I nomi verbali in gallese
Berfenwau
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.
In breve
Il nome verbale gallese (berfenw) è la forma di base del verbo, quella che si cerca nel dizionario: darllen «leggere», bwyta «mangiare», mynd «andare». Nella costruzione più importante per chi comincia si usa una forma di bod «essere» seguita da yn e dal nome verbale: Dw i'n darllen può significare sia «leggo» sia «sto leggendo», secondo il contesto.
Panoramica
In italiano siamo abituati a coniugare il verbo principale: leggo, leggi, leggono. Il gallese parlato ricorre molto spesso a una costruzione diversa, detta perifrastica (cioè formata da più parole). A indicare la persona e il tempo è soprattutto bod «essere»; il verbo che esprime l'azione rimane nella sua forma di nome verbale: dw i «io sono» + yn + darllen «leggere».
Il termine berfenw significa letteralmente «nome verbale»; il plurale è berfenwau. Assomiglia all'infinito italiano perché è la forma riportata nei vocabolari e non cambia in base alla persona. Non coincide però perfettamente con l'infinito: può comportarsi anche come un nome e compare in diverse strutture nelle quali l'italiano usa un infinito, un gerundio oppure un verbo coniugato.
È un argomento fondamentale di livello A1. Dopo aver imparato il presente di bod, permette già di parlare di ciò che si fa ora, delle proprie abitudini e di attività quotidiane: leggere, lavorare, mangiare, studiare e andare da qualche parte.
Come funziona
La forma di base
Non esiste una sola desinenza che identifichi tutti i nomi verbali gallesi. Alcuni finiscono in -u, -o, -io o -ed; altri non hanno una terminazione facilmente riconoscibile. Per questo conviene imparare ogni verbo direttamente nella forma del dizionario.
| Nome verbale | Significato | Osservazione |
|---|---|---|
| darllen | leggere | nessuna desinenza trasparente |
| bwyta | mangiare | forma da imparare per intero |
| mynd | andare | verbo molto frequente e irregolare |
| gwneud | fare, creare | un solo verbo copre spesso entrambi i sensi italiani |
| dod | venire | forma breve e irregolare |
| siarad | parlare | spesso seguito dalla lingua parlata |
| gweithio | lavorare | termina in -io |
| dysgu | imparare, insegnare | il contesto chiarisce il significato |
Non bisogna quindi togliere una presunta terminazione, come si farebbe con parl-are o legg-ere. La forma darllen va memorizzata così com'è.
La struttura con bod e yn
La struttura di base è:
forma di bod + soggetto + yn + nome verbale + eventuali complementi
Il soggetto è la persona o la cosa che compie l'azione. Quando è un pronome, fa già parte di gruppi molto frequenti come dw i, wyt ti e dyn ni.
| Struttura | Analisi | Significato |
|---|---|---|
| Dw i'n darllen. | dw i + yn + darllen | Leggo / sto leggendo. |
| Mae hi'n bwyta. | mae hi + yn + bwyta | Mangia / sta mangiando. |
| Dyn ni'n mynd. | dyn ni + yn + mynd | Andiamo / stiamo andando. |
| Mae Siân yn gweithio. | mae + Siân + yn + gweithio | Siân lavora / sta lavorando. |
Davanti a una parola che termina per vocale, yn si riduce normalmente a 'n e si unisce graficamente alla parola precedente: i + 'n → i'n, hi + 'n → hi'n, ni + 'n → ni'n. Davanti a un nome come Siân resta invece una parola separata: Mae Siân yn gweithio.
Qui yn collega bod all'azione. Non va tradotto con una parola italiana autonoma e non è il gerundio: in Dw i'n darllen, darllen non significa letteralmente «leggendo». È l'intera costruzione a esprimere «leggo» o «sto leggendo».
Presente semplice o azione in corso?
La medesima frase gallese può corrispondere a due forme italiane:
- Dw i'n darllen y papur bob bore. — «Leggo il giornale ogni mattina»: abitudine.
- Dw i'n darllen y papur nawr. — «Sto leggendo il giornale adesso»: azione in corso.
Sono parole come bob bore «ogni mattina», fel arfer «come al solito» e nawr «adesso» a precisare il senso. Non occorre cambiare darllen. Per un italofono questa è una differenza importante: non si deve cercare nel nome verbale una distinzione corrispondente a leggo rispetto a sto leggendo.
Negazioni e domande
Nella negazione del presente parlato, ddim viene prima di yn:
Dw i ddim yn darllen. — Non leggo / non sto leggendo.
In una domanda cambia la forma di bod, mentre il nome verbale resta invariato:
Wyt ti'n darllen? — Leggi? / Stai leggendo?
Ydy hi'n dod? — Viene? / Sta venendo?
Con una parola interrogativa, questa occupa normalmente l'inizio: Ble dych chi'n gweithio? «Dove lavorate?» oppure, come forma di cortesia, «Dove lavora?». Nella domanda comune Beth wyt ti'n wneud? «Che cosa fai/stai facendo?», il verbo di dizionario gwneud appare come wneud. Questo cambiamento iniziale si chiama mutazione consonantica (una modifica della prima consonante richiesta dalla struttura); non significa che wneud sia un nuovo verbo.
Oggetti e altri nomi verbali
L'oggetto diretto (la persona o la cosa su cui ricade l'azione) segue normalmente il nome verbale senza una preposizione equivalente all'italiano di:
- darllen llyfr — leggere un libro
- bwyta brecwast — fare colazione, letteralmente «mangiare colazione»
- dysgu Cymraeg — imparare il gallese
Un nome verbale può anche completarne un altro. In tal caso yn introduce solo il primo verbo della catena:
- Dw i'n hoffi darllen. — Mi piace leggere.
- Mae hi'n gallu nofio. — Sa / può nuotare.
- Dyn ni'n dechrau gweithio am naw. — Cominciamo a lavorare alle nove.
La struttura non è quindi yn hoffi yn darllen. Il secondo nome verbale dipende direttamente dal primo. Altri verbi richiedono invece una preposizione nella propria costruzione, per esempio mynd i weld «andare a vedere»: queste reggenze vanno apprese insieme al verbo.
Esempi nel contesto
| Gallese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Dw i'n darllen llyfr. | Leggo / sto leggendo un libro. | darllen resta nella forma di base. |
| Mae hi'n bwyta brecwast. | Fa colazione / sta facendo colazione. | Il contesto decide tra abitudine e azione in corso. |
| Dyn ni'n mynd i'r dref. | Andiamo / stiamo andando in città. | i'r significa «alla, verso la». |
| Beth wyt ti'n wneud? | Che cosa fai / stai facendo? | Forma frequente con gwneud → wneud. |
| Mae Siân yn gweithio heddiw. | Siân lavora oggi. | Con un nome, yn rimane separato. |
| Dw i'n dysgu Cymraeg bob nos. | Studio gallese ogni sera. | bob nos segnala un'abitudine. |
| Mae e'n coginio swper nawr. | Sta preparando la cena adesso. | nawr rende esplicita l'azione in corso. |
| Maen nhw'n gwrando ar y radio. | Ascoltano la radio. | gwrando si costruisce con ar. |
| Dych chi'n siarad Cymraeg? | Parlate gallese? / Parla gallese? | chi può essere plurale o forma di cortesia. |
| Dw i ddim yn deall. | Non capisco. | Nella negazione: ddim yn + nome verbale. |
| Ydy hi'n dod yfory? | Viene domani? | Domanda con ydy e il nome verbale dod. |
| Dw i'n hoffi cerdded ar y traeth. | Mi piace camminare sulla spiaggia. | cerdded completa hoffi, senza un secondo yn. |
| Mae'r plant yn chwarae yn yr ardd. | I bambini giocano in giardino. | y plant è il soggetto espresso con un nome. |
Errori comuni
Omettere bod o yn
- Sbagliato: Dw i darllen llyfr.
- Corretto: Dw i'n darllen llyfr.
- Perché: nel presente perifrastico servono sia la forma di bod sia il collegamento yn. L'apostrofo non rende facoltativa la parola: 'n è semplicemente la forma abbreviata di yn.
Coniugare anche il nome verbale
- Sbagliato: Dw i'n darllenaf.
- Corretto: Dw i'n darllen.
- Perché: una volta usato dw i'n, è bod a portare la persona. Il nome verbale rimane darllen. Forme verbali flesse esistono in gallese, ma appartengono a un altro modello e non si sommano alla costruzione con bod.
Tradurre sempre con «stare + gerundio»
- Interpretazione fuorviante: Dw i'n gweithio bob dydd = «Sto lavorando ogni giorno».
- Traduzione naturale: «Lavoro ogni giorno».
- Perché: bod + yn + nome verbale copre sia l'azione in corso sia il presente abituale. Bob dydd indica qui una routine.
Dimenticare yn dopo ddim
- Sbagliato: Dw i ddim darllen.
- Corretto: Dw i ddim yn darllen.
- Perché: ddim rende negativa la frase, ma non sostituisce il collegamento yn davanti al nome verbale.
Ripetere yn davanti a ogni verbo
- Sbagliato: Dw i'n gallu yn nofio.
- Corretto: Dw i'n gallu nofio.
- Perché: yn introduce gallu; nofio «nuotare» ne è il complemento. È utile memorizzare l'intero gruppo gallu nofio.
Applicare automaticamente la mutazione dopo yn
- Sbagliato: Dw i'n ddarllen come regola generale per «leggo».
- Corretto: Dw i'n darllen.
- Perché: l'yn verbale non provoca di per sé la mutazione dolce del nome verbale. Forme mutate possono comparire per altre ragioni; Beth wyt ti'n wneud?, per esempio, non autorizza a trasformare sempre gwneud in wneud dopo yn.
Note d'uso
Nel parlato si incontrano forme regionali e grafie contratte. Dw i si scrive spesso dwi in contesti informali; accanto a dyn ni si può sentire dan ni, soprattutto in varietà settentrionali. Anche e e o possono corrispondere a «lui» in aree diverse. Queste variazioni modificano la parte con bod o il pronome, non la funzione del nome verbale.
L'italiano spesso sceglie un verbo diverso per ottenere una frase naturale. Mae hi'n bwyta brecwast si rende normalmente con «fa colazione», non con il calco «mangia colazione». Allo stesso modo, gwneud può voler dire «fare» o «creare» in base a ciò che segue. Capire la struttura gallese viene prima della traduzione parola per parola.
Quando si annota un nuovo verbo, è utile registrare anche ciò che lo accompagna. Per esempio: gwrando ar «ascoltare», mynd i «andare a» e siarad â «parlare con». Il nome verbale da solo non rivela sempre quale preposizione richiederà la frase.
Oltre le basi: usi avanzati
Questa parte non è da memorizzare subito. Serve a riconoscere strutture che diventeranno importanti più avanti.
Il nome verbale rimane centrale anche quando cambia il tempo di bod o la parola che precede l'azione:
| Struttura | Esempio | Significato |
|---|---|---|
| passato con bod | Roedd hi'n darllen. | Leggeva / stava leggendo. |
| futuro con bod | Bydd hi'n darllen. | Leggerà. |
| compiuto con wedi | Mae hi wedi darllen y llyfr. | Ha letto il libro. |
| azione appena conclusa con newydd | Mae hi newydd gyrraedd. | È appena arrivata. |
Con wedi e newydd non si aggiunge yn davanti al nome verbale. È la parola che introduce l'azione a cambiare, mentre darllen e cyrraedd restano forme di base.
Poiché è anche «nome», il berfenw può seguire preposizioni in espressioni come ar ôl bwyta «dopo aver mangiato» e heb ddweud dim «senza dire nulla». In questi casi l'italiano può usare un infinito composto, un infinito semplice o un'altra costruzione. Alcune preposizioni provocano inoltre una mutazione: in heb ddweud, la forma di dizionario dweud appare come ddweud.
Nello scritto più sorvegliato si incontrano costruzioni in cui un possessivo rappresenta l'oggetto del nome verbale, per esempio ei wneud «farlo». Questo spiega parte delle alternanze che si vedono in frasi interrogative o relative, ma appartiene allo studio dei pronomi e delle mutazioni. Per il livello A1 è sufficiente imparare come unità la domanda comune Beth wyt ti'n wneud?.
Infine, il gallese possiede anche forme flesse, cioè verbi con terminazioni o forme proprie per persona e tempo, come es i «andai/sono andato» e gwelodd hi «vide/ha visto». Non sono nomi verbali coniugati: costituiscono un modello distinto, trattato più avanti nei verbi flessi.
Consigli per esercitarsi
- Impara il verbo in una frase minima. Invece di memorizzare soltanto darllen, ripeti Dw i'n darllen; per gwrando, usa Dw i'n gwrando ar.... Così ricordi insieme struttura e preposizione.
- Cambia l'indizio temporale, non il verbo. Parti da Dw i'n gweithio e aggiungi a turno nawr, bob dydd e ar ddydd Llun. Traduci poi con «sto lavorando» oppure «lavoro» secondo il contesto.
- Trasforma una frase. Da Mae hi'n dysgu Cymraeg, forma la negazione Dyw hi ddim yn dysgu Cymraeg e la domanda Ydy hi'n dysgu Cymraeg?. L'esercizio rende automatico il fatto che dysgu non cambia.
Concetti correlati
- Prerequisito: Bod al presente — fornisce le forme che indicano persona e numero.
- Passo successivo: Presente abituale con bod — chiarisce come parlare di routine e frequenza.
- Sviluppo successivo: Comandi e imperativo — mette in relazione il nome verbale con le forme usate per dare istruzioni.
- Approfondimento: Verbi flessi — presenta le forme verbali senza l'ausiliare bod.
- Approfondimento: Nomi verbali composti — amplia il lessico con formazioni e strutture più complesse.
Prerequisito
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