A1

Verbi comuni in vietnamita

Động Từ Phổ Biến

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di vietnamita su Settemila Lingue.

In breve

I verbi vietnamiti non cambiano forma secondo la persona, il numero o il tempo: tôi đi, anh ấy đi e chúng tôi đi contengono sempre lo stesso verbo đi. In una frase semplice si usa di solito l'ordine soggetto + verbo + complemento; il tempo si ricava dal contesto o da parole come đã, đang e sẽ.

Panoramica

Per affrontare una conversazione quotidiana servono anzitutto nove verbi: đi «andare», đến «venire/arrivare», ăn «mangiare», uống «bere», ngủ «dormire», làm «fare/lavorare», nói «parlare/dire», viết «scrivere» e đọc «leggere». Sono parole brevi, ma permettono già di parlare di spostamenti, pasti, lavoro, riposo e comunicazione.

Questo argomento si incontra al livello A1 del QCER. La buona notizia per chi parla italiano è che non occorre imparare coniugazioni: la forma del verbo resta invariata. La difficoltà si sposta però sull'ordine delle parole, sulla scelta del pronome e sulla pronuncia. In vietnamita ogni segno grafico fa parte della parola: đi, đến e đọc non vanno scritti senza i rispettivi segni.

Un verbo non porta da solo tutte le informazioni che un verbo italiano può esprimere con la desinenza. In Tôi ăn, per esempio, ăn può corrispondere a «mangio» oppure, in un contesto adatto, a un'azione abituale. Per collocare con precisione l'azione nel tempo si aggiunge un'espressione come hôm qua «ieri» o un indicatore di aspetto (una parola che presenta l'azione come in corso, compiuta o prevista).

Come funziona

I nove verbi essenziali

Verbo Significato di base Costruzioni frequenti Esempio breve
đi andare, partire đi làm andare al lavoro; đi học andare a scuola/studiare Tôi đi làm.
đến venire, arrivare, giungere đến trường arrivare a scuola; đến đây venire qui Bạn đến đây.
ăn mangiare ăn cơm mangiare/fare un pasto; ăn sáng fare colazione Chúng tôi ăn cơm.
uống bere uống nước bere acqua; uống cà phê bere caffè Em uống trà.
ngủ dormire đi ngủ andare a dormire; ngủ ngon dormire bene Em bé ngủ.
làm fare, produrre, lavorare làm việc lavorare; làm bánh preparare dolci Tôi làm việc.
nói parlare, dire nói tiếng Việt parlare vietnamita; nói chuyện conversare Bạn nói chậm.
viết scrivere viết thư scrivere una lettera; viết tên scrivere il nome Tôi viết thư.
đọc leggere đọc sách leggere libri; đọc báo leggere il giornale Ông đọc báo.

La traduzione italiana aiuta a orientarsi, ma non sempre coincide parola per parola. Ăn cơm può indicare in generale «mangiare» o «fare un pasto», anche quando il riso non è il punto centrale del discorso. Làm copre sia «fare» sia «lavorare», ma per parlare esplicitamente dell'attività lavorativa è molto comune làm việc. Per «scrivere un messaggio» si usa invece viết, non làm soltanto perché in italiano si può dire informalmente “fare un messaggio”.

La forma non cambia

In italiano diciamo «io mangio», «lui mangia», «noi mangiamo». In vietnamita il verbo resta ăn in tutti i casi:

Soggetto Frase vietnamita Italiano
tôi Tôi ăn. Io mangio.
anh ấy Anh ấy ăn. Lui mangia.
chúng tôi Chúng tôi ăn. Noi mangiamo.

Non esiste neppure una forma separata equivalente all'infinito (la forma italiana citata nei dizionari, come «mangiare»). In Tôi muốn ăn «Voglio mangiare», sia muốn sia ăn compaiono nella loro forma normale, senza una parola equivalente a «di» o «a» tra i due verbi.

La frase minima

La struttura più sicura per iniziare è:

soggetto + verbo + complemento oggetto

Il complemento oggetto è la persona o la cosa su cui ricade direttamente l'azione. In Tôi đọc sách, tôi è il soggetto, đọc è il verbo e sách «libro/libri» è il complemento oggetto.

Struttura Vietnamita Italiano
soggetto + verbo Em bé ngủ. Il bambino dorme.
soggetto + verbo + oggetto Tôi đọc sách. Leggo un libro / dei libri.
soggetto + verbo + luogo Chúng tôi đến Hà Nội. Arriviamo ad Hanoi.
tempo + soggetto + verbo + oggetto Hôm nay tôi viết thư. Oggi scrivo una lettera.

Il vietnamita non segnala sempre singolare, plurale o determinatezza nello stesso modo dell'italiano. Perciò sách può essere reso, secondo il contesto, con «un libro», «il libro» o «libri». È meglio imparare la frase intera senza cercare di aggiungere un articolo vietnamita a ogni nome.

Tempo e svolgimento dell'azione

I verbi non si coniugano al passato o al futuro. Si possono usare parole temporali e indicatori posti normalmente prima del verbo:

Valore Schema Esempio Significato
abituale o generale soggetto + verbo Tôi đọc báo mỗi sáng. Leggo il giornale ogni mattina.
in corso soggetto + đang + verbo Tôi đang đọc. Sto leggendo.
compiuto o anteriore soggetto + đã + verbo Tôi đã đọc. Ho letto / lessi.
previsto o futuro soggetto + sẽ + verbo Tôi sẽ đọc. Leggerò.

Queste parole non funzionano come desinenze obbligatorie. Se hôm qua «ieri» rende già chiaro il momento, una frase può essere comprensibile anche senza đã. Inoltre đã, đang e sẽ presentano il modo in cui l'azione si colloca nel discorso, non una copia esatta dei tempi italiani. Al livello A1 basta ricordare la loro posizione tipica prima del verbo.

Negazione e domande semplici

Per negare un'azione si mette không prima del verbo:

  • Tôi không uống cà phê. — Non bevo caffè.
  • Anh ấy không đọc báo. — Lui non legge il giornale.

Una domanda a cui si risponde sì o no può essere costruita con có ... không attorno al gruppo verbale:

  • Bạn có uống trà không? — Bevi tè?
  • Chị có nói tiếng Việt không? — Parli vietnamita?

Nella risposta breve il verbo può essere ripreso: esprime una risposta affermativa in molti contesti, mentre không nega. Le scelte concrete dipendono dal tipo di domanda, ma lo schema sopra è un buon punto di partenza.

Đi e đến: due prospettive sul movimento

Đi presenta normalmente l'allontanamento o il fatto di andare verso una destinazione; đến mette a fuoco l'arrivo a una meta oppure il movimento verso il luogo rilevante nel discorso.

  • Tôi đi Hà Nội ngày mai. — Domani vado ad Hanoi.
  • Tôi đến Hà Nội lúc tám giờ. — Arrivo ad Hanoi alle otto.
  • Đến đây! — Vieni qui!

Con molte destinazioni non serve tradurre automaticamente la preposizione italiana «a»: si può dire đi chợ «andare al mercato», đến trường «arrivare a scuola». Alcune combinazioni sono diventate espressioni molto frequenti: đi làm significa «andare al lavoro» e đi học può significare «andare a lezione/studiare».

Esempi nel contesto

Vietnamita Italiano Nota
Tôi đi làm mỗi ngày. Vado al lavoro ogni giorno. Abitudine; mỗi ngày indica la frequenza.
Ngày mai chúng tôi đến Hà Nội. Domani arriviamo ad Hanoi. Il riferimento futuro è già dato da ngày mai.
Chúng tôi ăn cơm lúc bảy giờ. Mangiamo alle sette. Ăn cơm indica comunemente il pasto.
Em uống cà phê vào buổi sáng. Bevo caffè al mattino. Em vale «io» se chi parla si presenta come più giovane.
Em bé đang ngủ. Il bambino sta dormendo. Đang presenta l'azione in corso.
Tôi làm việc ở nhà. Lavoro da casa. Làm việc significa «lavorare».
Mẹ làm bánh cho cả nhà. La mamma prepara un dolce per tutta la famiglia. Làm ha qui il senso di «preparare/fare».
Anh ấy nói tiếng Việt rất giỏi. Lui parla molto bene vietnamita. La valutazione della capacità segue il gruppo verbale.
Chị ấy đang nói chuyện với khách hàng. Lei sta parlando con un cliente. Nói chuyện với significa «conversare con».
Tôi viết thư cho bạn. Scrivo una lettera a un amico. Cho introduce qui il destinatario.
Bạn viết tên vào đây nhé. Scrivi qui il tuo nome, per favore. Nhé rende l'invito più amichevole.
Tôi đọc sách trước khi ngủ. Leggo prima di dormire. Due verbi con un collegamento temporale.
Ông đọc báo mỗi sáng. Il signore legge il giornale ogni mattina. Ông può indicare un uomo anziano o essere una forma di rispetto.
Hôm qua tôi đã uống trà. Ieri ho bevuto tè. Hôm qua colloca l'azione nel passato; đã la presenta come compiuta.
Bạn có ăn thịt không? Mangi carne? Domanda con có ... không.

Errori comuni

Inserire come se fosse «essere» in un tempo composto

  • Sbagliato: Tôi là đi làm.
  • Corretto: Tôi đi làm. / Tôi đang đi làm.
  • Perché: il vietnamita non forma i tempi verbali con un ausiliare equivalente a «essere». serve soprattutto per identità e definizioni; per un'azione in corso si usa đang prima del verbo.

Mettere l'indicatore temporale dopo il verbo principale

  • Sbagliato: Tôi ăn đã cơm.
  • Corretto: Tôi đã ăn cơm.
  • Perché: đã precede normalmente il verbo o il gruppo verbale che presenta come compiuto.

Tradurre sempre la preposizione italiana «a» davanti a un luogo

  • Sbagliato: Tôi đi ở trường. se si intende «Vado a scuola».
  • Corretto: Tôi đi học. oppure Tôi đến trường.
  • Perché: indica soprattutto la posizione «essere/stare a, in»; non è una preposizione universale da inserire dopo ogni verbo di movimento.

Usare làm per qualsiasi cosa resa con «fare»

  • Sbagliato: Tôi làm một email.
  • Corretto: Tôi viết email.
  • Perché: làm è molto ampio, ma il vietnamita preferisce il verbo specifico quando l'attività è scrivere: viết thư, viết email, viết tên.

Dimenticare tiếng con il nome della lingua

  • Sbagliato: Tôi nói Việt Nam.
  • Corretto: Tôi nói tiếng Việt.
  • Perché: Việt Nam è il paese; tiếng Việt è la lingua vietnamita. La costruzione normale è nói + tiếng + nome della lingua.

Omettere accenti e segni perché la tastiera è scomoda

  • Sbagliato: Toi uong ca phe.
  • Corretto: Tôi uống cà phê.
  • Perché: i segni distinguono vocali e toni e possono cambiare la parola. Non sono decorativi: conviene attivare fin dall'inizio una tastiera vietnamita.

Note d'uso

I pronomi vietnamiti dipendono dal rapporto tra le persone. Nelle frasi di questa pagina tôi è una scelta neutra e relativamente formale per «io», mentre em può significare «io» quando chi parla è più giovane rispetto all'interlocutore. Non bisogna quindi memorizzare em come una traduzione fissa di «io». Il verbo, invece, non cambia: tôi uống ed em uống usano entrambi uống.

In italiano il soggetto può spesso essere omesso perché «mangio» e «mangiamo» indicano già chi compie l'azione. Il vietnamita non dispone di questa informazione nella forma verbale. Il soggetto può comunque mancare quando la situazione lo rende evidente, soprattutto nel dialogo, ma per un principiante è più sicuro esprimerlo finché non si comprende bene il contesto sociale e discorsivo.

Đi, ăn, uống e ngủ ricorrono spesso in formule quotidiane. Ăn cơm chưa? significa letteralmente «Hai già mangiato?» ed è anche un modo cordiale di interessarsi all'altra persona. Ngủ ngon! è l'augurio «Dormi bene!». Queste espressioni mostrano perché conviene imparare gruppi di parole interi, non verbi isolati.

Con nói l'avverbio di modo o la valutazione seguono spesso il verbo e il suo complemento: nói chậm «parlare lentamente», nói tiếng Việt giỏi «parlare bene vietnamita». Rất giỏi sottolinea una capacità elevata; per una semplice descrizione del modo si può incontrare anche nói tốt, secondo il contesto.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa parte non è da memorizzare subito. Serve a riconoscere sviluppi molto frequenti che verranno approfonditi dopo il livello A1.

Più verbi in sequenza

Il vietnamita combina facilmente più verbi senza una congiunzione o una forma infinitiva:

  • đi ăn — andare a mangiare;
  • đi ngủ — andare a dormire;
  • đến nói chuyện — venire a parlare;
  • đọc sách học tiếng Việt — leggere libri per studiare il vietnamita, in un contesto appropriato.

Il rapporto preciso tra le azioni dipende dall'ordine e dal contesto: movimento verso uno scopo, azioni successive, modo o risultato. Non tutte le sequenze italiane possono essere trasferite parola per parola; è meglio raccogliere combinazioni realmente attestate come đi làm, đi học e đi ăn.

Verbi di dire e scelta del complemento

Nói può introdurre ciò che viene detto, la lingua o l'interlocutore, ma usa costruzioni diverse:

  • nói tiếng Việt — parlare vietnamita;
  • nói chuyện với bạn — parlare/conversare con un amico;
  • nói với tôi — dire a me;
  • nói rằng... — dire che..., in uno stile più articolato.

Queste differenze diventano importanti quando si costruiscono frasi con più proposizioni (gruppi di parole che contengono un proprio predicato).

Đi come particella finale

In Đi đi! «Vai!» il primo đi è il verbo di movimento e il secondo contribuisce al tono dell'esortazione. In frasi come Ăn đi! «Mangia!» il đi finale non significa letteralmente «andare»: funziona come particella, cioè una breve parola che modifica l'atteggiamento comunicativo della frase. È un uso comune, ma distinto dal verbo đi studiato nella regola di base.

Indicatori non obbligatori

A un livello più avanzato si scopre che đã, đang e sẽ non corrispondono in modo rigido a passato, presente e futuro italiani. Il parlante può ometterli quando il tempo è evidente, oppure sceglierli per mettere in risalto il carattere compiuto, progressivo o previsto dell'evento. La domanda utile non è soltanto «quando accade?», ma anche «come viene presentata l'azione nel discorso?».

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci famiglie di tre frasi. Scegli un verbo e mantienilo invariato cambiando il soggetto: Tôi đọc, anh ấy đọc, chúng tôi đọc. Poi aggiungi un oggetto o un'espressione di tempo.
  2. Impara combinazioni, non liste. Associa ogni verbo ad almeno due gruppi frequenti: đi làm / đi học, ăn cơm / ăn sáng, uống nước / uống cà phê, đọc sách / đọc báo. In questo modo apprendi anche l'ordine naturale delle parole.
  3. Registra e confronta la pronuncia. Leggi ad alta voce frasi molto brevi mantenendo tutti i segni grafici. Ascolta una registrazione affidabile e controlla soprattutto il tono di đến, uống, ngủ, viết e đọc.

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