C1

Le forme verbali letterarie in gallese

Berfau Llenyddol

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.

In breve

Nel gallese formale e letterario il verbo può esprimere direttamente persona e tempo, senza ricorrere a bod e a un nome verbale: af significa «vado» o «andrò», mentre awn può significare «andavo». Il presente-futuro e l'imperfetto hanno terminazioni proprie, ma verbi molto frequenti come mynd, dod, gwneud e cael presentano temi irregolari da imparare come paradigmi completi.

Panoramica

Le forme flesse sono forme in cui la desinenza del verbo indica chi compie l'azione e, insieme al contesto, quando essa avviene. In Af yno yfory, per esempio, af contiene già l'informazione «prima persona singolare»; il pronome i può comunque comparire: Af i yno yfory. Questo sistema è detto anche sintetico, cioè costruito in una sola parola, in contrasto con una struttura perifrastica composta da più elementi, come Bydda i'n mynd «andrò».

Per un italofono l'idea di una forma verbale compatta non è insolita: anche andrò comunica persona e tempo senza un pronome obbligatorio. La difficoltà specifica del gallese sta altrove. Una stessa serie può avere valore presente o futuro, il tema del verbo può cambiare molto e particelle come a e ni possono provocare una mutazione, vale a dire un cambiamento regolare della consonante iniziale. Non basta quindi aggiungere una desinenza al nome verbale (la forma registrata nel dizionario, come mynd «andare» o canu «cantare»).

A livello C1 queste forme sono indispensabili soprattutto per leggere narrativa, saggistica, discorsi, testi religiosi e prosa formale. «Letterario», però, non equivale sempre ad «arcaico»: forme come aeth, daeth, gwnaeth, cafodd, daw e caiff sono vive e largamente riconoscibili anche nel gallese contemporaneo. È l'impiego sistematico dei paradigmi completi, spesso senza pronome, a dare a un testo un carattere più sostenuto.

Come funziona

Persona e pronome soggetto

Il soggetto è la persona o la cosa che compie l'azione. La desinenza spesso permette di non nominarlo, ma il pronome può essere aggiunto per chiarezza, contrasto o naturalezza. Le forme ef, chwi e hwy sono tipiche di uno stile più elevato; e/fe, chi e nhw sono più comuni nell'uso attuale.

Persona Pronome corrente Variante letteraria Resa italiana
1ª singolare i io
2ª singolare ti tu
3ª singolare e/fe, hi ef, hi lui, lei
1ª plurale ni noi
2ª plurale chi chwi voi
3ª plurale nhw hwy loro

Si possono quindi incontrare sia Af yno yfory sia Af i yno yfory. A differenza dell'italiano, non conviene però eliminare automaticamente ogni pronome: nel gallese contemporaneo il pronome dopo una forma breve è frequente e può rendere immediatamente chiaro il riferimento.

Il presente-futuro regolare

Il presente-futuro è una serie unica che può indicare un fatto generale, abituale o futuro. Un'espressione temporale decide spesso l'interpretazione: yfory «domani» orienta verso il futuro; un'affermazione generale può avere valore presente.

Il verbo caru «amare» mostra un modello tradizionale molto utile:

Persona Forma Valore possibile
io caraf amo, amerò
tu ceri ami, amerai
lui, lei câr ama, amerà
noi carwn amiamo, ameremo
voi cerwch amate, amerete
loro carant amano, ameranno

Le indicazioni generali sono -af, -i, una terza persona breve, -wn, -wch, -ant. La tabella mostra però anche alternanze nella vocale del tema: car-, cer- e câr. Per questo è più sicuro imparare almeno tre forme guida — prima singolare, terza singolare e terza plurale — anziché tentare di ricavare tutto meccanicamente da caru.

Il presente-futuro dei quattro irregolari principali

Questi quattro paradigmi ricorrono molto spesso. Gli accenti circonflessi fanno parte della forma: a e â, per esempio, non sono grafie intercambiabili.

Persona mynd «andare» dod «venire» gwneud «fare» cael «ottenere, ricevere»
io af dof gwnaf caf
tu ei doi gwnei cei
lui, lei â daw gwna caiff
noi awn down gwnawn cawn
voi ewch dewch gwnewch cewch
loro ânt dônt gwnânt cânt

In queste serie il legame con il nome verbale può essere poco trasparente: da mynd si passa a af, ei, â; cael ha caiff alla terza persona singolare. È utile memorizzare ogni riga come una famiglia sonora, senza inventare forme quali myndaf o caelaf.

L'imperfetto letterario

L'imperfetto presenta un'azione passata in corso, ripetuta o abituale, oppure descrive lo sfondo di una narrazione. Corrisponde spesso all'imperfetto italiano, come «cantavo» o «dicevano». Con molti verbi le desinenze riconoscibili sono -wn, -et, -ai, -em, -ech, -ent.

Persona canu «cantare» mynd «andare»
io canwn awn
tu canet aet
lui, lei canai âi
noi canem aem
voi canech aech
loro canent aent

La terza persona in -ai è un ottimo segnale durante la lettura: canai «cantava», dywedai «diceva», cerddai «camminava». La forma awn richiede attenzione perché può essere sia «io andavo» sia «noi andremo». Sono il pronome e il contesto a sciogliere l'ambiguità: awn i yno bob wythnos «ci andavo ogni settimana», ma awn ni yno yfory «ci andremo domani».

Le serie imperfette dei quattro verbi irregolari sono:

Persona mynd dod gwneud cael
io awn down gwnawn cawn
tu aet doet gwnaet caet
lui, lei âi deuai gwnâi câi
noi aem deuem gwnaem caem
voi aech deuech gwnaech caech
loro aent deuent gwnâent caent

Queste forme non vanno confuse con quelle del passato concluso. Gwnâi hynny bob dydd significa «lo faceva ogni giorno»; gwnaeth hynny presenta invece il fatto come compiuto.

Il preterito nella narrazione

Il preterito è il tempo che presenta un evento passato come concluso. Non coincide perfettamente con il passato remoto italiano: la distinzione gallese riguarda soprattutto il modo in cui l'evento è visto, non soltanto la distanza temporale o il registro regionale dell'italiano. Le terze persone aeth, daeth, gwnaeth e cafodd sono particolarmente frequenti.

Persona mynd dod gwneud cael
io euthum deuthum gwneuthum cefais
tu aethost daethost gwnaethost cefaist
lui, lei aeth daeth gwnaeth cafodd
noi aethom daethom gwnaethom cawsom
voi aethoch daethoch gwnaethoch cawsoch
loro aethant daethant gwnaethant cawsant

Le forme piene della tabella sono tipiche della lingua sorvegliata. Nel parlato si sentono spesso varianti più brevi con pronome, come es i, des i, wnes i e ces i. La coppia gwneuthumwnes i non indica due eventi diversi: cambia soprattutto il registro.

Domande, negazione e mutazioni

Nella prosa letteraria le particelle possono precedere direttamente la forma flessa:

  • a introduce una domanda diretta o una relativa e provoca normalmente mutazione dolce: A ddarlleni di'r llyfr? «Leggerai il libro?»; y llyfr a ddarllenais «il libro che lessi»;
  • ni introduce una negazione verbale formale: Ni wn i ddim «Non so nulla»; Ni chaf amser «Non avrò tempo»;
  • na compare, tra l'altro, in alcuni contesti negativi dipendenti.

Dopo queste particelle la consonante iniziale non resta necessariamente quella del paradigma isolato. La mutazione dopo ni/na appartiene a un modello letterario misto e dipende dalla consonante: non va ridotta alla sola mutazione dolce. Per la produzione scritta conviene imparare insieme la sequenza completa, per esempio caf → ni chaf e darlleni → a ddarlleni.

Esempi nel contesto

Gallese Italiano Nota
Af i yno yfory. Andrò là domani. af: 1ª singolare del presente-futuro di mynd
Ânt hwy adref ar ôl y cyfarfod. Andranno a casa dopo la riunione. Pronome letterario hwy
Daw'r trên am chwech. Il treno arriverà alle sei. 3ª singolare di dod
Cewch ateb erbyn dydd Gwener. Riceverete una risposta entro venerdì. cael, 2ª plurale o forma di cortesia
Gwnânt eu gorau glas. Faranno del loro meglio. Espressione con gwneud
Dywedai pawb yr un peth. Tutti dicevano la stessa cosa. Imperfetto abituale
Awn i yno bob haf pan oeddwn yn blentyn. Ci andavo ogni estate quando ero bambino. awn: 1ª singolare dell'imperfetto
Canai hi wrth iddi weithio. Cantava mentre lavorava. Azione durativa di sfondo
Ni wn i ddim am y mater. Non so nulla della questione. Negazione formale di gwybod
A ddarlleni di'r adroddiad yfory? Leggerai il rapporto domani? Domanda con a e mutazione dolce
Y wraig a ddaeth gyntaf a enillodd. La donna che arrivò per prima vinse. Relativa con due eventi conclusi
Gwnaeth hynny argraff arnom. Ciò ci colpì. Letteralmente: «fece impressione su di noi»
Aethom adref cyn iddi nosi. Andammo a casa prima che facesse buio. Preterito pieno, 1ª plurale
Cafodd y newyddion effaith fawr. La notizia ebbe un grande effetto. cafodd: evento compiuto

Errori comuni

Costruire un irregolare dal nome verbale

  • Errato: Myndaf i yno yfory.
  • Corretto: Af i yno yfory.
  • Perché: il presente-futuro di mynd usa il tema irregolare a-. Il nome verbale non è una base alla quale aggiungere sempre -af.

Usare il presente-futuro per un fatto passato concluso

  • Errato: Af yno ddoe.
  • Corretto: Euthum yno ddoe.
  • Perché: af ha valore presente o futuro. Con ddoe «ieri» e un evento concluso serve il preterito; nel parlato sarebbe comune Es i yno ddoe.

Confondere imperfetto e preterito

  • Errato: Gwnaeth hynny bob dydd pan oedd yn ifanc se si intende un'abitudine.
  • Corretto: Gwnâi hynny bob dydd pan oedd yn ifanc.
  • Perché: gwnâi presenta l'azione ripetuta; gwnaeth tende a presentare un singolo fatto compiuto. Un contesto narrativo particolare può cambiare la prospettiva, ma questa opposizione è il punto di partenza più sicuro.

Ignorare la mutazione dopo una particella

  • Errato: Ni caf amser.
  • Corretto: Ni chaf amser.
  • Perché: nella negazione letteraria la particella ni provoca qui c → ch. La forma affermativa isolata resta caf.

Scambiare forme uguali senza guardare il soggetto

  • Errato: tradurre sempre awn con «andremo».
  • Corretto: awn i bob dydd = «andavo ogni giorno»; awn ni yfory = «andremo domani».
  • Perché: awn appartiene a due caselle diverse del sistema. Pronome, avverbio temporale e contesto sono parte dell'analisi grammaticale.

Trattare ogni forma breve come antiquata

  • Errato: sostituire automaticamente daeth con una perifrasi perché sembra «letterario».
  • Corretto: valutare il testo e mantenere daeth quando è la normale forma narrativa «venne/è venuto».
  • Perché: alcune forme brevi sono comuni anche oggi; sono i paradigmi completi e le combinazioni sintattiche a essere più marcati come formali.

Note d'uso

Il confine tra gallese parlato, standard e letterario non è netto. Un testo contemporaneo può combinare una forma flessa con un pronome corrente: Gwnaeth e hynny «L'ha fatto». Gwnaeth ef hynny, senza pronome o con ef, produce un tono più formale. Analogamente, cewch è perfettamente naturale in comunicazioni cortesi e istruzioni, non soltanto in letteratura.

Nella conversazione sono spesso preferite costruzioni con bod oppure forme brevi accompagnate da pronome: Bydda i'n mynd accanto a Af i, Wnes i wneud accanto a Gwneuthum. Non si tratta semplicemente di «corretto» contro «scorretto»: cambia il registro, e possono cambiare anche il ritmo e il rilievo dato all'azione.

Per un italofono è allettante associare il preterito gallese al passato remoto e l'imperfetto gallese all'imperfetto italiano. Il secondo confronto è spesso utile; il primo è meno affidabile. In molte varietà d'italiano «sono andato» è la scelta normale anche per un evento concluso recente, mentre il gallese può usare una forma breve come aeth senza evocare necessariamente un tono storico o regionale.

Infine, gli accenti non sono decorativi. Coppie come a/â, ai/âi e cant/cânt possono distinguere forme o indicare la quantità vocalica. Quando si copia una forma da un testo, va conservata l'ortografia completa.

Oltre le basi: uso avanzato

Una forma, più letture

Il presente-futuro non si divide secondo la stessa linea dell'italiano. Câr pawb ryddid può esprimere una verità generale, «tutti amano la libertà»; con un riferimento futuro la stessa serie assume valore futuro. In poesia e in prosa sentenziosa il presente sintetico può conferire compattezza e solennità.

Anche l'imperfetto può acquistare, in contesti ipotetici, un valore vicino al condizionale italiano. Gwnâi può dunque essere «faceva» oppure «farebbe», secondo la struttura della frase. Prima di scegliere una traduzione, occorre cercare una condizione espressa, un riferimento passato o un avverbio abituale.

Il verbo gwybod e la formula ni wn

Gwybod «sapere» conserva forme letterarie molto riconoscibili: gwn «so», gwyddost «sai», gŵyr «sa», gwyddom, gwyddoch, gwyddant. Nella frase Ni wn i ddim, la forma wn segue la particella negativa e il pronome i rende esplicita la persona. È una costruzione ancora utile da riconoscere anche quando non si intende produrre un registro letterario esteso.

Catene narrative e relative

Nella narrazione una sequenza di preteriti fa avanzare gli eventi, mentre l'imperfetto prepara lo sfondo:

Cerddai'r dyn ar hyd y ffordd. Yn sydyn, clywodd sŵn, trodd, a gwelodd y car.

«L'uomo camminava lungo la strada. All'improvviso udì un rumore, si voltò e vide l'auto.» Cerddai apre una scena in corso; clywodd, trodd, gwelodd ne segnano gli eventi successivi. Questo contrasto è più importante della traduzione parola per parola con un singolo tempo italiano.

Nelle relative letterarie, a collega un antecedente alla forma verbale e provoca la mutazione: y dyn a ddaeth «l'uomo che venne», y llyfr a ddarllenais «il libro che lessi». La a relativa non è la congiunzione a/ac «e»: condividono la grafia, ma hanno funzioni diverse.

Riconoscere prima di produrre

La competenza C1 non richiede di trasformare ogni frase quotidiana in prosa solenne. È più utile saper individuare il nome verbale dietro una forma irregolare, riconoscere persona e tempo, e distinguere primo piano narrativo e sfondo. Nella scrittura formale, invece, il paradigma scelto deve essere coerente: alternare casualmente gwneuthum, wnes i e una perifrasi può dare al testo un registro instabile.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara serie di contrasto, non forme isolate. Ripeti â — âi — aeth, daw — deuai — daeth, gwna — gwnâi — gwnaeth: rispettivamente presente-futuro, imperfetto e passato concluso.
  2. Annota persona, tempo e indizio contestuale. Davanti a awn, scrivi prima «chi?» e «quando?». Solo dopo scegli tra «andavo» e «andremo».
  3. Trasforma brevi passi. Parti da una frase corrente come Wnes i fynd adref e confrontala con Euthum adref; poi crea una negazione e una domanda, controllando la mutazione. L'obiettivo non è rendere tutto letterario, ma capire che cosa cambia.

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