B2

Il congiuntivo imperfetto in catalano

Subjuntiu Imperfet

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di catalano su Settemila Lingue.

In breve

Il subjuntiu imperfet catalano presenta forme come cantés, pogués, fos e vinguessis. Si usa soprattutto nelle subordinate legate a un verbo al passato (Volia que vinguessis) e nelle ipotesi poco reali con si + congiuntivo imperfetto + condizionale: Si pogués, viatjaria més.

Panoramica

Il congiuntivo è un modo verbale (un insieme di forme che presenta un fatto non come semplice constatazione, ma attraverso desiderio, dubbio, valutazione, possibilità o ipotesi). Il congiuntivo imperfetto catalano, chiamato subjuntiu imperfet, svolge molti compiti simili a quelli del congiuntivo imperfetto italiano. Per chi parla italiano, quindi, l'idea di base è familiare: Volia que vinguessis corrisponde molto da vicino a «Volevo che venissi».

Questo tempo viene affrontato in genere al livello B2, dopo il congiuntivo presente. Serve per raccontare desideri, richieste, emozioni o dubbi collocati in una cornice passata; permette inoltre di costruire ipotesi sul presente e sul futuro considerate improbabili, immaginarie o contrarie alla realtà.

La somiglianza con l'italiano è un aiuto, ma può anche favorire automatismi sbagliati. Non basta tradurre una forma italiana: bisogna osservare sia il verbo della proposizione principale sia il rapporto temporale fra le due azioni. Inoltre, dopo si ipotetico il catalano richiede il congiuntivo imperfetto, non il condizionale.

Come funziona

Le desinenze regolari

Nella coniugazione più comune, le sei persone hanno una struttura molto riconoscibile. La prima e la terza persona singolare coincidono; il soggetto si ricava dal contesto oppure viene espresso.

Persona cantar (cantare) perdre (perdere) servir (servire)
jo cantés perdés servís
tu cantessis perdessis servissis
ell, ella, vostè cantés perdés servís
nosaltres cantéssim perdéssim servíssim
vosaltres cantéssiu perdéssiu servíssiu
ells, elles, vostès cantessin perdessin servissin

Conviene imparare il ritmo delle terminazioni come una serie: -és/-ís, -essis/-issis, -és/-ís, -éssim/-íssim, -éssiu/-íssiu, -essin/-issin. Nei verbi in -ar ed -er/-re si trova normalmente la vocale e; molti verbi in -ir hanno i. Gli accenti di cantéssim, cantéssiu, servíssim e servíssiu sono parte della grafia e non vanno omessi.

Verbi frequenti con tema irregolare

Molti verbi comuni conservano lo stesso tema irregolare già visibile in altre forme verbali. È più efficace impararli in una frase che come elenco isolato.

Infinito 1ª/3ª singolare Esempio breve
ser fos si fos possible
estar estigués volia que estigués bé
anar anés calia que hi anés
fer fes volia que ho fes
poder pogués si pogués triar
voler volgués encara que no volgués
venir vingués esperava que vingués
tenir tingués com si tingués pressa
saber sabés no creia que ho sabés
dir digués li vaig demanar que ho digués
veure veiés perquè ho veiés
haver hagués potser calia que hi hagués més llum

Le altre persone seguono le terminazioni normali: fos, fossis, fos, fóssim, fóssiu, fossin; pogués, poguessis, pogués, poguéssim, poguéssiu, poguessin; fes, fessis, fes, féssim, féssiu, fessin.

Subordinate dipendenti da un passato

Una proposizione subordinata è una parte della frase che dipende da un'altra proposizione. Se la principale contiene al passato un verbo o un'espressione che richiede il congiuntivo — volontà, richiesta, dubbio, emozione, necessità, valutazione — la subordinata introdotta da que usa spesso il congiuntivo imperfetto.

Principale al presente Principale al passato
Vull que vinguis. — Voglio che tu venga. Volia que vinguessis. — Volevo che tu venissi.
Dubto que ho sàpiga. — Dubito che lo sappia. Dubtava que ho sabés. — Dubitavo che lo sapesse.
Cal que ho fem. — Bisogna che lo facciamo. Calia que ho féssim. — Bisognava che lo facessimo.

L'imperfetto non segnala necessariamente che l'azione subordinata sia già conclusa. In Li vaig demanar que vingués l'endemà, la richiesta è passata, ma l'arrivo è successivo alla richiesta. Il tempo stabilisce anzitutto la prospettiva passata della frase.

Se invece l'azione subordinata è anteriore a quella della principale, si usa spesso il trapassato del congiuntivo, formato da hagués/haguessis... più il participio passato (la forma come fet, vist, arribat): Dubtava que haguessin arribat a temps («Dubitavo che fossero arrivati in tempo»).

Il periodo ipotetico

Per un'ipotesi poco probabile o contraria alla situazione presente, lo schema fondamentale è:

si + congiuntivo imperfetto, condizionale presente

Si pogués, viuria a la costa. — Se potessi, vivrei sulla costa.

L'ordine delle due proposizioni può cambiare senza modificare i tempi: Viuria a la costa si pogués. Quando invece la condizione è presentata come reale o concretamente possibile, si usa normalmente l'indicativo: Si puc, vindré («Se posso, verrò»).

Tipo di condizione Schema Esempio
reale o possibile si + indicativo presente, futuro/presente/imperativo Si tinc temps, et trucaré.
improbabile o immaginaria nel presente si + congiuntivo imperfetto, condizionale presente Si tingués temps, et trucaria.
irreale nel passato si + trapassato del congiuntivo, condizionale passato Si hagués tingut temps, t'hauria trucat.

Esempi nel contesto

Catalano Italiano Nota
Si pogués, viuria a la costa. Se potessi, vivrei sulla costa. Ipotesi immaginaria nel presente.
Volia que vinguessis. Volevo che tu venissi. Volontà espressa nel passato.
Si fos ric, viatjaria més. Se fossi ricco, viaggerei di più. Fos è l'imperfetto di ser.
No creia que ho sabés. Non credevo che lo sapesse. Opinione negata in una cornice passata.
La professora ens va demanar que parléssim més a poc a poc. L'insegnante ci ha chiesto di parlare più lentamente. Richiesta rivolta a più persone.
Em feia por que el tren arribés tard. Temevo che il treno arrivasse tardi. Emozione riferita a un evento possibile.
Van tancar la finestra perquè no entrés fred. Hanno chiuso la finestra perché non entrasse il freddo. Scopo nel passato.
Parlava com si ho sabés tot. Parlava come se sapesse tutto. Situazione soltanto apparente.
Encara que plogués, sortíem a caminar. Anche se pioveva, uscivamo a camminare. Circostanza concessiva nella prospettiva passata.
Buscàvem algú que conegués bé el barri. Cercavamo qualcuno che conoscesse bene il quartiere. Persona non ancora identificata.
Li vaig explicar el problema perquè m'ajudés. Gli ho spiegato il problema perché mi aiutasse. Finalità con soggetti diversi.
Preferia que no en parléssiu davant dels nens. Preferivo che non ne parlaste davanti ai bambini. Preferenza negativa; seconda persona plurale.
Tant de bo tinguéssim una setmana més! Magari avessimo un'altra settimana! Desiderio difficile da realizzare.
Dubtava que haguessin rebut el missatge. Dubitavo che avessero ricevuto il messaggio. Azione anteriore: trapassato del congiuntivo.

Errori comuni

Usare il condizionale dopo si

  • Errato: Si podria, viatjaria més.
  • Corretto: Si pogués, viatjaria més.
  • Perché: nell'ipotesi irreale o poco probabile, la proposizione con si vuole il congiuntivo imperfetto; il condizionale compare nella conseguenza. La regola coincide con l'italiano «se potessi, viaggerei».

Mantenere il congiuntivo presente dopo una principale passata

  • Errato: Volia que vinguis aviat.
  • Corretto: Volia que vinguessis aviat.
  • Perché: la volontà è collocata nel passato e l'arrivo è visto da quella prospettiva. Nel discorso sorvegliato si applica la concordanza dei tempi.

Usare il congiuntivo anche per un fatto affermato come certo

  • Errato: Sabia que ell fos a casa.
  • Corretto: Sabia que ell era a casa.
  • Perché: saber affermativo presenta l'informazione come certa, quindi richiede normalmente l'indicativo. Il passato nella principale, da solo, non basta a provocare il congiuntivo.

Confondere contemporaneità e anteriorità

  • Inadeguato: Dubtava que arribessin abans de les vuit se alle otto erano già arrivati e si sta esprimendo un dubbio successivo sull'arrivo.
  • Corretto: Dubtava que haguessin arribat abans de les vuit.
  • Perché: arribessin colloca l'arrivo come contemporaneo o successivo rispetto al dubbio; haguessin arribat segnala chiaramente che l'arrivo viene prima.

Dimenticare accenti e consonanti delle desinenze

  • Errato: volia que nosaltres cantessim.
  • Corretto: volia que nosaltres cantéssim.
  • Perché: la prima persona plurale porta l'accento grafico. Anche la doppia s appartiene alla desinenza: cantessis, cantéssim, cantessin.

Note d'uso

Il catalano, come l'italiano, omette spesso il pronome soggetto perché la desinenza verbale identifica la persona. Tuttavia, poiché cantés può significare sia «che io cantassi» sia «che lui/lei cantasse», un pronome o un nome può essere utile per evitare ambiguità: Volia que ella cantés primer.

Dopo espressioni di scopo come perquè («affinché, perché») o a fi que («affinché»), il congiuntivo imperfetto compare quando l'azione principale è passata: Va repetir la pregunta perquè tothom l'entengués. Se perquè introduce invece una causa reale, si usa l'indicativo: Va marxar perquè estava cansat («Se n'è andato perché era stanco»). Il significato, non la sola congiunzione, determina il modo.

Nella varietà centrale e nello standard generale sono molto diffuse le forme in -és/-ís illustrate qui. In valenciano sono comuni anche forme in -ara, -era, -ira, per esempio cantara, perdera, sentira. Non sono condizionali: svolgono la funzione del congiuntivo imperfetto. È utile riconoscerle nell'ascolto e nella lettura, mentre nella produzione conviene mantenere coerente la varietà scelta.

Oltre le basi: usi avanzati

Com si, desideri e realtà solo immaginate

Dopo com si («come se») si usa normalmente il congiuntivo imperfetto per una situazione contemporanea o non reale: Em parla com si jo fos un nen («Mi parla come se fossi un bambino»). Se il confronto riguarda un fatto anteriore, compare il trapassato: Feia com si no m'hagués vist («Faceva come se non mi avesse visto»).

Con tant de bo («magari») l'imperfetto può presentare un desiderio sentito come difficile, remoto o contrario alla realtà: Tant de bo fos tan fàcil! («Magari fosse così facile!»). Il congiuntivo presente tende invece a lasciare più aperta la realizzazione: Tant de bo arribi aviat! («Speriamo che arrivi presto!»). Nella lingua viva il confine dipende anche da come chi parla valuta la situazione.

Il rapporto temporale conta più del semplice “passato”

La regola «principale al passato, congiuntivo imperfetto nella subordinata» è un ottimo punto di partenza, ma non è meccanica. Occorre chiedersi quando avviene l'azione subordinata rispetto al punto di vista della principale:

  • contemporanea o successiva: Esperava que em truquessis — speravo che mi telefonassi;
  • anteriore: Esperava que m'haguessis trucat abans — speravo che mi avessi telefonato prima;
  • fatto certo, non filtrato da dubbio o volontà: Sabia que em trucaries — sapevo che mi avresti telefonato.

Questa distinzione prepara allo studio della concordanza dei tempi verbali, dove si considerano in modo sistematico presente, passato, futuro e condizionale.

Subordinate relative con referente non identificato

Il congiuntivo può apparire anche in una proposizione relativa (una parte della frase che descrive un nome) quando la persona o la cosa cercata non è identificata o la sua esistenza non è certa: Buscàvem un pis que tingués balcó. Non si afferma che quell'appartamento esistesse già. Con un referente preciso e noto si usa invece l'indicativo: Vam visitar un pis que tenia balcó («Abbiamo visitato un appartamento che aveva il balcone»).

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma coppie al presente e al passato. Parti da Vull que ho facis e trasformala in Volia que ho fessis. Ripeti con dubtar, esperar, demanar, preferir e caldre: in questo modo alleni insieme forma e concordanza.
  2. Costruisci periodi ipotetici personali. Completa ogni giorno tre inizi come Si tingués més temps..., Si pogués canviar una cosa... e Si fos a Barcelona.... Controlla che dopo si ci sia il congiuntivo e nella conseguenza il condizionale.
  3. Segna il rapporto temporale. Quando incontri un congiuntivo in un testo, annota «prima», «nello stesso momento» oppure «dopo» rispetto alla principale. Questo aiuta a scegliere fra vingués e hagués vingut senza affidarsi alla traduzione parola per parola.

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