A1

Dire l’ora e la data in ebraico

שעון ותאריכים

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ebraico su Settemila Lingue.

In breve

Per chiedere l’ora si dice מה השעה? e si risponde con השעה più un numero femminile: השעה שלוש (“sono le tre”). Per indicare quando avviene qualcosa, l’ebraico usa spesso il prefisso ב־: בשלוש (“alle tre”), ביום שלישי (“martedì”), בינואר (“a gennaio”). I giorni dalla domenica al venerdì sono numerati; il sabato si chiama שבת.

Panoramica

Saper parlare di orari e date serve fin dalle prime conversazioni: per fissare un appuntamento, leggere gli orari dei mezzi, dire quando si lavora o chiedere la data. È quindi un argomento centrale del livello A1, ma riunisce più piccoli sistemi: le ore, i minuti, i giorni della settimana, i mesi e le stagioni.

Per un italofono, due differenze meritano attenzione fin dall’inizio. La prima è che in ebraico moderno al presente non si inserisce un verbo equivalente a “essere” in frasi come השעה שלוש: letteralmente, la struttura è “l’ora tre”. La seconda è il genere dei numeri. שעה (“ora”) è un nome femminile, cioè una parola trattata grammaticalmente come femminile, e le ore richiedono quindi le forme numerali femminili.

La vita quotidiana in Israele segue normalmente il calendario gregoriano, con i mesi internazionali. Il calendario ebraico compare però nelle feste, nelle ricorrenze, nei documenti religiosi e in varie occasioni pubbliche. Conviene dunque dominare prima il calendario civile e imparare poi a riconoscere i mesi ebraici più frequenti.

Come funziona

Chiedere “quando?” e “a che ora?”

Le domande principali non sono intercambiabili in ogni contesto.

Ebraico Italiano Uso
מה השעה? Che ore sono? Chiede l’ora attuale.
מתי? Quando? Domanda generale su un momento.
באיזו שעה? A che ora? Chiede l’orario di un evento.
באיזה יום? In che giorno? Chiede il giorno della settimana.
מה התאריך היום? Che data è oggi? Chiede la data odierna.

מתי? è la soluzione più semplice e versatile: מתי הפגישה? significa “quando è la riunione?”. Se interessa precisamente l’ora, si usa באיזו שעה?. L’espressione מה השעה?, invece, è normalmente una domanda autonoma sull’ora del momento.

Le ore intere

La struttura di base è:

השעה + numero femminile

L’articolo ה־ (“il/la”) è un prefisso, cioè un breve elemento attaccato all’inizio della parola: שעה è “ora”, mentre השעה è “l’ora”. Al presente non occorre aggiungere alcun verbo.

Ora Forma ebraica Significato
1:00 השעה אחת È l’una.
2:00 השעה שתיים Sono le due.
3:00 השעה שלוש Sono le tre.
4:00 השעה ארבע Sono le quattro.
5:00 השעה חמש Sono le cinque.
6:00 השעה שש Sono le sei.
7:00 השעה שבע Sono le sette.
8:00 השעה שמונה Sono le otto.
9:00 השעה תשע Sono le nove.
10:00 השעה עשר Sono le dieci.
11:00 השעה אחת עשרה Sono le undici.
12:00 השעה שתים עשרה Sono le dodici.

Nell’ebraico senza segni vocalici, שמונה si scrive allo stesso modo nelle due forme di genere, ma la pronuncia cambia. Per iniziare, è più utile memorizzare l’intera serie delle ore come un blocco, anziché cercare di ricostruire ogni volta il genere del numero.

Quando l’ora risponde a “a che ora?”, השעה scompare di solito e si aggiunge ב־ (“a/in”):

  • הפגישה בשלוש. — La riunione è alle tre.
  • אני מגיע בשמונה. — Arrivo alle otto.
  • השיעור מתחיל באחת. — La lezione comincia all’una.

Davanti ad אחת, il prefisso appare nella scrittura come באחת. Non bisogna separarlo con uno spazio.

Minuti, quarti e mezze ore

Per aggiungere minuti si usa spesso ו־, il prefisso che significa “e”:

Ora Forma comune Resa italiana
3:05 שלוש וחמש Le tre e cinque.
3:10 שלוש ועשר Le tre e dieci.
3:15 שלוש ורבע Le tre e un quarto.
3:30 שלוש וחצי Le tre e mezza.
3:45 רבע לארבע Le quattro meno un quarto.
3:50 עשר לארבע Le quattro meno dieci.

רבע significa “un quarto” e חצי “metà”. Con i minuti che mancano all’ora successiva si usa ל־, qui con il senso di “a/mancante a”: חמש לארבע è “le quattro meno cinque”. È possibile anche dire un orario seguendo le cifre, soprattutto in contesti formali o quando la precisione è importante.

L’italiano e l’ebraico coincidono in שלוש וחצי, “tre e mezza”. Ciò evita la trappola presente in alcune altre lingue, ma resta importante nominare l’ora già iniziata: ארבע וחצי è 4:30, non 3:30.

Per precisare si possono aggiungere:

  • בדיוק — esattamente: השעה שלוש בדיוק;
  • בערך — circa: בערך בשלוש;
  • בבוקר — di mattina;
  • בצהריים — a mezzogiorno / nel primo pomeriggio;
  • אחר הצהריים — di pomeriggio;
  • בערב — di sera;
  • בלילה — di notte.

Nel parlato il ciclo di dodici ore è molto comune, perciò שבע בבוקר e שבע בערב distinguono le sette del mattino dalle sette di sera. Negli orari scritti, nei biglietti e nei programmi si incontra spesso la notazione di ventiquattro ore, per esempio 14:30.

I giorni della settimana

La settimana ebraica si organizza a partire da domenica. I nomi da domenica a giovedì significano letteralmente “primo giorno”, “secondo giorno” e così via. Venerdì è il “sesto giorno”; sabato ha il nome proprio שבת.

Giorno Ebraico Indicazione temporale
domenica יום ראשון ביום ראשון
lunedì יום שני ביום שני
martedì יום שלישי ביום שלישי
mercoledì יום רביעי ביום רביעי
giovedì יום חמישי ביום חמישי
venerdì יום שישי ביום שישי
sabato שבת / יום שבת בשבת / ביום שבת

In italiano diciamo semplicemente “martedì”; in ebraico la forma completa include יום, “giorno”. Per dire “oggi è martedì” si costruisce היום יום שלישי. Per dire “martedì faccio qualcosa” si usa normalmente ביום שלישי.

Espressioni molto utili sono היום (“oggi”), מחר (“domani”) e אתמול (“ieri”). Si incontrano inoltre השבוע (“questa settimana”), בשבוע הבא (“la prossima settimana”) e בסוף השבוע (“nel fine settimana”).

Mesi e stagioni

I nomi civili dei mesi sono adattamenti ebraici dei nomi internazionali. Per “a/in gennaio” si antepone ב־: בינואר.

Italiano Ebraico Con “in/a”
gennaio ינואר בינואר
febbraio פברואר בפברואר
marzo מרץ במרץ
aprile אפריל באפריל
maggio מאי במאי
giugno יוני ביוני
luglio יולי ביולי
agosto אוגוסט באוגוסט
settembre ספטמבר בספטמבר
ottobre אוקטובר באוקטובר
novembre נובמבר בנובמבר
dicembre דצמבר בדצמבר

Le quattro stagioni sono אביב (primavera), קיץ (estate), סתיו (autunno) e חורף (inverno). Nelle espressioni temporali si dicono spesso באביב, בקיץ, בסתיו, בחורף: “in primavera”, “in estate”, “in autunno”, “in inverno”.

Esprimere una data

Una data civile si scrive comunemente con cifre, per esempio 5 במאי 2026. Nel pronunciarne il giorno, l’ebraico standard usa la serie maschile dei numeri cardinali (i normali numeri usati per contare), come se fosse sottinteso יום, “giorno”, che è maschile:

  • אחד במאי — il primo maggio;
  • שניים במאי — il due maggio;
  • שלושה במאי — il tre maggio;
  • חמישה במאי — il cinque maggio.

Questa è una differenza notevole rispetto all’ora: השעה שלוש è “le tre”, ma שלושה ביולי è “il tre luglio”. In italiano il genere del numero non cambia; in ebraico il nome sottinteso determina la forma. All’inizio conviene esercitare questi contrasti a coppie.

Una data completa può includere anche il giorno della settimana: יום שלישי, 5 במאי 2026. Nell’uso corrente l’ordine è dunque giorno, mese, anno, come normalmente avviene in italiano.

Esempi nel contesto

Ebraico Italiano Nota
מה השעה? Che ore sono? Domanda sull’ora attuale.
השעה שלוש. Sono le tre. Ora intera, numero femminile.
עכשיו שתיים וחצי. Adesso sono le due e mezza. Nel parlato si può omettere השעה.
הפגישה ברבע לארבע. La riunione è alle quattro meno un quarto. ב־ introduce l’orario.
הרכבת מגיעה בשמונה ועשר. Il treno arriva alle otto e dieci. Orario di un evento.
מתי מתחיל הסרט? Quando comincia il film? Domanda generale con מתי.
הסרט מתחיל בתשע בערב. Il film comincia alle nove di sera. Specifica la parte del giorno.
היום יום שלישי. Oggi è martedì. Al presente non serve “essere”.
אנחנו עובדים ביום ראשון. Lavoriamo domenica. Giorno con ביום.
מחר יום שישי. Domani è venerdì. Espressione di calendario.
יום ההולדת שלי בחמישה במאי. Il mio compleanno è il cinque maggio. Giorno della data nella forma maschile.
אנחנו נוסעים בינואר. Partiamo a gennaio. Mese con ב־.
בקיץ חם בישראל. In estate fa caldo in Israele. Stagione con ב־.
באיזה תאריך הפגישה? In che data è la riunione? Domanda sulla data precisa.
ראש השנה בתשרי. Rosh ha-Shanah cade nel mese di Tishrì. Riferimento al calendario ebraico.

Errori comuni

Usare il numero maschile per l’ora

  • Non corretto: השעה שלושה
  • Corretto: השעה שלוש
  • Perché: שעה è femminile, quindi “le tre” richiede שלוש. שלושה serve invece, per esempio, nel giorno del mese: שלושה במאי.

Aggiungere un verbo equivalente a “essere”

  • Non corretto: השעה היא שלוש
  • Corretto: השעה שלוש
  • Perché: nella normale indicazione dell’ora al presente l’ebraico mette direttamente השעה e il numero. Una costruzione con pronome può esistere in altri tipi di frase, ma qui suona inutilmente pesante.

Dimenticare il prefisso davanti all’orario di un evento

  • Non corretto: הפגישה שלוש
  • Corretto: הפגישה בשלוש
  • Perché: השעה שלוש dice che ore sono; בשלוש significa “alle tre”. L’italiano distingue le due funzioni con “sono” e “alle”, mentre l’ebraico le distingue soprattutto tramite ב־.

Tradurre i giorni parola per parola dall’italiano

  • Non corretto: usare soltanto שלישי per dire “martedì” in una frase neutra da principiante.
  • Corretto: היום יום שלישי oppure ביום שלישי.
  • Perché: il nome completo del giorno contiene normalmente יום. In titoli, calendari o discorso molto ellittico si possono trovare forme abbreviate, ma la struttura completa è la base più sicura.

Confondere מה השעה? e באיזו שעה?

  • Non corretto: מה השעה הפגישה?
  • Corretto: באיזו שעה הפגישה? oppure מתי הפגישה?
  • Perché: מה השעה? chiede che ore sono adesso. Per l’orario di un appuntamento si domanda “a quale ora?” o, più in generale, “quando?”.

Scrivere separato ciò che è un prefisso

  • Non corretto: ב ינואר, ב יום שלישי
  • Corretto: בינואר, ביום שלישי
  • Perché: ב־, ו־ e ל־ si attaccano graficamente alla parola seguente.

Note d’uso

Nel parlato, se è già chiaro che si sta parlando dell’ora, השעה può essere omesso. Alla domanda מה השעה? è naturale rispondere semplicemente שלוש וחצי. Per chi studia, ripetere inizialmente la forma completa aiuta però a ricordare che il numero dell’ora è femminile.

Le espressioni con רבע e חצי sono comuni e spontanee. La notazione a ventiquattro ore è soprattutto visiva e formale: un tabellone può mostrare 18:30, mentre in conversazione si può dire שש וחצי בערב, “le sei e mezza di sera”. חצות indica mezzanotte; per mezzogiorno si usa צהריים, spesso in espressioni come שתים עשרה בצהריים.

שבת non è soltanto il nome del sabato: indica anche lo Shabbat, dal tramonto del venerdì al tramonto del sabato, con il suo valore culturale e religioso. Il significato preciso dipende quindi dal contesto. Per un semplice appuntamento settimanale, בשבת significa “sabato”; parlando di osservanza religiosa, il riferimento può essere all’intero periodo dello Shabbat.

Oltre le basi: uso avanzato

Questi dettagli non sono indispensabili per cominciare, ma rendono il quadro completo.

Il calendario ebraico è lunisolare: segue i mesi lunari, ma viene riallineato alle stagioni mediante anni embolismici, cioè anni nei quali si aggiunge un mese. I mesi sono תשרי, חשוון, כסלו, טבת, שבט, אדר, ניסן, אייר, סיוון, תמוז, אב, אלול. Nell’anno con un mese aggiunto compaiono אדר א׳ e אדר ב׳, “Adar I” e “Adar II”.

Le date ebraiche si vedono spesso scritte con lettere usate come numeri, per esempio ט״ו בשבט. Non occorre produrre subito questo sistema: a livello iniziale basta riconoscere che non si tratta di una parola ordinaria. Inoltre, nel calendario ebraico il nuovo giorno comincia al tramonto, non a mezzanotte. Perciò la data religiosa può già essere cambiata mentre la data civile gregoriana è ancora la stessa.

Nella lingua contemporanea si incontrano anche più modi di formulare le date, specialmente nel parlato informale, negli annunci e nel registro amministrativo. La base più affidabile resta la data numerica con mese espresso, 5 במאי, pronunciando il giorno con il numero maschile. Più avanti sarà utile studiare separatamente i numeri complessi e la lettura degli anni, perché la loro formazione richiede regole di genere proprie.

Consigli per esercitarsi

  1. Costruisci una giornata reale. Scrivi cinque appuntamenti con ב־: בשמונה, בעשר וחצי, ברבע לאחת. Poi leggili ad alta voce distinguendo l’ora attuale (השעה...) dall’orario di un evento (ב...).
  2. Abbina orologio e calendario. Ripeti coppie come השעה שלוש / שלושה במאי e השעה חמש / חמישה ביולי. Il contrasto rende automatico il cambio di genere.
  3. Usa un calendario in ebraico per una settimana. Ogni giorno formula una frase con היום, una con מחר e una con un mese o una stagione. Non cercare di imparare tutti i mesi ebraici insieme: comincia da quelli delle feste che già conosci.

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  • Prerequisito: I numeri — le forme maschili e femminili sono necessarie per distinguere ore e giorni del mese.

Prerequisito

I numeri in ebraicoA1

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