Le proposizioni relative in ungherese
Vonatkozó Mellékmondatok
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.
In breve
Le proposizioni relative ungheresi precisano una persona, una cosa, un luogo o un momento: aki si riferisce soprattutto a persone, ami a cose o idee, ahol a luoghi e amikor a momenti. Il pronome relativo prende il caso richiesto dal suo ruolo nella relativa: aki “che” diventa, per esempio, akit se è complemento oggetto e akinek se significa “a cui”.
Panoramica
Una proposizione relativa è una frase dipendente che identifica o descrive un elemento della frase principale. In Az ember, aki jön (“La persona che sta arrivando”), aki jön dice di quale persona si parla. La parola descritta, qui az ember, si chiama antecedente, cioè l’elemento a cui il pronome relativo rimanda.
Questo argomento compare stabilmente al livello B1 perché permette di unire informazioni che altrimenti richiederebbero più frasi: invece di dire “Ho conosciuto una donna. La donna vive a Pécs”, si può dire Megismertem egy nőt, aki Pécsen él (“Ho conosciuto una donna che vive a Pécs”). La struttura generale ricorda l’italiano, ma l’ungherese richiede più attenzione alla forma del pronome.
Per chi parla italiano, la differenza centrale è questa: che può fare sia da soggetto sia da oggetto senza cambiare forma, mentre in ungherese il caso è visibile. Si ha aki se la persona compie l’azione, akit se la subisce, akinek per “a cui” e così via. Il caso è la desinenza che indica la funzione di una parola nella frase; in ungherese spesso svolge il lavoro che in italiano affidiamo a una preposizione.
Come funzionano
La scelta di base
| Riferimento | Forma fondamentale | Valore abituale | Esempio breve |
|---|---|---|---|
| persona | aki | che, chi | a nő, aki itt dolgozik — la donna che lavora qui |
| cosa, fatto o idea | ami | che, ciò che | az, ami fontos — ciò che è importante |
| cosa nominata, soprattutto nello scritto curato | amely | il quale, la quale | a szabály, amely érvényes — la regola che è valida |
| luogo | ahol | dove, nel luogo in cui | a város, ahol élünk — la città dove viviamo |
| momento | amikor | quando, nel momento in cui | a nap, amikor találkoztunk — il giorno in cui ci siamo incontrati |
La regola persona → aki e cosa → ami è un buon punto di partenza. Nella lingua sorvegliata, però, per una cosa espressamente nominata è frequente amely: a könyv, amely az asztalon van. Nel parlato comune si sente molto spesso ami anche dopo un nome concreto: a könyv, ami az asztalon van. La distinzione di registro è utile, ma non impedisce di capire o di comunicare.
Ami è particolarmente naturale quando l’antecedente è generico o non è un nome preciso: Mindent megteszek, ami tőlem telik (“Faccio tutto ciò che è nelle mie possibilità”). Può inoltre riprendere il contenuto di un’intera frase: Lekéstük a vonatot, ami nagy baj volt (“Abbiamo perso il treno, il che è stato un grosso problema”).
Il ruolo nella relativa determina il caso
Il caso del pronome relativo dipende esclusivamente dal lavoro che esso svolge dentro la proposizione relativa. Non si copia il caso dell’antecedente.
| Funzione nella relativa | Persona | Cosa | Resa italiana tipica |
|---|---|---|---|
| soggetto, chi compie l’azione | aki | ami / amely | che, il quale |
| complemento oggetto, chi o che cosa riceve l’azione | akit | amit / amelyet | che, il quale |
| destinatario o possessore | akinek | aminek / amelynek | a cui, di cui |
| compagnia o mezzo | akivel | amivel / amellyel | con cui |
| luogo presso qualcosa o qualcuno | akinél | aminél / amelynél | presso cui |
| provenienza | akitől | amitől / amelytől | da cui |
Confronta queste due frasi:
- Látom azt a férfit, aki az ajtónál áll. — Vedo quell’uomo che è vicino alla porta. Nella principale férfit è oggetto; nella relativa aki è soggetto di áll.
- Beszélek azzal a férfival, akit tegnap láttál. — Parlo con quell’uomo che hai visto ieri. Nella principale l’uomo è introdotto dal caso corrispondente a “con”; nella relativa akit è oggetto di láttál.
Questa indipendenza è fondamentale. Prima di scegliere la desinenza, conviene isolare mentalmente la relativa e chiedersi: “Qui chi compie l’azione? Chi la riceve? A chi? Con chi?”.
Il caso accusativo, cioè quello del complemento oggetto, ha la desinenza -t: aki → akit, ami → amit, amely → amelyet. È lo stesso principio già incontrato con nomi come könyv → könyvet.
Luogo e direzione
L’italiano usa spesso “dove” anche quando il movimento si ricava dal verbo. L’ungherese distingue invece tre direzioni in modo esplicito:
| Domanda implicita | Relativo | Significato | Esempio |
|---|---|---|---|
| hol? | ahol | dove, posizione | a hely, ahol várunk — il posto dove aspettiamo |
| hová? | ahová | dove, verso cui | a hely, ahová megyünk — il posto dove andiamo |
| honnan? | ahonnan | da dove | a hely, ahonnan jövünk — il posto da cui veniamo |
Dire ahol megyünk quando si intende una destinazione è quindi impreciso: con il moto verso un luogo serve normalmente ahová.
I correlativi nella frase principale
L’ungherese abbina spesso un elemento dimostrativo nella principale al relativo nella dipendente. Queste coppie si chiamano correlative: le due forme si richiamano e rendono più chiara la struttura.
| Nella principale | Nella relativa | Valore complessivo |
|---|---|---|
| az | aki / ami | colui che; ciò che |
| ott | ahol | là dove |
| akkor | amikor | allora, quando |
| olyan | amilyen | tale… quale; del tipo che |
| annyi | amennyi | tanto… quanto |
Esempi: Az jöjjön, aki készen áll (“Venga chi è pronto”); Ott találkozunk, ahol tegnap is találkoztunk (“Ci incontriamo dove ci siamo incontrati anche ieri”); Akkor hívlak, amikor hazaérek (“Ti chiamo quando arrivo a casa”). Il correlativo non è sempre obbligatorio, ma è comune e spesso corrisponde all’elemento che l’italiano rende con “quello”, “lì” o “allora”.
Quando precede un nome con valore dimostrativo, la costruzione include anche l’articolo: az az ember (“quell’uomo”), az a könyv (“quel libro”). Se il gruppo nominale prende un caso, dimostrativo e nome mostrano entrambi la stessa funzione: Azt a könyvet keresem, amit tegnap láttam (“Cerco quel libro che ho visto ieri”).
Ordine delle parole e virgola
Di norma la relativa segue subito il proprio antecedente. L’ordine interno conserva la flessibilità tipica dell’ungherese e può cambiare per mettere in rilievo un’informazione, ma al livello B1 è sicuro mantenere una struttura lineare: antecedente + virgola + pronome relativo + resto della relativa.
La relativa è separata dalla principale con una virgola. Questa regola vale anche quando in italiano si potrebbe esitare tra relativa restrittiva, necessaria a identificare il nome, e relativa esplicativa, che aggiunge solo un commento. In ungherese si scrive: A diák, aki kérdezett, már elment.
Esempi nel contesto
| Ungherese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Az ember, aki jön. | La persona che sta arrivando. | aki è soggetto e rimanda a una persona. |
| A könyv, amit olvasok. | Il libro che sto leggendo. | amit è complemento oggetto. |
| A ház, ahol lakom. | La casa dove abito. | ahol indica una posizione. |
| Az a könyv, amit keresek. | Quel libro che sto cercando. | Dimostrativo davanti al nome e relativo all’accusativo. |
| Ismered a lányt, aki Péterrel beszél? | Conosci la ragazza che parla con Péter? | La ragazza compie l’azione: aki. |
| Ő az a tanár, akit minden diák szeret. | È l’insegnante che tutti gli studenti apprezzano. | L’insegnante è oggetto: akit. |
| A nő, akinek írtam, már válaszolt. | La donna a cui ho scritto ha già risposto. | akinek corrisponde ad “a cui”. |
| Megtaláltam a kulcsot, amely az asztalon volt. | Ho trovato la chiave che era sul tavolo. | amely è adatto a una cosa nominata nello scritto curato. |
| Nem értem, amit mondasz. | Non capisco ciò che dici. | L’antecedente non è un nome espresso. |
| Ez az az étterem, ahol először találkoztunk. | Questo è il ristorante dove ci siamo incontrati la prima volta. | Coppia dimostrativo + ahol. |
| Mutasd meg a falut, ahonnan származol. | Mostrami il paese da cui provieni. | ahonnan indica provenienza. |
| Emlékszem arra a napra, amikor megérkeztünk. | Ricordo il giorno in cui siamo arrivati. | amikor riprende un momento. |
| Akkor indulunk, amikor mindenki készen áll. | Partiamo quando tutti sono pronti. | Coppia correlativa akkor… amikor. |
| Annyit vegyél, amennyire szükséged van. | Prendine quanto ti serve. | annyi… amennyi esprime quantità corrispondente. |
| Lekéstük a buszt, ami kellemetlen volt. | Abbiamo perso l’autobus, il che è stato spiacevole. | ami riprende l’intero fatto precedente. |
Errori comuni
Usare aki per una cosa
- Sbagliato: A könyv, aki az asztalon van.
- Corretto: A könyv, ami az asztalon van. / A könyv, amely az asztalon van.
- Perché: aki rimanda normalmente a persone. Per una cosa si usa ami nel parlato comune o amely nello stile più sorvegliato.
Dimenticare l’accusativo nel relativo
- Sbagliato: A férfi, aki tegnap láttam.
- Corretto: A férfi, akit tegnap láttam.
- Perché: l’uomo è la persona vista, quindi è il complemento oggetto di láttam. A differenza dell’italiano che, la forma ungherese deve mostrare questa funzione con -t.
Copiare il caso dell’antecedente
- Sbagliato: Beszélek azzal a nővel, akivel tegnap láttál.
- Corretto: Beszélek azzal a nővel, akit tegnap láttál.
- Perché: “con quella donna” appartiene alla principale, ma nella relativa il significato è “che hai visto”. Il pronome deve quindi essere akit, non akivel.
Confondere posizione, destinazione e provenienza
- Sbagliato: A város, ahol holnap utazunk.
- Corretto: A város, ahová holnap utazunk.
- Perché: si viaggia verso la città; ahová indica la destinazione. Ahol descrive invece il luogo in cui ci si trova o si svolge un’azione.
Omettere la virgola
- Sbagliato: A barátom aki Budapesten él holnap érkezik.
- Corretto: A barátom, aki Budapesten él, holnap érkezik.
- Perché: la relativa va separata dalla principale con la virgola; se è inserita nel mezzo, viene chiusa da una seconda virgola.
Coniugare il verbo come se amit fosse un oggetto determinato comune
- Sbagliato: A könyv, amit olvasom.
- Corretto: A könyv, amit olvasok.
- Perché: nelle relative di questo tipo amit richiede normalmente la coniugazione indefinita: olvasok. Non basta sapere che l’antecedente è determinato; bisogna imparare il comportamento del pronome relativo.
Note d’uso
Nel parlato quotidiano ami copre un terreno molto ampio e compare spesso anche con antecedenti concreti. In testi formali, redazionali o scolastici, amely è una scelta più prudente quando si riprende una cosa nominata. Ami resta la forma naturale per “ciò che” e per commentare un’intera situazione precedente.
Per le persone, aki è la forma normale. Al plurale si incontrano akik, akiket, akiknek: Azok a kollégák, akik segítettek (“Quei colleghi che hanno aiutato”). Le desinenze di caso si aggiungono alla base plurale quando la funzione lo richiede.
Il relativo non viene normalmente omesso. In italiano “il libro che leggo” contiene comunque che, ma chi conosce altre lingue potrebbe essere abituato a cancellare il relativo oggetto. In ungherese A könyv, olvasok non sostituisce A könyv, amit olvasok.
È utile anche distinguere amikor relativo da amikor con valore semplicemente temporale. In A nap, amikor elutaztunk riprende a nap (“il giorno in cui siamo partiti”); in Amikor elutaztunk, esett az eső introduce direttamente “quando siamo partiti”. La forma è la stessa e il contesto chiarisce il rapporto.
Oltre le basi: usi avanzati
Amelyik significa spesso “quello che” quando si sceglie un membro da un insieme: Válaszd azt, amelyik jobban tetszik (“Scegli quello che ti piace di più”). Per le persone esiste parallelamente aki, mentre forme plurali come amelyek o akik concordano con un antecedente plurale. Le forme in -ik e la scelta della coniugazione verbale meritano uno studio specifico oltre la regola B1 di base.
La famiglia dei relativi è più ampia di quattro parole. Il prefisso a- compare in molte coppie con le corrispondenti parole interrogative: milyen? → amilyen (“di che tipo? → del tipo che”), mennyi? → amennyi (“quanto? → quanto”), hogy? → ahogy (“come? → come, nel modo in cui”). Da qui nascono costruzioni correlative molto produttive:
- Olyan filmet keresek, amilyet tegnap ajánlottál. — Cerco un film del tipo di quello che hai consigliato ieri.
- Úgy csináld, ahogy mutattam. — Fallo come ti ho mostrato.
- Annyi időt tölts vele, amennyit szeretnél. — Dedicagli tutto il tempo che desideri.
Anche i relativi possono ricevere molte desinenze locative e preposizionali: amiben (“in cui”), amiről (“di cui, riguardo a cui”), amiért (“per cui”), akinél (“presso cui”). In italiano spesso scegliamo una preposizione davanti a cui; in ungherese il rapporto viene incorporato nella parola relativa.
Infine, ami può avere come antecedente non un singolo nome, ma un giudizio completo. In Nem szólt előre, ami meglepett (“Non ha avvertito prima, il che mi ha sorpreso”), il relativo non descrive una persona o un oggetto: trasforma l’intero fatto precedente nel soggetto del commento. Questo uso è frequente sia nello scritto sia nel parlato ragionato.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma due frasi in una. Parti da coppie semplici, per esempio Látok egy férfit. A férfi fut. e crea Látok egy férfit, aki fut. Poi inverti i ruoli per obbligarti a usare akit.
- Segna la funzione dentro ogni relativa. Sottolinea il pronome e annota “soggetto”, “oggetto”, “a cui”, “con cui” oppure “luogo”. Questo evita di copiare meccanicamente il caso dell’antecedente.
- Allena le coppie. Crea brevi serie con ott… ahol, akkor… amikor, az… aki/ami e con le tre direzioni ahol–ahová–ahonnan. Dire ad alta voce tre frasi quasi uguali rende evidente la differenza.
Concetti correlati
- Prerequisito: Caso accusativo (-t) — serve per capire perché aki e ami diventano akit e amit quando sono complementi oggetto.
- Passo successivo: Discorso indiretto — amplia l’uso delle proposizioni dipendenti e dei collegamenti fra frase principale e subordinata.
Prerequisito
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