A1

La concordanza degli aggettivi in greco

Επίθετα

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco l'aggettivo prende il genere, il numero e il caso del nome a cui si riferisce: ο καλός άντρας, η καλή γυναίκα, το καλό παιδί. Per iniziare, conviene imparare ogni aggettivo nelle sue tre forme di base, per esempio καλός, καλή, καλό, e copiarne sempre la forma indicata dall'articolo e dal nome.

Panoramica

Un aggettivo è una parola che descrive un nome, cioè una persona, una cosa, un luogo o un'idea: “buono”, “grande”, “piccolo”. In greco moderno non rimane sempre uguale, ma concorda con il nome: cambia forma affinché entrambi mostrino le stesse informazioni grammaticali. Καλός si usa con un nome maschile, καλή con un nome femminile e καλό con un nome neutro.

Il principio ricorda l'italiano: diciamo “un ragazzo simpatico” ma “una ragazza simpatica”. Il greco, però, ha tre generi anziché due — maschile, femminile e neutro — e modifica l'aggettivo anche secondo il caso (la forma che segnala la funzione della parola nella frase). L'italiano distingue “il ragazzo” e “del ragazzo” soprattutto con preposizioni e articoli; in greco possono cambiare insieme articolo, aggettivo e nome.

Questa concordanza compare già al livello A1, nelle descrizioni più semplici: persone, città, oggetti, cibo e stati d'animo. La regola essenziale è regolare e visibile. Le famiglie di desinenze e alcuni usi stilistici richiedono invece più tempo: non occorre impararli tutti in una volta.

Come funziona

Le tre informazioni da far coincidere

Per scegliere la forma dell'aggettivo, bisogna controllare tre elementi:

  1. Genere: maschile, femminile o neutro.
  2. Numero: singolare o plurale.
  3. Caso: nominativo, genitivo, accusativo o, in alcuni richiami diretti, vocativo.

Il nominativo si usa soprattutto per il soggetto (chi compie l'azione); l'accusativo per il complemento oggetto (chi o che cosa riceve direttamente l'azione) e dopo molte preposizioni; il genitivo esprime spesso possesso o relazione. Il vocativo serve per rivolgersi direttamente a qualcuno.

Osserva come cambia l'intero gruppo:

Funzione Maschile singolare Femminile singolare Neutro singolare
soggetto, nominativo ο καλός άντρας η καλή φίλη το καλό παιδί
relazione/possesso, genitivo του καλού άντρα της καλής φίλης του καλού παιδιού
oggetto, accusativo τον καλό άντρα την καλή φίλη το καλό παιδί

L'articolo è un ottimo segnale: ο/η/το annunciano il genere al nominativo singolare; τον/την/το aiutano a riconoscere l'accusativo. Non basta però copiare soltanto l'articolo: anche aggettivo e nome devono assumere la loro forma corretta.

Il modello più comune: καλός, καλή, καλό

Molti aggettivi frequenti seguono il modello maschile in -ος, femminile in , neutro in -ο. Ecco il paradigma di καλός (“buono”):

Caso Maschile singolare Femminile singolare Neutro singolare Maschile plurale Femminile plurale Neutro plurale
nominativo καλός καλή καλό καλοί καλές καλά
genitivo καλού καλής καλού καλών καλών καλών
accusativo καλό καλή καλό καλούς καλές καλά

Altri aggettivi di questa famiglia sono μικρός, μικρή, μικρό (“piccolo”) e μεγάλος, μεγάλη, μεγάλο (“grande”). L'accento scritto fa parte della parola e può spostarsi in alcune forme: è meglio memorizzarlo insieme alla desinenza.

Al plurale le opposizioni più utili da riconoscere subito sono:

  • maschile nominativo in -οι: οι καλοί φίλοι;
  • femminile nominativo e accusativo in -ες: οι καλές φίλες, τις καλές φίλες;
  • neutro nominativo e accusativo in : τα καλά παιδιά;
  • genitivo plurale in -ων per tutti e tre i generi: των καλών φίλων, των καλών ημερών, των καλών παιδιών.

Il femminile non termina sempre in -η

Un'altra famiglia molto comune ha -ος, -α, -ο. Per esempio:

Italiano Maschile Femminile Neutro
bello ωραίος ωραία ωραίο
nuovo/giovane νέος νέα νέο

Non si può scegliere liberamente fra e . Sono forme appartenenti al singolo aggettivo: per questo nei dizionari e nel ripasso conviene annotare tutte e tre le forme, non soltanto il maschile.

Esistono anche altre famiglie. Un esempio frequente è βαθύς, βαθιά, βαθύ (“profondo”); πολύς, πολλή, πολύ (“molto”) ha forme proprie, come πολλοί, πολλές, πολλά al plurale. All'inizio è sufficiente riconoscerle e impararle come gruppi completi.

Con un nome oppure dopo είμαι

L'aggettivo può accompagnare direttamente il nome: è un uso attributivo, cioè l'aggettivo fa parte del gruppo nominale.

  • η μεγάλη πόλη — la grande città
  • ένα μικρό παιδί — un bambino piccolo
  • οι καλοί φίλοι — i buoni amici

Può anche comparire dopo είμαι (“essere”) e descrivere il soggetto: è un uso predicativo, cioè la qualità viene affermata attraverso il verbo.

  • Η πόλη είναι μεγάλη. — La città è grande.
  • Το παιδί είναι μικρό. — Il bambino è piccolo.
  • Οι φίλοι είναι καλοί. — Gli amici sono buoni.

Nell'uso predicativo l'aggettivo concorda con il soggetto e normalmente è al nominativo. Non prende un articolo proprio: si dice Η πόλη είναι μεγάλη, non Η πόλη είναι η μεγάλη quando si vuole semplicemente attribuire la qualità “grande”.

Posizione rispetto al nome

La costruzione più sicura e neutra per chi comincia è articolo + aggettivo + nome:

  • ο καλός άντρας
  • η μεγάλη πόλη
  • το μικρό παιδί

Con un nome definito, l'aggettivo può anche seguire il nome se si ripete l'articolo: ο άντρας ο καλός, η πόλη η μεγάλη. Questa seconda disposizione può mettere in rilievo la qualità o distinguere una persona o cosa da un'altra. Non corrisponde automaticamente alla normale posizione postnominale dell'italiano: copiare parola per parola “la città grande” può produrre una frase innaturale nel contesto sbagliato.

Dopo un nome indefinito si possono incontrare anche ordini come ένα σπίτι μεγάλο, soprattutto quando la qualità viene aggiunta con enfasi. A livello A1, ένα μεγάλο σπίτι è il modello più semplice e affidabile.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Ο Γιάννης είναι καλός φίλος. Giannis è un buon amico. Maschile singolare, nominativo.
Η Αθήνα είναι μεγάλη πόλη. Atene è una grande città. Femminile singolare, nominativo.
Το μωρό είναι μικρό. Il neonato è piccolo. Neutro singolare dopo είμαι.
Οι καλοί φίλοι βοηθούν πάντα. I buoni amici aiutano sempre. Maschile plurale, nominativo.
Αγόρασα μια ωραία τσάντα. Ho comprato una bella borsa. Femminile singolare, accusativo.
Βλέπουμε τον μεγάλο κήπο. Vediamo il grande giardino. Maschile singolare, accusativo.
Έχει δύο μικρά παιδιά. Ha due bambini piccoli. Neutro plurale, accusativo.
Μιλάω με τις νέες φοιτήτριες. Parlo con le nuove studentesse. Femminile plurale dopo με.
Το σπίτι έχει μια μπλε πόρτα. La casa ha una porta blu. Μπλε è invariabile.
Οι δρόμοι είναι στενοί. Le strade sono strette. Maschile plurale predicativo.
Θέλω έναν ζεστό καφέ. Voglio un caffè caldo. Maschile singolare, accusativo.
Είναι το σπίτι της καλής δασκάλας. È la casa della brava insegnante. Femminile singolare, genitivo.
Η Μαρία και η Ελένη είναι κουρασμένες. Maria ed Eleni sono stanche. Femminile plurale.
Τα ελληνικά νησιά είναι όμορφα. Le isole greche sono belle. Neutro plurale: νησιά è neutro.

Gli esempi mostrano un punto importante per chi parla italiano: il genere non sempre coincide fra le due lingue. Το νησί (“l'isola”) è neutro in greco, anche se “isola” è femminile in italiano. La concordanza va quindi fatta con il genere del nome greco, non con quello della traduzione.

Errori comuni

Usare sempre la forma maschile del dizionario

  • Sbagliato: η καλός φίλη
  • Corretto: η καλή φίλη
  • Perché: φίλη è femminile; anche l'aggettivo deve essere femminile. Quando si impara καλός, è utile ripetere subito καλός, καλή, καλό.

Basarsi sul genere della parola italiana

  • Sbagliato: η όμορφη νησί
  • Corretto: το όμορφο νησί
  • Perché: “isola” è femminile in italiano, ma νησί è neutro in greco. Articolo e aggettivo seguono il nome greco.

Dimenticare il caso dell'aggettivo

  • Sbagliato: Βλέπω τον καλός φίλο.
  • Corretto: Βλέπω τον καλό φίλο.
  • Perché: il gruppo è complemento oggetto e va all'accusativo: τον καλό φίλο. Non cambia soltanto il nome.

Confondere i plurali dei tre generi

  • Sbagliato: τα καλοί παιδιά
  • Corretto: τα καλά παιδιά
  • Perché: παιδιά è neutro plurale; l'aggettivo neutro plurale termina qui in . Καλοί è maschile plurale.

Mettere l'articolo davanti all'aggettivo predicativo

  • Sbagliato: Η πόλη είναι η μεγάλη.
  • Corretto: Η πόλη είναι μεγάλη.
  • Perché: dopo είμαι, quando si descrive semplicemente il soggetto, l'aggettivo non richiede l'articolo. Con l'articolo la frase assume un altro valore, per esempio “è quella grande” in un contrasto già noto.

Trasferire automaticamente l'ordine italiano

  • Poco naturale come modello neutro: η πόλη μεγάλη
  • Modello consigliato: η μεγάλη πόλη
  • Alternativa marcata: η πόλη η μεγάλη
  • Perché: con un nome definito, l'aggettivo postposto è spesso introdotto da un secondo articolo. L'ordine italiano nome + aggettivo non è una formula da copiare meccanicamente.

Note d'uso

In greco l'articolo rende spesso immediatamente visibile la concordanza. Durante l'ascolto, conviene percepire come un'unica unità η μεγάλη πόλη o τους καλούς φίλους, invece di decifrare ogni parola separatamente. Questa abitudine aiuta anche a produrre correttamente l'accusativo.

La posizione dell'aggettivo può cambiare il rilievo informativo. Το παλιό σπίτι presenta “la vecchia casa” in modo neutro; το σπίτι το παλιό può servire a precisare “la casa vecchia”, contrapposta a un'altra. In narrazione e nel parlato si trovano inoltre aggettivi dopo nomi indefiniti, ma chi è agli inizi non deve interpretarli come mancanza di concordanza: le desinenze continuano a coincidere.

Alcuni aggettivi presi da altre lingue, specialmente nomi di colore come μπλε (“blu”) e ροζ (“rosa”), sono invariabili: μπλε φούστα, μπλε παπούτσια. Sono eccezioni lessicali. La regola generale resta che gli aggettivi greci si declinano.

Oltre le basi

Questi dettagli non sono indispensabili per cominciare, ma completano il quadro e diventano utili nei testi più ricchi.

Famiglie meno immediate

Aggettivi come ακριβής, ακριβής, ακριβές (“preciso”) non seguono il modello -ος, -η, -ο. Al plurale si trovano ακριβείς per maschile e femminile e ακριβή per il neutro. Anche πολύς, πολλή, πολύ presenta alternanze da imparare separatamente: πολλοί άνθρωποι, πολλές φορές, πολλά βιβλία. Il metodo più solido è verificare le tre forme di citazione e poi osservare il paradigma della famiglia.

Aggettivi usati come nomi

Con l'articolo, un aggettivo può indicare una categoria di persone o un'idea senza ripetere il nome:

  • οι νέοι — i giovani;
  • οι πλούσιοι — i ricchi;
  • το καλό και το κακό — il bene e il male.

La desinenza continua a segnalare genere, numero e caso. Per esempio, Μιλάω με τους νέους significa “Parlo con i giovani”: τους νέους è accusativo plurale dopo με.

Participi con valore aggettivale

Forme come κουρασμένος, κουρασμένη, κουρασμένο (“stanco”) funzionano come aggettivi e concordano normalmente: Η Άννα είναι κουρασμένη, Τα παιδιά είναι κουρασμένα. Più avanti si incontreranno molte forme derivate dai verbi che seguono lo stesso principio.

Il vocativo

Quando ci si rivolge direttamente a qualcuno, anche l'aggettivo può assumere il vocativo: Αγαπητέ φίλε! (“Caro amico!”), Αγαπητή Μαρία! (“Cara Maria!”). Questo uso è frequente nei saluti scritti e nelle formule di apertura, ma può essere studiato dopo nominativo, accusativo e genitivo.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara terne, non parole isolate. Annota μεγάλος — μεγάλη — μεγάλο e crea subito tre gruppi: μεγάλος δρόμος, μεγάλη πόλη, μεγάλο σπίτι.
  2. Trasforma l'intero gruppo. Parti da ο καλός φίλος, poi passa a τον καλό φίλο, οι καλοί φίλοι, τους καλούς φίλους. Pronunciare anche l'articolo rende visibile il caso.
  3. Descrivi ciò che hai intorno. Scegli ogni giorno cinque nomi già noti e abbina un aggettivo realistico: ζεστός καφές, ωραία μουσική, μικρό δωμάτιο. Controlla prima il genere del nome greco, senza fidarti della traduzione italiana.

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  • Prerequisito: Il genere dei nomi — serve per sapere se scegliere la forma maschile, femminile o neutra.
  • Passo successivo: La comparazione degli aggettivi — mostra come esprimere “più grande” e altri confronti.
  • Approfondimento: Esprimere la quantità — amplia l'uso di parole come πολύς, πολλή, πολύ.
  • Approfondimento: Gli avverbi di modo — distingue le parole che descrivono un nome da quelle che precisano come avviene un'azione.

Prerequisito

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