B2

Il congiuntivo in svedese

Konjunktiv

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di svedese su Settemila Lingue.

In breve

Nello svedese moderno il konjunktiv, cioè il modo verbale che presenta un fatto come desiderato, ipotetico o non reale, non costituisce più un sistema vivo come il congiuntivo italiano. Sopravvive soprattutto in formule fisse come Leve kungen!, vare sig e Må så vara, mentre vore è ancora comune per un’ipotesi irreale: Om jag vore du («Se fossi in te»).

Panoramica

Per chi parla italiano, il nome konjunktiv può trarre in inganno. In italiano il congiuntivo è produttivo: si usa regolarmente dopo molte espressioni di opinione, dubbio, desiderio o necessità. In svedese, invece, normalmente si adopera l’indicativo (il modo con cui si presenta un fatto o un’affermazione) anche dove l’italiano richiede il congiuntivo: Jag tror att det är sant significa «Credo che sia vero», con är all’indicativo.

Il congiuntivo svedese è quindi importante soprattutto per due ragioni. Da un lato permette di capire formule augurali, religiose, cerimoniali e letterarie; dall’altro serve a riconoscere e usare vore, la forma ancora vitale di vara («essere») nelle ipotesi contrarie alla realtà. A livello B2 non occorre imparare a coniugare ogni verbo in questo modo: è molto più utile memorizzare le forme nel loro contesto e saperne riconoscere il tono.

Il termine modo verbale indica semplicemente il modo in cui il parlante presenta l’azione: come reale, ordinata, desiderata o soltanto immaginata. Nelle forme svedesi rimaste, il congiuntivo esprime soprattutto un augurio (leve, «viva»), una concessione (må så vara, «sia pure così») oppure un’ipotesi irreale (vore, «fosse»).

Come funziona

Non è un paradigma da applicare liberamente

Nello svedese contemporaneo non si prende un verbo qualsiasi e lo si mette normalmente al congiuntivo secondo una tabella completa. Le forme presenti appartengono perlopiù a espressioni tramandate. Per questo conviene distinguere tre gruppi pratici:

  1. formule ottative, che esprimono augurio o volontà;
  2. locuzioni fisse, nelle quali una forma antica è diventata parte di un’espressione stabile;
  3. forme irreali in -e, soprattutto vore, usate per situazioni immaginate o contrarie ai fatti.

“Ottativo” significa «che esprime un desiderio o un augurio». Non è necessario trattarlo come un modo separato: qui descrive la funzione di frasi come Leve kungen!.

Forme presenti conservate

Molte vecchie forme del congiuntivo presente terminano in -e. Oggi, però, il modello non è produttivo: le forme seguenti si imparano come unità già pronte.

Verbo Forma conservata Uso tipico Resa naturale in italiano
vara («essere») vare vare sig … eller …; formule solenni sia; che sia… o…
leva («vivere») leve acclamazioni e auguri viva
bevara («proteggere, preservare») bevare auguri solenni o religiosi protegga, preservi
hjälpa («aiutare») hjälpe giuramenti e formule elevate aiuti

Il soggetto viene spesso dopo il verbo: Leve kungen! e Gud bevare dig. Quest’ordine non è un modello da estendere alla conversazione quotidiana; fa parte del carattere formulare e solenne dell’espressione.

Altre formule, come Ske din vilja («Sia fatta la tua volontà») e Kosta vad det kosta vill («Costi quel che costi»), hanno una forma meno facile da distinguere dall’infinito o da altre forme moderne. Anche queste vanno apprese per intero, non ricostruite parola per parola.

La costruzione vare sig … eller …

La locuzione vare sig … eller … introduce alternative senza scegliere fra esse. In italiano corrisponde spesso a «sia… sia…», «che… o…» oppure «indipendentemente dal fatto che…»:

  • Vare sig du kommer i dag eller i morgon är du välkommen. — «Che tu venga oggi o domani, sei il benvenuto.»
  • Vi går ut vare sig det regnar eller inte. — «Usciamo, che piova o no.»

Vare sig è ormai una locuzione fissa. Non bisogna interpretare sig come il normale pronome riflessivo («sé») riferito a una persona concreta. Inoltre, quando sono nominate due alternative, eller («o») è la congiunzione abituale.

Må per augurio o concessione

Må compare in formule che esprimono un augurio, una possibilità ammessa oppure una concessione:

  • Må allt gå bra! — «Che tutto vada bene!»
  • Må så vara. — «Sia pure così.»
  • Det må vara dyrt, men det håller länge. — «Sarà pure costoso, ma dura a lungo.»

In questi usi må è legato storicamente e funzionalmente al valore ottativo, ma per lo studente moderno è più semplice considerarlo un verbo modale usato in costruzioni elevate o cristallizzate. Dopo må viene l’infinito senza att: må vara, må gå, må hända.

Vore: l’eccezione davvero utile

Vore è il congiuntivo preterito di vara. “Preterito” indica qui una forma storicamente collegata al passato; nell’uso attuale vore non colloca necessariamente l’azione nel passato. Segnala piuttosto una situazione non reale, immaginata o presentata con prudenza.

Tipo di situazione Svedese Italiano
fatto o possibilità reale Om hon är hemma, ringer jag. Se è a casa, la chiamo.
ipotesi irreale nel presente Om hon vore hemma, skulle jag ringa. Se fosse a casa, la chiamerei.
consiglio immaginando di essere l’altro Om jag vore du, skulle jag vänta. Se fossi in te, aspetterei.
desiderio non realizzato Jag önskar att jag vore hemma. Vorrei essere a casa.

Nel parlato si sente spesso anche var al posto di vore: Om jag var du…. Vore rende però l’irrealtà più esplicita ed è molto comune nella formula Om jag vore du. Nella proposizione principale (la parte che può reggere da sola), la conseguenza ipotetica usa spesso skulle + infinito: skulle jag vänta.

Dove l’italiano usa il congiuntivo e lo svedese no

Questo è il contrasto più importante per un italofono. La presenza del congiuntivo nella frase italiana non autorizza a inventare una forma svedese in -e.

Contesto Italiano Svedese normale
opinione Credo che sia vero. Jag tror att det är sant.
speranza Spero che venga domani. Jag hoppas att hon kommer i morgon.
necessità È importante che tu dorma. Det är viktigt att du sover.
dubbio Dubito che funzioni. Jag tvivlar på att det fungerar.

Dopo att («che») lo svedese usa dunque normalmente il presente o il passato indicativo. Il valore di dubbio, volontà o necessità è espresso dal verbo o dall’espressione della frase principale, non da un modo verbale speciale nella subordinata (la parte introdotta, per esempio, da «che» o «se»).

Esempi nel contesto

Svedese Italiano Nota
Leve kungen! Viva il re! Acclamazione solenne con leve.
Vare sig det regnar eller inte går vi ut. Che piova o no, usciamo. Vare sig … eller … presenta due alternative.
Vare sig du håller med eller inte måste vi besluta oss. Che tu sia d’accordo o no, dobbiamo decidere. La locuzione resta invariata.
Må så vara. Sia pure così. Formula di concessione o accettazione riluttante.
Må allt gå bra på resan! Che tutto vada bene durante il viaggio! Augurio con må + infinito.
Gud bevare dig. Dio ti protegga. Formula religiosa o volutamente solenne.
Så hjälpe mig Gud. Che Dio mi aiuti. Formula tradizionale di giuramento.
Kosta vad det kosta vill, vi måste reparera taket. Costi quel che costi, dobbiamo riparare il tetto. Espressione fissa, ancora comprensibile e usata.
Om jag vore du, skulle jag tacka ja. Se fossi in te, accetterei. Consiglio con ipotesi irreale.
Det vore bra om du kunde komma tidigare. Sarebbe bello se potessi venire prima. Vore attenua la richiesta.
Jag önskar att jag vore hemma nu. Vorrei essere a casa adesso. Desiderio contrario alla situazione presente.
Om det funnes mer tid, kunde vi fortsätta. Se ci fosse più tempo, potremmo continuare. Funnes è più formale e meno comune di fanns.
Det må vara dyrt, men kvaliteten är utmärkt. Sarà pure costoso, ma la qualità è eccellente. Uso concessivo di må.

Errori comuni

Usare un congiuntivo svedese dopo ogni att

  • Errato: Jag tror att det vare sant.
  • Corretto: Jag tror att det är sant.
  • Perché: lo svedese non copia il congiuntivo di «Credo che sia vero». Dopo tror att si usa normalmente l’indicativo är.

Inventare liberamente forme in -e

  • Errato: Jag hoppe att hon komme i morgon.
  • Corretto: Jag hoppas att hon kommer i morgon.
  • Perché: il vecchio modello non è più produttivo. Alcune forme in -e esistono in testi antichi o letterari, ma non servono per costruire una frase quotidiana moderna.

Confondere var e vore senza considerare il significato

  • Poco chiaro per un’ipotesi irreale: Om jag var du, skulle jag vänta.
  • Più esplicito: Om jag vore du, skulle jag vänta.
  • Perché: var è normale nel parlato e non è necessariamente sbagliato, ma vore segnala subito che «essere te» è una situazione immaginaria.

Separare o modificare vare sig come se fosse una frase libera

  • Errato: Var sig det regnar eller inte…
  • Corretto: Vare sig det regnar eller inte…
  • Perché: vare sig è una locuzione fissa; vare non va sostituito con il passato indicativo var.

Usare må con att

  • Errato: Må att allt gå bra!
  • Corretto: Må allt gå bra!
  • Perché: in questa costruzione må è seguito dall’infinito senza att; il soggetto allt si colloca fra i due verbi.

Note d’uso

Le formule con leve, bevare e hjälpe hanno un registro solenne, cioè adatto a cerimonie, discorsi, preghiere o imitazioni scherzose di tale stile. Non sono forme neutre della conversazione quotidiana. Un parlante può dire Leve brudparet! («Viva gli sposi!») durante un brindisi, ma non userebbe normalmente leve per dire semplicemente che qualcuno vive a Stoccolma: in quel caso direbbe bor o lever, secondo il significato.

Vare sig è diverso: pur contenendo l’antico vare, è una locuzione del tutto normale anche nella prosa contemporanea e nel parlato curato. Anche kosta vad det kosta vill è ancora viva, benché abbia un tono enfatico. Må så vara e il concessivo det må vara … sono comprensibili e utili, ma suonano più formali o retorici di alternative come okej då («va bene, allora») o även om («anche se»).

Vore non è soltanto letterario. Compare nella lingua standard, nelle richieste cortesi e nelle ipotesi. La scelta fra var e vore non divide sempre nettamente corretto e scorretto: nel parlato var copre spesso entrambi i valori, mentre vore evita ambiguità e mette in primo piano la distanza dalla realtà.

Oltre le basi: uso avanzato

Nei testi letterari, religiosi o deliberatamente arcaizzanti si incontrano altri congiuntivi preteriti: funnes da finnas («esserci»), finge da få («ottenere, poter ricevere»), ginge da gå («andare») e komme da komma («venire»). Alcune di queste forme possono ancora apparire in uno stile formale, ma non hanno tutte la stessa vitalità.

Forma Esempio Valore e registro
vore Det vore klokt att vänta. Comune nello standard; ipotesi o attenuazione.
funnes Om det funnes ett enklare sätt… Ancora possibile, spesso scritto o formale.
finge Om jag finge välja… Elevato, letterario o antiquato. Nel parlato è comune fick.
ginge Om allt ginge enligt planen… Letterario o volutamente antiquato. Di solito si usa gick.
komme Om dagen någonsin komme… Raro e letterario. Di solito si usa kom.

Queste forme non vanno confuse con un semplice passato. In Om det funnes ett enklare sätt non si parla necessariamente di un tempo passato: funnes presenta l’esistenza di un metodo più semplice come ipotetica. È lo stesso motivo per cui l’italiano usa «ci fosse».

Lo svedese moderno dispone inoltre di altre strategie per esprimere ciò che l’italiano affida al congiuntivo:

  • verbi modali: kan, ska, skulle, måste;
  • avverbi: kanske («forse»), förhoppningsvis («si spera»);
  • costruzioni lessicali: jag hoppas att…, det är möjligt att…;
  • passato indicativo nelle ipotesi: Om jag hade mer tid… («Se avessi più tempo…»).

Perciò il congiuntivo svedese non deve essere visto come una versione ridotta della tabella italiana. È piuttosto un insieme di resti storici con frequenze e funzioni diverse: alcune forme sono vive (vore, vare sig), altre appartengono a formule riconoscibili (leve, bevare), altre ancora servono soprattutto per comprendere uno stile antico (ginge, komme).

Consigli per esercitarsi

  1. Impara blocchi completi. Crea schede con vare sig … eller …, må så vara, om jag vore du e kosta vad det kosta vill. Una frase intera è più utile di una lista di desinenze antiche.
  2. Confronta frasi italiane e svedesi. Prendi esempi come «Spero che venga» o «Credo che sia vero» e nota consapevolmente l’indicativo svedese: Jag hoppas att hon kommer; Jag tror att det är sant.
  3. Classifica il registro. Quando incontri una forma in -e, chiediti se è neutra, formale, solenne o letteraria. Questo aiuta a riconoscere vore come utile nella lingua standard senza imitare per errore forme arcaiche nella conversazione.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Presente e gruppi verbali — serve per riconoscere le normali forme dell’indicativo e confrontarle con le espressioni al congiuntivo.

Prerequisito

Il presente e i gruppi verbali in svedeseA1

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