A1

Le domande di base in francese

Questions de Base

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di francese su Settemila Lingue.

In breve

In francese si può formulare una domanda in tre modi: con la sola intonazione (Tu viens ?), con est-ce que (Est-ce que tu viens ?) oppure con l’inversione (Viens-tu ?). Per chiedere un’informazione si aggiunge una parola interrogativa come qui, que/quoi, où, quand, comment o pourquoi. Nel parlato quotidiano prevalgono l’intonazione e est-ce que; l’inversione è più sorvegliata.

Panoramica

Saper fare domande è una competenza fondamentale del livello A1: serve per presentarsi, chiedere indicazioni, ordinare, conoscere orari e capire meglio una conversazione. La buona notizia è che, nelle situazioni quotidiane, non occorre modificare molto la frase affermativa. Da Tu habites ici («Abiti qui») si ottiene semplicemente Tu habites ici ? («Abiti qui?») alzando la voce alla fine.

Il francese offre però più possibilità dell’italiano. Accanto all’intonazione esiste la struttura molto frequente est-ce que, che segnala subito che sta arrivando una domanda. C’è poi l’inversione (cioè lo scambio di posizione tra verbo e pronome soggetto), tipica soprattutto di uno stile neutro-curato o formale: Où habites-tu ? In questa lezione conviene prima padroneggiare intonazione ed est-ce que; l’inversione può essere aggiunta gradualmente.

Le domande possono essere totali, quando la risposta attesa è sì o no, oppure parziali, quando chiedono un’informazione precisa. In Tu travailles demain ? si può rispondere oui o non; in Quand travailles-tu ? bisogna invece indicare un momento.

Come funziona

Le tre strutture fondamentali

Partiamo dalla frase affermativa Tu parles français («Parli francese»).

Struttura Schema Domanda Uso tipico
Intonazione soggetto + verbo + ? Tu parles français ? molto comune nel parlato
Est-ce que est-ce que + soggetto + verbo + ? Est-ce que tu parles français ? comune, chiaro e adatto a quasi ogni situazione
Inversione verbo-pronome + ? Parles-tu français ? più curato, frequente nello scritto e nelle situazioni formali

Con l’intonazione l’ordine delle parole non cambia. Nella pronuncia la voce tende a salire verso la fine; nello scritto è il punto interrogativo a indicare la domanda. È la soluzione più spontanea in conversazioni informali.

Est-ce que è una formula fissa: non va tradotta parola per parola. Si mette all’inizio e il resto della frase mantiene l’ordine normale, soggetto prima del verbo. Davanti a una vocale diventa est-ce qu’: Est-ce qu’il arrive ? Non si aggiunge un’altra inversione dopo questa formula.

Nell’inversione il verbo viene prima del pronome soggetto e i due elementi sono uniti da un trattino: Avez-vous une réservation ? Se la terza persona singolare produce l’incontro tra due vocali, si inserisce -t- per facilitare la pronuncia: Parle-t-elle français ?, Va-t-il bien ? Questa t non ha significato e compare fra due trattini.

Le principali parole interrogative

Parola Che cosa chiede Esempio breve
qui una persona: chi Qui est là ?
que / qu’ una cosa o un’azione: che cosa Que cherchez-vous ?
quoi che cosa, soprattutto dopo una preposizione o in fondo alla domanda À quoi tu penses ?
un luogo: dove Où est la gare ?
quand un momento: quando Quand partez-vous ?
comment un modo, una condizione o un nome: come Comment ça va ?
pourquoi una causa o uno scopo: perché Pourquoi tu ris ?

L’accento di è obbligatorio e lo distingue da ou, che significa «o, oppure»: Où vas-tu, à Lyon ou à Lille ?

Dove mettere la parola interrogativa

Con est-ce que, la parola interrogativa si colloca normalmente davanti alla formula:

  • Où est-ce que tu habites ?
  • Quand est-ce qu’elle arrive ?
  • Pourquoi est-ce que vous partez ?

Con l’inversione viene prima del gruppo verbo-pronome:

  • Où habites-tu ?
  • Quand arrive-t-elle ?
  • Pourquoi partez-vous ?

Nel parlato, con la semplice intonazione, sono possibili due ordini. Mettere la parola interrogativa all’inizio è neutro: Pourquoi tu pars ? Lasciarla in fondo è molto colloquiale e spesso naturale nelle conversazioni: Tu pars pourquoi ?, Vous arrivez quand ?, Il habite où ? Per iniziare, è utile riconoscere entrambi gli ordini e usare quello iniziale quando si desidera una forma più neutra.

Distinguere que e quoi

Entrambe le forme possono corrispondere all’italiano «che cosa», ma non occupano le stesse posizioni.

  • Que si usa prima dell’inversione: Que fais-tu ?
  • Qu’est-ce que si usa davanti a una frase con ordine normale: Qu’est-ce que tu fais ?
  • Quoi è comune in fondo a una domanda colloquiale: Tu fais quoi ?
  • Quoi si usa dopo una preposizione: Avec quoi ?, De quoi parlez-vous ?, À quoi ça sert ?

Non si dice quindi Que tu fais ? nel francese standard. Per una domanda quotidiana si sceglie Qu’est-ce que tu fais ? oppure, in tono informale, Tu fais quoi ?

Quando «che cosa» è il soggetto, cioè la cosa che compie o provoca l’azione, la struttura cambia in qu’est-ce qui: Qu’est-ce qui se passe ? («Che cosa succede?»). Invece qu’est-ce que introduce ciò che riceve l’azione: Qu’est-ce que tu regardes ? («Che cosa guardi?»).

Fare domande sulle persone con qui

Se qui è il soggetto, può stare direttamente davanti al verbo: Qui vient ce soir ? («Chi viene stasera?»). È possibile anche Qui est-ce qui vient ce soir ?, più esplicito e molto comune nel parlato.

Se la persona è ciò che il verbo riguarda, si usa spesso qui est-ce que: Qui est-ce que tu attends ? («Chi aspetti?»). Dopo una preposizione rimane qui: Avec qui tu voyages ?, À qui parlez-vous ?

Rispondere a una domanda sì/no

Le risposte fondamentali sono oui e non. Esiste inoltre si, usato per contraddire una domanda negativa:

  • Tu viens ? — Oui. («Vieni? — Sì.»)
  • Tu ne viens pas ? — Non. («Non vieni? — No.»)
  • Tu ne viens pas ? — Si, je viens. («Non vieni? — Sì, invece vengo.»)

Questo si francese è particolarmente utile per un italofono: non introduce un’ipotesi, ma corregge l’idea negativa contenuta nella domanda.

Esempi nel contesto

Francese Italiano Nota
Qui est-ce ? Chi è? Formula comune per identificare una persona.
Qu’est-ce que tu fais ? Che cosa fai? Est-ce que con ordine normale.
Où habites-tu ? Dove abiti? Inversione con tu.
Pourquoi tu apprends le français ? Perché impari il francese? Intonazione, comune nel parlato.
Est-ce que vous avez une table pour deux ? Avete un tavolo per due? Domanda cortese e chiara al ristorante.
Quand est-ce que le train arrive ? Quando arriva il treno? Il soggetto nominale resta prima del verbo.
Comment vous vous appelez ? Come vi chiamate? / Come si chiama? Vous può essere plurale o forma di cortesia.
À quoi ça sert ? A che cosa serve? Quoi dopo la preposizione à.
Tu cherches quoi ? Che cosa cerchi? Ordine colloquiale con la parola interrogativa in fondo.
Qui vient avec nous ? Chi viene con noi? Qui è il soggetto.
Qui est-ce que vous attendez ? Chi aspettate? / Chi aspetta? Qui indica la persona attesa.
Qu’est-ce qui fait ce bruit ? Che cosa produce questo rumore? Qu’est-ce qui è soggetto di fait.
Parle-t-elle italien ? Parla italiano? -t- inserita fra verbo e pronome.
Vous partez déjà ? Partite già? / Parte già? Sola intonazione; il contesto chiarisce vous.
Tu n’aimes pas le café ? — Si, j’adore ça. Non ti piace il caffè? — Sì, invece, mi piace moltissimo. Si contraddice la domanda negativa.

Errori comuni

Usare insieme est-ce que e l’inversione

  • Da evitare: Est-ce que parles-tu français ?
  • Corretto: Est-ce que tu parles français ? oppure Parles-tu français ?
  • Perché: sono due costruzioni alternative. Dopo est-ce que la frase conserva l’ordine soggetto-verbo.

Dimenticare il trattino nell’inversione

  • Da evitare: Où habites tu ?
  • Corretto: Où habites-tu ?
  • Perché: nell’inversione il verbo e il pronome soggetto si collegano con un trattino.

Confondere ou e

  • Da evitare: Ou est la pharmacie ?
  • Corretto: Où est la pharmacie ?
  • Perché: con l’accento significa «dove»; ou senza accento significa «oppure».

Usare que in fondo alla domanda

  • Da evitare: Tu regardes que ?
  • Corretto: Qu’est-ce que tu regardes ? oppure, nel parlato informale, Tu regardes quoi ?
  • Perché: que precede la struttura interrogativa, mentre in posizione finale si usa quoi.

Confondere qu’est-ce que e qu’est-ce qui

  • Da evitare: Qu’est-ce que se passe ?
  • Corretto: Qu’est-ce qui se passe ?
  • Perché: qui «che cosa» è il soggetto del verbo se passe. Qu’est-ce que si usa invece quando dopo compare già un soggetto: Qu’est-ce que tu veux ?

Aggiungere una t dove non serve

  • Da evitare: Prend-t-il le métro ?
  • Corretto: Prend-il le métro ?
  • Perché: si aggiunge -t- solo quando manca già un suono consonantico tra il verbo e il/elle/on: a-t-il, ma prend-il e vient-elle.

Note d’uso

Nel francese parlato spontaneo l’intonazione è frequentissima: Tu viens ? non è una forma incompleta o scorretta. Anche le domande con la parola interrogativa alla fine, come Tu vas où ?, sono normali tra amici, familiari e colleghi in situazioni rilassate. In un testo formale, in un colloquio o quando si vuole parlare in modo più controllato, è preferibile Où allez-vous ? oppure Où est-ce que vous allez ?

Est-ce que è spesso la scelta più sicura per chi studia: funziona con quasi tutti i soggetti, non richiede di spostare il verbo e non è necessariamente informale. L’inversione è elegante e concisa, ma nella conversazione ordinaria può risultare più sostenuta, soprattutto con tu. Alcune formule con vous, però, sono comunissime nel servizio al pubblico: Désirez-vous autre chose ?, Avez-vous une réservation ?

In francese scritto si lascia tradizionalmente uno spazio prima del punto interrogativo: Vous venez ? La resa tipografica dello spazio può variare a seconda del programma usato, ma nei testi francesi curati lo si incontra regolarmente. A differenza dell’italiano, nelle domande dirette non si omette il pronome soggetto solo perché il verbo ne indica la persona: si dice Où habites-tu ?, non Où habites ?

Pourquoi ? chiede una spiegazione e spesso riceve una risposta introdotta da parce que: Pourquoi tu pars ? — Parce que je suis fatigué. Nella domanda si usa pourquoi, nella risposta normalmente parce que; scambiarli è un errore frequente.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste particolarità non sono indispensabili al livello A1, ma è utile riconoscerle quando compaiono.

Con un soggetto espresso da un nome, la semplice inversione non funziona sempre come con un pronome. Nel registro curato si trova spesso la cosiddetta inversione complessa: il nome resta davanti al verbo e viene ripreso da un pronome dopo il verbo.

  • Marie vient-elle demain ? («Marie viene domani?»)
  • Le directeur a-t-il répondu ? («Il direttore ha risposto?»)

Nel parlato si preferisce di solito Est-ce que Marie vient demain ? o semplicemente Marie vient demain ? L’inversione complessa appartiene quindi più al riconoscimento e allo stile formale che alle prime conversazioni.

L’inversione con je ha forti limitazioni d’uso. Alcune forme sono normali in espressioni curate, per esempio Puis-je entrer ? («Posso entrare?»), Ai-je raison ? («Ho ragione?») e Suis-je au bon endroit ? («Sono nel posto giusto?»). Con molti altri verbi suona letteraria o poco naturale. Nella vita quotidiana è molto più semplice dire Est-ce que je peux entrer ? o Je peux entrer ?

Nelle domande indirette, cioè inserite dentro un’altra frase, non si usa né l’inversione né est-ce que: Je voudrais savoir où vous habitez («Vorrei sapere dove abitate»), non où habitez-vous. Inoltre, nelle domande totali si usa si: Je ne sais pas si elle vient («Non so se viene»). Questa è una costruzione successiva, ma chiarisce perché le regole della domanda diretta non vadano applicate automaticamente a ogni frase interrogativa.

Infine, in testi letterari, giornalistici o molto formali l’inversione compare anche dopo certi avverbi e non serve necessariamente a fare una domanda: Peut-être viendra-t-il, Ainsi va la vie. È un’estensione stilistica distinta dalle domande di base.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma una frase in tre modi. Parti ogni giorno da cinque frasi semplici, per esempio Vous travaillez ici, e crea Vous travaillez ici ?, Est-ce que vous travaillez ici ? e Travaillez-vous ici ? Così impari a distinguere le strutture senza mescolarle.
  2. Associa ogni parola a una risposta reale. Prepara domande con qui, où, quand, comment e pourquoi, poi rispondi ad alta voce: un nome per qui, un luogo per , un momento per quand. Il collegamento fra domanda e tipo di risposta aiuta più della sola memorizzazione.
  3. Ascolta la posizione dell’interrogativo. In dialoghi francesi brevi, annota se senti Où tu vas ? o Tu vas où ?; prova poi a riformulare la stessa domanda con est-ce que. Non è necessario usare subito ogni variante, ma bisogna imparare a riconoscerla.

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