Costruzioni passive complesse e impersonali in swahili
Kauli ya Kutendwa Changamano
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.
In breve
In swahili espressioni italiane come si dice, si ritiene o è stato confermato si rendono spesso con un verbo alla terza persona della classe nominale 9: inasemekana, inaaminika, imethibitishwa. Nei passivi con un soggetto espresso, invece, il prefisso del verbo concorda con la classe di ciò che subisce l’azione: kazi imefanywa, «il lavoro è stato svolto»; maombi yamekubaliwa, «le domande sono state accolte».
Panoramica
Il passivo presenta come soggetto chi o ciò che subisce l’azione, anziché chi la compie. A livello B1 si incontra già il meccanismo di base: una forma come ameandika «ha scritto» diventa ameandikwa «è stato scritto/a». A livello B2 occorre saperlo usare dentro strutture più articolate: enunciati senza un soggetto concreto, verbi dotati di più estensioni e frasi nelle quali interessa soprattutto il risultato o la persona coinvolta.
Le estensioni verbali sono elementi inseriti dopo la radice che ne modificano il significato. Per esempio, possono indicare che qualcuno fa compiere un’azione, che l’azione è svolta per qualcuno o che nasce una situazione senza mettere in primo piano un agente. In forme quali wamejulishwa «sono stati informati» e walifanyiwa vipimo «sono stati sottoposti a esami», più meccanismi si combinano nello stesso verbo.
Per chi parla italiano, la difficoltà principale è non cercare una costruzione con «essere + participio». Lo swahili non forma il passivo in questo modo: tempo, accordo e passivo sono riuniti in un’unica forma verbale. Inoltre, l’italiano usa molto il si impersonale; lo swahili ricorre spesso a formule come inasemekana kuwa... o a un passivo senza complemento d’agente.
Come funziona
La struttura generale del verbo passivo
Una forma verbale complessa si può leggere, in modo semplificato, da sinistra a destra:
prefisso del soggetto + indicatore di tempo/aspetto + radice + eventuali estensioni + passivo + vocale finale
| Forma swahili | Significato | Analisi utile |
|---|---|---|
| i-me-fany-w-a | è stato fatto | accordo di classe 9 + compiuto -me- + fany- + passivo |
| wa-li-fanyi-w-a | furono coinvolti / fu fatto loro | classe 2 + passato -li- + applicativo -i- + passivo |
| wa-me-jul-ish-w-a | sono stati informati | classe 2 + compiuto + causativo -ish- + passivo |
| zi-li-patan-ish-w-a | furono conciliati | classe 10 + passato + catena derivativa + passivo |
Il marcatore passivo contiene normalmente -w-, ma la forma visibile varia in base alla radice e alla storia del verbo: andika → andikwa, fanya → fanywa, soma → somwa, chukua → chukuliwa, toa → tolewa. Non è prudente ricavare ogni forma soltanto a intuito: per i verbi meno familiari conviene imparare insieme infinito e passivo.
L’accordo non scompare al passivo
Il nuovo soggetto governa il prefisso verbale. La classe nominale è il gruppo grammaticale a cui appartiene un nome e che determina i prefissi di accordo; non coincide sempre con il genere o con il numero italiani.
| Frase swahili | Traduzione italiana | Accordo |
|---|---|---|
| Jengo limekamilishwa. | L’edificio è stato completato. | jengo, classe 5: li- |
| Maombi yamekubaliwa. | Le domande sono state accolte. | maombi, classe 6: ya- |
| Kazi imefanywa. | Il lavoro è stato svolto. | kazi, classe 9: i- |
| Barua zimetumwa. | Le lettere sono state inviate. | barua, classe 10: zi- |
| Vitabu vimesambazwa. | I libri sono stati distribuiti. | vitabu, classe 8: vi- |
| Wanafunzi wamejulishwa. | Gli studenti sono stati informati. | wanafunzi, classe 2: wa- |
Non basta dunque anteporre un nome alla forma invariabile ime-. L’italiano segnala spesso numero e genere sul participio (completato/completate); lo swahili segnala la classe soprattutto nel prefisso iniziale del verbo.
Le formule impersonali di opinione e notizia
Quando il contenuto vero e proprio è un’intera proposizione, lo swahili usa frequentemente una forma con accordo i-, seguita da kwamba o kuwa, entrambi traducibili qui con «che».
| Modello swahili | Resa naturale in italiano | Uso tipico |
|---|---|---|
| Inasemekana kwamba/kuwa... | Si dice che... | notizia riferita, voce non attribuita |
| Inaaminika kwamba/kuwa... | Si ritiene / si crede che... | convinzione condivisa |
| Inatarajiwa kwamba/kuwa... | Ci si aspetta che... | previsione o attesa |
| Iliripotiwa kwamba/kuwa... | È stato riferito che... | resoconto al passato |
| Imethibitishwa kwamba/kuwa... | È stato confermato che... | informazione verificata |
In queste formule il prefisso i- non rimanda necessariamente a un nome concreto già menzionato. La costruzione presenta l’intero fatto successivo come contenuto del dire, del credere o del confermare. Kwamba introduce esplicitamente la proposizione; kuwa è molto comune nello stesso ruolo, soprattutto dopo verbi di comunicazione, conoscenza e valutazione.
Il tempo resta significativo:
- inasemekana — si dice, è opinione corrente;
- ilisemekana — si diceva / fu detto;
- imesemekana — è stato detto, con rilevanza attuale;
- ilithibitishwa — fu confermato;
- imethibitishwa — è stato confermato.
Passivo dopo altre estensioni
Il passivo può applicarsi a un verbo già derivato. È questo che spesso si intende con «passivo complesso» o, in alcune descrizioni didattiche, «doppio passivo»: non sempre compaiono due marcatori passivi distinti; più spesso si vede una catena di estensioni prima di -w-.
Con l’applicativo (un’estensione che introduce una persona a vantaggio o a danno della quale si agisce), tale persona può diventare soggetto del passivo:
- Mpishi aliwapikia watoto chakula. — Il cuoco cucinò del cibo per i bambini.
- Watoto walipikiwa chakula. — Ai bambini fu cucinato del cibo.
In walipikiwa, -i- appartiene all’applicativo e -w- al passivo. L’ordine italiano cambia parecchio: una traduzione letterale come «i bambini furono cucinati» sarebbe assurda. I bambini sono i beneficiari, non ciò che viene cucinato.
Con il causativo (l’estensione che indica «far fare» o provocare un risultato), si ottengono forme come:
- Mwalimu aliwafundisha wanafunzi. — L’insegnante istruì gli studenti.
- Wanafunzi walifundishwa. — Gli studenti furono istruiti.
- Ofisa aliwajulisha wakazi mabadiliko. — Il funzionario informò i residenti dei cambiamenti.
- Wakazi walijulishwa mabadiliko. — I residenti furono informati dei cambiamenti.
Alcuni di questi verbi sono ormai unità lessicali comuni. Per usarli bene è più utile riconoscere la forma completa, per esempio julishwa «essere informato», che tentare ogni volta una scomposizione meccanica.
Passivo vero e forme con valore di stato
Le estensioni -ik-/-ek- esprimono spesso uno stato raggiunto, una possibilità o una proprietà. Possono assomigliare a un passivo italiano, ma non presentano necessariamente un’azione compiuta da qualcuno:
| Forma swahili | Traduzione italiana | Prospettiva |
|---|---|---|
| Mlango umefungwa. | La porta è stata chiusa. | passivo: si presuppone un’azione |
| Mlango umefungika. | La porta si è chiusa / è ormai chiusa. | stato o cambiamento, agente non pertinente |
| Kitabu kinasomwa. | Il libro viene letto. | passivo dell’azione di leggere |
| Kitabu kinasomeka vizuri. | Il libro si legge bene. | facilità o caratteristica del testo |
Inaaminika contiene proprio -ik- e funziona convenzionalmente come «si crede / è ritenuto». Inasemekana è un’altra formula lessicalizzata di notizia riferita. È bene imparare entrambe come espressioni complete, senza supporre che tutti i verbi formino un impersonale nello stesso identico modo.
Il complemento d’agente
Chi compie l’azione può essere introdotto da na:
Ripoti iliandikwa na kamati. — Il rapporto fu scritto dal comitato.
Tuttavia il passivo serve spesso proprio a non nominare l’agente, perché è ignoto, ovvio o poco importante. Inoltre na significa anche «con»: è il contesto a chiarire se introduce l’autore dell’azione oppure uno strumento o un accompagnamento. Se l’agente è il centro informativo della frase, la forma attiva risulta spesso più diretta.
Esempi nel contesto
| Swahili | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Inasemekana kwamba atakuja kesho. | Si dice che verrà domani. | formula impersonale di notizia riferita |
| Inaaminika kuwa hii ni kweli. | Si ritiene che questo sia vero. | opinione presentata senza attribuzione |
| Iliripotiwa kuwa barabara ilikuwa imefungwa. | Fu riferito che la strada era chiusa. | resoconto al passato |
| Imethibitishwa kwamba mkutano utaanza saa tatu. | È stato confermato che la riunione inizierà alle nove. | risultato verificato; nell’uso swahili saa tatu corrisponde alle nove |
| Inatarajiwa kuwa bei zitapungua mwezi ujao. | Si prevede che i prezzi diminuiranno il mese prossimo. | aspettativa impersonale |
| Habari hii imeenezwa kote. | Questa notizia è stata diffusa ovunque. | soggetto di classe 9 |
| Kazi imefanywa kwa uangalifu. | Il lavoro è stato svolto con cura. | attenzione sul modo e sul risultato |
| Maombi yote yamechunguzwa. | Tutte le domande sono state esaminate. | accordo di classe 6 |
| Vitabu vipya vimesambazwa mashuleni. | I nuovi libri sono stati distribuiti nelle scuole. | accordo di classe 8 |
| Wanafunzi wamejulishwa kuhusu mabadiliko. | Gli studenti sono stati informati dei cambiamenti. | causativo più passivo |
| Watoto walipikiwa chakula cha jioni. | Ai bambini fu preparata la cena. | applicativo più passivo |
| Mgonjwa amefanyiwa vipimo viwili. | Il paziente è stato sottoposto a due esami. | la persona coinvolta diventa soggetto |
| Pande hizo zilipatanishwa na mpatanishi. | Quelle parti furono conciliate da un mediatore. | catena derivativa complessa |
| Kitabu hiki kinasomeka kwa urahisi. | Questo libro si legge facilmente. | proprietà del testo, non normale passivo d’azione |
Errori comuni
Usare sempre ime- davanti a qualsiasi soggetto
- Non corretto: Maombi imekubaliwa.
- Corretto: Maombi yamekubaliwa.
- Perché: maombi appartiene alla classe 6 e richiede l’accordo ya-; con il compiuto si ottiene yame-.
Calcare «essere + participio» dall’italiano
- Non corretto: Kazi ni fanywa.
- Corretto: Kazi imefanywa.
- Perché: il passivo swahili è interno al verbo. Ni non trasforma fanya in un participio passivo.
Confondere l’oggetto reale con il beneficiario
- Interpretazione errata: Watoto walipikiwa chakula = «I bambini furono cucinati».
- Interpretazione corretta: «Ai bambini fu cucinato del cibo».
- Perché: l’applicativo introduce i bambini come beneficiari; nel passivo essi controllano l’accordo verbale.
Trattare -ika/-eka come un passivo sempre equivalente a -wa
- Contrasto: Mlango umefungwa indica che la porta è stata chiusa; mlango umefungika mette a fuoco lo stato o il fatto che si è chiusa.
- Perché: le forme in -ik-/-ek- possono esprimere stato, riuscita o possibilità, non semplicemente un agente sottinteso.
Aggiungere un agente anche quando non serve
- Pesante: Inasemekana na watu kwamba...
- Naturale: Inasemekana kwamba... oppure, se le persone sono importanti, Watu wanasema kwamba...
- Perché: la formula impersonale serve a lasciare la fonte sullo sfondo. Se si nomina una fonte precisa, spesso conviene tornare all’attivo.
Dimenticare la proposizione dopo la formula impersonale
- Incompleto nel significato voluto: Inaaminika hii ni kweli.
- Chiaro e standard: Inaaminika kuwa hii ni kweli.
- Perché: kuwa o kwamba segnala con chiarezza l’inizio del contenuto creduto o riferito.
Note d’uso
Le costruzioni impersonali sono frequenti nelle notizie, nei rapporti, nella scrittura amministrativa e in ogni contesto in cui la fonte non è nota o non si vuole metterla in primo piano. Inasemekana può anche segnalare prudenza: chi parla riferisce una voce senza garantirne la verità. Imethibitishwa, al contrario, presenta l’informazione come verificata.
Nel parlato quotidiano è comunissimo scegliere una frase attiva generica, per esempio watu wanasema... «la gente dice...». Non è identica a inasemekana: la prima menziona almeno genericamente delle persone, mentre la seconda concentra tutta l’attenzione sul contenuto riferito.
Kwamba e kuwa sono spesso entrambe possibili. Kwamba rende più visibile il confine tra le due proposizioni; kuwa è particolarmente comune nelle formule di resoconto. La scelta dipende anche dal verbo e dallo stile, quindi conviene osservare combinazioni autentiche anziché imporre una sostituzione parola per parola.
Il passivo senza agente è naturale quando conta il risultato: kazi imefanywa vizuri «il lavoro è stato fatto bene». Se invece si vuole lodare o accusare chi ha agito, l’attivo può essere più efficace: Asha amefanya kazi vizuri «Asha ha svolto bene il lavoro».
Oltre le basi: uso avanzato
Quale partecipante diventa soggetto
Nei verbi con applicativo, più elementi possono concorrere per diventare il soggetto del passivo. La scelta non è soltanto meccanica: riflette ciò di cui si sta parlando. Con Mgonjwa amefanyiwa vipimo il paziente è il tema della frase; vipimo resta dopo il verbo. Questa possibilità consente allo swahili di organizzare l’informazione senza ricorrere alle stesse preposizioni dell’italiano.
Per comprendere frasi lunghe, procedi in quest’ordine:
- individua il prefisso di accordo e il tempo;
- riconosci il soggetto che concorda con quel prefisso;
- cerca il passivo verso la fine del tema verbale;
- verifica se prima del passivo compare un’estensione applicativa, causativa o reciproca;
- interpreta gli altri nomi come oggetto, beneficiario, contenuto o agente in base al contesto.
Catene di estensioni senza analisi eccessiva
Una forma come zilipatanishwa può essere collegata a patana «accordarsi» e patanisha «conciliare». La forma passiva significa «furono conciliati». Questa analisi aiuta a riconoscere la famiglia lessicale, ma nella produzione spontanea è spesso più sicuro memorizzare coppie d’uso frequenti:
- julisha / julishwa — informare / essere informato;
- fundisha / fundishwa — insegnare, istruire / essere istruito;
- kamilisha / kamilishwa — completare / essere completato;
- patanisha / patanishwa — conciliare / essere conciliato.
Non tutte le sequenze teoricamente costruibili sono ugualmente comuni. La padronanza avanzata consiste anche nel distinguere una forma grammaticalmente analizzabile da una combinazione davvero idiomatica.
Impersonale, passivo e valore risultativo
L’italiano può tradurre con «si» tre strutture swahili diverse:
- Inasemekana kuwa... — formula impersonale: «si dice che...»;
- Kitabu kinasomwa darasani. — passivo d’azione: «il libro si legge / viene letto in classe»;
- Kitabu kinasomeka vizuri. — proprietà o facilità: «il libro si legge bene».
La traduzione italiana, quindi, non basta per scegliere la forma. Bisogna chiedersi se si sta riferendo un’opinione, descrivendo un’azione compiuta su qualcosa oppure valutando una proprietà del soggetto.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma per classi, non solo per tempi. Parti da una frase come Kamati imekamilisha kazi e crea Kazi imekamilishwa; poi ripeti con maombi, vitabu e barua, controllando ogni volta l’accordo.
- Impara le formule complete. Prepara brevi coppie: inasemekana kuwa... / si dice che..., imethibitishwa kwamba... / è stato confermato che.... Cambia poi il tempo e il contenuto della proposizione.
- Segna le estensioni a colori. In forme come walipikiwa o wamejulishwa, separa prefisso, tempo, radice, estensioni e passivo. Subito dopo, ricomponi la frase e traducila in italiano naturale, senza conservare per forza lo stesso ordine.
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- Prerequisito: Il passivo (-w-/-liw-/-ew-) — introduce la formazione di base e l’accordo del verbo passivo.
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La forma passiva in swahili (-w-, -liw-, -ew-)B1Altri concetti di livello B2
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