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La declinazione dei sostantivi femminili in greco

Κλίση Θηλυκών Ουσιαστικών

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di greco su Settemila Lingue.

In breve

In greco moderno un sostantivo femminile cambia forma secondo numero e caso: per esempio η μέρα, της μέρας, τη μέρα, ma al plurale οι μέρες, των ημερών, τις μέρες. Per iniziare, conviene imparare ogni parola insieme all'articolo η e riconoscere i tre gruppi centrali in , e -ος.

Panoramica

La declinazione è l'insieme dei cambiamenti che una parola subisce per indicare la sua funzione nella frase. In greco moderno i sostantivi femminili si presentano soprattutto in quattro casi: il nominativo (di solito chi compie l'azione), il genitivo (spesso possesso o relazione), l'accusativo (chi o che cosa riceve direttamente l'azione, oppure il caso richiesto da molte preposizioni) e il vocativo (la forma usata per rivolgersi direttamente a qualcuno).

Per chi parte dall'italiano, la novità non è tanto il genere femminile quanto il fatto che anche la desinenza del nome cambia. L'italiano dice la lingua, della lingua, vedo la lingua e lascia invariato lingua; il greco distingue η γλώσσα, της γλώσσας, βλέπω τη γλώσσα. Articolo e sostantivo lavorano quindi insieme e mostrano caso e numero.

Questo sistema si incontra già al livello A1, perché serve in frasi quotidiane come Βλέπω τη φίλη μου (“Vedo la mia amica”) o Το σπίτι της αδελφής μου (“La casa di mia sorella”). La regola di base è regolare, ma non basta guardare l'ultima lettera: alcuni sottogruppi formano il plurale in modo diverso e il genitivo plurale sposta spesso l'accento.

Come funziona

Articolo e casi essenziali

L'articolo determinativo femminile segnala subito il caso. Al vocativo l'articolo non si usa.

Caso Singolare Plurale Funzione tipica
Nominativo η οι soggetto della frase
Genitivo της των possesso, appartenenza, relazione
Accusativo τη(ν) τις complemento oggetto; caso dopo molte preposizioni
Vocativo richiamo diretto

La grafia τη(ν) indica che si possono incontrare sia τη sia την. La presenza della ν finale dipende dal suono successivo e dalle convenzioni ortografiche; davanti a vocale e a consonanti come κ, π, τ, ξ, ψ e ai gruppi corrispondenti si conserva normalmente: την τέχνη, την πόλη. Questa variazione riguarda l'articolo, non la declinazione del nome.

Il gruppo in -α

Molti nomi femminili in aggiungono al genitivo singolare e formano nominativo e accusativo plurale in -ες.

Caso η μέρα, “giorno/giornata” η γλώσσα, “lingua”
Nominativo singolare η μέρα η γλώσσα
Genitivo singolare της μέρας της γλώσσας
Accusativo singolare τη μέρα τη γλώσσα
Vocativo singolare μέρα γλώσσα
Nominativo plurale οι μέρες οι γλώσσες
Genitivo plurale των ημερών των γλωσσών
Accusativo plurale τις μέρες τις γλώσσες
Vocativo plurale μέρες γλώσσες

Lo schema da memorizzare è dunque -α → -ας → -α al singolare e, per molti nomi, -ες → -ών → -ες al plurale. Nel genitivo plurale l'accento cade molto spesso sull'ultima sillaba: γλώσσες → γλωσσών, χώρες → χωρών.

η μέρα presenta una particolarità frequente: accanto alla forma corrente μέρα esiste la forma piena ημέρα, e il genitivo plurale normale è ημερών. Non è utile cercare di ricavarlo meccanicamente da μέρες: va imparato come parte del paradigma.

Un sottogruppo molto comune in -ία o -εια ha invece il plurale in -ίες:

Singolare Genitivo singolare Plurale Genitivo plurale
η ιστορία της ιστορίας οι ιστορίες των ιστοριών
η πλατεία της πλατείας οι πλατείες των πλατειών
η οικογένεια της οικογένειας οι οικογένειες των οικογενειών

Perciò la semplice formula “tutti i femminili in -α fanno -ες” è un buon primo orientamento, non una regola universale.

Il gruppo in -η

Il modello regolare in è molto vicino a quello in : al genitivo singolare compare -ης, mentre molti plurali terminano in -ες.

Caso η τέχνη, “arte” η αγάπη, “amore”
Nominativo singolare η τέχνη η αγάπη
Genitivo singolare της τέχνης της αγάπης
Accusativo singolare την τέχνη την αγάπη
Vocativo singolare τέχνη αγάπη
Nominativo plurale οι τέχνες οι αγάπες
Genitivo plurale των τεχνών των αγαπών
Accusativo plurale τις τέχνες τις αγάπες
Vocativo plurale τέχνες αγάπες

Lo schema di base è -η → -ης → -η e -ες → -ών → -ες. Anche qui il genitivo plurale tende a portare l'accento verso la fine: τέχνες → τεχνών.

Non tutti i nomi scritti con seguono però questo plurale. Sono molto frequenti i nomi in -ση, -ξη, -ψη, nonché alcuni nomi come πόλη:

Singolare Genitivo singolare Nominativo/accusativo plurale Genitivo plurale
η ερώτηση της ερώτησης οι/τις ερωτήσεις των ερωτήσεων
η λέξη της λέξης οι/τις λέξεις των λέξεων
η σκέψη της σκέψης οι/τις σκέψεις των σκέψεων
η πόλη της πόλης οι/τις πόλεις των πόλεων

Queste forme in -εις si pronunciano con il suono /is/, ma la loro grafia va imparata. Per un principiante è sufficiente riconoscerle e memorizzare il plurale insieme al singolare.

Il gruppo femminile in -ος

Una desinenza in -ος non garantisce che il nome sia maschile. Esiste un gruppo di femminili, spesso di uso colto, tecnico o astratto, come η οδός (“via”), η μέθοδος (“metodo”), η περίοδος (“periodo”) e η είσοδος (“ingresso”). È l'articolo η, non la sola terminazione, a rivelarne il genere.

Caso η οδός, “via” η μέθοδος, “metodo”
Nominativo singolare η οδός η μέθοδος
Genitivo singolare της οδού της μεθόδου
Accusativo singolare την οδό τη μέθοδο
Vocativo singolare οδό μέθοδο
Nominativo plurale οι οδοί οι μέθοδοι
Genitivo plurale των οδών των μεθόδων
Accusativo plurale τις οδούς τις μεθόδους
Vocativo plurale οδοί μέθοδοι

Il modello è -ος → -ου → -ο al singolare e -οι → -ων → -ους al plurale. Le desinenze assomigliano a quelle di molti nomi maschili in -ος, ma articolo, aggettivi e pronomi restano femminili: η σωστή μέθοδος, non ο σωστός μέθοδος.

Un metodo pratico per scegliere la forma

Quando costruisci una frase, procedi in questo ordine:

  1. individua il nome e ricordane il genere con l'articolo, per esempio η τέχνη;
  2. decidi se è singolare o plurale;
  3. chiediti quale funzione svolge: soggetto, relazione/possesso, oggetto o richiamo;
  4. scegli insieme articolo e desinenza: της τέχνης, τις τέχνες;
  5. controlla l'accento, soprattutto al genitivo plurale.

In italiano spesso una preposizione svolge il lavoro che in greco è affidato al caso. της φίλης può corrispondere a “dell'amica”; Βλέπω τη φίλη usa invece l'accusativo perché “l'amica” è ciò che vedo.

Esempi nel contesto

Greco Italiano Nota
Η μέρα αρχίζει νωρίς. La giornata comincia presto. η μέρα è soggetto: nominativo singolare.
Δεν θυμάμαι τη μέρα. Non ricordo il giorno. τη μέρα è oggetto: accusativo singolare.
Το φως της μέρας είναι δυνατό. La luce del giorno è intensa. της μέρας esprime una relazione.
Οι μέρες περνούν γρήγορα. I giorni passano velocemente. Nominativo plurale in -ες.
Μιλάει τρεις γλώσσες. Parla tre lingue. Accusativo plurale di γλώσσα.
Η προφορά των γλωσσών διαφέρει. La pronuncia delle lingue è diversa. Genitivo plurale con accento finale.
Αγαπώ την τέχνη. Amo l'arte. Accusativo singolare in .
Η ιστορία της τέχνης είναι συναρπαστική. La storia dell'arte è affascinante. της τέχνης è genitivo singolare.
Στην πόλη υπάρχουν δύο πλατείες. In città ci sono due piazze. πόλη è all'accusativo dopo σε; πλατείες è plurale in -ίες.
Οι ερωτήσεις των μαθητριών είναι καλές. Le domande delle studentesse sono valide. ερωτήσεις mostra il plurale in -εις.
Η οδός Αθηνάς είναι στο κέντρο. Via Athinàs è in centro. οδός è femminile nonostante -ος.
Ακολουθήστε αυτή τη μέθοδο. Seguite questo metodo. Aggettivo dimostrativo e nome sono femminili all'accusativo.
Το αποτέλεσμα της μεθόδου είναι σαφές. Il risultato del metodo è chiaro. Genitivo singolare μεθόδου.
Συγκρίνουμε τις δύο μεθόδους. Confrontiamo i due metodi. Accusativo plurale in -ους.

Errori comuni

Lasciare invariato il nome come in italiano

  • Errato: Το χρώμα της γλώσσα είναι μπλε.
  • Corretto: Το χρώμα της γλώσσας είναι μπλε.
  • Perché: dopo της serve il genitivo singolare; γλώσσα diventa γλώσσας.

Usare il nominativo per l'oggetto

  • Errato: Βλέπω η φίλη μου.
  • Corretto: Βλέπω τη φίλη μου.
  • Perché: la persona vista è il complemento oggetto, cioè chi riceve direttamente l'azione; occorre l'accusativo τη φίλη.

Trattare ogni nome in -ος come maschile

  • Errato: ο καλός μέθοδος
  • Corretto: η καλή μέθοδος
  • Perché: μέθοδος è femminile. Articolo e aggettivo devono essere femminili, anche se -ος ricorda molti nomi maschili.

Formare tutti i plurali femminili con -ες

  • Errato: οι ιστορέες, οι πόλες
  • Corretto: οι ιστορίες, οι πόλεις
  • Perché: i nomi in -ία formano normalmente -ίες; πόλη appartiene al sottogruppo con plurale -εις.

Dimenticare il cambiamento d'accento al genitivo plurale

  • Errato: των γλώσσων, των τέχνων
  • Corretto: των γλωσσών, των τεχνών
  • Perché: in molti paradigmi l'accento passa all'ultima sillaba del genitivo plurale. È meglio imparare questa forma direttamente, perché non tutti gli spostamenti sono prevedibili dalla sola grafia del nominativo.

Confondere οι e η

  • Errato: η μέρες είναι ζεστές.
  • Corretto: Οι μέρες είναι ζεστές.
  • Perché: η è l'articolo femminile singolare; οι introduce il nominativo plurale. Anche l'aggettivo passa al plurale: ζεστές.

Note d'uso

Il genitivo plurale è corretto e necessario, ma alcune forme sono meno frequenti nel parlato quotidiano perché i parlanti preferiscono una costruzione più semplice. Ciò non significa che si possa inventare la forma: quando serve, va controllata o imparata con il nome. Dizionari e materiali didattici riportano spesso nominativo singolare, genitivo singolare e nominativo plurale proprio perché queste forme permettono di riconoscere il paradigma.

Con nomi di vie, οδός compare soprattutto in indirizzi e contesti formali: οδός Αθηνάς, στην οδό Σταδίου. Nella conversazione è comune anche δρόμος, che è maschile e significa “strada”. I due nomi non hanno quindi lo stesso genere né la stessa declinazione.

Nel greco parlato μέρα è normalissimo, mentre ημέρα può apparire in espressioni più formali, composti e formule fisse. Le due forme appartengono alla stessa famiglia, fatto che spiega il genitivo plurale ημερών.

Infine, non separare mentalmente nome e articolo. Imparare soltanto μέθοδος = metodo favorisce l'errore di genere; imparare η μέθοδος, της μεθόδου fornisce subito le informazioni utili.

Oltre le basi

Le particolarità seguenti non sono da padroneggiare subito al livello A1, ma diventano importanti leggendo testi autentici.

Alcuni femminili terminano in -ού, per esempio η αλεπού (“volpe”): της αλεπούς, την αλεπού, οι αλεπούδες, των αλεπούδων, τις αλεπούδες. Altri nomi, spesso prestiti o nomi propri, possono essere indeclinabili. Questi gruppi non annullano i tre modelli centrali: mostrano soltanto che il genere non dipende da una sola desinenza.

Nei nomi in -ση, -ξη, -ψη il plurale scritto in -σεις, -ξεις, -ψεις conserva una distinzione storica che la pronuncia moderna non rende evidente. τέχνες e λέξεις finiscono entrambe con il suono /es/ o /is/ secondo la parola, ma la grafia deriva da paradigmi diversi e va rispettata. Il genitivo plurale -σεων/-ξεων/-ψεων è un altro segnale del gruppo: των αποφάσεων, των λέξεων, των σκέψεων.

L'accento greco è parte della parola, non un ornamento. Nei paradigmi può spostarsi per ragioni fonologiche e storiche: η μέθοδος → της μεθόδου, η περίοδος → των περιόδων. Per questo una scheda lessicale completa dovrebbe contenere almeno articolo, nominativo singolare, genitivo singolare e nominativo plurale; per i nomi meno regolari è utile aggiungere anche il genitivo plurale.

Il vocativo dei femminili in e coincide in genere con il nominativo senza articolo: Μαρία!, Ελένη!. Nei femminili in -ος può avere la forma senza , come οδό o μέθοδο, ma questi richiami sono rari nell'uso quotidiano; si incontrano più facilmente in stile retorico, letterario o in formule particolari.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara piccoli paradigmi, non parole isolate. Per ogni nuovo nome annota quattro forme: η γλώσσα – της γλώσσας – οι γλώσσες – των γλωσσών. Aggiungi l'accusativo quando non è immediatamente evidente.
  2. Trasforma una frase in tre passaggi. Parti da Η φίλη έρχεται, poi crea Το βιβλίο της φίλης e Βλέπω τη φίλη. In questo modo colleghi ogni caso a una funzione concreta, senza dover ricordare definizioni astratte.
  3. Raggruppa per finale e ascolta l'accento. Ripeti serie come τέχνη – τέχνης – τέχνες – τεχνών e μέθοδος – μεθόδου – μέθοδοι – μεθόδων. Il ritmo aiuta a fissare sia la desinenza sia lo spostamento dell'accento.

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