C1

La concordanza dei tempi in catalano

Concordança de Temps Verbals

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di catalano su Settemila Lingue.

In breve

In catalano il tempo della proposizione principale orienta quello della subordinata: con una principale al presente si usa di norma il congiuntivo presente (Vull que ho facis), mentre con una principale al passato si passa all’imperfetto congiuntivo (Volia que ho fessis). Se l’azione subordinata è già conclusa, si sceglie un tempo composto: Espero que hagi anat bé oppure Esperava que hagués anat bé.

Panoramica

La concordanza dei tempi (concordança de temps verbals) è il rapporto tra il tempo del verbo principale e quello di una proposizione subordinata (una frase che dipende da un’altra). Non consiste nel mettere automaticamente i due verbi nello stesso tempo: bisogna esprimere sia il punto di vista temporale della principale sia il rapporto tra i due eventi. L’azione subordinata può essere contemporanea, successiva oppure anteriore rispetto a quella principale.

Questo argomento si affronta in modo sistematico al livello C1 perché riunisce conoscenze già acquisite separatamente: congiuntivo presente, imperfetto congiuntivo, tempi composti, condizionale e discorso indiretto. È essenziale nei racconti, nelle richieste riferite, nelle ipotesi e nella prosa formale. Una buona concordanza permette di distinguere con precisione, per esempio, tra ciò che si desidera ora, ciò che si desiderava allora e ciò che si spera fosse già avvenuto.

Per chi parla italiano il principio generale è familiare: Vull que vinguis / Volia que vinguessis corrisponde da vicino a “Voglio che tu venga / Volevo che tu venissi”. La somiglianza aiuta, ma può anche indurre a tradurre parola per parola. Conviene invece individuare prima il punto temporale da cui la frase viene presentata e solo dopo scegliere la forma catalana.

Come funziona

I tre rapporti temporali

Prima di coniugare il verbo subordinato, occorre porsi due domande:

  1. La principale colloca il punto di vista nel presente/futuro o nel passato?
  2. L’evento subordinato avviene nello stesso momento, dopo oppure prima?
Rapporto Significato Esempio catalano Interpretazione
contemporaneità i due eventi valgono nello stesso periodo Dubto que sigui cert. Il dubbio e la possibile verità riguardano il presente.
posteriorità l’evento subordinato è atteso dopo Vull que vinguis demà. La volontà è presente; l’arrivo è futuro.
anteriorità l’evento subordinato è già avvenuto Espero que hagis rebut el missatge. La speranza è presente; la ricezione precede il momento attuale.

Nel congiuntivo catalano la stessa forma semplice può esprimere contemporaneità o posteriorità. In Volia que vinguessis l’endemà, vinguessis è morfologicamente un imperfetto congiuntivo, ma l’arrivo è successivo alla volontà passata. Il nome del tempo verbale non coincide quindi sempre con il tempo reale dell’evento.

Principale al presente o orientata verso il presente

Con verbi che richiedono il congiuntivo (il modo usato per desideri, dubbi, valutazioni e fatti non presentati come certi), una principale al presente seleziona normalmente:

  • congiuntivo presente per contemporaneità o posteriorità;
  • congiuntivo passato per anteriorità, formato da haver al congiuntivo presente più il participio.
Relazione Schema Esempio
contemporanea presente + congiuntivo presente Dubto que tingui temps.
successiva presente + congiuntivo presente Vull que vinguis demà.
anteriore presente + congiuntivo passato Espero que hagi anat bé.

Il futuro della principale non impone un “futuro congiuntivo”, che nel catalano moderno non fa parte dell’uso corrente. Si impiega il congiuntivo presente: Et demanaré que m’ajudis (“Ti chiederò di aiutarmi”). Anche l’imperativo, poiché guarda al presente o al futuro, si combina normalmente con il congiuntivo presente: Digues-li que entri (“Digli/Le di entrare”).

Principale al passato

Quando il punto di vista della principale è nel passato — imperfetto, passato perifrastico o piuccheperfetto — la subordinata al congiuntivo usa di norma:

  • imperfetto congiuntivo per contemporaneità o posteriorità;
  • trapassato congiuntivo per anteriorità, formato da haver all’imperfetto congiuntivo più il participio.
Relazione Schema Esempio
contemporanea passato + imperfetto congiuntivo Dubtava que fos cert.
successiva passato + imperfetto congiuntivo Li vaig demanar que vingués l’endemà.
anteriore passato + trapassato congiuntivo Esperava que hagués anat bé.

Il contrasto centrale si vede bene nelle coppie:

  • Vull que ho facisVolia que ho fessis.
  • Dubto que vinguiDubtava que vingués.
  • Em preocupa que no hagin arribatEm preocupava que no haguessin arribat.

Il passato perifrastico della principale (vaig demanar, va dir, van voler) conta come passato anche se contiene una forma di anar simile al presente: Li vaig demanar que m’ajudés, non que m’ajudi, quando la richiesta è vista interamente dal passato.

Condizionale e desideri attenuati

Il condizionale colloca la situazione in un quadro ipotetico o la rende più cortese. Nella subordinata introdotta da que si abbina normalmente all’imperfetto congiuntivo:

  • M’agradaria que vinguessis. — Mi piacerebbe che venissi.
  • Voldríem que ens enviéssiu el pressupost. — Vorremmo che ci inviaste il preventivo.
  • Seria millor que ho parléssim demà. — Sarebbe meglio parlarne domani.

Se il desiderio o la valutazione riguarda un fatto anteriore ormai concluso, compaiono il condizionale passato e il trapassato congiuntivo: M’hauria agradat que haguessis vingut (“Mi sarebbe piaciuto che fossi venuto/a”).

Il futuro nelle subordinate temporali

Dopo connettivi temporali come quan (“quando”) e fins que (“finché”), un evento futuro non si esprime normalmente con il futuro indicativo, ma con il congiuntivo presente:

  • Quan arribis, truca’m. — Quando arrivi, chiamami.
  • No marxarem fins que acabi la reunió. — Non ce ne andremo finché non finirà la riunione.
  • Quan hagis acabat, envia’m el document. — Quando avrai finito, mandami il documento.

Il congiuntivo passato (hagis acabat) presenta l’azione come completata prima di quella della principale. Questo schema è molto vicino all’italiano, ma va comunque automatizzato in catalano: quan arribaràs non è la scelta neutra quando si indica la condizione temporale per un evento futuro.

Concordanza all’indicativo e discorso indiretto

La concordanza non riguarda soltanto il congiuntivo. Nel discorso indiretto (quando si riferiscono parole o pensieri senza citarli alla lettera), una principale al passato può spostare all’indietro i tempi dell’indicativo.

Parole o prospettiva originaria Dopo un verbo al passato Cambiamento
Treballo a casa. Va dir que treballava a casa. presente → imperfetto
Ja he acabat. Va dir que ja havia acabat. passato prossimo → piuccheperfetto
Vindré demà. Va dir que vindria l’endemà. futuro → condizionale

Spesso cambiano anche gli elementi che indicano tempo e luogo: avui può diventare aquell dia, demà può diventare l’endemà, aquí può diventare allà. Non si tratta però di una trasformazione cieca: se un’informazione è ancora valida nel momento in cui si parla, il presente può essere mantenuto. La Marta em va dir que viu a Girona presenta il fatto di abitare a Girona come tuttora valido; ...que vivia a Girona lo colloca nella cornice passata senza confermarne la validità attuale.

Esempi nel contesto

Catalano Italiano Nota
Vull que ho facis abans de dinar. Voglio che tu lo faccia prima di pranzo. Principale presente, azione successiva.
Volia que ho fessis abans de dinar. Volevo che tu lo facessi prima di pranzo. Il punto di vista passa al passato.
Dubto que vingui a la reunió. Dubito che venga alla riunione. Dubbio attuale con congiuntivo presente.
Dubtava que vingués a la reunió. Dubitavo che venisse alla riunione. Dubbio passato con imperfetto congiuntivo.
Espero que hagi anat bé l’examen. Spero che l’esame sia andato bene. L’esame è anteriore alla speranza presente.
Esperava que l’examen hagués anat bé. Speravo che l’esame fosse andato bene. Anteriorità rispetto a un punto nel passato.
Li vaig demanar que m’ajudés. Gli/Le ho chiesto di aiutarmi. Una richiesta passata regge l’imperfetto congiuntivo.
Et demanaré que m’ajudis amb l’informe. Ti chiederò di aiutarmi con la relazione. Futuro nella principale, congiuntivo presente nella subordinata.
M’agradaria que parléssim amb calma. Mi piacerebbe che parlassimo con calma. Condizionale di cortesia più imperfetto congiuntivo.
M’hauria agradat que haguessis vingut. Mi sarebbe piaciuto che fossi venuto/a. Desiderio irreale riferito a un fatto concluso.
Quan arribis a casa, avisa’m. Quando arrivi a casa, avvisami. Evento futuro dopo quan.
Quan hagis llegit el contracte, en parlarem. Quando avrai letto il contratto, ne parleremo. La lettura dovrà essere completata prima.
Va explicar que ja havia enviat la sol·licitud. Ha spiegato che aveva già inviato la domanda. Nel discorso indiretto, l’invio precede la spiegazione.
Ens va prometre que tornaria l’endemà. Ci ha promesso che sarebbe tornato/a il giorno dopo. Futuro visto da un momento passato.

Errori comuni

Mantenere il congiuntivo presente dopo una principale passata

  • Errato: Li vaig demanar que m’ajudi.
  • Corretto: Li vaig demanar que m’ajudés.
  • Perché: la richiesta è collocata nel passato; l’azione richiesta, anche se successiva alla richiesta, si esprime normalmente con l’imperfetto congiuntivo.

Usare un tempo semplice per un fatto già concluso

  • Errato: Espero que arribi bé, se la persona è già giunta a destinazione.
  • Corretto: Espero que hagi arribat bé.
  • Perché: il congiuntivo passato segnala che l’arrivo precede la speranza espressa ora. La forma semplice sarebbe adatta a un arrivo ancora futuro.

Mettere il futuro dopo quan

  • Errato: Quan arribaràs, truca’m.
  • Corretto: Quan arribis, truca’m.
  • Perché: quando quan introduce un evento futuro non ancora realizzato, il catalano standard usa il congiuntivo presente. Il futuro è invece possibile in una domanda diretta: Quan arribaràs? (“Quando arriverai?”).

Dimenticare l’anteriorità nel passato

  • Errato: Em sorprenia que no venia abans, se si intende “che non fosse venuto prima”.
  • Corretto: Em sorprenia que no hagués vingut abans.
  • Perché: sorprendre que richiede qui il congiuntivo e l’evento mancato è anteriore alla sorpresa passata.

Applicare il passaggio al passato anche quando cambia il significato

  • Poco adatto: Em va dir que vivia a Barcelona, se si vuole sottolineare che ci vive ancora.
  • Più preciso: Em va dir que viu a Barcelona.
  • Perché: nel discorso indiretto il presente può rimanere se il parlante considera l’informazione ancora vera. L’imperfetto non è scorretto in assoluto, ma lascia il fatto nella cornice passata.

Note d’uso

La concordanza è forte, ma non puramente meccanica. Conta la prospettiva scelta dal parlante. In una narrazione interamente passata, l’imperfetto o il trapassato congiuntivo sono le opzioni naturali; se la frase si riaggancia esplicitamente al presente, può comparire un tempo presente. Questa scelta deve avere un motivo semantico chiaro, non essere il risultato di una dimenticanza.

Nella conversazione spontanea si possono sentire oscillazioni, soprattutto quando il risultato richiesto è ancora rilevante. Nello scritto sorvegliato è preferibile mantenere una linea temporale coerente. In lettere formali e richieste cortesi sono molto comuni voldria que, agrairia que e caldria que con l’imperfetto congiuntivo: Agrairia que em confirméssiu la reserva.

L’imperfetto congiuntivo in -és (cantés, cantessis) è il modello generale presentato qui. In valenciano sono vive e normative anche forme in -ara/-era/-ira, come cantara o vinguera. La varietà regionale può quindi cambiare la forma, ma non il rapporto temporale espresso.

Oltre le basi: uso avanzato

Cambiare il centro temporale

Uno scrittore può scegliere di non arretrare un tempo per presentare un’affermazione come verità generale o ancora attuale:

  • El professor va explicar que l’aigua bull a cent graus. — Il professore spiegò che l’acqua bolle a cento gradi.
  • El professor va explicar que l’aigua bullia a cent graus en aquelles condicions. — La spiegazione è inserita in specifiche condizioni passate.

La differenza non dipende soltanto dalla data dell’affermazione, ma dal suo statuto nel discorso. Il presente la fa valere nel momento attuale; l’imperfetto la osserva dal passato.

Catene con più subordinate

In una frase lunga ogni subordinata si orienta rispetto al verbo da cui dipende, non necessariamente rispetto al primo verbo della frase:

La directora va dir que esperava que els tècnics haguessin resolt el problema abans de dilluns.

Qui va dir stabilisce la cornice passata; esperava è contemporaneo a quella cornice; haguessin resolt indica un completamento atteso prima della scadenza. Per analizzare frasi simili, conviene procedere dall’esterno verso l’interno e tracciare una piccola linea del tempo.

Concordanza e scelta del modo

La concordanza decide quale tempo usare dopo che si è stabilito quale modo serve. Non rende automaticamente congiuntiva ogni subordinata. Si dice Sé que ha arribat (“So che è arrivato/a”), perché saber que presenta il fatto come certo, ma Dubto que hagi arribat (“Dubito che sia arrivato/a”), perché il dubbio richiede il congiuntivo. Allo stesso modo, al passato: Sabia que havia arribat contro Dubtava que hagués arribat.

Anche nelle concessive e finali il connettivo contribuisce alla scelta: Ho va repetir perquè tothom ho entengués (“Lo ripeté affinché tutti capissero”). L’imperfetto congiuntivo non deriva soltanto dal passato della principale, ma anche dal valore finale e non assertivo della subordinata.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma frasi a coppie. Parti da Vull que vinguis e sposta la principale al passato: Volia que vinguessis. Ripeti poi con un evento anteriore: Espero que hagis acabatEsperava que haguessis acabat.
  2. Disegna tre punti su una linea del tempo. Segna principale, evento subordinato e momento in cui parli. Questo evita di scegliere il tempo in base alla sola forma italiana o al nome “imperfetto”.
  3. Raccogli esempi reali per schema. Durante la lettura, annota separatamente present + present de subjuntiu, passat + imperfet de subjuntiu e passat + plusquamperfet de subjuntiu. Leggi poi le frasi ad alta voce per fissarne il ritmo.

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