B2

Il discorso indiretto in swahili

Usemi wa Taarifa

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.

In breve

Per riferire le parole di qualcuno senza citarle alla lettera, lo swahili usa spesso kwamba o kuwa, entrambi equivalenti a «che»: Alisema kwamba atakuja («Ha detto che verrà»). Persona, tempo e parole come kesho («domani») si scelgono dal punto di vista di chi racconta. A differenza dell’italiano, però, non esiste una trasformazione automatica e obbligatoria di tutti i tempi dopo un verbo al passato.

Panoramica

Il discorso indiretto, detto in swahili usemi wa taarifa, permette di riportare il contenuto di parole, pensieri, domande o richieste senza riprodurre una citazione esatta. Invece di scrivere Amina alisema, “Ninaumwa” («Amina ha detto: “Sto male”»), si può dire Amina alisema kwamba anaumwa («Amina ha detto che sta male»). La parte introdotta da kwamba è una proposizione subordinata: una frase che dipende dal verbo principale e ne completa il significato.

È un argomento tipico del livello B2 perché richiede di coordinare più elementi già noti: i prefissi personali dentro il verbo, il passato in -li-, gli altri tempi, la negazione e gli indicatori di tempo e luogo. La costruzione di base, tuttavia, è semplice: un verbo come kusema («dire») introduce il contenuto riferito mediante kwamba o kuwa.

Per chi parla italiano, il punto più delicato è la concordanza dei tempi. In italiano «Dice: “Sono stanco”» diventa normalmente «Ha detto che era stanco». In swahili il tempo della frase riferita dipende maggiormente dal significato che il narratore vuole conservare: lo stato può essere ancora vero, appartenere soltanto al passato oppure essere presentato come in corso in quel momento. Non conviene quindi sostituire un marcatore temporale con un altro in modo meccanico.

Come funziona

Lo schema fondamentale

Per riferire un’affermazione si usa normalmente questo ordine:

verbo che introduce il resoconto + kwamba/kuwa + contenuto riferito

  • Juma alisema kwamba atarudi. — «Juma ha detto che tornerà.»
  • Juma alisema kuwa atarudi. — «Juma ha detto che tornerà.»

Kwamba e kuwa funzionano qui come connettivi, cioè parole che collegano le due parti della frase. Nel secondo esempio kuwa non significa «essere»: introduce semplicemente ciò che Juma ha detto. Il contesto distingue questo uso dal verbo kuwa, come si vede in Alisema kuwa alikuwa mgonjwa («Ha detto che era malato/a»): il primo kuwa significa «che», mentre alikuwa è il passato di «essere».

Nel parlato e in una prosa scorrevole il connettivo può anche essere omesso quando il rapporto fra le due frasi è chiaro:

  • Alisema atakuja baadaye. — «Ha detto che verrà più tardi.»

Per imparare la struttura, è comunque utile produrre dapprima frasi complete con kwamba o kuwa.

Scegliere il verbo introduttivo

Il verbo iniziale non segnala soltanto che qualcuno ha parlato: può mostrare a chi erano rivolte le parole e quale atteggiamento aveva chi parlava.

Verbo o forma Significato usuale Costruzione tipica
kusema / alisema dire / ha detto alisema kwamba…
kuambia / aliniambia dire a qualcuno / mi ha detto destinatario espresso nel verbo o con un nome
kudai / alidai sostenere, affermare, rivendicare alidai kuwa…
kuhakikishia / alinihakikishia assicurare a qualcuno alinihakikishia kwamba…
kueleza / alieleza spiegare, dichiarare alieleza kuwa…
kuuliza / aliuliza chiedere, fare una domanda aliuliza kama… o parola interrogativa
kuomba / aliomba chiedere, pregare spesso seguito da una forma in -e

La differenza fra kusema e kuambia ricorda quella fra «dire» e «dire a qualcuno». Con kuambia, il destinatario compare spesso come prefisso dell’oggetto (il pezzetto del verbo che indica chi riceve le parole):

  • a-li-ni-ambia → aliniambia — «mi ha detto»
  • a-li-mw-ambia → alimwambia — «gli/le ha detto»
  • wa-li-tu-ambia → walituambia — «ci hanno detto»

Un nome può rendere esplicito lo stesso ruolo: Mwalimu aliwaambia wanafunzi… («L’insegnante disse agli studenti…»).

Cambiare la persona grammaticale

Nel passaggio dalla citazione al resoconto, i riferimenti a «io», «tu», «mio» e «tuo» devono essere interpretati dal punto di vista del narratore. In swahili questo cambiamento è particolarmente visibile nei prefissi verbali e nei possessivi.

Citazione diretta Discorso indiretto Che cosa cambia
Juma: “Nitakuja.” Juma alisema kwamba atakuja. ni- «io» diventa a- «lui/lei»
Asha: “Nimepoteza simu yangu.” Asha alisema kuwa amepoteza simu yake. ni- diventa a-; yangu diventa yake
Wanafunzi: “Tutamaliza.” Wanafunzi walisema kwamba watamaliza. tu- «noi» diventa wa- «loro»

Non basta quindi togliere le virgolette e inserire kwamba. Bisogna chiedersi ogni volta chi parla nella frase originale e chi racconta ora. Naturalmente, se chi riferisce è la stessa persona che aveva pronunciato la frase, la prima persona può restare: Nilisema kwamba nitakuja («Ho detto che verrò»).

I tempi: continuità, anteriorità e prospettiva

Dopo un verbo al passato come alisema, il presente in -na- può rimanere presente oppure essere sostituito da una forma passata. La scelta comunica una differenza di prospettiva, non una regola puramente formale.

Forma riferita Interpretazione frequente Esempio
presente in -na- o copula presente situazione ancora valida o presentata come attuale Alisema kwamba anaishi Arusha. — «Ha detto che vive ad Arusha.»
passato in -li- evento o stato collocato e concluso nel passato Alisema kwamba alisoma kitabu hicho. — «Ha detto che aveva letto/lesse quel libro.»
alikuwa + forma progressiva azione che era in corso nel momento passato Alisema kwamba alikuwa akisoma. — «Ha detto che stava studiando.»
perfetto in -me- risultato compiuto ancora rilevante Alisema kwamba amemaliza. — «Ha detto che ha finito.»
futuro in -ta- evento ancora presentato come futuro Alisema kwamba atakuja kesho. — «Ha detto che verrà domani.»

Confronta queste due frasi:

  • Neema alisema kwamba anaumwa. — Neema ha detto che sta male; chi riferisce presenta la condizione come ancora attuale.
  • Neema alisema kwamba alikuwa anaumwa. — Neema ha detto che stava male; la condizione viene osservata in quel momento passato.

Anche -li- è possibile quando si riferisce un fatto passato: Alisema kwamba alifika jana («Ha detto che era arrivato/a ieri»). La traduzione italiana può richiedere un trapassato («era arrivato»), ma lo swahili non deve per forza costruire un equivalente parola per parola del trapassato italiano. Quando è importante mostrare con precisione che un fatto era già compiuto prima di un altro momento passato, si possono usare i tempi composti con kuwa.

Adattare tempo e luogo

Parole come leo («oggi»), kesho («domani»), jana («ieri»), hapa («qui») e sasa («adesso») dipendono dal punto di osservazione. Possono restare invariate se il resoconto avviene nello stesso giorno o luogo; in un racconto successivo può essere più chiaro sostituirle.

Parola originale Possibile adattamento Significato
leo siku hiyo quel giorno
kesho siku iliyofuata il giorno seguente
jana siku iliyotangulia il giorno precedente
hapa hapo / pale lì, in quel luogo
sasa wakati huo in quel momento

Non sono sostituzioni obbligatorie. In Alisema kwamba atakuja kesho, kesho va benissimo se il «domani» della promessa coincide ancora con il giorno successivo rispetto al resoconto. Se si narra l’episodio molto tempo dopo, siku iliyofuata evita ambiguità.

Riferire domande

Una domanda a cui si può rispondere «sì» o «no» viene normalmente introdotta da kama o ikiwa, entrambi traducibili qui con «se»:

  • Aliuliza kama tumemaliza. — «Ha chiesto se abbiamo finito.»
  • Alitaka kujua ikiwa basi limefika. — «Voleva sapere se l’autobus era arrivato.»

Se la domanda contiene una parola interrogativa, come nani («chi»), nini («che cosa»), wapi («dove»), lini («quando») o kwa nini («perché»), quella parola rimane:

  • Aliuliza tulikuwa wapi. — «Ha chiesto dove fossimo.»
  • Meneja alitaka kujua mkutano utaanza lini. — «Il responsabile voleva sapere quando sarebbe iniziata la riunione.»

Lo swahili non richiede un ausiliare equivalente all’italiano «avere» o «essere» per trasformare la domanda. Si conservano la normale struttura del verbo e i prefissi appropriati.

Riferire ordini, consigli e richieste

Per riportare ciò che qualcuno ha chiesto o ordinato di fare, è frequente il congiuntivo swahili, cioè una forma verbale che presenta un’azione voluta o richiesta. Nei verbi di origine bantu la vocale finale -a diventa in genere -e: kusoma → asome («che legga»), kupumzika → nipumzike («che io riposi»).

  • Daktari aliniambia nipumzike. — «Il medico mi ha detto di riposare.»
  • Mwalimu aliwaambia wanafunzi wafungue vitabu. — «L’insegnante disse agli studenti di aprire i libri.»
  • Aliomba tumsaidie. — «Ha chiesto che lo/la aiutassimo.»

Per il divieto si usa la forma negativa del congiuntivo, con si nella struttura verbale:

  • Aliwaambia wasipige kelele. — «Disse loro di non fare rumore.»

L’italiano preferisce spesso «di + infinito» dopo «dire» o «chiedere». Trasferire quell’infinito direttamente in swahili porta a costruzioni innaturali: occorre indicare nel verbo chi deve compiere l’azione.

Esempi nel contesto

Swahili Italiano Nota
Alisema kwamba atakuja kesho. Ha detto che verrà domani. Futuro mantenuto rispetto al resoconto
Waliambia kuwa walikuwa wagonjwa. Ci dissero che erano malati. Il destinatario è recuperato dal contesto; walituambia lo renderebbe esplicito
Mwalimu alidai kuwa wanafunzi hawakusoma. L’insegnante sostenne che gli studenti non avevano studiato. kudai presenta un’affermazione attribuita alla fonte
Alinihakikishia kwamba kila kitu ni sawa. Mi ha assicurato che va tutto bene. Verità presentata come ancora attuale
Juma alisema kuwa anaishi Mombasa. Juma ha detto che vive a Mombasa. -na- resta perché la situazione è ancora valida
Asha alisema kuwa alikuwa akisoma nilipompigia simu. Asha ha detto che stava studiando quando le ho telefonato. Azione in corso nel passato
Mama alisema kwamba chakula kiko tayari. La mamma ha detto che il cibo è pronto. Stato attuale con accordo di chakula
Fatuma alisema kwamba hakupata ujumbe. Fatuma ha detto che non ha ricevuto il messaggio. Passato negativo nella frase riferita
Aliuliza kama tumemaliza kazi. Ha chiesto se abbiamo finito il lavoro. Domanda sì/no con kama
Aliuliza kwa nini tulichelewa. Ha chiesto perché eravamo in ritardo. La parola interrogativa rimane
Meneja alitaka kujua mkutano utaanza lini. Il responsabile voleva sapere quando sarebbe iniziata la riunione. Domanda indiretta con lini
Daktari aliniambia nipumzike. Il medico mi ha detto di riposare. Richiesta con forma in -e
Mwalimu aliwaambia wanafunzi wasipige kelele. L’insegnante disse agli studenti di non fare rumore. Ordine negativo con wasi-
Aliomba tumsaidie. Ha chiesto che lo/la aiutassimo. La persona richiesta è espressa da tu-
Walidai eti hawakujua chochote. Sostenevano, a quanto pare, di non sapere nulla. eti segnala distanza dalle parole riferite

Errori comuni

Conservare la prima persona del parlante originale

  • Sbagliato: Juma alisema kwamba nitakuja. — se si vuole dire che verrà Juma.
  • Corretto: Juma alisema kwamba atakuja.
  • Perché: nella citazione Juma direbbe nitakuja («verrò»), ma nel resoconto Juma è «lui»: il prefisso passa da ni- ad a-. La forma nitakuja sarebbe corretta soltanto se a venire fosse chi sta raccontando.

Applicare sempre un arretramento automatico del tempo

  • Sbagliato nel significato voluto: Alisema kwamba aliishi hapa, se la persona vive ancora qui.
  • Corretto: Alisema kwamba anaishi hapa.
  • Perché: -li- colloca l’abitare nel passato e può suggerire che la situazione sia terminata. Il presente -na- resta naturale per un fatto ancora valido. Non bisogna copiare automaticamente la concordanza dei tempi italiana.

Introdurre una domanda sì/no con kwamba

  • Sbagliato: Aliuliza kwamba tumemaliza?
  • Corretto: Aliuliza kama tumemaliza.
  • Perché: kwamba introduce soprattutto un contenuto affermato; una domanda indiretta del tipo «se…» richiede normalmente kama o ikiwa.

Usare l’infinito italiano per un ordine riferito

  • Sbagliato: Aliniambia kupumzika.
  • Corretto: Aliniambia nipumzike.
  • Perché: chi deve riposare va indicato. Ni- segnala «io» e la finale -e presenta l’azione richiesta.

Dimenticare il destinatario con kuambia

  • Poco chiaro: Aliambia kwamba mkutano umeahirishwa.
  • Più chiaro: Aliniambia kwamba mkutano umeahirishwa.
  • Perché: kuambia significa «dire a qualcuno». Se il destinatario non è già evidente dal contesto, conviene esprimerlo con un prefisso come -ni-, -mw-, -tu- o -wa-, oppure con un nome.

Cambiare kesho e jana senza considerare il momento reale

  • Sbagliato come metodo: sostituire sempre kesho con siku iliyofuata.
  • Corretto: scegliere la forma che identifica il giorno senza ambiguità.
  • Perché: se si riferiscono oggi parole pronunciate oggi, kesho è ancora «domani». Siku iliyofuata è utile quando il racconto guarda a quell’episodio da un momento successivo.

Note d’uso

Kwamba, kuwa e l’omissione del connettivo

Kwamba rende molto esplicito il confine fra le parole del narratore e il contenuto riferito. Kuwa svolge spesso la stessa funzione ed è comune sia nel parlato sia nello scritto. In frasi brevi si sente anche l’accostamento senza connettivo, come Nadhani atakuja («Penso che verrà») o Alisema hajui («Ha detto che non sa»). Nei periodi lunghi, mantenere kwamba o kuwa aiuta il lettore a seguire la struttura.

Il grado di certezza dipende dal verbo

Alisema… attribuisce semplicemente le parole a una fonte. Alieleza… suggerisce una spiegazione, alinihakikishia… un’assicurazione e alidai… un’affermazione che il narratore non presenta necessariamente come verificata. La scelta italiana fra «ha detto», «ha spiegato», «ha assicurato» e «ha sostenuto» va quindi mantenuta anche nello swahili, invece di ricorrere sempre a kusema.

Discorso diretto e indiretto non sono intercambiabili nello stile

La citazione diretta conserva la voce e le parole precise: Amina alisema, “Sijui” («Amina ha detto: “Non lo so”»). Il discorso indiretto riassume il contenuto: Amina alisema kwamba hajui («Amina ha detto che non lo sa»). Se le parole esatte hanno importanza — per esempio in un’intervista o in una dichiarazione ufficiale — è preferibile citarle. Se conta soprattutto l’informazione, il discorso indiretto è più compatto.

Oltre le basi: prospettiva e distanza dalla fonte

Eti e le informazioni riportate

Eti può introdurre parole, voci o affermazioni attribuite ad altri. A seconda del tono e del contesto, equivale a «a quanto pare», «a suo dire» o persino «dice che…», e può segnalare sorpresa, dubbio o distanza del narratore:

  • Anasema eti hana pesa. — «Dice che, a suo dire, non ha soldi.»
  • Walisema eti safari imefutwa. — «Hanno detto, a quanto pare, che il viaggio è stato annullato.»

Non è un semplice sinonimo neutro di kwamba: usarlo può far percepire che chi riferisce non garantisce pienamente l’informazione.

Più livelli di resoconto

In testi giornalistici o narrativi può comparire un resoconto dentro un altro:

  • Asha alisema kwamba Juma alimwambia kuwa mkutano umeahirishwa. — «Asha ha detto che Juma le aveva comunicato che la riunione era stata rinviata.»

Qui ogni verbo ha una propria fonte e un proprio destinatario. Per evitare confusione, conviene ripetere i nomi quando due persone potrebbero essere indicate dallo stesso prefisso a-, che in swahili vale sia per «lui» sia per «lei».

Riferire pensieri e conoscenze

La stessa struttura non si limita alle parole pronunciate. Può completare verbi di pensiero, conoscenza e ricordo:

  • Nilijua kwamba alikuwa nyumbani. — «Sapevo che era a casa.»
  • Anaamini kuwa tutafanikiwa. — «Crede che avremo successo.»
  • Alikumbuka kwamba alikuwa ameacha funguo mezani. — «Si ricordò di aver lasciato le chiavi sul tavolo.»

In questi casi valgono gli stessi principi: persona e tempo dipendono dal punto di vista, mentre kwamba o kuwa rende esplicito il rapporto fra le due proposizioni.

Il tempo come scelta di significato

A un livello avanzato, il mantenimento del presente può anche rendere il resoconto più vivo o presentare l’informazione come valida per il narratore. Una forma passata, invece, può limitare la validità al momento originario. Confronta Alisema kwamba bei ni kubwa («Ha detto che il prezzo è alto») con Alisema kwamba bei ilikuwa kubwa («Ha detto che il prezzo era alto»). La prima frase porta la valutazione nel presente; la seconda la lascia nel contesto passato. È questa opposizione di senso, più che una rigida “sequenza dei tempi”, a guidare la scelta.

Suggerimenti per esercitarsi

  1. Trasforma brevi citazioni cambiando prospettiva. Parti da “Ninafanya kazi hapa”, “Tutakuja kesho” e “Nimepoteza simu yangu”. Attribuiscile a persone diverse e controlla prefissi verbali, possessivi e parole temporali prima di scegliere il tempo.
  2. Crea tre versioni della stessa informazione. Con anaumwa, formula un resoconto ancora attuale, uno limitato al passato e uno che descrive una situazione allora in corso. Il confronto fra anaumwa, alikuwa mgonjwa e alikuwa anaumwa rende visibile la differenza di prospettiva.
  3. Ascolta il verbo introduttivo. In notiziari, interviste o conversazioni, annota esempi con alisema, alidai, alieleza, aliuliza ed eti. Chiediti ogni volta se la fonte sta affermando, chiedendo, spiegando o prendendo le distanze dall’informazione.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Passato con -li- — serve per collocare nel passato il verbo introduttivo e gli eventi riferiti.
  • Base utile: Parole interrogative — permette di conservare nani, nini, wapi, lini e kwa nini nelle domande indirette.
  • Per ordini e richieste: Congiuntivo con finale -e — forma verbi come nipumzike, wafungue e wasipige.
  • Per la prospettiva temporale: Tempi composti con kuwa — distingue un’azione in corso da un fatto già compiuto nel momento riferito.
  • Per i riferimenti di tempo: Proposizioni temporali — approfondisce espressioni come «quando», «prima» e «dopo» nei racconti complessi.

Prerequisito

Il passato con -li- in swahiliA2

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