Il discorso indiretto in svedese
Indirekt Tal
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di svedese su Settemila Lingue.
In breve
Nel discorso indiretto, le parole originali diventano di solito una proposizione subordinata introdotta da att: Hon sa att hon var trött («Disse che era stanca»). Se il verbo che introduce il racconto è al passato, il tempo verbale può arretrare; cambiano inoltre pronomi e riferimenti come jag, här e i dag. Le domande totali, cioè quelle a cui si risponde sì o no, sono introdotte da om, mentre le altre mantengono il proprio interrogativo.
Panoramica
Il discorso diretto riproduce le parole di una persona: Anna sa: ”Jag är trött.” («Anna disse: “Sono stanca”»). Il discorso indiretto ne conserva il contenuto inserendolo nella frase di chi racconta: Anna sa att hon var trött («Anna disse che era stanca»). In svedese questo passaggio richiede attenzione non solo al tempo verbale, ma anche alla persona grammaticale, all’ordine delle parole e al punto di vista temporale e spaziale.
È un argomento centrale del livello B2 perché riunisce più competenze: le bisatser, cioè le proposizioni subordinate che dipendono da un’altra frase, i tempi del passato e le domande indirette. Lo si incontra continuamente nelle conversazioni, nelle notizie, nei verbali, nella narrativa e ogni volta che si riferisce ciò che qualcuno ha detto, chiesto, pensato o scritto.
Per chi parla italiano, l’idea generale è familiare, ma alcune abitudini possono trarre in inganno. Lo svedese usa normalmente il soggetto espresso nella subordinata, applica l’ordine tipico delle bisatser e non ricorre a un congiuntivo produttivo dopo verbi come «pensare» o «dire». La scelta del tempo dipende soprattutto dal rapporto cronologico e dal punto di vista del parlante.
Come funziona
Affermazioni con att
Lo schema di base è:
soggetto + verbo introduttivo + (att) + soggetto + verbo della subordinata
| Svedese | Italiano | Struttura |
|---|---|---|
| Lina säger: ”Jag har tid.” | Lina dice: «Ho tempo». | Discorso diretto |
| Lina säger att hon har tid. | Lina dice che ha tempo. | Discorso indiretto al presente |
| Lina sa att hon hade tid. | Lina disse che aveva tempo. | Verbo introduttivo al passato |
Att corrisponde spesso all’italiano «che». Dopo verbi frequenti come säga («dire»), tro («credere, pensare»), tycka («ritenere, avere un’opinione») e hoppas («sperare») può essere omesso, soprattutto nella lingua parlata: Jag tror (att) hon kommer. Inserirlo è comunque sempre una scelta chiara e sicura per chi sta imparando.
L’omissione di att non trasforma la subordinata in una frase principale. L’ordine resta quello della bisats: Han sa (att) han inte kunde komma, non han kunde inte komma. In una subordinata svedese, un avverbio di frase come inte («non») si colloca normalmente prima del verbo finito, cioè il verbo coniugato.
Lo spostamento dei tempi
Quando il verbo introduttivo è al presente, di solito si conserva il tempo originario:
- Hon säger: ”Jag arbetar hemma.” → Hon säger att hon arbetar hemma.
- Erik säger: ”Jag har glömt nyckeln.” → Erik säger att han har glömt nyckeln.
Quando il verbo introduttivo è al passato, è frequente uno spostamento all’indietro del tempo (tempusförskjutning). Questo segnala che la situazione viene osservata dal momento passato in cui le parole furono pronunciate.
| Forma nel discorso diretto | Forma indiretta dopo un verbo al passato | Valore in italiano |
|---|---|---|
| är / arbetar | var / arbetade | era / lavorava |
| var / arbetade | hade varit / hade arbetat | era stato / aveva lavorato |
| har varit / har arbetat | hade varit / hade arbetat | era stato / aveva lavorato |
| ska komma | skulle komma | sarebbe venuto / doveva venire |
| kan hjälpa | kunde hjälpa | poteva aiutare |
| vill följa med | ville följa med | voleva venire insieme |
Il trapassato svedese si forma con hade + supino. Il supino è la forma usata con har e hade, per esempio rest, gjort, sett: De berättade att de hade rest («Raccontarono che erano partiti»).
Lo spostamento non è però meccanico. Se il contenuto è ancora vero al momento in cui si parla, il presente può rimanere:
- Läkaren sa att medicinen är säker. — «Il medico ha detto che il farmaco è sicuro»; il parlante presenta l’informazione come tuttora valida.
- Läkaren sa att medicinen var säker. — «Il medico disse che il farmaco era sicuro»; il racconto resta ancorato a quel momento passato, senza affermare necessariamente nulla sul presente.
La differenza riguarda quindi anche la prospettiva. Non bisogna arretrare ogni verbo solo perché compare sa.
Pronomi e possessivi: cambia il punto di vista
I pronomi si adattano a chi riferisce le parole. Lo svedese, a differenza dell’italiano, esprime normalmente il soggetto: non si può eliminare hon, han, jag o de soltanto perché la forma verbale sembra sufficiente.
| Dal discorso diretto a quello indiretto | Italiano | Cambiamento |
|---|---|---|
| Sara sa: ”Jag hittar inte min väska.” → Sara sa att hon inte hittade sin väska. | Sara disse che non trovava la propria borsa. | jag → hon; min → sin |
| Oskar sa till mig: ”Du kan låna min cykel.” → Oskar sa att jag kunde låna hans cykel. | Oskar disse che potevo prendere in prestito la sua bicicletta. | du → jag; min → hans |
| De sa: ”Vi kommer senare.” → De sa att de skulle komma senare. | Dissero che sarebbero arrivati più tardi. | vi → de |
Il possessivo riflessivo sin/sitt/sina rimanda al soggetto della stessa proposizione. In Sara sa att hon inte hittade sin väska, la borsa appartiene a Sara, che è anche il soggetto di hittade. Se si dicesse hennes väska, il riferimento sarebbe normalmente a un’altra donna già nota dal contesto.
Riferimenti di tempo e luogo
Parole come «oggi», «qui» e «domani» dipendono dal momento e dal luogo di chi parla. Vanno cambiate soltanto quando cambia quel punto di riferimento.
| Espressione originaria | Possibile forma nel racconto | Italiano |
|---|---|---|
| nu | då | allora, in quel momento |
| i dag | den dagen | quel giorno |
| i går | dagen innan / föregående dag | il giorno prima / il giorno precedente |
| i morgon | dagen därpå / nästa dag | il giorno dopo / il giorno seguente |
| här | där | lì |
| den här veckan | den veckan | quella settimana |
Esempio: Maja sa i måndags: ”Jag arbetar här i morgon.” può diventare Maja sa att hon skulle arbeta där dagen därpå. Se però si riferiscono quelle parole nello stesso luogo e nello stesso giorno previsto, här o i morgon possono restare invariati. Conta il riferimento reale, non una sostituzione automatica.
Domande indirette
Una domanda totale usa om («se»):
Kommer du? → Han frågade om jag skulle komma.
Una domanda con vem, vad, var, när, varför, hur («chi, che cosa, dove, quando, perché, come») conserva quella parola:
Var bor hon? → De undrade var hon bodde.
Dopo l’elemento interrogativo si usa l’ordine della subordinata, senza l’inversione tipica della domanda diretta. Con inte il contrasto si vede bene:
Varför ringde hon inte? → Han frågade varför hon inte ringde.
Nel discorso indiretto non si mantiene necessariamente il punto interrogativo, perché l’intera frase è spesso un’affermazione: Jag vet inte om hon kommer. Il punto interrogativo compare se la frase completa è davvero una domanda: Vet du om hon kommer?
Ordini e richieste riferiti
Gli imperativi vengono spesso trasformati in una costruzione con infinito:
- ”Vänta här!” → Hon bad mig vänta där. («Mi chiese di aspettare lì».)
- ”Skicka blanketten före fredag.” → Chefen uppmanade oss att skicka blanketten före fredag. («Il responsabile ci invitò a inviare il modulo entro venerdì».)
- ”Rör inte knappen!” → Teknikern sa åt oss att inte röra knappen. («Il tecnico ci disse di non toccare il pulsante».)
La costruzione dipende dal verbo: be någon göra något («chiedere a qualcuno di fare qualcosa») normalmente non richiede att davanti all’infinito; uppmana någon att göra något e säga åt någon att göra något lo richiedono.
Esempi nel contesto
| Svedese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Hon sa (att) hon var trött. | Disse che era stanca. | Att può essere omesso. |
| Jag trodde att du visste. | Credevo che tu lo sapessi. | In svedese non serve il congiuntivo. |
| De berättade att de hade rest genom Norge. | Raccontarono di aver viaggiato attraverso la Norvegia. | Evento anteriore: hade rest. |
| Amir säger att han arbetar hemifrån i dag. | Amir dice che oggi lavora da casa. | Verbo introduttivo al presente. |
| Amir sa att han arbetade hemifrån den dagen. | Amir disse che quel giorno lavorava da casa. | Tempo e riferimento temporale adattati. |
| Läraren förklarade att provet börjar klockan nio. | L’insegnante spiegò che l’esame inizia alle nove. | Il presente conserva un orario ancora valido. |
| Hon meddelade att mötet skulle börja senare. | Comunicò che la riunione sarebbe iniziata più tardi. | Futuro visto dal passato. |
| Han frågade om jag kunde hjälpa honom. | Mi chiese se potevo aiutarlo. | Domanda totale con om. |
| Vi undrade varför tåget inte hade kommit. | Ci chiedevamo perché il treno non fosse arrivato. | Interrogativo + ordine subordinato. |
| Kan du säga var närmaste apotek ligger? | Puoi dirmi dove si trova la farmacia più vicina? | L’intera frase è una domanda. |
| Elin sa att hon inte hade sett mina nycklar. | Elin disse di non aver visto le mie chiavi. | Inte precede hade. |
| Pappa bad oss stänga fönstret. | Papà ci chiese di chiudere la finestra. | Richiesta con be + persona + infinito. |
| Guiden sa åt oss att inte gå in där. | La guida ci disse di non entrare lì. | Ordine negativo riferito. |
| Journalisten påstod att företaget kände till problemet. | Il giornalista sostenne che l’azienda conosceva il problema. | Påstå segnala un’affermazione non garantita. |
Errori comuni
Usare l’ordine della frase principale dopo att
- Errato: Han sa att han kunde inte komma.
- Corretto: Han sa att han inte kunde komma.
- Perché: nella subordinata l’avverbio di frase inte precede il verbo finito kunde.
Introdurre con att una domanda totale
- Errato: Hon frågade att jag hade tid.
- Corretto: Hon frågade om jag hade tid.
- Perché: att introduce un contenuto affermato; una domanda con risposta sì/no richiede om.
Mantenere l’inversione della domanda diretta
- Errato: Jag undrar var bor han.
- Corretto: Jag undrar var han bor.
- Perché: var han bor è una subordinata: il soggetto viene prima del verbo.
Dimenticare di adattare i pronomi
- Errato: Karin sa: ”Jag är sjuk.” → Karin sa att jag var sjuk.
- Corretto: Karin sa att hon var sjuk.
- Perché: jag era Karin nel discorso diretto; dal punto di vista di chi racconta diventa hon. La forma jag sarebbe corretta solo se fosse Karin stessa a riferire le proprie parole.
Arretrare sempre il tempo verbale
- Poco adatto al senso voluto: Forskaren sa att jorden var rund, se si vuole presentare il fatto come universalmente valido.
- Più naturale in quel senso: Forskaren sa att jorden är rund.
- Perché: il presente può restare quando chi parla considera il contenuto ancora vero. Var non è impossibile, ma tiene la frase dentro la prospettiva passata.
Tradurre automaticamente il congiuntivo italiano
- Errore di metodo: cercare una forma speciale dopo Jag trodde att...
- Corretto: Jag trodde att du visste.
- Perché: dove l’italiano dice «Credevo che tu sapessi», lo svedese moderno usa normalmente l’indicativo, qui il preterito visste.
Note d’uso
Att espresso o omesso. Nello scritto formale e nelle frasi lunghe, att rende più visibile il confine della subordinata. Nel parlato è frequente Jag tror hon kommer o Han sa han var sjuk. Con verbi e strutture meno prevedibili è prudente mantenerlo. Non va invece omesso quando fa parte di una locuzione che lo richiede o quando la sua assenza renderebbe la frase difficile da interpretare.
Scegliere il verbo introduttivo. Säga significa «dire»; berätta «raccontare, riferire» e spesso mette in primo piano l’informazione; förklara significa «spiegare»; meddela «comunicare» in registro piuttosto neutro o formale; påstå «sostenere, affermare» e può suggerire che il parlante non garantisce la verità; erkänna significa «ammettere». La scelta del verbo comunica già l’atteggiamento verso le parole riferite.
Fonte e distanza. Nel giornalismo e nei testi accademici sono comuni formule come enligt rapporten («secondo il rapporto») e verbi che distinguono fatto, dichiarazione e interpretazione. Företaget meddelade att... non significa che il giornalista confermi il contenuto: indica soltanto chi lo ha comunicato.
Parlato e scrittura. Nel parlato si possono incontrare cambi di prospettiva e passaggi improvvisi al discorso diretto: Och då sa hon att hon inte kunde, ”jag har faktiskt inte tid!” Nello scritto curato conviene mantenere coerenti persona, tempo e punteggiatura.
Oltre le basi: uso avanzato
Tempi diversi nella stessa frase
Una frase complessa può contenere più rapporti temporali:
Han sa att han skulle komma när han hade ätit.
«Disse che sarebbe venuto quando avesse mangiato.» Sa stabilisce il punto passato; skulle komma indica un evento successivo rispetto a quel punto; hade ätit indica un’azione compiuta prima dell’arrivo. Non basta quindi applicare una tabella verbo per verbo: occorre disegnare mentalmente la linea del tempo.
Ambiguità dei pronomi
Johan sa till Per att han hade glömt sin bok può risultare ambiguo: chi è han? E a chi appartiene sin bok? Sin rimanda al soggetto della subordinata, dunque al referente di han, ma il nome a cui han si riferisce può essere Johan oppure Per. Nei testi chiari si ripete il nome o si riformula: Johan sa till Per: ”Du har glömt din bok” oppure Johan sa att Per hade glömt sin bok.
Discorso indiretto libero
Nella narrativa avanzata si incontra il discorso indiretto libero, una tecnica che presenta pensieri o parole di un personaggio senza un esplicito han tänkte att («pensò che»). La voce del narratore e quella del personaggio si avvicinano: Han såg på klockan. Varför hade hon inte ringt? («Guardò l’orologio. Perché non aveva telefonato?»). La forma sembra una domanda diretta, ma è integrata nel racconto e riflette il pensiero del personaggio.
Presente conservato come presa di posizione
La scelta fra är e var può segnalare se chi riferisce fa propria un’informazione. Confronta:
- Hon sa att museet är stängt på måndagar. — il parlante tratta l’orario come ancora valido.
- Hon sa att museet var stängt på måndagar. — informazione collocata nella situazione passata; forse è cambiata, o semplicemente non viene aggiornata.
Questa sfumatura prepara allo studio più ampio del rapporto fra i tempi, dove contano anche narrazione, anteriorità, simultaneità e validità presente.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma brevi dialoghi in resoconti. Parti da tre battute e cambia sistematicamente jag/du, tempi e parole come i dag o här. Poi controlla se ogni cambiamento è davvero richiesto dal nuovo punto di vista.
- Segna la linea del tempo. Per frasi con sa, skulle e hade, indica quale evento viene prima, quale è simultaneo e quale viene dopo. È più efficace che memorizzare corrispondenze isolate.
- Ascolta att, om e l’ordine di inte. In notiziari, interviste e conversazioni, annota esempi come hon säger att..., han frågade om... e de visste inte varför.... Prova poi a ricostruire le parole dirette originali.
Concetti correlati
- Prerequisito: Proposizioni subordinate — introduce att, om e l’ordine delle parole nelle bisatser.
- Passo successivo: Concordanza e successione dei tempi — approfondisce anteriorità, simultaneità e cambi di prospettiva nelle frasi complesse.