A1

Declinazione dei sostantivi maschili in greco

Κλίση Αρσενικών Ουσιαστικών

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

I sostantivi maschili greci più comuni terminano al nominativo singolare in -ος, -ας o -ης. La loro desinenza cambia secondo il caso e il numero: ο δρόμος → του δρόμου → τον δρόμο («la strada → della strada → la strada» come oggetto), mentre l'articolo cambia insieme al nome.

Panoramica

Un sostantivo è una parola che indica una persona, un luogo, un oggetto o un'idea, come padre, studente o strada. In italiano la sua forma cambia soprattutto tra singolare e plurale; il ruolo nella frase viene espresso dall'ordine delle parole e da preposizioni come di, a e con. In greco moderno, invece, anche la parte finale del sostantivo può cambiare secondo il caso, cioè la forma che segnala la funzione della parola nella frase.

Per i sostantivi maschili bisogna imparare quattro casi. Il nominativo indica soprattutto il soggetto (chi compie l'azione); il genitivo esprime spesso possesso, appartenenza o relazione; l'accusativo indica soprattutto l'oggetto diretto (chi o che cosa riceve l'azione) e segue molte preposizioni; il vocativo serve per chiamare o interpellare qualcuno. Queste forme esistono al singolare e al plurale.

È un argomento fondamentale di livello A1. La buona notizia è che articolo e desinenza danno due segnali contemporaneamente: ο μαθητής è nominativo, του μαθητή genitivo e τον μαθητή accusativo. All'inizio conviene quindi memorizzare ogni forma con il suo articolo, non come una terminazione isolata.

Come funziona

Articoli e funzioni dei casi

Prima delle desinenze, è utile riconoscere gli articoli determinativi maschili. Il vocativo non ha articolo.

Caso Singolare Plurale Funzione tipica Resa italiana frequente
Nominativo ο οι soggetto il, i
Genitivo του των possesso o relazione del, di; dei, degli
Accusativo τον τους oggetto diretto; forma dopo molte preposizioni il, lo; i, gli
Vocativo persona chiamata direttamente nessun articolo: «Paolo!»

L'articolo non basta da solo: deve concordare con il sostantivo, cioè avere lo stesso genere, numero e caso. Si dice του δρόμου, non του δρόμος, e τους μαθητές, non οι μαθητές dopo una preposizione che richiede l'accusativo.

Il modello in -ος: ο δρόμος

In ο δρόμος («la strada»), la parte relativamente stabile δρομ- è il tema; la parte finale che varia è la desinenza. Questo è il modello di moltissimi nomi maschili.

Caso Singolare Plurale
Nominativo ο δρόμος οι δρόμοι
Genitivo του δρόμου των δρόμων
Accusativo τον δρόμο τους δρόμους
Vocativo δρόμε δρόμοι

Le desinenze essenziali sono:

Caso Singolare Plurale
Nominativo -ος -οι
Genitivo -ου -ων
Accusativo -ο -ους
Vocativo -οι

Per orientarsi, si può partire dalla sequenza più utile nelle frasi comuni: -ος → -ου → -ο al singolare. Al plurale, nominativo e vocativo terminano in -οι, il genitivo in -ων e l'accusativo in -ους.

Il modello in -ας: ο πατέρας

Molti nomi di persona terminano in -ας. Al singolare perdono la fuori dal nominativo; al nominativo e all'accusativo plurale hanno -ες.

Caso Singolare Plurale
Nominativo ο πατέρας οι πατέρες
Genitivo του πατέρα των πατέρων
Accusativo τον πατέρα τους πατέρες
Vocativo πατέρα πατέρες
Caso Singolare Plurale
Nominativo -ας -ες
Genitivo -ων
Accusativo -ες
Vocativo -ες

Tre forme singolari coincidono nel sostantivo: πατέρα può essere genitivo, accusativo o vocativo. Il contesto e l'articolo eliminano quasi sempre l'ambiguità: του πατέρα è genitivo, τον πατέρα accusativo, mentre Πατέρα! senza articolo è vocativo.

Il modello in -ης: ο μαθητής

Il modello in -ης funziona in modo molto simile a quello in -ας. La vocale finale cambia, ma anche qui genitivo, accusativo e vocativo singolari hanno la stessa forma del sostantivo.

Caso Singolare Plurale
Nominativo ο μαθητής οι μαθητές
Genitivo του μαθητή των μαθητών
Accusativo τον μαθητή τους μαθητές
Vocativo μαθητή μαθητές
Caso Singolare Plurale
Nominativo -ης -ες
Genitivo -ων
Accusativo -ες
Vocativo -ες

Per il livello iniziale si può ricordare questa opposizione: ο μαθητής è la forma del soggetto, mentre τον μαθητή è quella dell'oggetto. Al plurale, οι μαθητές e τους μαθητές hanno lo stesso sostantivo ma articoli diversi.

Un confronto rapido tra i tre modelli

Forma richiesta -ος -ας -ης
Nominativo singolare δρόμος πατέρας μαθητής
Genitivo singolare δρόμου πατέρα μαθητή
Accusativo singolare δρόμο πατέρα μαθητή
Vocativo singolare δρόμε πατέρα μαθητή
Nominativo plurale δρόμοι πατέρες μαθητές
Genitivo plurale δρόμων πατέρων μαθητών
Accusativo plurale δρόμους πατέρες μαθητές

Il parallelo con l'italiano aiuta solo fino a un certo punto. Του πατέρα corrisponde spesso a «del padre», ma in greco non c'è una preposizione equivalente a di davanti al nome: sono il genitivo πατέρα e l'articolo του a esprimere la relazione. In Βλέπω τον πατέρα, invece, l'italiano mantiene «il padre», mentre il greco usa l'accusativo τον πατέρα.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Ο δρόμος οδηγεί στο χωριό. La strada porta al villaggio. Nominativo singolare: ο δρόμος è il soggetto.
Το τέλος του δρόμου είναι κοντά. La fine della strada è vicina. Genitivo singolare: relazione tra «fine» e «strada».
Περνάμε τον δρόμο προσεκτικά. Attraversiamo la strada con attenzione. Accusativo singolare: oggetto diretto.
Οι δρόμοι είναι άδειοι το πρωί. Le strade sono vuote al mattino. Nominativo plurale.
Τα ονόματα των δρόμων είναι παλιά. I nomi delle strade sono antichi. Genitivo plurale in -ων.
Βλέπω τους δρόμους στον χάρτη. Vedo le strade sulla cartina. Accusativo plurale in -ους.
Ο πατέρας μαγειρεύει σήμερα. Il padre cucina oggi. Nominativo singolare in -ας.
Το αυτοκίνητο του πατέρα είναι έξω. L'auto del padre è fuori. Genitivo singolare senza .
Περιμένω τον πατέρα μου. Aspetto mio padre. Accusativo singolare.
Πατέρα, πού είσαι; Papà, dove sei? Vocativo, senza articolo.
Ο μαθητής διαβάζει στην τάξη. Lo studente legge in classe. Nominativo singolare in -ης.
Η τσάντα του μαθητή είναι εδώ. La borsa dello studente è qui. Genitivo singolare in .
Η δασκάλα βοηθάει τον μαθητή. L'insegnante aiuta lo studente. Accusativo singolare.
Οι μαθητές γράφουν μια άσκηση. Gli studenti svolgono un esercizio. Nominativo plurale in -ες.
Μιλάω με τους μαθητές. Parlo con gli studenti. με è seguito dall'accusativo.

Errori comuni

Lasciare il nome al nominativo in ogni posizione

  • Errato: Βλέπω ο μαθητής.
  • Corretto: Βλέπω τον μαθητή.
  • Perché: «lo studente» riceve l'azione di vedere ed è quindi oggetto diretto. Servono l'articolo e il sostantivo all'accusativo.

Cambiare l'articolo ma non il sostantivo

  • Errato: του δρόμος
  • Corretto: του δρόμου
  • Perché: articolo e nome devono avere lo stesso caso. Il genitivo di δρόμος termina in -ου.

Usare il plurale italiano come guida

  • Errato: οι μαθητοί
  • Corretto: οι μαθητές
  • Perché: non tutti i maschili formano il plurale allo stesso modo. δρόμοςδρόμοι, ma μαθητήςμαθητές: il modello dipende dalla classe del sostantivo.

Dimenticare il caso dopo una preposizione

  • Errato: με ο πατέρας
  • Corretto: με τον πατέρα
  • Perché: le preposizioni comuni del greco moderno, tra cui με («con»), reggono normalmente l'accusativo.

Mettere l'articolo nel vocativo

  • Errato: Ο φίλε, έλα εδώ!
  • Corretto: Φίλε, έλα εδώ!
  • Perché: quando ci si rivolge direttamente a una persona, si usa il vocativo senza articolo: «Amico, vieni qui!».

Ignorare l'accento scritto

  • Errato: ο μαθητης, των μαθητων
  • Corretto: ο μαθητής, των μαθητών
  • Perché: in greco moderno l'accento grafico fa parte dell'ortografia. Inoltre può spostarsi durante la declinazione, quindi va imparato insieme alla forma.

Note d'uso

Il vocativo compare soprattutto con persone, titoli e parole usate come appellativi: φίλε («amico»), δάσκαλε («maestro»), κύριε («signore»). Con un oggetto come δρόμος, la forma δρόμε è grammaticalmente possibile, ma nella comunicazione quotidiana è naturalmente rara perché di solito non si parla a una strada.

I nomi propri maschili sono spesso preceduti dall'articolo quando si parla della persona: Ο Νίκος είναι εδώ («Nikos è qui»). Quando la si chiama direttamente, però, l'articolo scompare e si usa il vocativo: Νίκο, έλα εδώ! («Nikos, vieni qui!»). Molti nomi propri in -ος hanno infatti il vocativo in -ο, non in ; questa forma va imparata con il nome.

Dopo le preposizioni più comuni, come με («con»), για («per»), από («da») e σε («in, a»), si usa normalmente l'accusativo: με τον φίλο, για τον μαθητή, από τον δρόμο. Σε si fonde con l'articolo: σε + τον → στον, per esempio στον δρόμο («sulla/nella strada» a seconda del contesto).

L'articolo non è obbligatorio in tutti gli usi. Dopo είμαι («essere»), una professione o una categoria può comparire senza articolo: Ο Πέτρος είναι γιατρός («Petros è medico»). Ciò non cambia la declinazione del sostantivo; dipende dal fatto che qui γιατρός indica una professione, non un medico già identificato.

Oltre le basi: particolarità e usi avanzati

Le tre tabelle principali sono sufficienti per iniziare, ma non descrivono ogni sostantivo maschile. Le osservazioni seguenti non vanno memorizzate tutte al livello A1: servono soprattutto per riconoscere forme che si incontreranno più avanti.

Lo spostamento dell'accento

In diversi nomi in -ος, specialmente quando l'accento del nominativo è lontano dalla fine, l'accento si sposta nel genitivo e talvolta nell'accusativo plurale:

  • ο άνθρωπος → του ανθρώπου → των ανθρώπων («l'uomo, dell'uomo, degli uomini»)
  • ο δάσκαλος → του δασκάλου → των δασκάλων («l'insegnante, dell'insegnante, degli insegnanti»)

Non è prudente ricavare sempre l'accento con una sola regola: nell'uso moderno esistono differenze tra parole comuni, forme dotte e preferenze consolidate. Quando si impara un nuovo nome, è utile annotare almeno nominativo singolare, genitivo singolare e nominativo plurale.

Plurali ampliati

Non ogni maschile in -ας o -ης forma il plurale in -ες. Numerosi nomi di persona, mestieri o tipi umani usano un ampliamento in -άδες o -ήδες:

  • ο ψαράς → του ψαρά → οι ψαράδες → των ψαράδων («il pescatore»)
  • ο νοικοκύρης → του νοικοκύρη → οι νοικοκύρηδες → των νοικοκύρηδων («il padrone di casa; l'uomo di casa»)

Anche maschili con altre terminazioni possono avere -δες al plurale, per esempio ο παππούς → οι παππούδες («il nonno → i nonni») e ο καφές → οι καφέδες («il caffè → i caffè»). La strategia più sicura è imparare il plurale insieme al lemma, cioè alla forma con cui il nome compare nel dizionario.

Il gruppo in -έας

Un altro gruppo frequente, spesso legato a professioni o ruoli, termina in -έας e ha un plurale diverso dal modello di πατέρας:

Caso Singolare Plurale
Nominativo ο συγγραφέας οι συγγραφείς
Genitivo του συγγραφέα των συγγραφέων
Accusativo τον συγγραφέα τους συγγραφείς
Vocativo συγγραφέα συγγραφείς

Συγγραφέας significa «scrittore». Per un principiante basta riconoscere che συγγραφείς non è un'eccezione casuale, ma appartiene a un modello proprio.

Forme uguali, funzioni diverse

Il greco presenta spesso sincretismo, termine tecnico che indica la coincidenza di più forme grammaticali. In πατέρα, per esempio, genitivo, accusativo e vocativo singolari coincidono; in μαθητές, nominativo, accusativo e vocativo plurali coincidono. Non occorre indovinare dal sostantivo isolato: articolo, preposizione e struttura della frase mostrano la funzione.

Consigli per esercitarsi

  1. Studia terne, non parole isolate. Per ogni nuovo nome annota ο δρόμος – του δρόμου – τον δρόμο e poi il plurale οι δρόμοι. In questo modo colleghi subito forma e funzione.
  2. Trasforma una frase breve. Parti da Ο μαθητής βλέπει τον δάσκαλο («Lo studente vede l'insegnante») e sostituisci prima il soggetto, poi l'oggetto, infine metti entrambi al plurale. Pronuncia anche gli articoli.
  3. Usa colori o colonne per i casi. Raccogli per qualche giorno esempi reali sotto quattro intestazioni: ο/οι, του/των, τον/τους, vocativo senza articolo. Il confronto visivo rende evidenti le forme che coincidono e quelle che cambiano.

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