B1

Il førdatid in danese

Førdatid

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

Il førdatid indica che un fatto era già compiuto prima di un altro momento passato. Si forma normalmente con havde + participio passato: Jeg havde allerede spist («Avevo già mangiato»). Con alcuni verbi di movimento o cambiamento si usa invece var, per esempio De var gået («Erano andati via»).

Panoramica

Il termine danese førdatid significa letteralmente «tempo anteriore»: serve a guardare indietro partendo da un punto che è già nel passato. In italiano corrisponde molto spesso al trapassato prossimo. Nella frase Da vi kom, var de gået («Quando siamo arrivati, erano andati via»), l’arrivo è passato, ma la loro partenza è ancora precedente.

Questo tempo viene introdotto al livello B1 perché richiede di mettere in relazione due piani temporali. Non basta che un’azione sia passata: per usare il førdatid occorre un punto di riferimento passato, cioè un avvenimento o un momento rispetto al quale l’altra azione era già avvenuta. Tale riferimento può essere espresso nella stessa frase, in una frase precedente oppure risultare evidente dal racconto.

Per chi parla italiano, l’idea di fondo è familiare: avevo mangiato e havde spist funzionano spesso nello stesso modo. La costruzione danese è però più semplice nella forma, perché havde e var non cambiano con la persona, e il participio usato nel tempo composto non concorda né con il soggetto né con un complemento.

Come funziona

La struttura fondamentale

Il førdatid è composto da:

soggetto + havde/var + participio passato

Il participio passato è la forma verbale usata nei tempi composti, come mangiato in «avevo mangiato». In danese viene chiamato kort tillægsform o datids participium.

Soggetto Ausiliare Participio Frase completa
jeg havde spist Jeg havde spist.
hun havde læst Hun havde læst.
vi havde ventet Vi havde ventet.
de var gået De var gået.

L’ausiliare (il verbo che aiuta a costruire il tempo composto) è al passato: havde è il passato di have «avere», mentre var è il passato di være «essere». La stessa forma vale per tutte le persone:

Persona Forma con have Forma con være
jeg/du/han/hun/den/det havde var
vi/I/de havde var

Non occorre quindi imparare una serie di desinenze come avevo, avevi, aveva, avevamo. A indicare la persona è il soggetto.

Come si forma il participio

Molti verbi regolari hanno un participio in -et o -t, ma la forma va imparata insieme al verbo. Nei verbi forti o irregolari può cambiare anche la vocale della radice.

Infinito Significato Passato Participio
arbejde lavorare arbejdede arbejdet
bo abitare boede boet
tale parlare talte talt
købe comprare købte købt
læse leggere læste læst
spise mangiare spiste spist
skrive scrivere skrev skrevet
se vedere set
andare, camminare gik gået
være essere var været

È importante non confondere passato e participio: spiste significa «mangiò/mangiava», mentre dopo havde serve spist. A differenza dell’italiano, il participio del tempo composto resta invariato: hun havde skrevet, de havde skrevet.

Quando scegliere havde e quando var

Havde è l’ausiliare normale e si usa con la grande maggioranza dei verbi:

  • Jeg havde glemt adressen. — Avevo dimenticato l’indirizzo.
  • Vi havde arbejdet hele dagen. — Avevamo lavorato tutto il giorno.
  • Hun havde været i København før. — Era già stata a Copenaghen.

Var compare soprattutto con alcuni verbi intransitivi di movimento o cambiamento quando si mette in primo piano il risultato, per esempio l’essere partiti o arrivati. Un verbo intransitivo è un verbo che qui non ha un complemento oggetto diretto, cioè non agisce direttamente su «qualcosa».

  • De var gået. — Erano andati via.
  • Toget var kørt. — Il treno era partito.
  • Da vi ringede, var hun kommet hjem. — Quando abbiamo telefonato, era tornata a casa.
  • Han var blevet træt. — Si era stancato.

La scelta non coincide sempre parola per parola con quella italiana. Con un verbo di movimento, var presenta spesso un cambiamento di luogo già compiuto; havde può invece presentare il movimento come attività o percorso: Han havde gået ti kilometer («Aveva camminato per dieci chilometri»), ma Han var gået hjem («Era andato a casa»). Conviene quindi imparare le costruzioni complete, non sostituire automaticamente essere con var.

Affermazioni, negazioni e avverbi

In una proposizione principale, avverbi brevi come ikke «non», aldrig «mai» e allerede «già» si collocano normalmente dopo l’ausiliare e prima del participio:

  • Jeg havde ikke hørt nyheden. — Non avevo sentito la notizia.
  • Hun havde aldrig set havet. — Non aveva mai visto il mare.
  • Vi var allerede taget hjem. — Eravamo già tornati a casa.

Nelle subordinate introdotte, per esempio, da fordi «perché» o at «che», l’avverbio precede normalmente l’ausiliare:

  • Jeg gik, fordi jeg ikke havde spist. — Me ne sono andato perché non avevo mangiato.
  • Han sagde, at han aldrig havde været der. — Disse che non c’era mai stato.

Questa differenza riguarda l’ordine delle parole danese in generale, non la formazione del førdatid in sé.

Domande e primo posto nella frase

Nelle domande senza parola interrogativa, l’ausiliare viene prima del soggetto:

  • Havde du læst bogen? — Avevi letto il libro?
  • Var de allerede gået? — Erano già andati via?

Con una parola interrogativa, questa occupa il primo posto:

  • Hvorfor havde hun ikke ringet? — Perché non aveva telefonato?
  • Hvornår var toget kørt? — Quando era partito il treno?

Il danese segue inoltre la regola del verbo al secondo posto nelle proposizioni principali. Se una subordinata temporale apre la frase, l’ausiliare della principale viene quindi prima del soggetto:

  • Da vi kom, var de gået. — Quando siamo arrivati, erano andati via.
  • Efter at han havde spist, gik han en tur. — Dopo aver mangiato, fece una passeggiata.

Il rapporto fra i due momenti passati

Il fatto più antico va al førdatid; l’evento che costituisce il riferimento è spesso al passato semplice danese, il datid:

Fatto anteriore Punto di riferimento successivo
Hun havde låst døren før hun gik.
Vi havde bestilt bord da restauranten ringede.
De var taget afsted inden jeg vågnede.

Parole come allerede «già», aldrig «mai», før «prima», inden «prima che» e da «quando» rendono spesso chiaro il rapporto, ma non sono obbligatorie. In un racconto, il riferimento può essere stato stabilito prima: Klokken otte nåede jeg frem. Mødet var begyndt. («Alle otto arrivai. La riunione era cominciata.»)

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg havde allerede spist, da hun ringede. Avevo già mangiato quando ha telefonato. L’azione di mangiare precede la telefonata.
Hun havde aldrig set havet før den ferie. Non aveva mai visto il mare prima di quella vacanza. Esperienza fino a un momento passato.
De var gået, da vi kom. Erano andati via quando siamo arrivati. Var sottolinea la partenza già compiuta.
Havde du læst bogen før kurset? Avevi letto il libro prima del corso? Domanda con inversione.
Vi havde bestilt et bord, men restauranten kunne ikke finde reservationen. Avevamo prenotato un tavolo, ma il ristorante non trovava la prenotazione. Il primo fatto spiega la situazione successiva.
Da filmen begyndte, havde vi fundet vores pladser. Quando il film è iniziato, avevamo trovato i nostri posti. Due momenti passati ordinati con chiarezza.
Han var taget hjem, fordi han var blevet syg. Era tornato a casa perché si era ammalato. Due forme con var riferite a cambiamenti compiuti.
Jeg vidste ikke, at du havde boet i Aarhus. Non sapevo che avessi abitato ad Aarhus. Il danese mantiene la forma indicativa; l’italiano può usare il congiuntivo.
Hun sagde, at hun havde glemt sin telefon. Disse che aveva dimenticato il telefono. Anteriorità nel discorso indiretto.
Vi havde ikke mødt hinanden før den aften. Non ci eravamo mai incontrati prima di quella sera. Ikke sta fra ausiliare e participio nella principale.
Da vi nåede stationen, var toget kørt. Quando abbiamo raggiunto la stazione, il treno era partito. Il risultato era già evidente all’arrivo.
Efter at børnene havde sovet, blev de i bedre humør. Dopo aver dormito, i bambini tornarono di umore migliore. Efter at esplicita la successione.
Hvorfor havde du ikke fortalt mig det? Perché non me l’avevi detto? Parola interrogativa, ausiliare e soggetto.
Hun havde arbejdet der i fem år, før hun skiftede job. Aveva lavorato lì per cinque anni prima di cambiare lavoro. Durata conclusa rispetto a un punto passato.
Jeg kunne se, at nogen havde åbnet vinduet. Vedevo che qualcuno aveva aperto la finestra. Una conseguenza presente nella scena rimanda a un fatto precedente.

Errori comuni

Usare il passato invece del participio

  • Errato: Jeg havde spiste.
  • Corretto: Jeg havde spist.
  • Perché: spiste è il passato semplice; dopo havde occorre il participio spist. È utile memorizzare i verbi in tre forme: spise – spiste – spist.

Scegliere var solo perché in italiano c’è «essere»

  • Errato: Jeg var spist morgenmad.
  • Corretto: Jeg havde spist morgenmad.
  • Perché: spise prende normalmente have/havde. Gli ausiliari delle due lingue non si possono abbinare meccanicamente parola per parola.

Dimenticare var con una partenza già compiuta

  • Poco naturale nel significato voluto: De havde gået, da vi kom.
  • Corretto: De var gået, da vi kom.
  • Perché: qui si intende che erano andati via, quindi si presenta un cambiamento di luogo compiuto. Havde gået è invece possibile quando indica l’attività o il percorso: De havde gået hele dagen («Avevano camminato tutto il giorno»).

Mettere la negazione nel posto sbagliato

  • Errato nella principale: Jeg ikke havde set filmen.
  • Corretto: Jeg havde ikke set filmen.
  • Perché: nella proposizione principale ikke segue l’ausiliare. In una subordinata l’ordine cambia: fordi jeg ikke havde set filmen.

Usare il førdatid senza un riferimento passato

  • Inadeguato senza altro contesto: I går havde jeg købt en bog.
  • Corretto per un semplice fatto passato: I går købte jeg en bog.
  • Corretto con un riferimento: Da butikken lukkede, havde jeg købt bogen.
  • Perché: «ieri» colloca solo il fatto nel passato; non crea da solo un secondo momento passato rispetto al quale l’acquisto fosse già concluso.

Far concordare il participio

  • Errato: De havde skrevne brevene.
  • Corretto: De havde skrevet brevene.
  • Perché: nel tempo composto il participio resta nella forma invariabile skrevet. Le forme flesse del participio appartengono ad altri usi, per esempio quando funziona come aggettivo.

Note d’uso

Il førdatid è comune sia nel parlato sia nello scritto. È particolarmente utile nei racconti, nelle spiegazioni e nelle ricostruzioni: chiarisce che una causa, una preparazione o un’esperienza precede la scena principale. Gli avverbi allerede, lige «appena», aldrig e le espressioni con før sono frequenti, ma la forma non dipende dalla loro presenza.

Non è necessario ripetere il førdatid in ogni frase di una lunga sequenza retrospettiva. Una volta stabilito che il racconto è tornato a un periodo precedente, un parlante può passare al datid se l’ordine degli eventi rimane chiaro. Il førdatid segnala il salto all’indietro o elimina un’ambiguità; non è un’etichetta da applicare automaticamente a ogni evento cronologicamente più antico.

Anche l’italiano alterna talvolta trapassato e passato in base alla prospettiva del racconto, ma le due lingue non fanno sempre le stesse scelte stilistiche. Durante la comprensione conviene chiedersi: «Qual è il punto passato da cui si guarda indietro?». Durante la produzione, invece, è meglio usare il førdatid quando l’anteriorità è importante per capire cause e successione.

La pronuncia spontanea può rendere havde poco distinto, ma nello scritto la forma completa resta obbligatoria. Non bisogna quindi eliminare l’ausiliare solo perché nell’ascolto sembra debole.

Oltre le basi: usi avanzati

Discorso indiretto

Dopo un verbo al passato, il førdatid può indicare che il contenuto riferito è anteriore al momento in cui qualcuno ha parlato o pensato:

  • Hun forklarede, at hun havde mistet billetten. — Spiegò che aveva perso il biglietto.
  • Jeg troede, at de var taget hjem. — Pensavo che fossero tornati a casa.

Non si tratta di trasformare automaticamente ogni verbo dopo sagde o troede. Il førdatid serve quando è davvero necessario mostrare un livello temporale precedente.

Ipotesi irreali sul passato

Nelle frasi ipotetiche contrarie ai fatti, la stessa forma può presentare una condizione passata che non si è realizzata:

  • Hvis jeg havde vidst det, ville jeg være kommet tidligere. — Se l’avessi saputo, sarei venuto prima.
  • Hvis vi var taget afsted før, ville vi have nået toget. — Se fossimo partiti prima, avremmo preso il treno.

Qui havde vidst e var taget non descrivono fatti reali già conclusi: costruiscono uno scenario immaginario. Nella conseguenza, ville presenta ciò che sarebbe accaduto. Questo uso appartiene a uno studio più avanzato del periodo ipotetico, ma riconoscere la forma evita di interpretare la frase come una semplice cronologia.

Costruzioni più lunghe

Il nucleo del førdatid può contenere participi che fanno parte di strutture più complesse:

  • Huset var blevet solgt. — La casa era stata venduta.
  • Hun havde ikke kunnet komme. — Non era potuta venire.

In var blevet solgt, var blevet colloca nel passato anteriore il cambiamento espresso da blive, mentre solgt completa la costruzione passiva. In havde kunnet, il participio del verbo modale kunne è kunnet. Per analizzare queste frasi, è utile trovare prima l’ausiliare coniugato e poi procedere verso destra.

Anteriorità esplicita o affidata al contesto

Con connettivi molto chiari, nel parlato si può incontrare il passato semplice dove una descrizione più sorvegliata sceglierebbe il førdatid. Ciò non rende i due tempi equivalenti: il datid racconta eventi passati, mentre il førdatid imposta esplicitamente un rapporto di anteriorità. Nello studio e nella scrittura, usarlo nei punti di cambio temporale rende il testo più preciso.

Consigli per esercitarsi

  1. Disegna una linea del tempo. Prendi due azioni, per esempio spise e ringe. Metti la più antica al førdatid e la successiva al datid: Jeg havde spist, da hun ringede. Poi inverti l’ordine delle proposizioni senza cambiare i tempi.
  2. Impara tre forme per volta. Crea una lista breve con infinito, passato e participio: skrive – skrev – skrevet, se – så – set. Costruisci una frase al datid e una al førdatid per ogni verbo.
  3. Ascolta gli indizi di anteriorità. In un racconto danese, annota havde, var, allerede, før e da. Per ogni forma composta, identifica il momento passato rispetto al quale l’azione era già avvenuta.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Il førnutid danese — introduce gli ausiliari har/er e il participio; il førdatid trasferisce lo stesso rapporto di anteriorità a un punto di riferimento passato.

Prerequisito

Il førnutid (tempo perfetto) in daneseA2

Altri concetti di livello B1

Esercitati con Førdatid in danese usando un account Settemila Lingue gratuito. Imposteremo danese · B1 e genereremo schede dedicate proprio a questo concetto grammaticale.

Esercitati su questo concetto