B1

Le costruzioni con l’infinito in ungherese

Főnévi Igeneves Szerkezetek

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.

In breve

L’infinito ungherese termina normalmente in -ni: olvasni «leggere», kérni «chiedere». Con verbi come akar «volere» resta invariato (olvasni akarok), ma dopo espressioni impersonali come kell «bisogna» può ricevere un suffisso personale: mennem kell «devo andare», letteralmente «andare-mio è necessario».

Panoramica

Il főnévi igenév, cioè l’infinito (la forma del verbo che in italiano compare come leggere, andare, dormire), permette di collegare due idee verbali senza costruire due frasi complete. Si incontra con verbi di volontà, capacità, intenzione e futuro: akar «volere», tud «sapere/potere», szeretne «vorrebbe», fog «avere valore di futuro». In questi casi l’infinito finisce in -ni e non indica da solo la persona.

A livello B1 diventa essenziale una seconda possibilità: l’infinito personale, ossia un infinito dotato di una desinenza che segnala chi deve, può o dovrebbe compiere l’azione. Si usa soprattutto quando la frase è costruita attorno a un’espressione impersonale come kell «bisogna», szabad «è permesso», muszáj «è indispensabile», fontos «è importante» o érdemes «vale la pena».

Per chi parla italiano, il contrasto principale è questo: in «devo andare» la persona è espressa da devo, mentre andare resta invariato. Nell’ungherese mennem kell, invece, kell non si coniuga secondo la persona; è mennem a indicare «io». Capire su quale parola si trova l’informazione personale evita molti errori.

Come funziona

L’infinito semplice in -ni

La forma di base si ottiene in genere aggiungendo -ni al tema verbale:

Verbo Infinito Significato
olvas olvasni leggere
kér kérni chiedere
tanul tanulni studiare, imparare
vár várni aspettare

Con diversi verbi molto frequenti il tema cambia. Conviene quindi imparare l’infinito insieme al presente, senza tentare di ricostruirlo ogni volta:

Forma del presente Infinito Significato
megy menni andare
jön jönni venire
eszik enni mangiare
iszik inni bere
tesz tenni mettere, fare
vesz venni prendere, comprare
van / lesz lenni essere, diventare

Quando il soggetto del verbo principale e quello dell’infinito coincidono, molti verbi richiedono l’infinito semplice. È il verbo principale a portare la desinenza personale:

  • Olvasni akarok. — Voglio leggere.
  • Tudsz úszni? — Sai nuotare?
  • Korán szeretnénk indulni. — Vorremmo partire presto.
  • Holnap dolgozni fog. — Domani lavorerà.

In akarok, tudsz, szeretnénk e fog si riconosce la persona; olvasni, úszni, indulni e dolgozni restano invariati. Non bisogna quindi aggiungere automaticamente un suffisso personale a ogni infinito.

Come si forma l’infinito personale

Per formare l’infinito personale, la -i finale di -ni lascia il posto alle desinenze personali. Le vocali cambiano secondo l’armonia vocalica, cioè il principio per cui il suffisso si adatta alle vocali della parola. La tabella mostra tre modelli: várni «aspettare», kérni «chiedere» e ülni «sedersi».

Persona várni kérni ülni Valore
én várnom kérnem ülnöm che io…
te várnod kérned ülnöd che tu…
ő várnia kérnie ülnie che lui/lei…
mi várnunk kérnünk ülnünk che noi…
ti várnotok kérnetek ülnötök che voi…
ők várniuk kérniük ülniük che loro…

Le serie da riconoscere sono dunque:

  • prima persona singolare: -nom/-nem/-nöm;
  • seconda persona singolare: -nod/-ned/-nöd;
  • terza persona singolare: -nia/-nie;
  • prima persona plurale: -nunk/-nünk;
  • seconda persona plurale: -notok/-netek/-nötök;
  • terza persona plurale: -niuk/-niük.

Anche i verbi irregolari partono dal loro infinito: menni → mennem, enni → ennem, inni → innom, lenni → lennie. È più sicuro trasformare la forma in -ni già nota, anziché partire dalla terza persona del presente.

Quando serve la forma personale

Con kell e altre espressioni impersonali ci sono due possibilità diverse.

Azione generale, senza una persona precisa: si usa l’infinito semplice.

  • Korán kell kelni. — Bisogna alzarsi presto.
  • Itt nem szabad dohányozni. — Qui non è permesso fumare.
  • Érdemes megpróbálni. — Vale la pena provare.

Azione riferita a una persona precisa: si usa normalmente l’infinito personale.

  • Korán kell kelnem. — Devo alzarmi presto.
  • Nem szabad dohányoznod. — Non puoi fumare / non ti è permesso fumare.
  • Érdemes megpróbálnunk. — Ci conviene provare.

Il soggetto logico, cioè la persona che compie l’azione anche se non è il soggetto di un normale verbo coniugato, è già riconoscibile dal suffisso. Perciò mennem kell basta per dire «devo andare».

La persona espressa con il dativo

Se si vuole nominare o mettere in rilievo chi compie l’azione, questa persona compare al dativo (la forma che spesso corrisponde a «a qualcuno»), con -nak/-nek:

  • Nekem mennem kell. — Io devo andare / tocca a me andare.
  • Neked pihenned kell. — Tu devi riposare.
  • Péternek dolgoznia kell. — Péter deve lavorare.
  • A gyerekeknek korán kell lefeküdniük. — I bambini devono andare a letto presto.

Il nome o pronome al dativo e il suffisso dell’infinito devono indicare la stessa persona: nekem… mennem, neked… menned, Péternek… mennie, a gyerekeknek… lefeküdniük. Il dativo viene spesso omesso quando il contesto è chiaro; compare soprattutto per contrasto, chiarezza o enfasi.

Prefissi verbali e ordine delle parole

Molti verbi ungheresi hanno un prefisso verbale, una particella come el-, be- o meg- che modifica il significato e spesso presenta l’azione come compiuta. Con kell il prefisso si colloca spesso prima di kell, separato dall’infinito:

  • El kell mennem. — Devo andare via.
  • Be kell fejeznünk a munkát. — Dobbiamo finire il lavoro.
  • Meg kell venned a jegyet. — Devi comprare il biglietto.

Con la negazione, la disposizione neutra più comune cambia:

  • Nem kell elmennem. — Non devo andare via / non è necessario che vada via.
  • Nem szabad bemenned. — Non ti è permesso entrare.

Questa separazione appartiene al comportamento del prefisso, non alla formazione dell’infinito: elmennem, befejeznünk e megvenned rimangono unità grammaticali anche quando il prefisso si sposta nella frase.

Esempi nel contesto

Ungherese Italiano Nota
Olvasni akarok. Voglio leggere. Infinito semplice dopo akar.
Tudsz úszni? Sai nuotare? La persona è indicata da tudsz.
Holnap korán indulni fogunk. Domani partiremo presto. Infinito con il futuro formato da fog.
Mennem kell. Devo andare. Prima persona singolare: -nem.
Látnia kell az orvost. Deve vedere il medico. Terza persona singolare: -nia.
Szabad kérdeznem? Posso fare una domanda? Richiesta cortese di permesso.
Neked többet kell aludnod. Devi dormire di più. Dativo e infinito concordano nella persona.
Péternek ma otthon kell maradnia. Péter oggi deve restare a casa. Soggetto logico espresso con -nek.
Korán kell kelnünk. Dobbiamo alzarci presto. Prima persona plurale: -nünk.
A vendégeknek várniuk kell. Gli ospiti devono aspettare. Terza persona plurale: -niuk.
Itt nem szabad parkolni. Qui è vietato parcheggiare. Regola generale: infinito semplice.
Nem szabad elfelejtened a kulcsot. Non devi dimenticare la chiave. Divieto rivolto a una persona precisa.
Érdemes megnéznünk ezt a filmet. Vale la pena che vediamo questo film. Consiglio che include chi parla.
Be kell fejeznem a jelentést. Devo finire la relazione. Il prefisso be- precede kell.
Nem kell sietnetek. Non dovete affrettarvi. Assenza di necessità, non divieto.

Errori comuni

Coniugare kell come l’italiano «dovere»

  • Sbagliato: Én kellek menni.
  • Corretto: Mennem kell.
  • Perché: qui kell esprime una necessità impersonale. La prima persona è segnalata da -nem sull’infinito, non da una coniugazione personale di kell. Kellek esiste in altri usi e significa «servo io / sono necessario io», non «devo».

Usare sempre l’infinito semplice con una persona precisa

  • Sbagliato: Péternek dolgozni kell.
  • Corretto: Péternek dolgoznia kell.
  • Perché: quando Péternek nomina la persona obbligata, l’infinito riprende la terza persona singolare con -nia. La forma semplice è adatta soprattutto a un’affermazione generale.

Far discordare dativo e suffisso

  • Sbagliato: Nekem menned kell.
  • Corretto: Nekem mennem kell.
  • Perché: nekem significa «a me», quindi richiede la prima persona singolare mennem. Menned corrisponde invece a neked, «a te».

Aggiungere il suffisso personale dopo akar

  • Sbagliato: Olvasnom akarok.
  • Corretto: Olvasni akarok.
  • Perché: nella normale costruzione «voglio leggere», akarok porta già la prima persona e l’infinito resta in -ni. L’infinito personale non è una versione più completa da usare in ogni contesto.

Confondere assenza di obbligo e divieto

  • Sbagliato per dire “non ti è permesso entrare”: Nem kell bemenned.
  • Corretto: Nem szabad bemenned.
  • Perché: nem kell significa «non è necessario», mentre nem szabad esprime un divieto. La differenza è pratica: la prima frase lascia una scelta, la seconda no.

Conservare il prefisso davanti all’infinito nella frase neutra con kell

  • Meno naturale come formulazione neutra: Befejeznem kell a munkát.
  • Forma neutra più comune: Be kell fejeznem a munkát.
  • Perché: nelle costruzioni con kell il prefisso verbale tende a precedere kell. La prima disposizione non è necessariamente impossibile, ma può avere un’organizzazione informativa o un’enfasi diversa.

Note d’uso

L’infinito personale è normale sia nel parlato sia nello scritto: non è una forma letteraria. In una conversazione è naturale dire Mennem kell per congedarsi, oppure Most már indulnunk kell «ormai dobbiamo partire». La forma con il pronome al dativo, nekem, neked e così via, non è obbligatoria se la desinenza basta a identificare la persona.

L’aggiunta del dativo può però cambiare il centro informativo. El kell mennem comunica semplicemente la necessità di partire; Nekem kell elmennem mette in contrasto la persona: «sono io che devo partire», non qualcun altro. Non conviene quindi inserire sempre nekem solo perché in italiano compare «io» nella traduzione.

Nelle indicazioni pubbliche e nei regolamenti prevale spesso l’infinito semplice perché la norma vale per tutti: Belépni tilos «vietato entrare», Dohányozni tilos «vietato fumare», Itt lehet parkolni «qui si può parcheggiare». Rivolgendosi a una persona concreta, la forma personale rende invece esplicito il destinatario: Itt parkolhatsz oppure, con la costruzione studiata, Itt szabad parkolnod.

La domanda Szabad kérdeznem? è educata e corrente. Corrisponde bene a «posso chiedere?», ma la sua struttura è più vicina a «mi è permesso chiedere?». In contesti quotidiani si incontrano anche altri modi per chiedere permesso; la scelta dipende dal rapporto tra gli interlocutori, non da una differenza tra ungherese formale e informale nella desinenza dell’infinito.

Oltre le basi: usi avanzati

Tempo e modalità si esprimono su kell

L’infinito personale non possiede tempi propri. Se la necessità è passata o ipotetica, cambia kell, mentre l’infinito conserva la desinenza personale:

Ungherese Italiano Valore
El kell mennem. Devo andare via. necessità presente
El kellett mennem. Ho dovuto andare via. necessità passata
El kellene mennem. Dovrei andare via. consiglio o necessità attenuata
El kellett volna mennem. Sarei dovuto andare via. obbligo passato non realizzato

In el kellett volna mennem il gruppo kellett volna colloca la necessità in un passato irreale; mennem continua soltanto a indicare che la persona coinvolta è «io».

Altri predicati impersonali

Lo stesso modello compare oltre kell e szabad, soprattutto con valutazioni e necessità:

  • Fontos időben érkezned. — È importante che tu arrivi in orario.
  • Nehéz ezt megértenem. — Per me è difficile capire questo.
  • Szükséges aláírnia a dokumentumot. — È necessario che firmi il documento.
  • Jobb lenne most hazamennünk. — Sarebbe meglio che andassimo a casa adesso.

Non tutte queste frasi hanno una traduzione italiana naturale con l’infinito. Spesso l’italiano preferisce «che» più un verbo coniugato, mentre l’ungherese può mantenere una sola forma infinitiva e segnalarne la persona con il suffisso.

L’oggetto e la coniugazione del verbo principale

L’infinito personale possiede un’unica serie di desinenze: non alterna una coniugazione definita e una indefinita. Nelle costruzioni con akar, invece, un oggetto definito dell’infinito può determinare la coniugazione del verbo principale:

  • Egy könyvet akarok olvasni. — Voglio leggere un libro.
  • El akarom olvasni a könyvet. — Voglio leggere il libro.

Nella seconda frase a könyvet è un oggetto definito («il libro»), perciò compare akarom; l’infinito rimane olvasni. Questo collegamento è importante per progredire, ma non modifica la regola centrale: con un normale verbo personale come akar, è il verbo principale a indicare la persona.

Il soggetto generico

Una frase con infinito semplice può lasciare volutamente aperto chi compie l’azione: Ezt könnyű megérteni significa «questo è facile da capire». Se si nomina una persona specifica, la costruzione può diventare personale: Ezt neked könnyű megértened «per te questo è facile da capire». La scelta tra forma semplice e personale non è quindi soltanto morfologica: comunica anche se l’affermazione vale in generale o per qualcuno in particolare.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma una frase generale in sei frasi personali. Parti da Korán kell indulni «bisogna partire presto» e produci indulnom, indulnod, indulnia, indulnunk, indulnotok, indulniuk. Aggiungi poi nekem, neked, neki, nekünk, nektek, nekik per controllare la concordanza.
  2. Impara gli infiniti irregolari come coppie. Ripeti megy–menni–mennem, eszik–enni–ennem, iszik–inni–innom, tesz–tenni–tenned. Tre forme per verbo sono più utili di una regola ricostruita a memoria.
  3. Confronta obbligo, permesso e scelta. Crea terne come Be kell menned «devi entrare», Szabad bemenned «puoi entrare» e Nem kell bemenned «non devi entrare». Così alleni insieme significato, prefissi e suffissi personali.

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