Il discorso indiretto in finlandese (referatiivi)
Referatiivi
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di finlandese su Settemila Lingue.
In breve
In finlandese si può riferire un'affermazione con una frase introdotta da että (“che”) oppure, soprattutto nello scritto, con una costruzione referativa participiale: Hän sanoi, että hän on väsynyt e Hän sanoi olevansa väsynyt. Nella seconda struttura il soggetto è espresso al genitivo oppure da un suffisso possessivo, mentre il participio distingue soprattutto tra un evento contemporaneo o successivo (tulevan) e uno anteriore (tulleen).
Panoramica
Il discorso indiretto serve a riportare parole, opinioni, pensieri, conoscenze e percezioni senza citarli alla lettera. È ciò che facciamo in italiano con frasi come “ha detto che era stanca”, “pensavo che lo sapessi” o “ho sentito che era arrivato”. In finlandese la soluzione più trasparente è una subordinata introdotta da että. La parola subordinata indica semplicemente una frase che dipende da un'altra frase: in Tiedän, että hän tulee, “so” è la frase principale e “che arriva” è la parte dipendente.
Al livello B2 compare anche la forma tradizionalmente chiamata referatiivi o referatiivirakenne. È una costruzione participiale, cioè una struttura in cui un participio (una forma del verbo usata qui al posto di un verbo coniugato) sostituisce l'intera subordinata con että: Tiedän hänen tulevan corrisponde a Tiedän, että hän tulee. Questa alternativa è compatta e frequente nella lingua scritta, nelle notizie e nell'esposizione formale; non è però una semplice abbreviazione parola per parola.
Per chi parla italiano, le difficoltà principali sono tre. Il soggetto della parte riferita non si comporta come un normale soggetto al nominativo, la forma del participio segnala il rapporto temporale con il verbo principale e i tempi non subiscono sempre l'arretramento automatico che ci si potrebbe aspettare dall'italiano. Occorre quindi ricostruire il punto di vista: chi parla, chi compie l'azione riferita e quando avviene quell'azione?
Come funziona
La soluzione generale: että + verbo coniugato
La struttura più flessibile è:
verbo principale + , että + frase completa
- Hän sanoi, että hän on väsynyt. — Ha detto che è stanco/a.
- Luulin, että sinä tiesit asian. — Pensavo che conoscessi la questione.
- Tiedämme, etteivät he tule tänään. — Sappiamo che oggi non vengono.
Dopo että compare una frase normale, con il proprio soggetto e un verbo coniugato. Questa soluzione funziona con affermazioni positive e negative, con tempi composti, con verbi modali e con quasi ogni tipo di contenuto. Nello standard scritto si mette una virgola prima di että.
Nelle frasi negative, että e il verbo negativo si uniscono: etten “che io non”, ettet “che tu non”, ettei “che lui/lei non”, ettemme, ettette, etteivät. Per esempio, Hän sanoi, ettei hän tiedä significa “ha detto che non lo sa”. Il pronome hän può essere omesso se il referente è già chiaro: Hän sanoi, ettei tiedä.
Tempi e punto di vista nella frase con että
Il finlandese non impone un'unica trasformazione meccanica del presente dopo un verbo al passato. La scelta dipende dal rapporto temporale e dal punto di vista del parlante che riferisce.
| Forma finlandese | Resa italiana | Valore principale |
|---|---|---|
| Hän sanoi, että hän on väsynyt. | Ha detto che è stanco/a. | La stanchezza è presentata come ancora valida o pertinente adesso. |
| Hän sanoi, että hän oli väsynyt. | Ha detto che era stanco/a. | La stanchezza è collocata nel momento passato del dire. |
| Hän sanoi, että hän oli ollut väsynyt. | Ha detto che era stato/a stanco/a. | Lo stato precede già quel momento passato. |
| Hän sanoi, että hän tulee huomenna. | Ha detto che verrà domani. | Il presente finlandese può indicare il futuro; l'avverbio chiarisce il tempo. |
In italiano il congiuntivo compare spesso dopo verbi di opinione o giudizio: “credevo che sapesse”. Il finlandese non possiede un modo equivalente da inserire automaticamente in questi casi. Usa il normale indicativo, oppure la costruzione participiale: Luulin, että hän tiesi / Luulin hänen tietävän.
La costruzione referativa participiale
Una subordinata affermativa con että può spesso essere condensata così:
verbo principale + soggetto al genitivo + participio attivo al genitivo
Il genitivo è il caso (cioè la forma grammaticale assunta da una parola) che spesso termina in -n. Confronta:
- Tiedän, että hän tulee. → Tiedän hänen tulevan.
- Kuulin, että hän oli tullut. → Kuulin hänen tulleen.
- Luulin, että sinä tiedät. → Luulin sinun tietävän.
I pronomi cambiano quindi forma: minä → minun, sinä → sinun, hän → hänen, me → meidän, te → teidän, he → heidän. Anche un nome riceve il genitivo: Tiedän Annan asuvan Turussa (“so che Anna abita a Turku”). Il participio termina a sua volta in -n: tuleva → tulevan, tullut → tulleen.
La costruzione non prende että e, normalmente, non è separata dal verbo principale con una virgola:
- Uskon hänen ymmärtävän.
- non: Uskon, hänen ymmärtävän.
Contemporaneità, posteriorità e anteriorità
Le due forme centrali derivano dai participi attivi già noti a questo livello.
| Rapporto temporale | Forma | Esempio | Significato |
|---|---|---|---|
| Contemporaneo | participio presente al genitivo, -van/-vän | Tiesin hänen nukkuvan. | Sapevo che dormiva. |
| Successivo previsto | stessa forma -van/-vän | Toivoin hänen tulevan pian. | Speravo che arrivasse presto. |
| Anteriore | participio passato attivo al genitivo, spesso -neen | Tiesin hänen lähteneen. | Sapevo che era partito/a. |
Il cosiddetto participio presente non indica sempre il “presente di calendario”. Segnala soprattutto che l'evento è contemporaneo o successivo rispetto al verbo principale. Il finlandese non ha un futuro grammaticale separato: tulevan può quindi significare “che arriva”, “che stava arrivando” oppure “che arriverà”, secondo il verbo principale e gli avverbi.
Il participio passato segnala invece anteriorità. Alcune forme utili sono tullut → tulleen, mennyt → menneen, tehnyt → tehneen, ollut → olleen. La forma olleen è importante per gli stati precedenti: Luulin hänen olleen sairaana significa “pensavo che fosse stato/a malato/a”.
Quando i due soggetti coincidono
Se chi compie l'azione riferita coincide con il soggetto del verbo principale, il finlandese usa in genere un suffisso possessivo, cioè una terminazione che identifica la persona, invece di ripetere un pronome al genitivo.
| Persona | Participio presente | Participio passato | Esempio |
|---|---|---|---|
| io | tulevani | tulleeni | Sanoin tulevani. — Ho detto che sarei venuto/a. |
| tu | tulevasi | tulleesi | Sanoit tulevasi. — Hai detto che saresti venuto/a. |
| lui/lei | tulevansa | tulleensa | Hän sanoi tulevansa. — Ha detto che sarebbe venuto/a. |
| noi | tulevamme | tulleemme | Luulimme tulleemme ajoissa. — Pensavamo di essere arrivati in tempo. |
| voi | tulevanne | tulleenne | Sanoitte tulevanne. — Avete detto che sareste venuti. |
| loro | tulevansa | tulleensa | He sanoivat tulevansa. — Hanno detto che sarebbero venuti. |
La terza persona -nsa/-nsä può riferirsi al soggetto della principale: Liisa sanoi olevansa väsynyt significa normalmente che Liisa parlava della propria stanchezza. Se il soggetto della parte riferita è un'altra persona, lo si nomina al genitivo: Liisa sanoi Matin olevan väsynyt (“Liisa ha detto che Matti era stanco”).
Quali verbi ammettono bene il referatiivi
La costruzione è naturale dopo molti verbi di comunicazione, pensiero, conoscenza e percezione:
- dire o affermare: sanoa, kertoa, väittää, ilmoittaa
- pensare o supporre: luulla, uskoa, ajatella, olettaa
- sapere o constatare: tietää, huomata, todeta
- udire o percepire: kuulla, tuntea
Non ogni subordinata con että deve però essere trasformata. Se la frase è negativa, interrogativa, molto lunga o contiene sfumature modali importanti, la forma con verbo coniugato è spesso più chiara.
Domande e ordini riferiti
Una domanda indiretta non usa normalmente il participio referativo. Mantiene una parola interrogativa oppure aggiunge -ko/-kö all'elemento interrogato:
- Hän kysyi, missä asun. — Ha chiesto dove abito.
- Hän kysyi, tulenko huomenna. — Ha chiesto se verrò domani.
Anche gli ordini e le richieste richiedono altre strutture, spesso un infinito:
- Hän käski minun odottaa. — Mi ha ordinato di aspettare.
- Hän pyysi minua tulemaan. — Mi ha chiesto di venire.
Queste frasi appartengono al discorso riportato in senso ampio, ma non seguono il modello hänen tulevan.
Esempi nel contesto
| Finlandese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Hän sanoi, että hän on väsynyt. | Ha detto che è stanco/a. | Lo stato è presentato come ancora attuale. |
| Hän sanoi olevansa väsynyt. | Ha detto di essere stanco/a. | Stesso soggetto; -nsa rinvia a hän. |
| Pekka kertoi, että juna oli myöhässä. | Pekka ha raccontato che il treno era in ritardo. | Subordinata completa con että. |
| Pekka kertoi junan olevan myöhässä. | Pekka ha riferito che il treno era in ritardo. | junan è il soggetto al genitivo. |
| Kuulin hänen tulleen jo kotiin. | Ho sentito che era già tornato/a a casa. | tulleen segnala anteriorità. |
| Luulin sinun tietävän vastauksen. | Pensavo che tu sapessi la risposta. | sinun è il soggetto della parte riferita. |
| Tiedän Annan asuvan Oulussa. | So che Anna abita a Oulu. | Nome proprio al genitivo. |
| Uskomme heidän ymmärtävän tilanteen. | Crediamo che capiscano la situazione. | Soggetto plurale heidän. |
| Toivoin hänen tulevan seuraavana päivänä. | Speravo che arrivasse il giorno seguente. | La forma presente esprime un evento successivo. |
| Hän väitti nähneensä kaiken. | Ha affermato di aver visto tutto. | Stesso soggetto e azione anteriore. |
| Opettaja huomasi opiskelijoiden lähteneen. | L'insegnante notò che gli studenti erano andati via. | opiskelijoiden è il genitivo plurale. |
| Hän sanoi, ettei tiedä asiasta mitään. | Ha detto di non sapere nulla della faccenda. | Per la negazione è naturale mantenere la frase con ettei. |
| Hän kysyi, olinko valmis. | Ha chiesto se fossi pronto/a. | Domanda indiretta con -ko. |
| Minun käskettiin odottaa ulkona. | Mi è stato ordinato di aspettare fuori. | Ordine riferito: costruzione con infinito, non referatiivi. |
Errori comuni
Lasciare il soggetto al nominativo
- Sbagliato: Luulin sinä tietävän.
- Corretto: Luulin sinun tietävän.
- Perché: il soggetto della costruzione participiale va al genitivo: sinä diventa sinun.
Usare il participio presente per un fatto già precedente
- Sbagliato: Kuulin hänen tulevan jo kotiin, se si intende “ho sentito che era già tornato”.
- Corretto: Kuulin hänen tulleen jo kotiin.
- Perché: tulevan presenta l'arrivo come contemporaneo o successivo; tulleen lo presenta come già avvenuto.
Dimenticare il suffisso quando il soggetto è lo stesso
- Sbagliato: Hän sanoi olevan väsynyt.
- Corretto: Hän sanoi olevansa väsynyt.
- Perché: -nsa indica che il soggetto di olevan è lo stesso hän della frase principale.
Inserire contemporaneamente että e il participio
- Sbagliato: Tiedän, että hänen tulevan huomenna.
- Corretto: Tiedän, että hän tulee huomenna. oppure Tiedän hänen tulevan huomenna.
- Perché: sono due strutture alternative: dopo että serve un verbo coniugato; nel referatiivi si eliminano että e la coniugazione personale.
Arretrare sempre il tempo come in italiano
- Sbagliato: considerare obbligatorio oli soltanto perché sanoi è al passato.
- Corretto: scegliere tra Hän sanoi, että hän on väsynyt e Hän sanoi, että hän oli väsynyt in base al significato.
- Perché: on può mantenere la validità attuale dell'informazione; oli la colloca nel momento passato.
Forzare il participio nelle negazioni o nelle domande
- Sbagliato: cercare di riprodurre ei dentro una forma come tietävän.
- Corretto: Hän sanoi, ettei tiedä; Hän kysyi, tiedänkö.
- Perché: la subordinata con verbo coniugato conserva chiaramente negazione e interrogazione. È la scelta normale in questi casi.
Note d'uso
La frase con että è neutra e pienamente naturale sia nel parlato sia nello scritto. Permette di seguire facilmente la voce del parlante originario, di aggiungere precisazioni e di esprimere negazione, dubbio o modalità senza comprimere troppo la frase. Nel parlato spontaneo è spesso preferita alla costruzione participiale.
Il referatiivi è comune nella prosa informativa, giornalistica, accademica e amministrativa perché concentra molte informazioni in poco spazio: Yhtiö ilmoitti tuloksen parantuneen (“la società ha comunicato che il risultato era migliorato”). Non è esclusivamente formale: forme come luulin sinun tietävän e hän sanoi tulevansa ricorrono anche nella conversazione curata. Una lunga serie di costruzioni participiali, tuttavia, può rendere il testo pesante.
Pronomi, possessivi e indicazioni di tempo o luogo vanno adattati al nuovo punto di vista. La battuta diretta Minä tulen tänne huomenna può diventare, secondo chi riferisce e quando, Hän sanoi tulevansa sinne seuraavana päivänä. Minä non resta automaticamente minä; tänne può diventare sinne e huomenna può diventare seuraavana päivänä. Non sono sostituzioni obbligatorie in assoluto: se luogo e giorno sono ancora quelli del narratore, le parole originali possono restare adatte.
È bene anche ricordare che hän non distingue genere. Hän sanoi olevansa valmis può quindi riferirsi a un uomo, a una donna o a una persona di genere non specificato; la traduzione italiana deve ricavare l'accordo dal contesto.
Oltre le basi: usi avanzati
Ambiguità e scelta esplicita del referente
La compattezza può creare ambiguità, soprattutto alla terza persona. Mikko kertoi Matille olevansa väsynyt viene normalmente interpretato come “Mikko disse a Matti di essere stanco”, perché -nsa rinvia al soggetto Mikko. Se si vuole dire che Matti era stanco, è più chiaro scrivere Mikko kertoi Matin olevan väsynyt oppure usare että: Mikko kertoi, että Matti oli väsynyt.
Costruzione passiva della principale
Il referatiivi appare spesso dopo un verbo principale al passivo:
- Hänen sanotaan olevan erittäin kokenut. — Si dice che sia molto esperto/a.
- Yrityksen uskotaan kasvavan nopeasti. — Si ritiene che l'azienda crescerà rapidamente.
- Heidän kerrottiin lähteneen aamulla. — Fu riferito che erano partiti al mattino.
Anche qui il soggetto logico della parte riferita è al genitivo (hänen, yrityksen, heidän), mentre sanotaan, uskotaan, kerrottiin non nomina chi formula l'affermazione. È una struttura particolarmente frequente nelle notizie, dove la fonte può essere generica o già nota.
Percezione, conoscenza e grado di certezza
Il verbo principale determina come interpretare l'informazione. Tiedän hänen tulleen presenta il fatto come noto; luulen hänen tulleen come supposizione; hän väittää tulleensa attribuisce l'affermazione a quella persona senza garantirne la verità. Il participio segnala il rapporto temporale, non il grado di certezza: quest'ultimo viene dal verbo principale e dal contesto.
Con i verbi di percezione possono esistere costruzioni vicine ma non identiche. Näin hänen lähtevän riferisce ciò che si è visto come un fatto complessivo, “ho visto che partiva”; Näin hänet lähtemässä mette più in primo piano la persona osservata durante l'azione, “l'ho visto mentre stava partendo”. La scelta modifica la prospettiva, non soltanto la forma.
Fedeltà alla voce originale
Il discorso indiretto non garantisce che le parole siano una citazione esatta. Ministeri sanoi tilanteen paranevan riferisce il contenuto dell'affermazione. Se sono importanti le parole precise, si usa il discorso diretto con virgolette. Questa distinzione è utile soprattutto nei testi giornalistici: la costruzione referativa attribuisce l'informazione a una fonte, ma il narratore ne riformula la sintassi.
Consigli per la pratica
- Trasforma le frasi in entrambe le direzioni. Parti da Tiedän, että hän tulee e produci Tiedän hänen tulevan; poi torna alla frase completa. Esegui lo stesso esercizio con tuli/on tullut → tulleen per fissare il rapporto temporale.
- Segna tre elementi con colori diversi. In una frase autentica individua il verbo principale, il soggetto al genitivo e il participio. In Opettaja huomasi opiskelijoiden lähteneen, per esempio, chiediti “chi nota?”, “chi parte?” e “la partenza è già avvenuta?”.
- Riferisci un breve dialogo. Cambia pronomi e avverbi in modo ragionato: minä, täällä, huomenna possono diventare hän, siellä, seuraavana päivänä. Scrivi prima la versione con että, poi condensa soltanto le affermazioni positive che restano chiare.
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