B1

La forma passiva in swahili (-w-, -liw-, -ew-)

Kauli ya Kutendwa

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.

In breve

In swahili il passivo si forma modificando la radice del verbo, di solito con -w- prima della vocale finale: soma → somwa («essere letto»), penda → pendwa («essere amato»). La persona o la cosa che subisce l'azione diventa il soggetto grammaticale: perciò è il suo prefisso di classe a comparire sul verbo. Chi compie l'azione può essere aggiunto con na, ma spesso non viene espresso.

Panoramica

La forma passiva, chiamata in swahili kauli ya kutendwa, mette in primo piano chi o che cosa riceve un'azione. Nella frase attiva Mwandishi aliandika kitabu («Lo scrittore scrisse un libro»), lo scrittore agisce e il libro è l'oggetto (la cosa su cui ricade l'azione). Nella frase passiva Kitabu kiliandikwa na mwandishi, invece, kitabu diventa il soggetto: «Il libro fu scritto dallo scrittore».

È un argomento centrale del livello B1 perché combina tre elementi già noti: i prefissi soggetto, i marcatori di tempo come -li- e -me-, e la radice verbale. Il passivo è molto comune nella lingua quotidiana, nelle notizie, nelle istruzioni e nei testi formali, soprattutto quando l'autore dell'azione è ignoto, evidente o poco importante.

Per chi parla italiano, la differenza più evidente è la forma del verbo. L'italiano usa normalmente un ausiliare e un participio, per esempio «è stato scritto»; lo swahili concentra invece soggetto, tempo e passivo in una sola parola: kiliandikwa. Non esiste un participio che concordi in genere e numero come «scritto/scritta/scritti/scritte»: la concordanza è affidata al prefisso iniziale della classe nominale.

Come funziona

Dalla frase attiva alla frase passiva

Il cambiamento fondamentale può essere rappresentato così:

Costruzione Schema Esempio
Attiva autore + verbo attivo + oggetto Mwandishi aliandika kitabu.
Passiva oggetto dell'attiva + verbo passivo + na + autore Kitabu kiliandikwa na mwandishi.

Nella passiva, l'oggetto dell'attiva diventa il nuovo soggetto grammaticale (la persona o cosa con cui il verbo concorda). Di conseguenza, il prefisso del verbo deve cambiare:

  • *Mwandishi aliandika kitabu.* — «Lo scrittore scrisse un libro.»
  • *Kitabu kiliandikwa na mwandishi.* — «Il libro fu scritto dallo scrittore.»

Il prefisso a- della prima frase concorda con mwandishi, una persona; ki- nella seconda concorda con kitabu, nome della classe 7. Il marcatore del passato -li- non cambia.

La posizione dell'estensione passiva

Per i verbi regolari in -a, l'estensione passiva si colloca tra la radice e la vocale finale:

prefisso soggetto + marcatore di tempo + radice + estensione passiva + vocale finale

La parola kiliandikwa si può quindi leggere in questo modo:

Parte Funzione
ki- soggetto della classe di kitabu
-li- passato
-andik- radice «scrivere»
-w- passivo
-a vocale finale

Con molte radici che terminano in consonante prima della -a, basta aggiungere -w-:

Verbo attivo Verbo passivo Significato del passivo
soma somwa essere letto
penda pendwa essere amato
andika andikwa essere scritto
pika pikwa essere cucinato
kata katwa essere tagliato
pitisha pitishwa essere approvato, fatto passare

Perché compaiono -iw-, -ew-, -liw- e -lew-

Non tutte le radici permettono una semplice aggiunta di -w-. Per rendere la pronuncia naturale, lo swahili inserisce spesso una vocale e, con diversi temi che contengono una sequenza vocalica, anche l. Entra inoltre in gioco l'armonia vocalica: in linea generale si trova i vicino alle vocali a, i, u ed e vicino a e, o. È una buona guida, non una formula sufficiente per prevedere ogni verbo.

Tipo frequente Attivo Passivo Osservazione
-iw- jibu jibiwa «rispondere» → «ricevere risposta»
-iw- haribu haribiwa «rovinare» → «essere rovinato»
-ew- samehe samehewa «perdonare» → «essere perdonato»
-liw- chukua chukuliwa «prendere» → «essere preso»
-liw- fungua funguliwa «aprire» → «essere aperto»
-lew- toa tolewa «togliere/emettere» → «essere tolto/emesso»

Conviene imparare il passivo insieme al verbo, soprattutto quando il tema termina in una vocale. Alcuni verbi molto comuni hanno forme da memorizzare, per esempio la → liwa («mangiare» → «essere mangiato»), pa → pewa («dare» → «ricevere/essere dato») e oa → olewa («sposare» → «essere sposato»).

La concordanza con il nuovo soggetto

Il verbo passivo conserva il sistema normale delle classi nominali. Non si sceglie un prefisso passivo speciale: si usa il prefisso soggetto richiesto dal nome che ora occupa il centro della frase.

Soggetto Presente passivo Traduzione
mtoto / watoto anapendwa / wanapendwa il bambino è amato / i bambini sono amati
kitabu / vitabu kinasomwa / vinasomwa il libro viene letto / i libri vengono letti
barua / barua inaandikwa / zinaandikwa la lettera viene scritta / le lettere vengono scritte
gari / magari linauzwa / yanauzwa l'auto è in vendita / le auto sono in vendita
mti / miti umekatwa / imekatwa l'albero è stato tagliato / gli alberi sono stati tagliati

Questo è un punto in cui l'abitudine italiana può trarre in inganno. Non basta pensare a singolare e plurale: bisogna conoscere la classe del nome e scegliere ki-/vi-, i-/zi-, li-/ya-, u-/i- e così via.

Tempi, negazione e altri modi verbali

L'estensione passiva appartiene al tema del verbo; i normali marcatori di tempo continuano a precederla. Con kitabu si ottiene, per esempio:

Forma Analisi essenziale Traduzione
kinasomwa ki-na-som-w-a viene letto / lo si sta leggendo
kilisomwa ki-li-som-w-a fu letto / venne letto
kimesomwa ki-me-som-w-a è stato letto
kitasomwa ki-ta-som-w-a sarà letto
hakikusomwa passato negativo non fu letto
hakisomwi presente negativo non viene letto
kisomwe congiuntivo/esortativo che venga letto, sia letto

Il congiuntivo (la forma usata, fra l'altro, dopo necessità, desiderio o scopo) cambia la vocale finale in -e: Lazima kitabu kisomwe significa «Il libro deve essere letto». Nel presente negativo la vocale finale diventa normalmente -i: hakisomwi. Questo mostra perché è più preciso riconoscere -w- come un elemento interno al verbo, invece di considerare -wa una desinenza indivisibile.

Esprimere chi compie l'azione

L'autore dell'azione, detto anche agente, viene introdotto da na:

  • Barua iliandikwa na Amina. — «La lettera fu scritta da Amina.»
  • Chakula kimepikwa na baba. — «Il cibo è stato cucinato da papà.»

In italiano «da» distingue chiaramente l'agente, mentre na può anche significare «con» o «e». Di solito è il contesto a eliminare ogni ambiguità. Se interessa lo strumento o il modo, è spesso più naturale kwa: Mlango ulifunguliwa kwa ufunguo («La porta fu aperta con una chiave»).

L'agente non è obbligatorio. Frasi come Chakula kimepikwa sono complete e naturali: l'informazione importante è che il cibo è pronto, non chi lo ha cucinato.

Esempi nel contesto

Swahili Italiano Nota
Kitabu kiliandikwa na mwandishi maarufu. Il libro fu scritto da uno scrittore famoso. Passato in -li-, agente espresso con na.
Chakula kimepikwa. Il cibo è stato cucinato. Il risultato è importante; l'agente è omesso.
Anapendwa na wote. È amato/a da tutti. Il prefisso a- indica una persona al singolare.
Sheria hii ilipitishwa mwaka jana. Questa legge fu approvata l'anno scorso. pitisha → pitishwa.
Barua zitatumwa kesho asubuhi. Le lettere saranno inviate domani mattina. zi- concorda con il plurale barua.
Magari haya yanauzwa kwa bei nzuri. Queste auto sono vendute a un buon prezzo. ya- concorda con magari.
Mlango ulifunguliwa na mlinzi. La porta fu aperta dalla guardia. fungua → funguliwa.
Wanafunzi walipewa vitabu vipya. Agli studenti furono dati libri nuovi. Forma irregolare molto comune: pa → pewa.
Ombi lako limejibiwa. Alla tua richiesta è stata data risposta. jibu → jibiwa.
Makosa yamesamehewa. Gli errori sono stati perdonati. samehe → samehewa.
Nyumba hii ilijengwa mwaka 1990. Questa casa fu costruita nel 1990. jenga → jengwa.
Mgonjwa atapelekwa hospitalini. Il paziente sarà portato in ospedale. Passivo al futuro.
Ripoti haijakamilishwa bado. Il rapporto non è ancora stato completato. Negazione con bado, «ancora».
Hati hizi lazima zisainiwe leo. Questi documenti devono essere firmati oggi. Dopo lazima compare la forma in -e.

Errori comuni

1. Conservare la concordanza dell'autore dell'azione

  • Sbagliato: Kitabu aliandikwa na mwandishi.
  • Corretto: Kitabu kiliandikwa na mwandishi.
  • Perché: nella passiva kitabu è il soggetto grammaticale. Il verbo deve quindi iniziare con ki-, non con il prefisso personale a-.

2. Aggiungere sempre -wa senza adattare la radice

  • Sbagliato: Barua imejibuwa.
  • Corretto: Barua imejibiwa.
  • Perché: diversi verbi che non terminano nel normale schema consonante + a richiedono -iw-, -ew-, -liw- o -lew-. La forma passiva va imparata insieme all'infinito.

3. Copiare la costruzione italiana con «essere»

  • Sbagliato: Kitabu ni kiliandikwa.
  • Corretto: Kitabu kiliandikwa.
  • Perché: il tempo e il passivo sono già contenuti in kiliandikwa. Non serve aggiungere ni come equivalente di «è».

4. Usare da invece di na per l'agente

  • Sbagliato: Chakula kimepikwa da mama.
  • Corretto: Chakula kimepikwa na mama.
  • Perché: la preposizione italiana «da» non si trasferisce nello swahili. L'agente è introdotto da na.

5. Dimenticare il cambiamento della vocale finale

  • Sbagliato: Kitabu lazima kisomwa.
  • Corretto: Kitabu lazima kisomwe.
  • Perché: nella forma richiesta dopo lazima, la vocale finale -a diventa -e. Analogamente, il presente negativo è hakisomwi, non hakisomwa.

6. Confondere passivo e forma stativa

  • Sbagliato: Kioo kilivunjika na mtoto se si vuole dire che il bambino lo ruppe.
  • Corretto: Kioo kilivunjwa na mtoto.
  • Perché: vunjwa presenta un'azione subita e può nominare l'agente; vunjika significa «rompersi, finire rotto» e mette in primo piano il cambiamento di stato.

Note d'uso

Il passivo swahili non è limitato alla prosa burocratica. Si incontra in frasi quotidiane come Chakula kimepikwa («Il cibo è pronto/è stato cucinato»), Duka limefungwa («Il negozio è chiuso») o Unaitwa nani? («Come ti chiami?», letteralmente «Sei chiamato chi?»). In annunci e cartelli può essere particolarmente conciso: Nyumba inauzwa significa «Casa in vendita».

Il marcatore -na- può indicare un evento in corso oppure una situazione abituale, a seconda del contesto. Kitabu kinasomwa darasani può voler dire «Il libro viene letto in classe» o «Il libro si sta leggendo in classe». Non bisogna quindi cercare una corrispondenza automatica con «è letto» o «sta venendo letto».

Le forme con -me- indicano un'azione compiuta con un risultato attuale: Mlango umefungwa può essere tradotto sia «La porta è stata chiusa» sia, in molti contesti, «La porta è chiusa». Lo swahili non obbliga sempre a separare l'evento dal suo risultato quanto fa l'italiano; situazione e contesto guidano la traduzione.

L'agente viene spesso omesso, anche più facilmente che in italiano. Se è ovvio, sconosciuto o irrilevante, aggiungerlo appesantisce la frase. Lo si esprime con na quando serve davvero a identificare una persona o un ente responsabile.

Oltre le basi: uso avanzato

Passivo e forma stativa in -ik-/-ek-

Il passivo indica normalmente che qualcosa subisce un'azione, anche se l'autore non è nominato. La forma stativa in -ik-/-ek- descrive invece uno stato, una possibilità o un cambiamento che non richiede di immaginare un agente.

Passivo Stativo Contrasto
Kioo kilivunjwa. Kioo kilivunjika. Lo specchio fu rotto / lo specchio si ruppe.
Mlango umefungwa. Mlango umefungika. La porta è stata chiusa / la porta si è chiusa o è chiudibile.
Kitabu kinasomwa. Kitabu kinasomeka vizuri. Il libro viene letto / il libro si legge bene.

Questa distinzione evita di attribuire implicitamente un autore quando si vuole parlare soltanto del risultato o della facilità con cui avviene qualcosa.

Il destinatario come soggetto

Quando il verbo contiene anche l'estensione applicativa, cioè la forma che aggiunge un destinatario o beneficiario, una persona può diventare il soggetto della passiva:

  • Mama alimpikia mtoto chakula. — «La mamma cucinò del cibo per il bambino.»
  • Mtoto alipikiwa chakula na mama. — «Al bambino fu cucinato del cibo dalla mamma.»

In alipikiwa, l'ordine delle estensioni è applicativa -i- + passiva -w-. Questa costruzione non coincide sempre con il passivo italiano più spontaneo; spesso in italiano si preferisce una frase attiva o una costruzione con «a/per».

Relative e costruzioni impersonali

Il verbo passivo può comparire nelle frasi relative (frasi che specificano «che», «il quale», «dove»):

  • kitabu kilichoandikwa na Amina — «il libro che è stato scritto da Amina»
  • chakula kilichopikwa jana — «il cibo cucinato ieri»

A un livello più avanzato si incontrano inoltre passivi impersonali con il prefisso i-, molto frequenti nelle notizie e nel registro formale:

  • Inasemekana kwamba atakuja. — «Si dice che verrà.»
  • Inaaminika kuwa hii ni kweli. — «Si ritiene che ciò sia vero.»

Qui non c'è un nome concreto posto prima del verbo: la costruzione presenta l'informazione come generalmente detta o creduta. È un'estensione naturale del passivo di base, ma merita uno studio specifico perché coinvolge modelli impersonali e combinazioni di estensioni verbali.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma coppie complete. Parti da cinque frasi attive, porta l'oggetto all'inizio, cambia il prefisso soggetto e poi forma il verbo passivo: Amina alipika chakula → Chakula kilipikwa na Amina. Controlla separatamente concordanza e radice.
  2. Crea una scheda per ogni verbo. Registra insieme attivo e passivo, soprattutto per i temi vocalici: jibu–jibiwa, samehe–samehewa, chukua–chukuliwa, toa–tolewa. È più efficace che tentare di ricostruire ogni volta la forma.
  3. Cerca il vero centro della frase. Quando leggi notizie o annunci, sottolinea il nome con cui concorda il verbo e cerchia -w-/-iw-/-ew-/-liw-/-lew-. Poi chiediti se l'agente è espresso, sottinteso o del tutto ignoto.

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