B2

Il discorso indiretto in basco

Zehar Estiloa

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di basco su Settemila Lingue.

In breve

Per riferire un'affermazione, il basco trasforma normalmente il verbo coniugato della frase riferita mediante -(e)la: Etorriko da («Verrà») diventa etorriko dela esan du («Ha detto che verrà»). Le domande indirette richiedono invece -(e)n, mentre omen ed ei segnalano che l'informazione proviene da altri: Euria egingo omen du («A quanto pare pioverà»).

Panoramica

Il discorso indiretto, in basco zehar estiloa, permette di riferire parole, pensieri, notizie e domande senza riprodurli come citazione letterale. In Anek esan du nekatuta dagoela («Ane ha detto che è stanca»), nekatuta dagoela è una proposizione subordinata, cioè una frase che dipende da un'altra. Il verbo dago non è seguito da una parola separata equivalente all'italiano che: il rapporto di dipendenza è espresso nella forma verbale dagoela.

Questo argomento compare al livello B2 perché richiede di coordinare più elementi: il tipo di messaggio riferito, la persona del verbo, il tempo, i riferimenti come «qui» e «domani» e, talvolta, il punto di vista di chi parla. Le basi, però, si appoggiano direttamente alle subordinate con -(e)la già incontrate in frasi come Badakit zaila dela («So che è difficile»).

Per un italofono la differenza più visibile è dunque strutturale. L'italiano introduce spesso il contenuto con che, se o una parola interrogativa; il basco colloca il segnale di subordinazione alla fine del verbo coniugato. Inoltre, poiché l'ausiliare basco contiene informazioni sulle persone coinvolte, passando dal discorso diretto a quello indiretto non basta cambiare un pronome: spesso cambia l'intera forma verbale.

Come funziona

Le affermazioni: -(e)la

Il contenuto presentato come affermazione prende -(e)la sul verbo finito, cioè sul verbo già coniugato che porta persona e tempo. Nelle forme perifrastiche il suffisso si trova sull'ausiliare:

  • etorriko daetorriko dela («verrà» → «che verrà»);
  • ikusi duikusi duela («l'ha visto» → «che l'ha visto»);
  • etorri naizetorri naizela («sono venuto» → «che sono venuto»).

Non conviene imparare la regola come una semplice aggiunta grafica. Alcune forme cambiano al punto di unione; è più sicuro memorizzare insieme la forma indipendente e quella subordinata.

Forma indipendente Forma con -(e)la Valore indicativo
da dela è / che è
dira direla sono / che sono
du duela l'ha / che l'ha
dut dudala l'ho / che l'ho
naiz naizela sono / che sono
zara zarela sei / che sei
zen zela era / che era
zuen zuela lo aveva / che lo aveva

La subordinata può precedere il verbo che introduce il discorso, ordine molto naturale in basco:

[Ane bihar etorriko dela] esan du Jonek.

«Jon ha detto [che Ane verrà domani].»

È possibile anche collocare dopo il verbo un contenuto lungo o messo in rilievo: Jonek esan du Ane bihar etorriko dela. L'ordine non è quindi rigido, ma non bisogna copiare automaticamente quello italiano.

Persona e accordo

Nel discorso diretto le forme sono scelte dal punto di vista di chi pronuncia la frase. Nel discorso indiretto vanno ricalcolate dal punto di vista di chi la riferisce.

Discorso diretto Discorso indiretto Che cosa cambia
Anek: «Nekatuta nago». Anek nekatuta dagoela esan du. «io» di Ane diventa terza persona
Jonek niri: «Deituko dizut». Jonek deituko didala esan dit. chi riceve la chiamata resta «me»
Guk: «Prest gaude». Prest gaudela esan dugu. chi riferisce coincide con il gruppo originario

Il basco spesso non esprime un pronome autonomo, perché la forma verbale contiene già l'accordo, cioè segnala grammaticalmente le persone coinvolte. Per questo nago non può restare invariato quando a riferire le parole di Ane è un'altra persona: occorre dagoela.

Tempo e punto di vista

Con un verbo introduttivo al presente o al passato prossimo, il tempo del contenuto può restare vicino a quello originale:

  • «Bihar etorriko naiz»Bihar etorriko dela esan du («Ha detto che verrà domani»).
  • «Giltzak galdu ditut»Giltzak galdu dituela esan du («Ha detto di aver perso le chiavi»).

Quando il racconto è ancorato al passato, è comune la concordanza dei tempi, cioè l'adattamento del tempo della subordinata a quello del verbo principale:

  • Esan zuen etorriko zela. — «Disse che sarebbe venuto/a».
  • Uste nuen etxean zegoela. — «Pensavo che fosse a casa».

Non si tratta però di arretrare il tempo in modo meccanico. Se l'informazione è ancora valida nel momento in cui si parla, una forma presente può essere motivata. La scelta dipende dal riferimento temporale reale, non soltanto dalla forma di esan.

Anche le espressioni legate alla situazione possono cambiare. Questo fenomeno si chiama deissi, vale a dire il modo in cui parole come «qui», «oggi» e «io» dipendono dal punto di vista del parlante.

Nelle parole originali Possibile adattamento nel racconto
gaur — oggi egun hartan — quel giorno
bihar — domani hurrengo egunean — il giorno seguente
atzo — ieri bezperan — il giorno precedente
hemen — qui han — lì
orain — adesso orduan — allora

L'adattamento serve solo se sono cambiati il momento o il luogo. Se si riferiscono le parole nello stesso giorno, gaur può tranquillamente restare gaur.

Le domande indirette: -(e)n

Una domanda riferita non usa normalmente -(e)la. Con una parola interrogativa — nor «chi», zer «che cosa», non «dove», noiz «quando», zergatik «perché» — il verbo prende -(e)n:

  • Nor da?Galdetu du nor den. — «Ha chiesto chi sia.»
  • Noiz hasiko da?Ez dakit noiz hasiko den. — «Non so quando inizierà.»
  • Zer nahi duzu?Zer nahi duzun galdetu dit. — «Mi ha chiesto che cosa vuoi.»

Nelle domande a risposta sì/no è frequente ea («se», «se per caso»), sempre con il verbo in -(e)n:

  • Ea etorriko zaren galdetu dit. — «Mi ha chiesto se verrai.»
  • Ez dakit ea denda irekita dagoen. — «Non so se il negozio sia aperto.»

Come in italiano, la domanda indiretta non conserva necessariamente l'intonazione o il punto interrogativo della domanda originale: ormai è parte di una frase più ampia.

Richieste e ordini riferiti

Per riferire ciò che qualcuno ordina, chiede o consiglia di fare, il basco usa spesso il nome verbale in -t(z)eko, una forma del verbo che qui esprime l'azione richiesta:

  • Isilik egon!Isilik egoteko esan digu. — «Ci ha detto di stare in silenzio.»
  • Etorri, mesedez.Etortzeko eskatu dit. — «Mi ha chiesto di venire.»
  • Ur gehiago edan.Ur gehiago edateko gomendatu dit medikuak. — «Il medico mi ha consigliato di bere più acqua.»

Questa costruzione corrisponde spesso all'italiano di + infinito, non a una subordinata con «che». Nei comandi più sfumati possono comparire anche forme congiuntive, ma -t(z)eko è il modello più produttivo da padroneggiare per primo.

Informazione riferita: omen ed ei

Omen ed ei sono particelle evidenziali: indicano da quale tipo di fonte proviene l'informazione, qui una voce o il racconto altrui. Si collocano immediatamente prima del verbo coniugato o dell'ausiliare:

  • Euria egingo omen du. — «A quanto pare pioverà.»
  • Alkateak dimisioa eman ei du. — «Pare che il sindaco si sia dimesso.»

Non introducono le parole di una persona precisa come fa esan du. Permettono invece di riferire una notizia lasciando chiara la distanza dalla sua certezza: chi parla non la presenta come osservata direttamente.

Esempi nel contesto

Basco Traduzione italiana Nota
Esan du bihar etorriko dela. Ha detto che verrà domani. Affermazione al futuro
Uste dut arrazoi duzula. Penso che tu abbia ragione. Opinione con -(e)la
Anek esan du ez dagoela ados. Ane ha detto che non è d'accordo. Negazione dentro la subordinata
Entzun dut denda itxi dutela. Ho sentito che hanno chiuso il negozio. Informazione appresa da altri
Jonek esan zuen hurrengo egunean deituko zidala. Jon disse che mi avrebbe chiamato il giorno seguente. Tempo, persona e riferimento adattati
Galdetu du nor den. Ha chiesto chi sia. Domanda indiretta con nor
Ez dakit bilera noiz hasiko den. Non so quando inizierà la riunione. Domanda incorporata in un'affermazione
Ea etorriko zaren galdetu dit. Mi ha chiesto se verrai. Domanda sì/no con ea
Irakasleak atea ixteko esan digu. L'insegnante ci ha detto di chiudere la porta. Ordine riferito con -tzeko
Medikuak atseden hartzeko gomendatu dit. Il medico mi ha consigliato di riposare. Consiglio riferito
Ez dut uste gaur etorriko denik. Non penso che venga oggi. Opinione negativa con -(e)nik
Euria egingo omen du. A quanto pare pioverà. Notizia per sentito dire
Trena berandu iritsi ei da. Pare che il treno sia arrivato in ritardo. Variante con ei

Errori comuni

Usare il verbo indipendente dopo esan

  • Sbagliato: Mirenek esan du bihar etorriko da.
  • Corretto: Mirenek esan du bihar etorriko dela.
  • Perché: il contenuto è un'affermazione subordinata; da deve quindi diventare dela. Non esiste una parola separata che svolga da sola il lavoro dell'italiano «che».

Mettere -(e)la in una domanda indiretta

  • Sbagliato: Galdetu du nor dela.
  • Corretto: Galdetu du nor den.
  • Perché: nor introduce una domanda indiretta, che seleziona -(e)n, non l'-(e)la delle affermazioni.

Dimenticare di cambiare la persona

  • Sbagliato: Anek nekatuta nagoela esan du.
  • Corretto: Anek nekatuta dagoela esan du.
  • Perché: se a riferire è una persona diversa da Ane, l'«io» delle parole originali diventa «lei». Di conseguenza nago passa a dagoela.

Applicare sempre il presente dopo un verbo al passato

  • Sbagliato nel racconto di un fatto ormai passato: Esan zuen nekatuta dagoela.
  • Corretto: Esan zuen nekatuta zegoela.
  • Perché: se sia il dire sia la stanchezza appartengono al passato, occorre zegoela. La versione al presente può essere corretta soltanto se si vuole dire che la persona è tuttora stanca.

Copiare l'affermativa dopo ez dut uste

  • Forma da evitare nello standard sorvegliato: Ez dut uste etorriko dela.
  • Forma consigliata: Ez dut uste etorriko denik.
  • Perché: con un verbo di opinione o conoscenza negato, il basco standard usa spesso -(e)nik. È una costruzione da imparare come blocco: uste dut ... dela, ma ez dut uste ... denik.

Note d'uso

Esan («dire»), adierazi («dichiarare, esprimere»), azaldu («spiegare»), entzun («sentire») e verbi mentali come uste izan («pensare, ritenere») e jakin («sapere») possono reggere contenuti in -(e)la. La struttura non è dunque limitata al resoconto di parole pronunciate: serve anche per pensieri e conoscenze.

Nel parlato si alternano citazione diretta e discorso indiretto. La citazione conserva la voce originale — «Ez naiz joango», esan du («“Non andrò”, ha detto») — ed è più vivace. Il discorso indiretto — Ez dela joango esan du — integra invece il contenuto nel racconto e permette di riassumerlo. Nella scrittura formale è utile distinguere con precisione ciò che è una citazione letterale da ciò che è una riformulazione.

Omen è ampiamente usato nell'euskara batua, il basco standard. Ei ha lo stesso valore fondamentale e si incontra soprattutto in aree e usi occidentali, pur comparendo anche in testi standard. Entrambe le particelle attenuano la responsabilità diretta di chi parla rispetto alla verità della notizia; perciò vanno usate soltanto quando una fonte indiretta è davvero pertinente.

Il soggetto della frase riferita può restare implicito se la forma verbale e il contesto lo rendono chiaro. Quando più persone potrebbero essere il referente, però, ripetere il nome evita ambiguità: Mirenek esan du Ane etorriko dela è più chiaro di Mirenek esan du etorriko dela se non è evidente chi verrà.

Oltre le basi: sfumature avanzate

-(e)nik con negazione e dubbio

La coppia -(e)la / -(e)nik non equivale semplicemente a «positivo / negativo». -(e)nik compare soprattutto quando il verbo principale negato mette in discussione o nega l'esistenza del fatto subordinato:

  • Badakit etorri dela. — «So che è arrivato/a.»
  • Ez dakit etorri denik. — «Non so che sia arrivato/a / non mi risulta che sia arrivato/a.»
  • Ez dut uste egia denik. — «Non penso che sia vero.»

Occorre distinguere questa struttura dalla vera domanda indiretta: Ez dakit etorri den significa «Non so se è arrivato/a». La forma in -(e)n presenta un'alternativa ancora da risolvere; -(e)nik nega o mette in dubbio una constatazione.

Tempi non automaticamente “arretrati”

In italiano il passaggio «verrà» → «sarebbe venuto» è molto familiare. Il basco presenta un contrasto simile tra etorriko dela e etorriko zela, ma la scelta resta semantica, cioè dipende dal significato temporale voluto:

  • Atzo esan zuen bihar etorriko dela. — «Ieri ha detto che verrà domani»: il futuro è ancora successivo al momento presente.
  • Duela urtebete esan zuen hurrengo egunean etorriko zela. — «Un anno fa disse che sarebbe venuto il giorno seguente»: tutto appartiene a un racconto passato.

Questa precisione diventa ancora più importante nei racconti con più livelli di discorso. Prima di scegliere l'ausiliare, conviene chiedersi: «Rispetto a quale momento è presente, passato o futuro questo fatto?»

Fonte, certezza e responsabilità

Omen ed ei non significano necessariamente che la notizia sia falsa. Segnalano soltanto che la fonte non è l'esperienza diretta di chi parla. La traduzione italiana varia quindi secondo il contesto: «a quanto pare», «si dice che», «pare che», «stando a quanto riferito». In un articolo di giornale o in una conversazione, questa scelta consente di mantenere una distanza prudente dalla notizia.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma la frase in tre passaggi. Parti da una citazione, per esempio «Bihar etorriko naiz». Identifica chi parla e chi riferisce, cambia persona e riferimenti, poi scegli la terminazione: Anek hurrengo egunean etorriko zela esan zuen.
  2. Crea coppie per tipo di contenuto. Abbina un'affermazione in -(e)la, una domanda in -(e)n e un ordine in -t(z)eko allo stesso tema. Il contrasto evita di usare -(e)la come soluzione universale.
  3. Ascolta la fonte dell'informazione. Nei notiziari e nelle conversazioni annota esempi con esan du, omen ed ei. Chiediti ogni volta se è nominata una fonte precisa oppure se si tratta soltanto di una notizia riferita.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Le proposizioni subordinate — introduce le terminazioni verbali che collegano una frase dipendente alla principale.
  • Approfondimento: La concordanza dei tempi — sviluppa la scelta dei tempi nelle frasi complesse e nei racconti al passato.

Prerequisito

Le proposizioni subordinate in bascoB1

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