A2

Il førnutid (tempo perfetto) in danese

Førnutid

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.


concept: da-a2-foernutid lang: da ui: it title: Il førnutid danese: formazione e uso description: >- Impara a formare e usare il førnutid danese con har o er e il participio passato, distinguendolo dal passato semplice con esempi ed errori tipici. generation: article: version: native-ui-reference-v3.1 model: openai-codex/gpt-5.6-sol at: 2026-08-03T17:13:18Z reviews: spell-check: status: flagged at: 2026-08-03T17:13:17Z score: 0.0006 score-english: 0 score-coverage: 0.0006 suspects: ["possiedi"] criteria: v7 language-mixing: status: clean at: 2026-08-03T00:00:00Z criteria: v2


In breve

Il førnutid si forma normalmente con har + participio passato: Jeg har spist («Ho mangiato»). Collega un fatto passato al presente: serve per esperienze, risultati attuali e situazioni iniziate nel passato che continuano ancora. Alcuni verbi di movimento o cambiamento usano er, per esempio De er gået («Se ne sono andati»).

Panoramica

Il førnutid è un tempo composto danese paragonabile, in molti usi, al passato prossimo italiano. Il nome significa letteralmente «tempo anteriore al presente». Si costruisce con un ausiliare, cioè un verbo di appoggio, e il participio passato (datids tillægsform), la forma verbale che troviamo in parole come talt, læst e gået.

È uno dei principali argomenti del livello A2, perché permette di parlare di ciò che si è fatto, di esperienze vissute e di situazioni ancora valide. Per esempio, Jeg har læst bogen non presenta soltanto la lettura come un avvenimento nel passato: può comunicare che ora conosco il libro o che la lettura è già terminata.

La somiglianza con l’italiano è utile, ma non perfetta. In italiano il passato prossimo può indicare senza difficoltà un fatto collocato ieri; in danese, con un momento passato concluso come i går («ieri»), è normalmente preferibile il passato semplice (datid): Jeg læste bogen i går. Conviene quindi imparare il førnutid attraverso il suo legame con il presente, non traducendo automaticamente ogni passato prossimo italiano.

Come funziona

La struttura di base

La regola essenziale è:

soggetto + har + participio passato

Il soggetto è chi compie o vive l'azione. Har non cambia secondo la persona, caratteristica che rende la struttura più semplice rispetto all'italiano.

Persona Struttura danese Traduzione italiana
jeg jeg har talt ho parlato
du du har talt hai parlato
han/hun han/hun har talt ha parlato
vi vi har talt abbiamo parlato
I I har talt avete parlato
de de har talt hanno parlato

Il participio rimane invariato. Non concorda né con il soggetto né con un eventuale complemento oggetto: Hun har læst bogen e De har læst bøgerne contengono sempre læst. Per chi parla italiano, questa è una differenza importante rispetto alle costruzioni con essere e ad alcuni casi con i pronomi: in danese non bisogna modificare il participio.

Come si forma il participio passato

Molti verbi deboli, cioè verbi che formano il passato senza cambiare la radice, hanno un participio in -et oppure in -t. Tuttavia non esiste una sola regola grafica affidabile per ricavare ogni participio dall'infinito. È più sicuro imparare insieme le forme principali del verbo.

Infinito Passato semplice Participio passato Significato
at arbejde arbejdede arbejdet lavorare
at bo boede boet abitare, vivere
at åbne åbnede åbnet aprire
at tale talte talt parlare
at købe købte købt comprare
at høre hørte hørt sentire, ascoltare

I verbi forti o irregolari possono cambiare vocale o avere una forma da memorizzare. Questi sono particolarmente frequenti:

Infinito Participio passato Significato
at være været essere, stare
at have haft avere
at gøre gjort fare
at se set vedere
at læse læst leggere
at skrive skrevet scrivere
at spise spist mangiare
at tage taget prendere
at finde fundet trovare
at komme kommet venire, arrivare
at gå gået andare, camminare
at blive blevet diventare, rimanere

Nelle liste lessicali danesi si incontrano spesso le forme in sequenza, per esempio at skrive – skrev – skrevet. Memorizzare questa terna evita di confondere il passato semplice skrev con il participio skrevet.

Quando si usa er invece di har

Har è l'ausiliare normale e va usato con tutti i verbi transitivi, cioè quelli la cui azione passa a qualcosa o qualcuno: Hun har skrevet et brev («Ha scritto una lettera»). Anche moltissimi verbi intransitivi usano har.

Un gruppo di verbi intransitivi di movimento, arrivo, partenza o cambiamento può però formare il førnutid con er, soprattutto quando conta il nuovo stato raggiunto:

  • Han er kommet. — È arrivato, quindi ora è qui.
  • De er gået. — Se ne sono andati, quindi non sono più qui.
  • Hun er blevet læge. — È diventata medico.

La scelta non coincide in modo meccanico con quella italiana. Inoltre, con alcuni verbi il danese può usare har quando mette in primo piano l'attività o il percorso, non il risultato: Vi har gået ti kilometer («Abbiamo camminato per dieci chilometri»). Per iniziare, conviene memorizzare come unità le combinazioni molto comuni er kommet, er gået ed er blevet, usando har come modello generale.

Negazione e domande

Nella frase negativa ikke viene normalmente dopo l'ausiliare:

soggetto + har/er + ikke + participio

Jeg har ikke set filmen significa «Non ho visto il film». In una domanda senza parola interrogativa, l'ausiliare precede il soggetto: Har du set filmen? («Hai visto il film?»). Con una parola interrogativa, questa occupa il primo posto: Hvor længe har du boet her? («Da quanto tempo abiti qui?»).

Gli avverbi brevi come aldrig («mai») e allerede («già») si collocano spesso nello stesso spazio tra ausiliare e participio: Hun har aldrig været i Danmark; Vi har allerede spist.

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg har talt med hende. Ho parlato con lei. Il colloquio ha rilievo adesso.
Hun har læst bogen. Ha letto il libro. La lettura risulta completata.
Vi har boet her længe. Viviamo qui da molto tempo. La situazione è iniziata nel passato e continua.
De er gået. Se ne sono andati. Il risultato attuale è la loro assenza.
Har du spist? Hai mangiato? Domanda su una situazione rilevante ora.
Jeg har ikke set den endnu. Non l'ho ancora visto. Ikke ... endnu significa «non ancora».
Hun har allerede sendt beskeden. Ha già inviato il messaggio. Allerede si trova tra ausiliare e participio.
Vi har besøgt København tre gange. Abbiamo visitato Copenaghen tre volte. Esperienza ripetuta fino al presente.
Han har aldrig været i Italien. Non è mai stato in Italia. Esperienza di vita con aldrig.
Hvor længe har I kendt hinanden? Da quanto tempo vi conoscete? Il rapporto continua nel presente.
Jeg har arbejdet her siden januar. Lavoro qui da gennaio. Siden indica il punto iniziale.
Børnene er blevet trætte. I bambini si sono stancati. Er blevet segnala un cambiamento di stato.
Maria er kommet hjem. Maria è tornata a casa. L'arrivo produce uno stato attuale.
Vi har gået ti kilometer i dag. Oggi abbiamo camminato per dieci chilometri. Har gået presenta l'attività e la distanza.

Errori comuni

Usare l'infinito dopo har

  • Errato: Jeg har tale med hende.
  • Corretto: Jeg har talt med hende.
  • Perché: dopo l'ausiliare serve il participio passato talt, non l'infinito tale.

Coniugare har secondo la persona

  • Errato: Vi have læst bogen.
  • Corretto: Vi har læst bogen.
  • Perché: al presente l'ausiliare è sempre har. Have è l'infinito, mentre havde è il passato.

Confondere passato semplice e participio

  • Errato: Hun har skrev en mail.
  • Corretto: Hun har skrevet en mail.
  • Perché: skrev è il passato semplice; dopo har occorre il participio skrevet.

Copiare la concordanza italiana

  • Errato: modificare gået perché il soggetto è plurale in De er gået.
  • Corretto: De er gået.
  • Perché: nel tempo composto il participio danese resta invariato. Il numero del soggetto non ne cambia la forma.

Tradurre automaticamente «ieri ho...» con il førnutid

  • Poco naturale: Jeg har set ham i går.
  • Normale: Jeg så ham i går.
  • Perché: i går indica un periodo passato e concluso; il danese preferisce quindi il datid. L'italiano usa invece molto spesso il passato prossimo in questo contesto.

Mettere ikke dopo il participio

  • Errato: Jeg har set ikke filmen.
  • Corretto: Jeg har ikke set filmen.
  • Perché: nella principale negativa, ikke viene normalmente dopo l'ausiliare e prima del participio.

Note d'uso

Il førnutid ricorre spesso con avverbi ed espressioni che comprendono il presente: aldrig («mai»), allerede («già»), endnu («ancora»), lige («appena»), indtil nu («finora»), i dag («oggi») e denne uge («questa settimana»). Gli ultimi due indicano periodi non necessariamente conclusi. Perciò Jeg har arbejdet meget i dag è naturale se la giornata è ancora considerata in corso.

Con i + durata, il danese può descrivere una situazione che continua: Jeg har boet her i tre år. In italiano si usa normalmente il presente, «Abito qui da tre anni», non «Ho abitato qui per tre anni». Con siden si esprime invece il punto di partenza: siden 2024, siden mandag, siden jeg var barn.

La differenza tra førnutid e datid dipende dal punto di vista, non soltanto dalla distanza cronologica. Har du set filmen? chiede se possiedi ora quell'esperienza; Så du filmen i går? chiede che cosa è successo ieri. Un'indicazione temporale conclusa come sidste år, i mandags o klokken otte favorisce il datid.

Nel danese contemporaneo l'uso degli ausiliari con i verbi di movimento presenta una certa variazione e dipende anche dal significato voluto. Non è utile trasformare har contro er in un elenco rigido modellato sull'italiano. È più efficace osservare le combinazioni reali e chiedersi se la frase sottolinei un'attività svolta oppure uno stato risultante.

Oltre le basi: usi avanzati

Queste sfumature non sono indispensabili per iniziare, ma aiutano a capire testi e conversazioni più complessi.

Risultato o attività con i verbi di movimento

Con alcuni verbi, l'ausiliare contribuisce alla prospettiva della frase. Confronta:

  • Hun er rejst til Aarhus. — È partita per Aarhus: si sottolinea che ora si trova altrove.
  • Hun har rejst meget. — Ha viaggiato molto: si parla dell'attività o dell'esperienza.
  • Han er kørt hjem. — È andato a casa in un mezzo: conta la destinazione raggiunta.
  • Han har kørt hele natten. — Ha guidato tutta la notte: conta la durata dell'attività.

Non si tratta semplicemente di scegliere tra «essere» e «avere» come in italiano; entrano in gioco la transitività e il modo in cui si presenta l'evento.

Il participio fuori dal tempo composto

In Jeg har skrevet brevet, skrevet fa parte del verbo e resta invariato. Lo stesso participio può però essere usato come aggettivo, cioè come parola che descrive un nome: et skrevet brev («una lettera scritta»), skrevne breve («lettere scritte»). In quest'uso avanzato può cambiare forma. Non bisogna applicare tale concordanza al normale førnutid.

Dal førnutid al førdatid

Se il punto di riferimento non è più il presente ma un momento passato, har diventa havde: De var gået, da vi kom («Se n'erano andati quando siamo arrivati»). Questa forma è il førdatid, corrispondente al trapassato prossimo italiano. Il participio resta lo stesso; cambia soltanto il tempo dell'ausiliare.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara tre forme per volta. Per ogni nuovo verbo annota infinito, passato semplice e participio: skrive – skrev – skrevet. Poi costruisci una frase con har o, quando richiesto, con er.
  2. Contrasta presente e passato concluso. Trasforma Jeg har set filmen prima in una domanda sull'esperienza e poi in un fatto datato: Har du set filmen? / Jeg så filmen i går. Questo allena una distinzione che l'italiano spesso non rende nello stesso modo.
  3. Cerca i segnali temporali. Durante l'ascolto, nota aldrig, allerede, endnu, siden e i ... år. Ripeti l'intera combinazione, non il solo participio: har aldrig været, har boet siden.

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