Le proposizioni relative in basco
Erlatibozko Perpausak
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di basco su Settemila Lingue.
In breve
In basco la proposizione relativa viene prima del nome che descrive e il verbo finito assume una forma in -(e)n: hemen bizi den emakumea, «la donna che vive qui». Non serve un pronome relativo equivalente a che o cui: il ruolo dell'elemento sottinteso si ricava dal verbo, dai casi e dal contesto.
Panoramica
Una proposizione relativa è una frase che identifica o descrive un nome: in italiano, per esempio, «il libro che ho comprato» o «la donna che vive qui». Il nome descritto si chiama antecedente; in parole semplici, è la persona o la cosa di cui la relativa aggiunge un'informazione. In basco questo meccanismo è molto comune sia nel parlato sia nello scritto e si incontra in modo sistematico dal livello B1.
Per un italofono, la differenza più evidente è l'ordine. L'italiano presenta prima il nome e poi la relativa; il basco costruisce invece un unico gruppo nominale mettendo la relativa a sinistra: [erosi dudan] liburua, letteralmente nell'ordine «[che ho comprato] il libro». Il nome (izena, cioè una parola come liburu, «libro») resta alla fine del gruppo e riceve l'articolo o il suffisso di caso richiesto dalla frase principale.
La seconda differenza è l'assenza di parole corrispondenti all'italiano che, cui, il quale, dove. Nella relativa basca rimane un posto non espresso, o “vuoto”, che corrisponde al nome descritto. Per capire se quel nome compie l'azione, la subisce oppure indica un luogo, bisogna osservare l'ausiliare, i suffissi di caso presenti e il significato complessivo.
Come funziona
La struttura fondamentale
Lo schema di base è:
[elementi della relativa + verbo in -(e)n] + nome descritto + articolo/caso
| Basco | Italiano | Struttura |
|---|---|---|
| hemen bizi den emakumea | la donna che vive qui | hemen bizi den + emakumea |
| erosi dudan liburua | il libro che ho comprato | erosi dudan + liburua |
| Jonek ezagutzen duen irakaslea | l'insegnante che Jon conosce | Jonek ezagutzen duen + irakaslea |
Il suffisso relativo si trova sul verbo finito, cioè sulla forma verbale che porta le informazioni di persona, numero e tempo. Nelle forme perifrastiche basche questa parte è normalmente l'ausiliare: du diventa duen, dut diventa dudan, da diventa den. Il participio o la forma aspettuale del verbo principale non cambia per il solo fatto di essere in una relativa.
Forme frequenti dell'ausiliare
Non conviene pensare che basti sempre aggiungere materialmente una -n alla forma indipendente: alcune forme cambiano anche all'interno. È più sicuro imparare insieme la forma principale e quella relativa.
| Forma principale | Forma relativa | Valore indicativo |
|---|---|---|
| da | den | è / che è |
| dira | diren | sono / che sono |
| naiz | naizen | sono io / in cui io… |
| zara | zaren | sei / che tu… |
| gara | garen | siamo / che noi… |
| dut | dudan | io lo/la… |
| duzu | duzun | tu lo/la… |
| du | duen | lui/lei lo/la… |
| dugu | dugun | noi lo/la… |
| dute | duten | loro lo/la… |
Per esempio, liburua erosi dut significa «ho comprato il libro». Se liburua diventa il nome descritto, il suo posto all'interno della relativa resta vuoto e l'ausiliare prende la forma relativa: erosi dudan liburua, «il libro che ho comprato».
Il nome sottinteso può avere ruoli diversi
Il nome descritto può corrispondere al soggetto, all'oggetto o, in costruzioni comuni, a un luogo o a un altro complemento facilmente recuperabile. Il basco non inserisce un pronome relativo per segnalarlo.
| Basco | Italiano | Ruolo del nome descritto |
|---|---|---|
| etorri den mutila | il ragazzo che è arrivato | soggetto di etorri |
| neskak ikusi duen mutila | il ragazzo che la ragazza ha visto | oggetto di ikusi |
| mutila ikusi duen neska | la ragazza che ha visto il ragazzo | soggetto di ikusi |
| bizi naizen herria | il paese in cui vivo | luogo di bizi |
Gli ultimi due esempi mostrano perché i casi e l'ausiliare sono essenziali. In neskak ikusi duen mutila, neskak porta l'ergativo, il caso che marca chi compie un'azione transitiva: perciò il posto vuoto è l'oggetto. In mutila ikusi duen neska, invece, mutila è l'oggetto espresso e il nome finale neska corrisponde a chi vede.
Tempo e aspetto restano visibili
La relativa non cancella le normali differenze di tempo e aspetto (il modo in cui l'azione è presentata: abituale, conclusa, futura). Cambia la forma finita, ma si conserva la scelta del verbo principale.
| Basco | Italiano | Valore |
|---|---|---|
| ikusten dudan pertsona | la persona che vedo / che incontro abitualmente | presente abituale o non concluso |
| ikusi dudan pertsona | la persona che ho visto | evento compiuto con riferimento al presente |
| atzo ikusi nuen pertsona | la persona che vidi / che ho visto ieri | passato narrativo |
| bihar ikusiko dudan pertsona | la persona che vedrò domani | futuro |
Le forme passate come nuen, zen, ziren terminano già in -n. Per questo la forma relativa può essere identica in superficie alla forma di una frase indipendente. Atzo ikusi nuen gizona può essere interpretato come il gruppo nominale «l'uomo che ho visto ieri»; punteggiatura, intonazione e frase circostante chiariscono la struttura.
Negazione
Nelle relative negative è frequente l'ordine verbo principale + ez + ausiliare relativo:
- etorri ez den ikaslea — lo studente che non è venuto
- irakurri ez dudan liburua — il libro che non ho letto
- ezagutzen ez dugun pertsona — la persona che non conosciamo
Questo ordine merita attenzione perché nella frase principale negativa l'ausiliare si colloca normalmente subito dopo ez: Ez da etorri, «non è venuto». Trasformando la frase in relativa si ottiene etorri ez den…, non una copia meccanica dell'ordine italiano.
I suffissi del gruppo nominale
Una volta formata la sequenza «relativa + nome», l'intero gruppo assume il ruolo richiesto dalla frase principale. Il suffisso di caso compare alla fine, sul nome descritto, non sul verbo relativo.
| Basco | Italiano | Caso del gruppo completo |
|---|---|---|
| Atzo ezagutu nuen gizona etorri da. | È arrivato l'uomo che ho conosciuto ieri. | assolutivo: gizona |
| Atzo ezagutu nuen gizonak deitu dit. | Mi ha chiamato l'uomo che ho conosciuto ieri. | ergativo: gizonak |
| Atzo ezagutu nuen gizonarekin hitz egin dut. | Ho parlato con l'uomo che ho conosciuto ieri. | comitativo: gizonarekin |
In italiano cambieremmo eventualmente il pronome relativo (che, con cui); in basco la relativa interna resta atzo ezagutu nuen e cambia la terminazione del gruppo nominale secondo la funzione che esso ha nella frase principale.
Esempi nel contesto
| Basco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Atzo ikusi nuen gizona. | L'uomo che ho visto ieri. | Nel passato la terminazione relativa non è visibilmente nuova. |
| Hemen bizi den emakumea. | La donna che vive qui. | Il nome descritto è il soggetto di bizi. |
| Erosi dudan liburua. | Il libro che ho comprato. | Il nome descritto è l'oggetto di erosi. |
| Joaten naizen eskola. | La scuola in cui vado. | Il luogo è sottinteso nella relativa. |
| Mahai gainean dagoen giltza nirea da. | La chiave che è sul tavolo è mia. | La relativa identifica quale chiave. |
| Anek prestatu duen afaria oso goxoa da. | La cena che Ane ha preparato è molto buona. | Anek è il soggetto ergativo interno. |
| Gaur etorri diren ikasleak berriak dira. | Gli studenti che sono arrivati oggi sono nuovi. | Antecedente plurale; diren concorda con il soggetto della relativa. |
| Ezagutzen ez dudan zenbaki batek deitu dit. | Mi ha chiamato un numero che non conosco. | Relativa negativa. |
| Bilbon lan egiten duen lagunarekin bazkaldu dut. | Ho pranzato con l'amico che lavora a Bilbao. | Il comitativo appartiene all'intero gruppo. |
| Bihar ikusiko dugun filma luzea da. | Il film che vedremo domani è lungo. | Forma futura con -ko e ausiliare relativo. |
| Zuk gomendatu zenidan jatetxea itxita dago. | Il ristorante che mi avevi consigliato è chiuso. | L'ausiliare conserva l'informazione sul destinatario. |
| Leiho ondoan eserita dagoen gizona nire osaba da. | L'uomo seduto vicino alla finestra è mio zio. | Una descrizione più ricca precede comunque il nome. |
Errori comuni
Mettere la relativa dopo il nome
- Errato: liburua erosi dudan
- Corretto: erosi dudan liburua
- Perché: nella costruzione relativa basca normale, tutta la proposizione descrittiva precede il nome. L'ordine italiano «il libro che…» non può essere trasferito parola per parola.
Inserire un equivalente di “che”
- Errato: gizona che atzo ikusi dudan
- Corretto: atzo ikusi dudan gizona
- Perché: la relativa basca di base non richiede un pronome relativo. Il posto corrispondente a gizona resta non espresso all'interno della relativa.
Lasciare l'ausiliare nella forma principale
- Errato: hemen bizi da emakumea
- Corretto: hemen bizi den emakumea
- Perché: da chiude una frase indipendente; den segnala che quella frase modifica il nome successivo.
Confondere chi compie e chi subisce l'azione
- Errato, se si intende “la ragazza che il ragazzo ha visto”: mutila ikusi duen neska
- Corretto: mutilak ikusi duen neska
- Perché: il soggetto di un verbo transitivo deve essere all'ergativo. Mutilak indica che è il ragazzo a vedere; senza quel suffisso, mutila tende a essere interpretato come l'oggetto.
Applicare male l'ordine negativo
- Errato: ez den etorri ikaslea
- Corretto: etorri ez den ikaslea
- Perché: nella relativa negativa standard il verbo principale precede ez e l'ausiliare relativo: etorri + ez + den.
Mettere il caso sul verbo relativo
- Errato: atzo ikusi dudanarekin gizona hitz egin dut
- Corretto: atzo ikusi dudan gizonarekin hitz egin dut
- Perché: «con» riguarda l'uomo, cioè l'intero gruppo nominale. Il comitativo -rekin si aggiunge alla fine di gizonarekin.
Note d'uso
Le relative basche sono naturali e frequenti, ma una lunga quantità di informazioni prima del nome può rendere la frase difficile da seguire. Nel parlato, se la descrizione contiene molti eventi, spesso è più chiaro dividere il contenuto in due frasi invece di accumulare tutto davanti al nome. Per lo studio conviene partire da relative brevi come hemen bizi den emakumea e allungarle gradualmente.
L'articolo italiano può suggerire una distinzione che il basco esprime diversamente. In «conosco la persona che…» o «conosco una persona che…», determinatezza e caso si manifestano soprattutto alla fine del gruppo basco: …pertsona ezagutzen dut oppure …pertsona bat ezagutzen dut, secondo il contesto. La relativa non porta da sola l'equivalente dell'articolo italiano.
Nei tempi passati, la forma in -n può non offrire un segnale visibile in più. Non bisogna quindi cercare sempre una desinenza aggiunta: in ikusi nuen gizona, la posizione prima di gizona e la struttura più ampia indicano che ikusi nuen funziona da relativa.
Oltre le basi: usi avanzati
Relative senza un nome espresso
A livello più avanzato la relativa può essere sostantivata, cioè usata come se fosse essa stessa un nome. Il determinante finale indica «quello, quella, ciò» o il plurale «quelli, quelle»:
| Basco | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| etorri dena | quello / quella che è arrivato/a | singolare senza nome espresso |
| etorri direnak | quelli / quelle che sono arrivati/e | plurale |
| nahi duzuna | ciò che vuoi / quello che vuoi | relativa libera molto comune |
| etorri denari esan diot | l'ho detto a chi è arrivato | il gruppo sostantivato riceve il dativo |
Queste forme sono dette anche relative libere, perché non dipendono da un antecedente espresso. Vanno distinte dalle interrogative indirette: Nor den ez dakit significa «non so chi sia» e contiene una domanda incorporata, non necessariamente una relativa equivalente a etorri dena.
Luoghi e complementi recuperabili
Costruzioni come bizi naizen herria («il paese in cui vivo») o lan egiten dudan enpresa («l'azienda in cui lavoro») omettono anche il suffisso locativo che comparirebbe nella frase indipendente: herrian bizi naiz, enpresan lan egiten dut. Questa omissione è naturale quando il rapporto è chiaro. Con relazioni meno prevedibili, è preferibile mantenere nella relativa gli elementi necessari a evitare ambiguità.
Relative coordinate o accumulate
Più descrizioni possono riferirsi allo stesso nome:
Atzo ikusi nuen eta gaur berriro etorri den gizona — «l'uomo che ho visto ieri e che oggi è tornato».
La costruzione è corretta, ma richiede attenzione: il nome arriva soltanto alla fine. In un testo destinato a una lettura rapida, due frasi più brevi possono essere stilisticamente migliori. Le relative complesse, quelle senza antecedente e l'uso con complementi meno immediati vengono approfonditi nelle relative avanzate di livello B2.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie di frasi. Parti da Emakumea hemen bizi da e Emakumea irakaslea da; uniscile in Hemen bizi den emakumea irakaslea da. Ripeti alternando soggetto, oggetto e luogo.
- Impara le forme a coppie. Crea schede come da → den, dut → dudan, du → duen, dira → diren. Poi aggiungi un nome, non studiare la desinenza isolata: etorri den laguna, erosi dudan ogia.
- Evidenzia da destra verso sinistra. Quando leggi, individua prima il nome finale e il suo suffisso di caso; poi risali fino al verbo in -(e)n. Questo riduce la tentazione di interpretare la frase con l'ordine italiano.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il passato semplice — aiuta a riconoscere forme come nuen e zen, che nelle relative passate possono restare uguali in superficie.
- Approfondimento: Le proposizioni subordinate — confronta -(e)n con altri suffissi subordinanti, per esempio quelli usati per «che», «perché» e «quando».
- Passo successivo: Le proposizioni relative avanzate — tratta relative libere, complementi più complessi e descrizioni coordinate o accumulate.