B2

Proposizioni relative avanzate in basco

Erlatibozko Perpaus Aurreratuak

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di basco su Settemila Lingue.

In breve

In basco la proposizione relativa viene normalmente prima del nome e il verbo finito termina in -(e)n: bizi naizen herria, «il paese in cui vivo». Se il nome non è espresso, la relativa può diventare autonoma e ricevere articolo e desinenze di caso: nahi duzuna, «ciò che vuoi»; etorri denarekin, «con la persona che è venuta». Non occorre inserire un pronome equivalente all'italiano che, cui o il quale.

Panoramica

Una proposizione relativa descrive o identifica un nome: nell'italiano «il paese in cui vivo», per esempio, la parte in evidenza precisa di quale paese si tratta. Il basco dispone gli stessi elementi in ordine diverso: prima mette la descrizione, poi il nome, cioè [bizi naizen] herria. La terminazione -(e)n sul verbo segnala che la proposizione dipende da ciò che segue.

Al livello B1 si impara il modello essenziale, come ikusi dudan liburua («il libro che ho visto»). A livello B2 occorre saper usare la relativa anche senza un nome espresso, aggiungere le desinenze richieste dalla frase principale, recuperare rapporti come «in cui» dal significato del verbo e coordinare o incassare più relative. Questo permette di descrivere persone, luoghi e fatti con la precisione che in italiano si ottiene con chi, ciò che, dove, con cui o il cui.

Per leggere le spiegazioni è utile un solo termine tecnico: il nome antecedente, cioè il nome descritto dalla relativa. In bizi naizen herria, herria («il paese») è l'antecedente. Quando l'antecedente manca e l'intera relativa vale come un nome, si parla di relativa libera o sostantivata.

Come funziona

1. Il modello di base: relativa prima del nome

La struttura fondamentale è:

[elementi della relativa + verbo in -(e)n] + nome antecedente

Frase indipendente Forma relativa Gruppo nominale risultante Significato
Emakumea hemen bizi da. hemen bizi den hemen bizi den emakumea la donna che vive qui
Liburua erosi dut. erosi dudan erosi dudan liburua il libro che ho comprato
Herri horretan bizi naiz. bizi naizen bizi naizen herria il paese in cui vivo
Gizona atzo ikusi nuen. atzo ikusi nuen atzo ikusi nuen gizona l'uomo che ho visto ieri

La forma precisa dipende dall'ausiliare e dalle persone già presenti nella frase. Non basta aggiungere una -n alla cieca:

Forma principale Forma relativa Esempio
da den etorri den pertsona — la persona che è venuta
dira diren etorri diren pertsonak — le persone che sono venute
du duen esan duen hitza — la parola che ha detto
dute duten erosi duten etxea — la casa che hanno comprato
dut dudan irakurri dudan liburua — il libro che ho letto
duzu duzun nahi duzun lana — il lavoro che vuoi
naiz naizen bizi naizen lekua — il luogo in cui vivo

Con molte forme del passato la -n è già visibile: ikusi nuen può significare «l'ho visto» come frase indipendente, ma davanti a un nome forma ikusi nuen gizona, «l'uomo che ho visto». La posizione e il contesto chiariscono la funzione.

2. Il rapporto mancante si ricava dal verbo

L'italiano mette nella relativa un elemento come che, cui o dove. In basco, invece, l'antecedente non viene di solito ripetuto dentro la relativa: resta uno spazio di significato.

  • [___ erosi dudan] liburua — «il libro [che ho comprato ___]»
  • [___ bizi naizen] herria — «il paese [in cui vivo ___]»
  • [___ joaten naizen] eskola — «la scuola [a cui vado ___]»

Con verbi di luogo o di movimento il rapporto è spesso facile da ricostruire. È quindi naturale dire bizi naizen herria, senza aggiungere un equivalente autonomo di «in cui». Per chi parte dall'italiano, la difficoltà principale è accettare che la relazione possa non avere una parola visibile.

Questa omissione funziona meglio quando il verbo e il nome rendono il rapporto evidente. Se una relativa lunga ammette più interpretazioni, è preferibile scegliere un nome più preciso, spezzare la frase oppure riformularla, anziché tradurre meccanicamente con cui o di cui.

3. Il caso del gruppo intero appartiene alla frase principale

Il caso è la desinenza che indica la funzione di un nome nella frase. Una volta costruito il gruppo relativo, la desinenza richiesta dal verbo principale si mette sull'antecedente, alla fine di tutto il gruppo.

Gruppo Funzione nella frase principale Esempio completo
bizi naizen herria forma non marcata Bizi naizen herria txikia da.
bizi naizen herrian luogo, «nel paese» Bizi naizen herrian ez dago zinemarik.
bizi naizen herrira destinazione, «verso il paese» Bizi naizen herrira itzuliko naiz.
bizi naizen herritik provenienza, «dal paese» Bizi naizen herritik etorri da.
bizi naizen herriarekin compagnia o associazione Bizi naizen herriarekin lotura handia dut.

Occorre distinguere due livelli. In bizi naizen herrian, il significato «in cui vivo» è interno alla relativa e si ricava da bizi; la desinenza -n di herrian dice invece che l'intero gruppo significa «nel paese» nella frase principale. Non va aggiunta solo perché l'italiano contiene «in cui».

4. Relative libere: dena, duzuna, dutenak

Se il nome antecedente non viene espresso, la forma in -(e)n può ricevere il determinante -a e comportarsi come un nome:

Costruzione Analisi pratica Significato possibile
etorri dena etorri den + a chi è venuto; la persona che è venuta
esan duzuna esan duzun + a ciò che hai detto
nahi duzuna nahi duzun + a ciò che vuoi; qualunque cosa tu voglia
ikusi ditudanak relativa + plurale quelli o quelle che ho visto
egin duten guztia relativa + guztia tutto ciò che hanno fatto

Il basco non marca qui il genere: etorri dena può riferirsi a un uomo o a una donna. Inoltre, alcune forme sono ambigue senza contesto. -ak, per esempio, può indicare il plurale non marcato oppure il singolare ergativo, cioè chi compie un'azione transitiva. È la frase completa a sciogliere l'ambiguità:

  • Etorri dena nire arreba da. — Chi è venuta è mia sorella.
  • Etorri denak atea ireki du. — La persona che è venuta ha aperto la porta.
  • Etorri direnak barruan daude. — Quelli che sono venuti sono dentro.

La relativa libera può ricevere altre desinenze, sempre secondo la sua funzione nella frase principale:

  • Etorri denari galdetu diot. — L'ho chiesto alla persona che è venuta.
  • Etorri denarekin hitz egin dut. — Ho parlato con la persona che è venuta.
  • Esan duzunarekin ados nago. — Sono d'accordo con ciò che hai detto.

5. Relative libere e domande indirette non sono la stessa cosa

L'esempio Nor den ez dakit («Non so chi sia») contiene nor, «chi». È una domanda indiretta, cioè una domanda inserita dentro un'altra frase, non una relativa libera vera e propria. Anche le domande indirette terminano in -(e)n, perciò le due strutture possono sembrare uguali.

Struttura Esempio Significato
domanda indiretta con parola interrogativa Nor etorri den ez dakit. Non so chi sia venuto.
relativa libera senza parola interrogativa Etorri dena ezagutzen dut. Conosco la persona che è venuta.
domanda indiretta Nork egin duen galdetu dut. Ho chiesto chi l'abbia fatto.
relativa libera Egin duena hemen dago. Chi l'ha fatto è qui. / Ciò che ha fatto è qui.

Nella domanda indiretta la parola interrogativa conserva la forma richiesta: nor («chi»), nork («chi» come autore di un'azione transitiva), norekin («con chi»), non («dove»). Nella relativa libera, invece, non c'è una parola interrogativa: è la forma sostantivata in -a a occupare un posto nella frase.

6. Relative coordinate e incassate

Due relative possono descrivere lo stesso antecedente. In tal caso si coordinano spesso con eta, «e»:

atzo ikusi nuen eta gaur etorri den gizona

Il gruppo significa «l'uomo che ho visto ieri e che è venuto oggi». Entrambe le relative precedono il solo antecedente gizona. Il primo verbo, nuen, ha già la terminazione -n; il secondo presenta la forma relativa den.

Una relativa può anche contenerne un'altra:

Jonek idatzi duen liburua irakurri duen ikaslea

Si costruisce dall'interno: Jonek idatzi duen liburua è «il libro che Jon ha scritto»; l'intero gruppo diventa l'oggetto di irakurri duen e descrive ikaslea: «lo studente che ha letto il libro scritto da Jon». La costruzione è corretta, ma richiede attenzione perché il nome decisivo arriva alla fine.

Esempi nel contesto

Basco Traduzione italiana Nota
Nahi duzuna egin dezakezu. Puoi fare qualunque cosa tu voglia. Relativa libera come oggetto.
Bizi naizen herria txikia da. Il paese in cui vivo è piccolo. Il rapporto di luogo si ricava da bizi.
Nor den ez dakit. Non so chi sia. Domanda indiretta, non relativa libera.
Atzo ikusi nuen eta gaur etorri den gizona. L'uomo che ho visto ieri e che è venuto oggi. Gruppo nominale con due relative coordinate.
Etorri dena nire lankidea da. La persona che è venuta è una mia collega. Relativa libera; nessun genere grammaticale espresso.
Aukeratzen duzuna ondo egongo da. Ciò che scegli andrà bene. -a sostituisce il nome non espresso.
Ikusi ditudanak oso interesgarriak dira. Quelli che ho visto sono molto interessanti. Relativa libera al plurale.
Etorri denari giltza eman diot. Ho dato la chiave alla persona che è venuta. -ari marca il destinatario nella principale.
Esan duzunarekin ados nago. Sono d'accordo con ciò che hai detto. Il gruppo sostantivato riceve -rekin.
Bizi naizen herritik trena hartzen dut. Prendo il treno dal paese in cui vivo. -tik riguarda il gruppo intero.
Joaten naizen eskolan liburutegi handia dago. Nella scuola che frequento c'è una grande biblioteca. eskolan dipende dalla frase principale.
Norekin etorri den galdetu didate. Mi hanno chiesto con chi sia venuto/a. Domanda indiretta con norekin.
Jonek idatzi duen liburua irakurri duen ikaslea hemen dago. Lo studente che ha letto il libro scritto da Jon è qui. Una relativa è incassata nell'altra.
Atzo ezagutu nuen eta gaur deitu didan emakumea medikua da. La donna che ho conosciuto ieri e che mi ha telefonato oggi è medica. Due descrizioni condividono lo stesso antecedente.

Errori comuni

Mettere la relativa dopo il nome come in italiano

  • Sbagliato: gizona atzo ikusi nuen con il significato di «l'uomo che ho visto ieri».
  • Corretto: atzo ikusi nuen gizona.
  • Perché: la relativa basca precede l'antecedente. La sequenza sbagliata può essere interpretata come una frase principale, «ieri ho visto l'uomo».

Inserire un pronome relativo italiano

  • Sbagliato: aggiungere nor a bizi naizen herria per riprodurre «in cui».
  • Corretto: bizi naizen herria.
  • Perché: nor è una parola interrogativa, non un pronome relativo generico. Il rapporto di luogo è già recuperabile dal verbo bizi e dall'antecedente herria.

Confondere il rapporto interno con il caso esterno

  • Sbagliato: Bizi naizen herrian txikia da.
  • Corretto: Bizi naizen herria txikia da.
  • Perché: nella principale «il paese» è il soggetto di txikia da, quindi serve herria. -n in herrian significherebbe «nel paese» nella principale, non «in cui» nella relativa.

Dimenticare il determinante nella relativa libera

  • Sbagliato: Nahi duzun egin dezakezu.
  • Corretto: Nahi duzuna egin dezakezu.
  • Perché: senza un antecedente espresso, -a consente alla relativa di funzionare come «ciò che».

Trattare nor den come dena

  • Sbagliato: usare nor den per dire «la persona che è» in una normale frase relativa.
  • Corretto: usare nor den in una domanda indiretta, come Nor den ez dakit; usare una relativa libera come etorri dena quando si intende «chi è venuto» come partecipante della frase.
  • Perché: nor mantiene un valore interrogativo; -a sostantiva invece la relativa.

Accumulare troppe relative prima del nome

  • Poco chiaro: una lunga serie di relative incassate prima di un antecedente generico.
  • Più chiaro: dividere il contenuto in due frasi o anticipare un nome più preciso.
  • Perché: in basco il lettore o l'ascoltatore deve attendere il nome finale. Una struttura grammaticalmente possibile può risultare comunque difficile da elaborare.

Note d'uso

Le relative brevi in -(e)n sono normali sia nel parlato sia nello scritto. Forme come esan duzuna, etorri dena e bizi naizen lekua non hanno un tono particolarmente formale. Nel parlato, il contesto consente spesso di lasciare sottinteso se si tratta di una persona, una cosa o un fatto.

Quando il referente non è evidente, un nome espresso rende la frase più trasparente: etorri den pertsona («la persona che è venuta»), esan duzun gauza («la cosa che hai detto»), bizi naizen lekua («il luogo in cui vivo»). In un testo tecnico o amministrativo questa precisione è spesso preferibile alla relativa libera.

Il basco standard, o euskara batua, offre il modello più utile per lo studio. Nelle varietà regionali possono cambiare alcune forme verbali e preferenze d'uso, ma il principio «relativa prima del nome + verbo in -(e)n» rimane centrale. È più produttivo padroneggiare questo schema che memorizzare presto varianti locali.

Oltre le basi: usi avanzati

Frasi scisse per mettere a fuoco un elemento

Una relativa sostantivata compare nelle frasi che identificano con forza una persona o una cosa:

  • Jon da etorri dena. — È Jon quello che è venuto.
  • Hori da nahi dudana. — È quello che voglio.

Queste costruzioni non si limitano a descrivere: mettono in contrasto o identificano il referente. In italiano si rendono spesso con «è X che...» oppure «X è quello che...».

Ambiguità controllata delle forme libere

Esan duena può indicare «la persona che l'ha detto» oppure «ciò che lui o lei ha detto», a seconda del verbo e del contesto. Il basco non obbliga sempre a distinguere formalmente queste letture. Se la distinzione è importante, si può esplicitare il nome:

  • esan duen pertsona — la persona che l'ha detto
  • esan duen gauza — la cosa che ha detto

La scelta non è soltanto grammaticale: riguarda anche la quantità d'informazione di cui ha bisogno l'interlocutore.

Coordinazione e incassamento: non sono equivalenti

In atzo ikusi nuen eta gaur etorri den gizona, le due relative sono sullo stesso piano e descrivono entrambe gizona. In Jonek idatzi duen liburua irakurri duen ikaslea, invece, la prima relativa costruisce il gruppo liburua, che entra nella seconda. Per analizzare una frase lunga, conviene partire dal gruppo più interno e procedere verso il nome finale.

Un contrasto utile: duzuna e duzunean

Le due forme si assomigliano ma svolgono funzioni diverse:

  • nahi duzuna — ciò che vuoi
  • nahi duzunean — quando vuoi

Nella prima, -a crea una relativa libera. Nella seconda, -(e)nean forma una subordinata temporale. Riconoscere il segmento finale evita di attribuire a entrambe il significato italiano «quello che».

Consigli per la pratica

  1. Costruisci per strati. Parti da herria, aggiungi bizi naizen herria, poi cambia soltanto la funzione esterna: herrian, herrira, herritik. Per ogni forma chiediti quale verbo, quello interno o quello principale, richiede la desinenza.
  2. Trasforma il nome espresso in una relativa libera. Passa da etorri den pertsona a etorri dena, quindi crea etorri denari ed etorri denarekin. Questo esercizio rende visibile l'ordine «relativa + determinante + caso».
  3. Confronta coppie minime. Alterna nor etorri den («chi sia venuto») ed etorri dena («chi è venuto» come persona della frase), oppure nahi duzuna e nahi duzunean. Leggi sempre la frase completa, non solo la desinenza.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Proposizioni relative — introduce l'ordine della relativa e le forme verbali in -(e)n.
  • Approfondimento utile: Proposizioni subordinate — confronta le relative con completive, causali e altre subordinate basche.
  • Approfondimento utile: Casi locativi — aiuta a distinguere herrian, herrira e herritik quando l'intero gruppo relativo riceve una desinenza.
  • Approfondimento utile: Discorso indiretto — comprende domande indirette come nor den e altre proposizioni dipendenti.

Prerequisito

Le proposizioni relative in bascoB1

Altri concetti di livello B2

Questo concetto in altre lingue

Confronta in tutte le lingue

Esercitati con Erlatibozko Perpaus Aurreratuak in basco usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo basco · B2 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.

Esercitati su questo concetto