L’infinito con å in norvegese
Infinitiv med Å
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In breve
In norvegese bokmål, å introduce normalmente un verbo all’infinito: å lese significa «leggere» e Jeg prøver å lese significa «Cerco di leggere». Dopo i verbi modali, invece, l’infinito si usa senza å: Jeg kan lese («So leggere»). La parola å è una marca grammaticale, non una desinenza del verbo, e nello scritto non va confusa con og, «e».
Panoramica
L’infinito è la forma non coniugata del verbo, cioè la forma che in italiano termina spesso in -are, -ere o -ire: «parlare», «leggere», «dormire». In norvegese bokmål lo si cita di solito con la marca dell’infinito å: å snakke («parlare»), å lese («leggere»), å sove («dormire»). Questa particella segnala la funzione del verbo, ma non fa parte della sua radice.
È un argomento di livello A1 perché compare subito nelle combinazioni di uso quotidiano: provare a fare qualcosa, cominciare o smettere, esprimere un’abitudine, un desiderio o un giudizio. Per esempio: prøver å forstå («cerca di capire»), begynner å jobbe («comincia a lavorare») e Det er fint å være her («È bello essere qui»).
Per chi parla italiano, la difficoltà principale è non tradurre alla lettera le preposizioni a e di. In italiano diciamo «cominciare a lavorare», «cercare di capire» e «potere venire» senza preposizione. In norvegese le prime due costruzioni hanno entrambe å, mentre dopo un modale å scompare. Conviene quindi imparare ogni verbo insieme alla costruzione che lo segue.
Come funziona
La forma dell’infinito
L’infinito norvegese non cambia in base alla persona. Molti verbi hanno un infinito in -e; alcuni verbi brevi non presentano questa desinenza. Il presente termina spesso in -r, ma non basta sempre togliere quella lettera per ricavare l’infinito.
| Infinito norvegese | Presente | Significato e nota |
|---|---|---|
| å snakke | snakker | parlare; verbo in -e |
| å lese | leser | leggere; verbo in -e |
| å bo | bor | abitare; infinito breve |
| å gå | går | andare, camminare; forma da memorizzare |
| å gjøre | gjør | fare; presente irregolare |
| å være | er | essere; forme molto diverse |
Nei dizionari si può trovare il lemma come å forstå oppure semplicemente forstå. In una frase, la presenza di å dipende dalla costruzione: non tutti gli infiniti sono preceduti dalla marca.
Un verbo coniugato seguito da å + infinito
Molti verbi possono reggere å + infinito. Reggere significa, in parole semplici, richiedere o ammettere una certa forma dopo di sé. Il primo verbo è coniugato e indica il tempo; il secondo rimane all’infinito.
soggetto + verbo coniugato + å + infinito
In Hun begynner å løpe («Comincia a correre»), hun è il soggetto (la persona che compie l’azione), begynner è al presente e løpe resta all’infinito. Di solito il soggetto sottinteso dell’infinito è lo stesso del primo verbo: è lei sia a cominciare sia a correre.
| Costruzione norvegese | Resa naturale in italiano | Funzione |
|---|---|---|
| prøve å forstå | cercare di capire | tentativo |
| begynne å arbeide | cominciare a lavorare | inizio |
| slutte å røyke | smettere di fumare | interruzione |
| fortsette å lese | continuare a leggere | continuazione |
| like å lage mat | piacere cucinare | preferenza |
| håpe å komme | sperare di venire | speranza |
| glemme å ringe | dimenticare di telefonare | azione non compiuta |
| pleie å spise tidlig | mangiare di solito presto | abitudine |
La preposizione italiana non permette di prevedere la struttura norvegese. Prøve å corrisponde a «cercare di», ma begynne å a «cominciare a». La parte stabile da memorizzare è la combinazione norvegese.
Å nelle frasi impersonali
Å + infinito può anche funzionare come un’intera attività: «leggere», «aspettare», «conoscere qualcuno». È frequente dopo det er più un aggettivo.
Det er + aggettivo + å + infinito
- Det er viktig å lytte. — È importante ascoltare.
- Det er vanskelig å forklare. — È difficile spiegare.
- Det er hyggelig å møte deg. — È un piacere conoscerti.
Il pronome det occupa il posto del soggetto nella frase principale. L’attività espressa dall’infinito fornisce il contenuto del giudizio.
Dopo i verbi modali: niente å
I verbi modali esprimono possibilità, volontà, progetto, obbligo, permesso o consiglio. I più comuni sono kan, vil, skal, må, får e bør. Sono seguiti direttamente dall’infinito, senza å.
soggetto + modale + infinito senza å
| Norvegese | Italiano | Valore del modale |
|---|---|---|
| Jeg kan svømme. | So nuotare. | capacità |
| Hun vil reise. | Vuole partire. | volontà o intenzione |
| Vi skal møtes i morgen. | Ci incontreremo domani. | programma |
| Du må vente. | Devi aspettare. | necessità |
| Dere får komme inn. | Potete entrare. | permesso |
| Han bør hvile. | Dovrebbe riposare. | consiglio |
Anche quando il modale è al passato, la regola non cambia: Jeg kunne ikke komme («Non potevo venire»), Vi måtte vente («Abbiamo dovuto aspettare»). È il modale a portare il tempo; l’altro verbo resta all’infinito nudo, cioè senza marca.
Costruzioni di più parole
Alcune espressioni includono una preposizione prima di å. Vanno apprese come blocchi, perché la struttura completa non coincide sempre con quella italiana.
| Espressione | Italiano | Esempio breve |
|---|---|---|
| ha lyst til å | avere voglia di | Jeg har lyst til å gå. |
| bestemme seg for å | decidere di | Hun bestemmer seg for å bli. |
| be noen om å | chiedere a qualcuno di | Vi ber ham om å vente. |
| få noen til å | far fare qualcosa a qualcuno | Hun fikk meg til å le. |
| for å | per, allo scopo di | Jeg ringer for å spørre. |
| uten å | senza | Han gikk uten å si noe. |
La preposizione appartiene alla costruzione: non sostituisce å. In til å gå e for å spørre, per esempio, compaiono sia la preposizione sia la marca dell’infinito.
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Jeg prøver å forstå. | Cerco di capire. | tentativo |
| Det er godt å vite. | È bene saperlo. | giudizio impersonale |
| Hun begynner å løpe. | Comincia a correre. | inizio di un’azione |
| Vi pleier å spise klokka 18. | Di solito mangiamo alle 18. | abitudine |
| De håper å finne en leilighet. | Sperano di trovare un appartamento. | speranza |
| Jeg glemte å kjøpe melk. | Ho dimenticato di comprare il latte. | infinito dopo un verbo al passato |
| Liker du å lage mat? | Ti piace cucinare? | domanda su una preferenza |
| Det er vanskelig å lære et nytt språk. | È difficile imparare una nuova lingua. | det er + aggettivo |
| Hun kan snakke norsk og svensk. | Sa parlare norvegese e svedese. | nessun å dopo kan |
| Vi må dra nå. | Dobbiamo partire adesso. | nessun å dopo må |
| Jeg har lyst til å besøke Tromsø. | Ho voglia di visitare Tromsø. | espressione con til å |
| Han gikk uten å si ha det. | Se n’è andato senza salutare. | uten å |
| Jeg står opp tidlig for å ta toget. | Mi alzo presto per prendere il treno. | scopo con for å |
| Hun liker å synge og danse. | Le piace cantare e ballare. | un solo å vale per due infiniti coordinati |
Osserva che la traduzione italiana più naturale non riproduce sempre ogni parola. Pleier å si rende spesso con «di solito», mentre si ha det significa letteralmente «dire arrivederci», ma in italiano basta «salutare».
Errori comuni
1. Aggiungere å dopo un modale
- Errato: Jeg kan å svømme.
- Corretto: Jeg kan svømme.
- Perché: kan è un verbo modale e richiede l’infinito senza å. Lo stesso vale per vil, skal, må, får e bør.
2. Omettere å dopo un verbo che lo richiede
- Errato: Hun prøver forstå norsk.
- Corretto: Hun prøver å forstå norsk.
- Perché: nella costruzione prøve å gjøre noe («cercare di fare qualcosa»), la marca å introduce il secondo verbo.
3. Usare il presente al posto dell’infinito
- Errato: Vi begynner å spiser.
- Corretto: Vi begynner å spise.
- Perché: solo il primo verbo è coniugato. Dopo å serve spise, non il presente spiser.
4. Confondere å con og
- Errato: Jeg liker og lese.
- Corretto: Jeg liker å lese.
- Perché: å introduce l’infinito; og significa «e» e collega parole o gruppi equivalenti. In molte pronunce le due parole suonano uguali o quasi, ma nello scritto restano distinte: å lese og skrive («leggere e scrivere»).
5. Tradurre automaticamente le preposizioni italiane
- Errato: Jeg begynner til å jobbe.
- Corretto: Jeg begynner å jobbe.
- Perché: l’italiano «cominciare a» non impone una preposizione norvegese corrispondente. La costruzione è semplicemente begynne å.
6. Costruire un secondo soggetto come in italiano
- Errato: Jeg vil du å komme.
- Corretto: Jeg vil at du skal komme.
- Perché: se chi deve venire è du, il norvegese usa normalmente una proposizione con at e skal: «Voglio che tu venga». In Jeg vil komme, invece, è il soggetto jeg a voler venire.
Note d’uso
Bokmål, nynorsk e pronuncia
Questo articolo usa il bokmål, la varietà scritta più diffusa. Anche in nynorsk la marca dell’infinito è normalmente å, ma la forma dell’infinito può variare secondo la norma e la scelta delle desinenze. Nel parlato, inoltre, gli infiniti cambiano da dialetto a dialetto: non bisogna quindi aspettarsi che ogni forma udita coincida perfettamente con il bokmål scritto.
Å e og sono spesso omofoni, cioè parole pronunciate nello stesso modo. Per scegliere la grafia, chiediti quale funzione ha la parola: introduce un verbo non coniugato (å spise) oppure unisce due elementi (brød og ost)?
Un solo å può introdurre due attività
Quando due infiniti sono coordinati e dipendono dallo stesso verbo, di solito non occorre ripetere å:
- Jeg liker å lese og skrive. — Mi piace leggere e scrivere.
- Hun prøver å spise bedre og sove mer. — Cerca di mangiare meglio e dormire di più.
La ripetizione è possibile se si vogliono presentare le attività come elementi separati o creare un contrasto: Målet er å lære, ikke å imponere («L’obiettivo è imparare, non impressionare»).
Impara la reggenza insieme al verbo
Non esiste una formula basata sull’italiano che risolva tutti i casi. È più efficace annotare håpe å gjøre, glemme å gjøre, ha lyst til å gjøre e be noen om å gjøre come unità complete. Nei dizionari e nei testi autentici, controlla sempre qualche esempio d’uso, non solo la traduzione del singolo verbo.
Oltre le basi: usi avanzati
Queste strutture non sono necessarie per applicare la regola A1, ma compaiono spesso appena si leggono testi più articolati.
Lo scopo e il modo
Le costruzioni for å («per, allo scopo di»), uten å («senza») e ved å («tramite, facendo») permettono di collegare due azioni:
- Hun sparer penger for å kjøpe bolig. — Risparmia per comprare casa.
- Du lærer mye ved å lese. — Impari molto leggendo.
- Han svarte uten å tenke. — Ha risposto senza pensare.
Di norma il soggetto sottinteso dell’infinito coincide con quello della frase principale. Hun sparer for å kjøpe significa che è lei a risparmiare e a comprare.
Infinitivi dopo verbi di percezione e dopo la
Alcune costruzioni ammettono un infinito senza å anche se non contengono un modale. Succede, per esempio, dopo la («lasciare, permettere») e in certe strutture con verbi di percezione:
- La ham snakke. — Lascialo parlare.
- Jeg hørte henne synge. — L’ho sentita cantare.
- Vi så bussen komme. — Abbiamo visto arrivare l’autobus.
Qui ham, henne e bussen indicano chi compie l’azione dell’infinito. È meglio imparare queste costruzioni come modelli specifici, senza estendere l’assenza di å a tutti i verbi.
Le sequenze con og nel parlato quotidiano
Il norvegese usa spesso due verbi coniugati collegati da og per descrivere azioni strettamente unite. È una costruzione diversa da å + infinito:
- Hun sitter og leser. — È seduta a leggere.
- Vi går og spiser. — Andiamo a mangiare.
- Han gikk og la seg. — È andato a letto.
I due verbi hanno qui lo stesso tempo: sitter/leser sono al presente, mentre gikk/la sono al passato. Perciò si scrive og, non å, anche se in italiano la resa naturale può contenere un infinito. È un altro motivo per non scegliere tra å e og basandosi solo sulla traduzione.
Negazione e significato
La posizione di ikke può cambiare ciò che viene negato:
- Jeg prøver ikke å le. — Non cerco di ridere.
- Jeg prøver å ikke le. — Cerco di non ridere.
Nel secondo esempio ikke appartiene più chiaramente al gruppo infinitivo å ikke le. Gli infiniti divisi da un avverbio, come å ikke gjøre o å aldri glemme, sono normali nel norvegese moderno quando rendono chiaro il significato.
Infinito perfetto e passivo
A livelli più avanzati, l’infinito può contenere un ausiliare:
- Han ser ut til å ha glemt avtalen. — Sembra aver dimenticato l’appuntamento.
- Alle ønsker å bli sett. — Tutti desiderano essere visti.
- Det er fint å være invitert. — È bello essere invitati.
In å ha glemt, l’azione è anteriore; å bli sett presenta un evento passivo, mentre å være invitert descrive più facilmente uno stato risultante. La marca resta davanti al primo verbo del gruppo infinitivo.
Consigli per esercitarsi
- Memorizza blocchi, non parole isolate. Crea coppie come prøver å forstå, kan forstå, har lyst til å forstå. Il contrasto rende visibile quando å compare e quando no.
- Trasforma frasi al presente. Parti da Jeg leser e costruisci Jeg liker å lese, Jeg må lese, Det er nyttig å lese. Controlla che dopo å o dopo un modale ci sia l’infinito, non leser.
- Fai una verifica funzionale durante l’ascolto. Quando senti un suono simile a /o/, chiediti se significa «e» oppure introduce un infinito. Poi confronta con i sottotitoli norvegesi per allenare la distinzione og/å.
Concetti correlati
- Prerequisito: Il presente norvegese — aiuta a distinguere la forma coniugata dall’infinito.
- Da studiare in seguito: Le costruzioni infinitive norvegesi — amplia l’uso di for å, uten å, ved å e di altri gruppi infinitivi.
Prerequisito
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