbe | fu |
| noi | avemmo | fummo |
| voi | aveste | foste |
| loro | ebbero | furono |
Applicando queste forme a leggere e partire si ottiene il paradigma completo:
| Persona | Leggere con avere | Partire con essere |
|---|---|---|
| io | ebbi letto | fui partito/a |
| tu | avesti letto | fosti partito/a |
| lui, lei, Lei | ebbe letto | fu partito/a |
| noi | avemmo letto | fummo partiti/e |
| voi | aveste letto | foste partiti/e |
| loro | ebbero letto | furono partiti/e |
Con essere, il participio concorda con il soggetto, cioè cambia genere e numero in base a chi compie o vive l'azione: Maria fu partita, i viaggiatori furono partiti, le ospiti furono partite. Con avere il participio rimane normalmente invariato: le viaggiatrici ebbero preparato i bagagli.
Quando un pronome diretto precede l'ausiliare, si applicano le normali regole di concordanza del participio: la lettera? L'ebbe letta in segreto; i documenti? Li ebbero firmati il giorno prima. Con i pronomi lo, la, li, le la concordanza è richiesta nello standard sorvegliato; con altri pronomi la situazione può essere meno visibile o più variabile, ma il trapassato remoto non introduce una regola speciale.
Il rapporto tra i due eventi
La costruzione tipica contiene:
- una proposizione temporale, cioè la parte della frase che dice quando accade qualcosa, al trapassato remoto;
- una proposizione principale al passato remoto.
Appena ebbe terminato il lavoro, spense il computer.
L'azione al trapassato remoto deve essere presentata come compiuta. Non descrive uno sfondo in corso, ma crea un confine: terminato il primo fatto, ne segue un altro. Per questo ricorre spesso con connettivi che evidenziano una successione rapida o immediata.
| Connettivo | Valore | Esempio |
|---|---|---|
| dopo che | il secondo fatto segue il completamento del primo | Dopo che ebbero cenato, uscirono. |
| quando | il completamento del primo fatto fa da punto di passaggio | Quando ebbe compreso, tacque. |
| appena | successione immediata | Appena fu entrata, telefonò. |
| non appena | successione immediata, con enfasi | Non appena l'ebbe riconosciuto, lo chiamò. |
| come | valore letterario di “appena” | Come ebbe parlato, lasciò la sala. |
| una volta che | primo fatto considerato ormai concluso | Una volta che ebbero deciso, agirono. |
La proposizione temporale può venire prima o dopo la principale: Appena ebbe finito, uscì e Uscì appena ebbe finito. Se viene prima, la virgola aiuta a separare chiaramente le due parti; se è breve e segue la principale, di norma non occorre.
Negazione e pronomi
La negazione precede l'ausiliare: non ebbe capito, non furono ancora arrivati. I pronomi atoni, cioè le brevi forme come lo, la, si, ne che si appoggiano al verbo, precedono anch'essi l'ausiliare:
- Non appena lo ebbe visto, cambiò strada.
- Quando se ne fu accorta, era troppo tardi.
- Dopo che si furono salutati, partirono in direzioni opposte.
L'elisione è normale davanti a una vocale: l'ebbe visto, l'ebbe aperta. La grafia con apostrofo non cambia la struttura: l' è il pronome, ebbe è l'ausiliare.
Esempi nel contesto
| Frase | Parafrasi in italiano corrente | Nota |
|---|---|---|
| Dopo che ebbe finito, partì. | Dopo aver finito, se ne andò. | Avere con finire usato transitivamente o senza complemento espresso. |
| Quando fu arrivato, tutti tacquero. | Quando arrivò, tutti smisero di parlare. | Essere; il participio concorda con il soggetto maschile singolare. |
| Appena ebbe saputo la notizia, pianse. | Non appena seppe la notizia, si mise a piangere. | Il sapere precede immediatamente la reazione. |
| Non appena l'ebbe visto, scappò. | Appena lo vide, fuggì. | Il pronome diretto precede ebbe. |
| Dopo che ebbero chiuso il negozio, tornarono a casa. | Chiuso il negozio, rientrarono a casa. | Soggetto plurale con avere. |
| Quando fu calata la notte, i viandanti accesero un fuoco. | Quando scese la notte, i viandanti accesero un fuoco. | Concordanza femminile con notte. |
| Appena si furono seduti, il sipario si alzò. | Non appena si sedettero, iniziò lo spettacolo. | Verbo riflessivo con essere. |
| Come ebbe pronunciato quelle parole, uscì senza voltarsi. | Appena pronunciò quelle parole, uscì senza voltarsi. | Come ha valore temporale letterario. |
| Una volta che ebbero raccolto le prove, gli investigatori arrestarono il sospettato. | Dopo aver raccolto le prove, gli investigatori procedettero all'arresto. | Il primo evento è presentato come requisito concluso. |
| Non appena le ebbe lette, ripose le lettere nel cassetto. | Dopo aver letto le lettere, le rimise nel cassetto. | Le riprende lettere e richiede lette. |
| Dopo che fummo usciti dal bosco, vedemmo le prime case. | Quando uscimmo dal bosco, comparvero le prime case. | Prima persona plurale con essere. |
| Quando se ne fu accorta, chiamò subito il direttore. | Quando si accorse del problema, telefonò al direttore. | Il gruppo pronominale se ne precede l'ausiliare. |
Errori comuni
1. Usarlo con una principale al passato prossimo
- Da evitare: Dopo che ebbe cenato, è uscito.
- Forma coerente: Dopo che ebbe cenato, uscì.
- Alternativa corrente: Dopo che aveva cenato, è uscito. / Dopo aver cenato, è uscito.
Il trapassato remoto appartiene normalmente a una cornice narrativa al passato remoto. Mescolarlo con il passato prossimo produce un brusco cambio di prospettiva, a meno che il contesto non motivi deliberatamente quel passaggio.
2. Scambiarlo con il passato remoto
- Sequenza meno esplicita: Quando finì il lavoro, uscì.
- Anteriorità messa in rilievo: Quando ebbe finito il lavoro, uscì.
Le due frasi possono descrivere la stessa successione, ma non hanno esattamente la stessa messa a fuoco. Finì racconta due fatti uno dopo l'altro; ebbe finito presenta il primo come già completato nel momento in cui avviene il secondo.
3. Scegliere l'ausiliare sbagliato
- Sbagliato: Quando ebbe arrivato, telefonò.
- Corretto: Quando fu arrivato, telefonò.
Il trapassato remoto conserva l'ausiliare richiesto dal verbo negli altri tempi composti: si dice è arrivato, quindi fu arrivato. Analogamente, si sono svegliati diventa si furono svegliati.
4. Dimenticare la concordanza con essere
- Sbagliato: Appena furono arrivato le ospiti, iniziò la cena.
- Corretto: Appena furono arrivate le ospiti, iniziò la cena.
Con essere, sia l'ausiliare sia il participio devono accordarsi correttamente con il soggetto: furono per il plurale e arrivate per un soggetto femminile plurale.
5. Mettere il pronome dopo l'ausiliare
- Sbagliato: Non appena ebbe lo visto, gridò.
- Corretto: Non appena lo ebbe visto, gridò.
Nei tempi composti i pronomi atoni precedono l'intera forma verbale. Con l'elisione si avrà l'ebbe visto o l'ebbe vista, secondo ciò a cui il pronome si riferisce.
6. Usarlo per uno stato durativo di sfondo
- Poco naturale: Dopo che ebbe saputo la verità per molti anni, parlò.
- Naturale: Dopo che aveva saputo la verità per molti anni, parlò.
- Con evento puntuale: Appena ebbe saputo la verità, parlò.
Il trapassato remoto presenta un evento come giunto al suo compimento. Per una condizione protratta che fa da sfondo è normalmente più adatto il trapassato prossimo.
Note d'uso
Registro e frequenza
Nell'italiano contemporaneo il trapassato remoto è soprattutto un tempo ricettivo: è più importante saperlo riconoscere durante la lettura che usarlo spontaneamente nel parlato. È comune nella narrazione letteraria tradizionale, nelle fiabe, nella storiografia di stile narrativo e in certa prosa formale. In un dialogo quotidiano, Appena ebbi finito, uscii suona ricercato o volutamente libresco; più spesso si dice Appena ho finito, sono uscito oppure Dopo aver finito, sono uscito.
La sua rarità non significa che sia scorretto o scomparso. In un testo costruito al passato remoto può essere una scelta precisa ed efficace: marca con nettezza la chiusura di una fase prima dell'avvio della successiva. La frequenza varia anche secondo lo stile dell'autore e il tipo di testo, più che secondo una semplice opposizione geografica.
Trapassato remoto e trapassato prossimo
| Contesto | Forma tipica | Esempio |
|---|---|---|
| Narrazione letteraria al passato remoto | trapassato remoto + passato remoto | Quando ebbe deciso, partì. |
| Racconto legato al presente o conversazione | trapassato prossimo + passato prossimo | Quando aveva deciso, è partito. |
| Sfondo, durata o causa nel passato | trapassato prossimo | Era stanco perché aveva lavorato molto. |
| Successione resa in modo compatto | infinito passato o participio | Dopo aver deciso, partì. / Presa la decisione, partì. |
Il trapassato prossimo ha un campo d'uso molto più ampio. Può indicare qualsiasi anteriorità rispetto a un riferimento passato: Sapevo che era già partito. Il trapassato remoto, invece, è fortemente legato alla successione narrativa di due fatti conclusi e alle proposizioni temporali.
L'idea di immediatezza
Le grammatiche descrivono spesso il trapassato remoto come il tempo di un'azione immediatamente anteriore. Non bisogna però misurare l'immediatezza con l'orologio. Conta il modo in cui il narratore organizza gli eventi: il primo viene presentato come una fase conclusa, alla quale segue direttamente la seconda nella catena del racconto. In Una volta che ebbero costruito il ponte, aprirono la nuova strada, la costruzione può essere durata mesi; ciò che è immediato è il passaggio narrativo dal completamento del ponte all'apertura della strada.
Oltre le basi: uso avanzato
Alternanza stilistica con forme implicite
Una proposizione implicita è una parte della frase il cui verbo non è coniugato per persona, ma compare per esempio all'infinito o al participio. Lo stesso rapporto temporale può essere espresso in più modi:
- Dopo che ebbe firmato il contratto, uscì dall'ufficio.
- Dopo aver firmato il contratto, uscì dall'ufficio.
- Firmato il contratto, uscì dall'ufficio.
La prima versione scandisce solennemente i passaggi e rende esplicito il soggetto attraverso il contesto e la forma verbale. La seconda è oggi molto comune e scorrevole. La terza è compatta e tipica della prosa scritta; richiede però che sia chiaro chi abbia firmato. Se il soggetto dell'implicita non coincide con quello della principale, la frase può diventare ambigua o scorretta.
Il valore narrativo di quando
Con quando, il trapassato remoto non indica soltanto una data o una coincidenza. Segnala spesso che l'azione subordinata raggiunge il proprio limite: Quando ebbe esaminato tutti i fascicoli, il giudice sospese l'udienza. Non si descrive l'esame mentre è in corso; si guarda al momento in cui è completo. Questa sfumatura spiega perché il tempo si combina bene con verbi come finire, concludere, leggere, comprendere, decidere, giungere.
Forme passive e sequenze complesse
In teoria il sistema consente anche forme passive composte, ma sequenze come fu stato nominato risultano pesanti e sono molto rare. Uno scrittore tende a riformularle: invece di Dopo che fu stato nominato direttore, cambiò sede, è più naturale Dopo la nomina a direttore, cambiò sede oppure Dopo essere stato nominato direttore, cambiò sede. Sapere che una forma è grammaticalmente costruibile non significa che sia una buona scelta stilistica.
In una narrazione lunga, il trapassato remoto può comparire accanto a imperfetto e trapassato prossimo, purché ogni tempo mantenga la propria funzione. L'imperfetto descrive lo sfondo (pioveva), il trapassato prossimo recupera un fatto precedente o durativo (aveva atteso per ore), il trapassato remoto chiude un passaggio della sequenza (quando ebbe ricevuto il segnale) e il passato remoto porta avanti il racconto (aprì il cancello).
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie di azioni. Parti da due passati remoti, per esempio lesse la lettera; la bruciò, e riscrivili come Dopo che ebbe letto la lettera, la bruciò. Controlla sempre quale evento viene prima.
- Alterna i due ausiliari. Prepara cinque frasi con avere e cinque con essere. Nelle seconde, cambia il soggetto per allenare la concordanza: fu partito, fu partita, furono partiti, furono partite.
- Leggi in modo attivo. In un racconto al passato remoto, evidenzia ebbe, ebbero, fu, furono seguiti da un participio. Poi sostituisci mentalmente la costruzione con dopo aver... o con una parafrasi corrente: se il senso resta chiaro, hai riconosciuto correttamente il rapporto temporale.
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- Prerequisito: Passato remoto — occorre conoscere le forme e il valore narrativo di questo tempo prima di costruire il trapassato remoto.
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