B1

Le forme verbali flesse in gallese

Berfau Cryno

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.

In breve

Nelle forme brevi gallesi il verbo porta una desinenza che indica la persona e non richiede bod «essere» come ausiliare: gwelais i significa «vidi / ho visto». Al livello B1 la forma più utile è il passato semplice: tema verbale + desinenza + soggetto, per esempio darllenodd hi «lei lesse / ha letto». Nel parlato sono comuni soprattutto alcune forme irregolari e la terza persona; per molti altri verbi si preferisce il passato con gwneud.

Panoramica

Il nome gallese berfau cryno significa letteralmente «verbi brevi» o «forme verbali concise». Si tratta di forme flesse, cioè modificate con una desinenza che esprime persona, numero e tempo. La stessa informazione che nella costruzione Wnaeth hi ddarllen «lei lesse / ha letto» è distribuita tra l'ausiliare gwneud e il verbo-nome darllen, in Darllenodd hi è concentrata nel solo verbo flesso.

Queste forme si incontrano già nel gallese quotidiano: es i «andai», daeth e «venne», ces i «ricevetti / ebbi» e gwelodd hi «vide» non suonano necessariamente solenni. Tuttavia, la flessione completa di molti verbi regolari è più frequente nella narrazione scritta, nelle notizie e in uno stile curato. Nel parlato spontaneo è spesso più naturale il passato perifrastico con gwneud: Wnes i ddarllen.

Per chi parla italiano, l'idea di una desinenza personale non è nuova: parl-ai, parl-asti, parl-ò funziona in modo simile. Due differenze sono però essenziali. In gallese il pronome soggetto (i, ti, hi, ni, chi, nhw) compare normalmente anche dopo la forma flessa; inoltre il passato breve gallese non coincide né con il passato remoto italiano né con il passato prossimo. La scelta dipende anche dal verbo e dal registro, non dalla stessa opposizione regionale e stilistica dell'italiano.

Come funziona

Dalla costruzione lunga alla forma breve

Il verbo-nome (berfenw, la forma di dizionario usata dove in italiano compare spesso l'infinito) è la base da cui si impara il verbo. Confronta due modi di raccontare lo stesso evento concluso:

Costruzione Struttura Esempio Significato
Passato con gwneud forma passata di gwneud + soggetto + verbo-nome con mutazione Wnaeth hi ddarllen y llyfr. Lei lesse / ha letto il libro.
Passato breve verbo lessicale flesso + soggetto Darllenodd hi'r llyfr. Lei lesse / ha letto il libro.

Nella forma breve non si inseriscono né bodyn: non si dice quindi darllenodd hi'n darllen per il semplice evento «lesse». Il verbo flesso viene normalmente per primo, poi viene il soggetto e infine l'eventuale complemento oggetto (la persona o cosa direttamente coinvolta dall'azione):

Gwelodd + hi + y ffilmGwelodd hi'r ffilm.

Il gallese tende infatti all'ordine verbo–soggetto–oggetto, diverso dal normale ordine italiano soggetto–verbo–oggetto.

Le desinenze regolari del passato

Per molti verbi il passato breve si forma aggiungendo queste terminazioni al tema, cioè la parte del verbo alla quale si unisce la desinenza. Il tema non è sempre identico alla forma del dizionario e va controllato quando si impara un verbo nuovo.

Persona Desinenza tipica darllen «leggere» Traduzione indicativa
1ª singolare -ais darllenais i lessi / ho letto
2ª singolare -aist darllenaist ti leggesti / hai letto
3ª singolare -odd darllenodd e / hi lesse / ha letto
1ª plurale -on darllenon ni leggemmo / abbiamo letto
2ª plurale o cortese -och darllenoch chi leggeste / avete letto
3ª plurale -on darllenon nhw lessero / hanno letto

Le forme di prima e terza persona plurale possono essere uguali: sono ni «noi» e nhw «loro» a chiarire chi agisce. Chi può indicare più persone oppure una persona alla quale ci si rivolge con cortesia.

Il pronome non si elimina con la stessa libertà dell'italiano. In italiano lessi basta normalmente a identificare «io»; nel gallese corrente si dice darllenais i. L'assenza del pronome appartiene soprattutto a stili più formali o letterari e non è il modello da imitare all'inizio.

Come trovare il tema

Non esiste una sola operazione meccanica valida per tutti i verbi. Alcuni conservano l'intero verbo-nome, altri perdono una terminazione, altri ancora cambiano il tema.

Verbo-nome Tema visibile nel passato 1ª singolare 3ª singolare
darllen «leggere» darllen- darllenais i darllenodd hi
siarad «parlare» siarad- siaradais i siaradodd e
prynu «comprare» pryn- prynais i prynodd hi
cyrraedd «arrivare» cyrhaedd- cyrhaeddais i cyrhaeddodd e
gweld «vedere» gwel- gwelais i gwelodd hi

La strategia più sicura è memorizzare insieme verbo-nome, prima persona e terza persona: gweld — gwelais i — gwelodd hi. Questo evita di costruire forme per analogia quando il tema è irregolare.

I verbi irregolari più frequenti

Con mynd «andare» e dod «venire» il cambio di tema è molto evidente. Sono proprio queste forme irregolari a essere tra le più vive nella conversazione.

Persona mynd «andare» dod «venire»
io es i des i
tu est ti dest ti
lui / lei aeth e / hi daeth e / hi
noi aethon ni daethon ni
voi / forma cortese aethoch chi daethoch chi
loro aethon nhw daethon nhw

Anche cael «ricevere, ottenere, avere» e gwneud «fare» sono molto comuni: ces i «ricevetti / ebbi», cafodd hi «ricevette / ebbe», gwnaeth e «fece». Rhoi «dare» usa il tema rhodd- in forme come rhoddodd e «diede».

Affermazione, domanda e negazione

Nelle domande colloquiali spesso non compare una parola equivalente all'italiano «avere» o «fare»; l'intonazione e il contesto segnalano la domanda. Si incontra frequentemente una mutazione iniziale, cioè un cambiamento della prima consonante legato a una particella interrogativa sottintesa:

  • Gwelodd hi'r ffilm. — Lei ha visto il film.
  • Welodd hi'r ffilm? — Ha visto il film?
  • A welodd hi'r ffilm? — Ha visto il film? (con particella espressa, stile più sorvegliato)

Per negare, il parlato usa spesso ddim dopo soggetto: Welais i ddim y neges «non vidi / non ho visto il messaggio». Con molti verbi, soprattutto nella conversazione, è ancora più naturale ricorrere a gwneud: Wnes i ddim gweld y neges. Nella lingua formale si trova ni davanti al verbo, con la mutazione richiesta dal registro: Ni welais i'r neges «non vidi il messaggio». Non conviene mescolare liberamente questi modelli: scegli una costruzione completa coerente con la situazione.

Esempi nel contesto

Gallese Italiano Nota
Es i i'r siop ar ôl gwaith. Sono andato al negozio dopo il lavoro. mynd, 1ª persona singolare
Est ti i'r cyfarfod ddoe? Sei andato alla riunione ieri? domanda alla 2ª persona
Aeth e adre'n gynnar. È tornato a casa presto. mynd, 3ª persona singolare
Daethon nhw adre'n hwyr. Sono tornati a casa tardi. dod, 3ª persona plurale
Gwelodd hi'r ffilm gyda'i ffrindiau. Ha visto il film con i suoi amici. passato breve molto comune nella narrazione
Welais i ddim y neges tan y bore. Non ho visto il messaggio fino al mattino. negazione con ddim
Darllenais i'r erthygl ar y trên. Ho letto l'articolo sul treno. verbo regolare, 1ª persona
Darllenodd y plant y stori yn y dosbarth. I bambini hanno letto la storia in classe. il soggetto è un nome, non un pronome
Prynon ni fara a llaeth. Abbiamo comprato pane e latte. prynu perde -u nel tema
Cyrhaeddodd y bws am hanner awr wedi wyth. L'autobus è arrivato alle otto e mezza. tema cyrhaedd-
Rhoddodd e'r llyfr i fi. Mi ha dato il libro. rhoi usa il tema rhodd-
Ces i anrheg hyfryd gan fy nheulu. Ho ricevuto un regalo bellissimo dalla mia famiglia. passato irregolare di cael
Gwnaeth hi gacen i'r parti. Ha fatto una torta per la festa. gwneud usato come verbo lessicale
Ar ôl cinio, aethon ni am dro. Dopo pranzo siamo andati a fare una passeggiata. forma breve in una sequenza narrativa

La traduzione italiana varia naturalmente tra passato prossimo e passato remoto. Gwelodd hi'r ffilm può diventare «ha visto il film» in una conversazione oppure «vide il film» in un racconto: la forma gallese, da sola, non impone una delle due rese italiane.

Errori comuni

Omettere il pronome perché la desinenza sembra sufficiente

  • Da evitare: Darllenais y llyfr. (come modello neutro di conversazione)
  • Forma consigliata: Darllenais i'r llyfr.
  • Perché: nel gallese corrente il pronome postverbale i è normalmente espresso. L'abitudine italiana di dire semplicemente «lessi» non va trasferita automaticamente.

Aggiungere yn dopo un passato breve

  • Errato: Gwelodd hi'n y ffilm.
  • Corretto: Gwelodd hi'r ffilm.
  • Perché: yn introduce spesso il verbo-nome dopo bod, come in Mae hi'n gweld. Qui gwelodd è già il verbo completo e regge direttamente l'oggetto y ffilm.

Applicare le desinenze all'intero verbo-nome

  • Errato: prynuodd hi fara.
  • Corretto: Prynodd hi fara.
  • Perché: il tema di prynu è pryn-. La forma del dizionario non sempre coincide con il tema flesso.

Regolarizzare un verbo molto irregolare

  • Errato: myndais i i'r dre.
  • Corretto: Es i i'r dre.
  • Perché: il passato di mynd usa i temi es-/aeth- e va imparato come paradigma proprio.

Trattare il passato breve come equivalente fisso del passato remoto

  • Scelta fuorviante: tradurre sempre daeth hi con «venne».
  • Resa adatta al contesto: Daeth hi ddoe può essere «è venuta ieri» oppure «venne ieri».
  • Perché: i sistemi dei tempi passati gallese e italiano non si sovrappongono perfettamente. Registro, tipo di testo e varietà d'italiano influenzano la traduzione.

Usare una forma letteraria per sembrare più corretti

  • Poco naturale in molte conversazioni: una lunga serie di passati brevi regolari accuratamente declinati.
  • Più spontaneo, secondo il verbo e il contesto: alternare forme comuni come es i, daeth hi, ces i al passato con gwneud.
  • Perché: correttezza grammaticale e naturalezza non sono la stessa cosa. Il registro va scelto in base alla situazione.

Note d'uso

La distinzione tra «forma breve» e «forma lunga» non è una semplice opposizione tra corretto e scorretto. Darllenodd hi'r llyfr e Wnaeth hi ddarllen y llyfr possono descrivere lo stesso evento. La prima è compatta e si presta bene alla narrazione; la seconda è molto produttiva nel parlato perché basta flettere gwneud e lasciare invariato il verbo principale.

La frequenza dipende dal singolo verbo. Le forme brevi di mynd, dod, cael, gwneud e varie terze persone in -odd sono comuni anche fuori dalla prosa formale. Paradigmi completi di verbi meno frequenti possono invece avere un sapore più scritto. Per imparare a parlare non serve quindi sostituire sistematicamente ogni passato con una forma breve; serve prima riconoscere quelle che si sentono e si leggono più spesso.

Esistono differenze regionali e di registro. Per «lui» si sente e/fe soprattutto nel sud e o/fo soprattutto nel nord, perciò sono possibili sia aeth e sia aeth o. Anche la presenza di particelle iniziali come fe, mi, a, ni varia. Le forme presentate qui offrono un modello moderno ampiamente riconoscibile, non l'unica pronuncia o l'unico stile possibile.

Nella scrittura narrativa, una catena di passati brevi fa avanzare gli eventi: Agorodd hi'r drws, aeth i mewn ac eisteddodd wrth y ffenestr «aprì la porta, entrò e si sedette vicino alla finestra». Per descrivere lo sfondo o un'azione in corso si usa invece spesso l'imperfetto di bod: Roedd hi'n bwrw glaw pan gyrhaeddodd y bws «pioveva quando arrivò l'autobus».

Oltre le basi: uso avanzato

L'espressione berfau cryno non riguarda soltanto il passato. Il gallese possiede forme flesse anche per altri tempi e modi. Alcune sono vive e molto frequenti, altre appartengono soprattutto alla lingua letteraria o formale.

  • Presente-futuro breve: forme come af i «andrò», gwela i «vedrò» e down ni «verremo» possono esprimere il futuro. La flessione e il pronome restano uniti nello stesso schema verbo–soggetto.
  • Imperfetto breve: forme come dywedai «diceva / era solito dire» sono tipiche della narrazione e dello scritto più elevato.
  • Condizionale: desinenze specifiche possono unirsi al tema verbale, ma nel gallese corrente è molto comune costruire il condizionale con una forma di bod e il verbo-nome.
  • Particelle e mutazioni: nello stile formale a introduce domande, ni/nid la negazione e altre particelle regolano la mutazione iniziale. Nel parlato la particella può cadere mentre la mutazione rimane: Gwelodd hi ma Welodd hi?
  • Soggetto non espresso: testi letterari possono omettere più facilmente il pronome quando la desinenza basta. Questa possibilità non rende facoltativo il pronome in ogni frase colloquiale.

Un'altra distinzione utile è quella tra evento concluso e sfondo. Il passato breve presenta normalmente un fatto come unità completa: cyrhaeddodd «arrivò». La costruzione con roedd ... yn mostra una situazione in corso o abituale: roedd yn cyrraedd «stava arrivando / arrivava». Questa opposizione è spesso più utile del tentativo di assegnare a ogni forma un unico tempo italiano.

Le forme impersonali come gwelwyd «si vide / fu visto» appartengono alla stessa più ampia tradizione flessiva, ma non indicano una persona concreta con i, ti, hi ecc. Vanno studiate separatamente, così come il passivo con cael. Anche le coniugazioni letterarie complete meritano uno studio autonomo: riconoscerne l'esistenza evita di sovraccaricare il nucleo B1, che resta il passato breve d'uso reale.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara terne, non forme isolate. Per ogni verbo annota verbo-nome, prima e terza persona: prynu — prynais i — prynodd hi. Aggiungi subito una frase personale, per esempio Prynais i fara ddoe.
  2. Trasforma frasi in entrambe le direzioni. Parti da Wnaethon ni ddarllen yr erthygl e riscrivi Darllenon ni'r erthygl. Poi torna alla forma lunga. L'esercizio chiarisce dove compaiono il soggetto, la mutazione e il verbo-nome.
  3. Ascolta per verbo e registro. In un notiziario, un racconto e una conversazione, segna separatamente es i / aeth, forme in -odd e costruzioni con gwneud. Non cercare di usare subito ogni paradigma: prima osserva quali forme ricorrono davvero.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Verbi-nome — presenta la forma di dizionario e le costruzioni con bod + yn.
  • Confronto utile: Verbi irregolari comuni — approfondisce mynd, dod, gwneud e cael nel parlato.
  • Passo successivo: Forme impersonali — introduce desinenze senza un soggetto personale espresso.
  • Approfondimento: Forma passiva — confronta le forme impersonali con il passivo costruito mediante cael.
  • Livello avanzato: Forme verbali letterarie — amplia la coniugazione flessa a tempi e registri formali.
  • Registro: Registro e sintassi formali — spiega particelle, negazione e strutture tipiche dello scritto sorvegliato.

Prerequisito

I nomi verbali in galleseA1

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