I pronomi personali all’accusativo in tedesco
Akkusativpronomen
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di tedesco su Settemila Lingue.
In breve
Quando un pronome è l’oggetto diretto di un verbo tedesco, va normalmente all’accusativo: Er sieht mich («Lui vede me»), Ich liebe dich («Ti amo»). Le forme fondamentali sono mich, dich, ihn, sie, es, uns, euch, sie, Sie. Rispetto all’italiano, il pronome tedesco si colloca di solito dopo il verbo coniugato e la sua forma può dipendere anche dal genere grammaticale della parola che sostituisce.
Panoramica
L’accusativo è un caso, cioè una forma che segnala la funzione di una parola nella frase. In questa lezione serve soprattutto a indicare l’oggetto diretto (la persona o la cosa su cui ricade direttamente l’azione): in Anna besucht Paul («Anna va a trovare Paul»), Paul è l’oggetto diretto. Se il nome è già noto, lo si può sostituire con un pronome: Anna besucht ihn («Anna va a trovarlo»).
I pronomi personali evitano ripetizioni e sono indispensabili nella conversazione quotidiana. Compaiono in frasi semplici come Kennst du ihn?, ma anche dopo alcune preposizioni: für mich («per me»), ohne dich («senza di te»). È un argomento introdotto al livello A1, dopo le forme dell’accusativo con gli articoli.
Per chi parla italiano ci sono due differenze importanti. Primo, forme come mi, ti, lo, la precedono normalmente il verbo italiano, mentre in una principale tedesca mich, dich, ihn, sie vengono di solito dopo il verbo coniugato. Secondo, parlando di una cosa il tedesco riprende spesso il genere grammaticale del nome: der Schlüssel diventa ihn, die Tasche diventa sie, das Buch diventa es.
Come funzionano
Le forme da imparare
La tabella mette a confronto il nominativo, usato tipicamente per il soggetto (chi compie l’azione), e l’accusativo, usato qui per l’oggetto diretto.
| Persona | Nominativo | Accusativo | Equivalente italiano indicativo |
|---|---|---|---|
| 1ª singolare | ich | mich | me, mi |
| 2ª singolare informale | du | dich | te, ti |
| 3ª singolare maschile | er | ihn | lui, lo |
| 3ª singolare femminile | sie | sie | lei, la |
| 3ª singolare neutra | es | es | lo, la, ciò |
| 1ª plurale | wir | uns | noi, ci |
| 2ª plurale informale | ihr | euch | voi, vi |
| 3ª plurale | sie | sie | loro, li, le |
| forma di cortesia | Sie | Sie | Lei, La; voi, Vi in usi formali |
Non tutte le forme cambiano. Sie, sie, es e uns hanno la stessa forma al nominativo e all’accusativo; è la funzione nella frase a chiarire il caso. Cambiano invece in modo evidente ich → mich, du → dich, er → ihn, wir → uns e ihr → euch.
Un metodo utile è imparare le forme a coppie, non come elenco isolato:
- ich sehe («io vedo») → er sieht mich («lui vede me»);
- du kennst («tu conosci») → ich kenne dich («io conosco te»);
- er kommt («lui viene») → wir besuchen ihn («andiamo a trovarlo»).
Come riconoscere l’oggetto diretto
Per trovare l’accusativo si può porre, con cautela, la domanda wen? («chi?» riferito a una persona) oppure was? («che cosa?»):
- Wen sieht Maria? — Sie sieht ihn. («Chi vede Maria? — Vede lui.»)
- Was kaufst du? — Ich kaufe es. («Che cosa compri? — Lo compro.»)
Lo schema di base è:
soggetto al nominativo + verbo + oggetto all’accusativo
Ich + kenne + ihn.
Questa domanda è un buon primo controllo, ma la regola decisiva è la costruzione richiesta dal verbo tedesco. Non bisogna copiare automaticamente il caso suggerito dall’italiano: sehen, kennen, besuchen, brauchen, fragen, anrufen reggono l’accusativo, mentre verbi come helfen e danken reggono il dativo.
Scegliere tra ihn, sie ed es
Quando il pronome sostituisce un nome, concorda con il suo antecedente (la parola già menzionata a cui il pronome rimanda):
| Nome già menzionato | Genere e numero | Pronome | Esempio |
|---|---|---|---|
| der Film | maschile singolare | ihn | Ich sehe ihn heute. |
| die Rechnung | femminile singolare | sie | Ich bezahle sie morgen. |
| das Fahrrad | neutro singolare | es | Ich repariere es. |
| die Schlüssel | plurale | sie | Ich finde sie nicht. |
In italiano «film» e «libro» possono entrambi essere ripresi con lo; in tedesco der Film richiede ihn, mentre das Buch richiede es. Conviene quindi imparare ogni sostantivo insieme all’articolo: der Schlüssel, die Tasche, das Handy.
sie può significare «lei/la» oppure «loro/li/le»; Sie, con la maiuscola, è la forma di cortesia. Il verbo e il contesto eliminano spesso l’ambiguità:
- Ich sehe sie. = «Vedo lei» oppure «Vedo loro»;
- Ich sehe Sie. = «Vedo Lei»;
- Sie sieht sie. = «Lei vede lei/loro».
Posizione nella frase
Nella frase principale dichiarativa il verbo coniugato occupa la seconda posizione. Il pronome oggetto viene normalmente dopo il verbo e, essendo breve e già noto, tende a comparire presto:
- Ich sehe ihn jeden Morgen.
- Heute sehe ich ihn nicht.
- Vielleicht besucht sie uns am Sonntag.
Con un verbo modale, il pronome segue il modale coniugato, mentre l’infinito va in fondo:
- Ich kann dich morgen anrufen. («Posso chiamarti domani.»)
- Wir möchten Sie etwas fragen. («Vorremmo chiederLe una cosa.»)
Con un verbo separabile, la particella va in fondo:
- Ruf mich bitte an! («Chiamami, per favore!»)
- Sie holt uns um acht Uhr ab. («Viene a prenderci alle otto.»)
Nelle subordinate introdotte, per esempio, da weil, il verbo coniugato va alla fine, ma il pronome resta nella parte iniziale della proposizione:
- Ich komme, weil er mich braucht. («Vengo perché ha bisogno di me.»)
L’accusativo dopo una preposizione
Le stesse forme compaiono anche dopo preposizioni che richiedono sempre l’accusativo, tra cui für, ohne, gegen, durch, um:
- Das Geschenk ist für dich. («Il regalo è per te.»)
- Ohne euch gehe ich nicht. («Senza di voi non vado.»)
- Sie stimmt gegen ihn. («Vota contro di lui.»)
- Es geht um uns. («Si tratta di noi.»)
Qui il pronome non è necessariamente l’oggetto diretto di un verbo: è la preposizione a imporre l’accusativo. In particolare, l’italiano per me corrisponde a für mich, non a una forma di dativo.
Esempi nel contesto
| Tedesco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Er sieht mich. | Lui vede me. | 1ª persona singolare; enfasi naturale su «me» nella traduzione |
| Ich liebe dich. | Ti amo. | 2ª persona singolare informale |
| Kennst du ihn? | Lo conosci? | ihn riprende una persona o un nome maschile |
| Wo ist die Ärztin? Ich brauche sie. | Dov’è la dottoressa? Ho bisogno di lei. | sie riprende un femminile singolare |
| Das Handy ist neu. Ich benutze es jeden Tag. | Il cellulare è nuovo. Lo uso ogni giorno. | das Handy è neutro |
| Unsere Freunde besuchen uns morgen. | I nostri amici vengono a trovarci domani. | 1ª persona plurale |
| Ich rufe euch heute Abend an. | Vi chiamo stasera. | Plurale informale; verbo separabile anrufen |
| Die Kinder sind draußen. Ich sehe sie im Garten. | I bambini sono fuori. Li vedo in giardino. | sie indica il plurale |
| Frau Keller, darf ich Sie etwas fragen? | Signora Keller, posso chiederLe una cosa? | Forma di cortesia con la maiuscola |
| Kannst du mich am Bahnhof abholen? | Puoi venire a prendermi alla stazione? | Il pronome precede l’infinito finale abholen |
| Heute kaufe ich es nicht. | Oggi non lo compro. | In una frase neutra nicht segue il pronome |
| Dieses Foto ist für ihn. | Questa foto è per lui. | für richiede l’accusativo |
| Ohne dich macht die Reise keinen Spaß. | Senza di te il viaggio non è divertente. | ohne richiede l’accusativo |
| Wir laden sie zum Abendessen ein. | La invitiamo a cena. / Li invitiamo a cena. | Il contesto decide se sie è singolare o plurale |
Errori comuni
1. Usare il nominativo al posto dell’accusativo
- Errato: Ich sehe er jeden Tag.
- Corretto: Ich sehe ihn jeden Tag.
- Perché: er è la forma da soggetto; dopo sehen, la persona vista è l’oggetto diretto e richiede ihn.
2. Mettere il pronome prima del verbo come in italiano
- Errato: Ich ihn kenne gut.
- Corretto: Ich kenne ihn gut.
- Perché: nella principale tedesca il verbo coniugato va in seconda posizione. L’italiano «io lo conosco» non offre un modello valido per l’ordine tedesco.
3. Scegliere il caso traducendo parola per parola
- Errato: Kannst du mich helfen?
- Corretto: Kannst du mir helfen?
- Perché: helfen regge il dativo, anche se in italiano si dice «aiutare qualcuno». Lo stesso vale per danken («ringraziare»): Ich danke dir.
4. Ignorare il genere grammaticale delle cose
- Errato: Wo ist der Schlüssel? Ich finde es nicht.
- Corretto: Wo ist der Schlüssel? Ich finde ihn nicht.
- Perché: Schlüssel è maschile (der Schlüssel), quindi all’accusativo il pronome è ihn. Non si usa automaticamente es per ogni oggetto inanimato.
5. Confondere sie e Sie
- Errato: Frau Weber, ich rufe sie morgen an.
- Corretto: Frau Weber, ich rufe Sie morgen an.
- Perché: rivolgendosi formalmente a una persona si scrive Sie con la maiuscola in tutti i casi. La minuscola sie significa «lei/la» o «loro/li/le», non la forma di cortesia rivolta all’interlocutore.
6. Mettere nicht davanti al pronome senza voler creare un contrasto
- Poco naturale come frase neutra: Ich sehe nicht ihn.
- Naturale: Ich sehe ihn nicht.
- Perché: per negare semplicemente «non lo vedo», nicht segue il pronome. Nicht ihn, sondern sie («non lui, bensì lei») è invece corretto quando si contrappongono esplicitamente due persone.
Note d’uso
In italiano i pronomi atoni mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le si appoggiano al verbo e non ricevono normalmente un accento forte. Le forme tedesche sono parole autonome: possono essere pronunciate senza enfasi, ma anche ricevere un forte accento contrastivo. Ich meine dich, nicht ihn significa «Intendo te, non lui».
La forma di cortesia Sie vale sia come soggetto sia come oggetto accusativo e si combina con il verbo alla terza persona plurale quando è soggetto: Kommen Sie morgen? («Viene domani?»). Come oggetto, la persona grammaticale del verbo dipende invece dal soggetto: Ich besuche Sie morgen («Vengo a trovarLa domani»). Nei messaggi molto informali si incontra talvolta la minuscola, ma nello standard la maiuscola è necessaria.
Con persone conosciute, colleghi che si danno del du, amici e familiari si usano dich al singolare e euch al plurale. Non esiste una distinzione italiana perfettamente equivalente: euch è sempre informale, mentre Sie può rivolgersi formalmente a una o più persone.
Il pronome es ha anche altri impieghi, per esempio in espressioni impersonali come Es regnet («Piove»). In quella frase è soggetto e quindi non è un accusativo, anche se la forma grafica è identica. Bisogna guardare la funzione, non soltanto la parola.
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è indispensabile per iniziare a parlare a livello A1, ma aiuta a interpretare frasi più complesse.
Due oggetti pronominali
Quando nella stessa frase compaiono un pronome all’accusativo e uno al dativo, l’accusativo viene normalmente prima:
- Ich gebe es ihm. («Glielo do.»)
- Sie zeigt sie mir. («Me la mostra» oppure «Me li mostra», secondo il contesto.)
Quando uno dei due oggetti è un nome, i pronomi tendono comunque a precederlo: Ich gebe es dem Lehrer; Ich gebe ihm das Buch. Sono tendenze d’ordine molto utili, ma appartengono a uno studio più ampio del dativo e della struttura centrale della frase tedesca.
Omissione e ripetizione
L’italiano può lasciare implicito un oggetto già evidente in risposte come «Hai comprato il pane? — Sì, ho comprato». Nel tedesco standard, se il verbo è usato transitivamente e l’oggetto resta importante, il pronome viene spesso espresso: Hast du das Brot gekauft? — Ja, ich habe es gekauft. Alcuni verbi possono però essere usati senza oggetto quando l’attività conta più del risultato: Ich esse gerade («Sto mangiando»).
Verbi che cambiano la prospettiva italiana
La distinzione tra accusativo e dativo non coincide sempre con «complemento oggetto» e «complemento di termine» dell’italiano. Occorre imparare la reggenza, cioè il caso richiesto da ciascun verbo:
| Verbo tedesco | Costruzione | Esempio | Italiano |
|---|---|---|---|
| fragen | accusativo | Ich frage ihn. | Gli chiedo / interrogo lui. |
| anrufen | accusativo | Ich rufe sie an. | La chiamo. |
| helfen | dativo | Ich helfe ihm. | Lo aiuto. |
| danken | dativo | Ich danke ihr. | La ringrazio. |
| gefallen | dativo | Das gefällt mir. | Questo mi piace. |
La strategia più sicura è annotare il verbo insieme a una mini-frase: non solo helfen = aiutare, ma jemandem helfen («aiutare qualcuno», con il dativo).
Es dopo un’intera idea
es può riprendere non soltanto un nome neutro, ma anche un fatto o una situazione già menzionata:
- Du willst kündigen? Ich verstehe es. («Vuoi licenziarti? Lo capisco.»)
- Er kommt zu spät, aber er weiß es. («Arriva tardi, ma lo sa.»)
In italiano si usa spesso «lo» con lo stesso valore. Qui es non dipende dal genere di un singolo sostantivo: riassume il contenuto dell’idea precedente.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma soggetti in oggetti. Parti da coppie brevi: ich → Er sieht mich; du → Ich höre dich; er → Wir kennen ihn. Ripeti ad alta voce finché il passaggio diventa automatico.
- Studia i nomi con l’articolo e poi sostituiscili. Scrivi tre colonne: der Hund → ihn, die Lampe → sie, das Auto → es. Crea una frase completa per ogni coppia, così il genere non resta un dato astratto.
- Confronta l’ordine con l’italiano. Evidenzia i pronomi in due colori: Ti chiamo domani / Ich rufe dich morgen an. Nota insieme la posizione di dich e la particella finale an.
- Impara la reggenza dei verbi. Prepara due piccoli gruppi: accusativo (sehen, besuchen, fragen, anrufen) e dativo (helfen, danken, gefallen). Una frase d’esempio è più utile della sola traduzione.
Concetti correlati
- Prerequisito: Accusativo con gli articoli — introduce il caso accusativo e il riconoscimento dell’oggetto diretto.
- Passo successivo: Pronomi riflessivi all’accusativo — usa forme come mich, dich, uns, euch quando soggetto e oggetto si riferiscono alla stessa persona.
Prerequisito
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