A1

Le preposizioni di base in danese

Præpositioner

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

Le preposizioni danesi più frequenti sono i (dentro, in), (su, presso), til (a, verso), fra (da, provenienza), med (con), for (per), af (di, da) e om (di, su, tra). Le corrispondenze con l’italiano sono solo orientative: la scelta dipende spesso dal luogo, dal verbo o da un’espressione fissa, quindi conviene imparare interi gruppi di parole come i Danmark, på arbejde e tale om noget.

Panoramica

Una preposizione è una parola breve che collega un nome o un pronome al resto della frase e indica, per esempio, luogo, direzione, provenienza, compagnia o argomento. In Bogen er på bordet («Il libro è sul tavolo»), mette in relazione il libro e il tavolo. Queste parole compaiono fin dalle prime conversazioni: servono per dire dove si abita, dove si va, con chi si è e di che cosa si parla.

Al livello A1 è sufficiente riconoscere il valore centrale delle otto preposizioni e memorizzare alcune combinazioni comuni. Il punto più delicato per chi parla italiano è che una stessa preposizione italiana può avere più equivalenti danesi. Per esempio, a può diventare i, oppure til: «a Copenaghen» è i København quando indica posizione, mentre «a Copenaghen» è til København quando indica destinazione.

Le preposizioni danesi non si fondono con l’articolo come avviene in italiano con nel, sul o dal. Si dice i huset («nella casa»), dove huset è la forma definita di hus («casa»), e på bordet («sul tavolo»). La preposizione rimane invariata.

Come funzionano

La mappa essenziale

Preposizione Valore di base Combinazioni frequenti
i in, dentro i Danmark, i byen, i en taske
su, sopra; presso/in alcuni luoghi e attività på bordet, på arbejde, på en ø
til a, verso, fino a; destinazione o destinatario til Aarhus, til lægen, en gave til Maja
fra da; punto di partenza o provenienza fra Sverige, fra mandag, fra mig
med con; compagnia, mezzo o strumento med vennerne, med tog, med en kniv
for per; a favore di, destinato allo scopo di for dig, godt for børn, tak for hjælpen
af di, da; materiale, autore/agente, causa lavet af træ, skrevet af H.C. Andersen
om di, riguardo a; tra un certo tempo; ricorrenza tale om filmen, om en time, om sommeren

Questa tabella è una guida iniziale, non un sistema di sostituzione parola per parola. In particolare, i e dipendono molto dall’uso stabilito per ciascun luogo.

I: dentro uno spazio e in molti luoghi geografici

I presenta normalmente qualcosa come interno a uno spazio o a un’area. Si usa con contenitori e ambienti: i tasken («nella borsa»), i køkkenet («in cucina»), i bilen («in macchina»). Si usa anche per città, paesi e regioni: i København, i Danmark, i Europa.

Con la posizione, i risponde spesso a hvor? («dove?»): Hun bor i Odense. Con un movimento che termina dentro qualcosa, il danese può comunque usare i, soprattutto con alcuni verbi: Han lægger bogen i tasken («Mette il libro nella borsa»). Per rendere esplicito il movimento verso l’interno si incontra anche ind i: Hun går ind i huset («Entra in casa»).

: superficie, isole e luoghi intesi come attività

Il significato più concreto di è «su una superficie»: Koppen står på bordet («La tazza è sul tavolo»). Si usa inoltre con molte isole: på Sjælland, på Bornholm. Non è però una regola puramente fisica.

Numerosi luoghi pubblici, istituzioni e attività richiedono : på arbejde («al lavoro»), på universitetet («all’università»), på restaurant («al ristorante»), på hospitalet («in ospedale»). Qui il danese presenta il luogo anche attraverso la sua funzione. Perciò l’abitudine italiana di scegliere automaticamente in per gli edifici non basta.

Til: meta, direzione e destinatario

Til indica soprattutto il punto verso cui ci si muove: Vi rejser til Stockholm («Andiamo a Stoccolma»), Jeg går til lægen («Vado dal medico»). La distinzione di base è utile:

  • posizione: Jeg er i København — «Sono a Copenaghen»;
  • destinazione: Jeg tager til København — «Vado a Copenaghen».

Til introduce anche chi riceve qualcosa: Et brev til Sara («Una lettera per Sara»). In italiano sia il beneficiario sia il destinatario possono essere introdotti da per; in danese, il destinatario concreto è spesso espresso con til, mentre for mette più facilmente in primo piano il vantaggio o l’interesse di qualcuno.

Fra: origine e punto iniziale

Fra indica il luogo, la persona o il momento da cui qualcosa parte: Hun kommer fra Sverige («Viene dalla Svezia»), Bussen kører fra stationen («L’autobus parte dalla stazione»), fra mandag til fredag («da lunedì a venerdì»).

Davanti ai pronomi si usa la forma che corrisponde all’italiano me, te, lui/lei, noi: fra mig, fra dig, fra ham, fra hende, fra os. Una lettera «da parte mia» è et brev fra mig.

Med: compagnia, mezzo e strumento

Med corrisponde spesso bene all’italiano con: Jeg bor med min kæreste («Vivo con il mio compagno / la mia compagna»). Può indicare anche il mezzo di trasporto, med tog («in treno»), o lo strumento, skære med en kniv («tagliare con un coltello»).

Anche qui, però, non bisogna copiare sempre l’italiano: si dice på cykel («in bicicletta») e spesso til fods («a piedi»). Le espressioni di trasporto vanno apprese come unità.

For: vantaggio, scopo e relazione

For può indicare la persona nel cui interesse si compie un’azione: Jeg gør det for dig («Lo faccio per te»). Compare in molte combinazioni comuni, per esempio godt for helbredet («buono per la salute»), vigtigt for mig («importante per me») e tak for hjælpen («grazie per l’aiuto»).

Il suo uso dipende spesso dalla parola che lo precede. È quindi più produttivo memorizzare tak for, bange for («avere paura di») e interesseret i («interessato a») che cercare una traduzione isolata di ogni preposizione.

Af: materiale, agente, causa e appartenenza

Af si usa per il materiale di cui è fatto qualcosa: Bordet er lavet af træ («Il tavolo è fatto di legno»). Può introdurre l’agente in una frase passiva, cioè chi compie l’azione: Bogen er skrevet af Karen Blixen («Il libro è scritto da Karen Blixen»).

Ricorre anche per alcune cause, specialmente con reazioni o conseguenze: træt af arbejdet («stanco del lavoro»), dø af sult («morire di fame»). In en ven af mig significa «un mio amico», letteralmente «un amico di me». Non va confuso con fra, che esprime di norma provenienza o partenza.

Om: argomento, tempo futuro e ricorrenza

Om introduce ciò di cui si parla, si scrive o si pensa: Vi taler om filmen («Parliamo del film»). In espressioni temporali può significare «tra»: Toget kommer om ti minutter («Il treno arriva tra dieci minuti»). Indica inoltre una ricorrenza stagionale o abituale: om sommeren («d’estate»), om morgenen («al mattino»).

Il contrasto temporale con l’italiano merita attenzione: om en uge è «tra una settimana», mentre «una settimana fa» è for en uge siden. Qui for fa parte della costruzione completa for … siden.

Preposizione più pronome

Dopo una preposizione si usano forme come mig («me»), dig («te»), ham («lui»), hende («lei»), os («noi»), jer («voi») e dem («loro»):

  • med mig — con me;
  • til hende — a lei;
  • for os — per noi;
  • om dem — di loro.

Queste forme sono pronomi complemento, cioè parole che non indicano chi compie l’azione, ma una persona collegata al verbo o alla preposizione. Evita quindi forme soggetto come jeg dopo una preposizione.

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg bor i Danmark. Vivo in Danimarca. i con un paese
Nøglerne ligger i tasken. Le chiavi sono nella borsa. interno di un contenitore
Bogen er på bordet. Il libro è sul tavolo. superficie
Min søster er på arbejde. Mia sorella è al lavoro. espressione fissa di luogo/attività
Vi rejser til Stockholm i morgen. Domani andiamo a Stoccolma. destinazione
Denne pakke er til dig. Questo pacco è per te. destinatario
Hun kommer fra Sverige. Lei viene dalla Svezia. provenienza
Butikken er åben fra ni til fem. Il negozio è aperto dalle nove alle cinque. punto iniziale e finale
Jeg drikker kaffe med mælk. Bevo il caffè con il latte. accompagnamento
De tager med tog til Aarhus. Vanno in treno ad Aarhus. mezzo di trasporto
Jeg gør det for min familie. Lo faccio per la mia famiglia. interesse o vantaggio
Stolen er lavet af træ. La sedia è fatta di legno. materiale
Romanen er skrevet af en dansk forfatter. Il romanzo è scritto da un autore danese. agente della forma passiva
Vi taler om vores ferie. Parliamo delle nostre vacanze. argomento
Mødet begynder om en time. La riunione comincia tra un’ora. intervallo nel futuro

Errori comuni

Usare i per ogni luogo chiuso

  • Errato: Jeg er i arbejde.
  • Corretto: Jeg er på arbejde.
  • Perché: «Essere al lavoro» è l’espressione fissa være på arbejde. La scelta non dipende soltanto dal fatto che il lavoro si svolga dentro un edificio.

Confondere posizione e destinazione

  • Errato: Vi rejser i Stockholm i morgen.
  • Corretto: Vi rejser til Stockholm i morgen.
  • Perché: til indica la meta del viaggio. Per la posizione si usa invece i: Vi er i Stockholm.

Tradurre sempre l’italiano da con fra

  • Errato: Bogen er skrevet fra Karen Blixen.
  • Corretto: Bogen er skrevet af Karen Blixen.
  • Perché: fra indica provenienza o partenza; nella forma passiva, chi compie l’azione è introdotto da af.

Tradurre sempre l’italiano per con for

  • Errato: Jeg har en gave for Maja.
  • Corretto: Jeg har en gave til Maja.
  • Perché: Maja è la destinataria del regalo, quindi si usa til. For è naturale quando conta l’interesse o il vantaggio: Jeg købte den for Maja può significare «L’ho comprata per conto di Maja» o «a beneficio di Maja», secondo il contesto.

Usare il pronome soggetto dopo una preposizione

  • Errato: Kommer du med jeg?
  • Corretto: Kommer du med mig?
  • Perché: Dopo med serve mig, la forma complemento di jeg. Lo stesso vale in til ham, fra hende e for dem.

Aggiungere una preposizione italiana alla struttura danese

  • Errato: Jeg bor i i Danmark.
  • Corretto: Jeg bor i Danmark.
  • Perché: Il danese usa una sola preposizione e non crea forme articolate come nel o dalla. La definitezza, quando necessaria, è normalmente espressa dal nome: i huset.

Note d’uso

La scelta tra i e è in parte lessicale: significa che appartiene all’uso convenzionale di una determinata parola. Due luoghi simili non garantiscono quindi la stessa preposizione. È normale dover controllare o memorizzare espressioni come i skole («a scuola»), på arbejde e på universitetet.

In molti casi, aggiungere o togliere l’articolo cambia il modo in cui si presenta il luogo. Una forma senza articolo può sottolineare l’attività abituale: på arbejde significa «al lavoro». Una forma definita può indicare un luogo specifico: på arbejdet può riferirsi «al posto di lavoro». Non serve padroneggiare subito tutte queste sfumature, ma è utile notare l’intera combinazione quando la si incontra.

Le preposizioni sono spesso determinate anche da verbi e aggettivi. Il danese dice vente på bussen («aspettare l’autobus»), lytte til musik («ascoltare musica»), tænke på dig («pensare a te») e interesseret i kunst («interessato all’arte»). L’italiano può non avere una preposizione o usarne un’altra: per questo il metodo più sicuro è registrare insieme la parola e la preposizione richiesta.

Oltre le basi: usi avanzati

Non occorre dominare subito gli usi seguenti, ma li incontrerai presto in testi e conversazioni.

I e possono alternarsi con differenze di prospettiva. I skolen può richiamare l’interno o la scuola come ambiente concreto, mentre på skolen può presentarla come istituzione o luogo di attività. L’uso reale dipende anche dalla combinazione e dal contesto; una semplice regola «dentro = i, sopra = på» non descrive tutti i casi.

Per rendere più precisa la direzione, il danese combina avverbi di movimento e preposizioni: ind i huset («dentro la casa»), ud af huset («fuori dalla casa»), op på taget («su, sul tetto») e ned fra bjerget («giù dalla montagna»). Le parole ind, ud, op, ned indicano la direzione, mentre la preposizione introduce il punto di arrivo o di partenza.

Alcune preposizioni assumono valori idiomatici e grammaticali lontani dal significato spaziale:

  • for to dage siden — due giorni fa;
  • en af mine venner — uno dei miei amici;
  • på grund af regnen — a causa della pioggia;
  • omkring klokken otte — verso le otto;
  • fra tid til anden — di tanto in tanto.

Infine, la pronuncia nel parlato può rendere queste parole molto brevi e poco marcate. Nonostante ciò, ometterle o sostituirle cambia il significato. Nella produzione scritta e orale conviene quindi puntare sulla combinazione completa, non sulla preposizione isolata.

Consigli per esercitarsi

  1. Crea coppie posizione–movimento. Scrivi frasi come Jeg er i Aarhus / Jeg rejser til Aarhus e Bogen er i tasken / Jeg lægger bogen i tasken. Il contrasto rende visibile la funzione della preposizione.
  2. Impara blocchi di parole. Annota på arbejde, med tog, tak for hjælpen e tale om noget come se fossero singole unità. Aggiungi sempre una frase personale, non soltanto la traduzione.
  3. Fai una caccia alle preposizioni. In un breve testo danese, cerchia i, på, til, fra, med, for, af e om. Per ciascuna occorrenza indica se esprime luogo, direzione, origine, compagnia, destinatario, materiale, causa, argomento o tempo.

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