Tipi di proposizioni subordinate in danese
Ledsætningstyper
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.
In breve
In danese le subordinate si distinguono soprattutto per la funzione che svolgono: le completive occupano il posto di un nome, le avverbiali esprimono circostanze come causa, tempo o concessione, e le relative descrivono un nome. Qualunque sia il tipo, nella subordinata standard un avverbio di frase come ikke precede il verbo finito: fordi han ikke kommer («perché non viene»), non fordi han kommer ikke.
Panoramica
Una proposizione subordinata, in danese ledsætning, è una parte di frase che dipende da un'altra proposizione o da un elemento al suo interno. Per esempio, in Jeg ved, at hun kommer («So che viene»), at hun kommer completa il significato di ved. In Jeg bliver hjemme, fordi jeg er træt («Resto a casa perché sono stanco»), invece, la subordinata spiega il motivo dell'azione principale.
A livello B2 non basta riconoscere una parola introduttiva come at, fordi o som. È utile capire quale funzione svolge l'intera subordinata: può essere il soggetto o il complemento di un verbo, può aggiungere una circostanza oppure può precisare a quale persona o cosa ci si riferisce. Questa distinzione aiuta a scegliere la congiunzione corretta e a costruire periodi più lunghi senza perdere il controllo dell'ordine delle parole.
Per chi parla italiano, la difficoltà principale non è tanto il significato delle congiunzioni, spesso abbastanza trasparente, quanto la sintassi. L'italiano non segnala in modo altrettanto regolare la subordinazione spostando «non». Il danese, invece, contrappone normalmente Han kommer ikke («Non viene») a fordi han ikke kommer («perché non viene»). Inoltre, quando una subordinata apre il periodo, la principale che segue applica la regola V2: il verbo finito viene prima del soggetto.
Come funziona
I tre tipi principali
Qui «funzione» indica il compito svolto da un gruppo di parole nella frase. Un nome designa, per esempio, una persona, una cosa o un'idea; una proposizione nominale può occupare uno dei posti che normalmente potrebbero essere occupati da un nome.
| Tipo | Funzione | Introduttori frequenti | Esempio breve |
|---|---|---|---|
| Completiva o nominale | Fa da soggetto, oggetto o completamento richiesto da un verbo, un aggettivo o una preposizione | at, om, hvad, hvem, hvorfor, hvordan | Jeg tror, at hun har ret. |
| Avverbiale | Indica tempo, causa, condizione, concessione, scopo o un'altra circostanza | når, da, mens, fordi, hvis, selvom, før, efter at, så… at | Vi går, hvis det regner. |
| Relativa | Descrive un nome o un pronome, detto antecedente (l'elemento a cui la relativa si riferisce) | som, der, hvis, hvor | Manden, der bor her |
La classificazione dipende dalla funzione dell'intera proposizione, non solo dalla parola iniziale. At può introdurre una completiva con un verbo finito, come in at du forstår, ma compare anche davanti a un infinito, come in at forstå («capire»). Nel secondo caso non introduce una normale subordinata con soggetto e verbo finito.
L'ordine delle parole: la prova di ikke
Il verbo finito è il verbo coniugato per tempo e modo, per esempio kommer, kom o l'ausiliare har. Un avverbio di frase modifica il senso dell'intera affermazione; esempi frequenti sono ikke («non»), aldrig («mai»), ofte («spesso») e måske («forse»).
| Struttura | Schema semplificato | Esempio |
|---|---|---|
| Principale neutra | soggetto + verbo finito + ikke | Han kommer ikke i dag. |
| Subordinata | introduttore + soggetto + ikke + verbo finito | fordi han ikke kommer i dag |
| Subordinata con tempo composto | introduttore + soggetto + ikke + ausiliare + participio | at han ikke har læst bogen |
Il participio è la forma verbale usata insieme a un ausiliare per costruire tempi composti, come læst in har læst («ha letto»). La posizione di ikke è un ottimo controllo pratico, ma non può aiutare quando la frase non contiene alcun avverbio. In at han kommer l'ordine visibile coincide infatti con quello di una principale non negata.
Questa regola vale per tutti e tre i tipi:
- completiva: Jeg ved, at han ikke kommer.
- avverbiale: Vi begynder, når han ikke er optaget.
- relativa: Den bog, som jeg ikke har læst, er lang.
1. Completive e interrogative indirette
Le completive dichiarative sono spesso introdotte da at, equivalente in molti casi all'italiano «che»:
- Jeg håber, at du kommer. — «Spero che tu venga.»
- Det er mærkeligt, at hun ikke svarer. — «È strano che non risponda.»
Nella seconda frase il pronome neutro det anticipa il contenuto vero e proprio. Questa costruzione è comunissima: invece di iniziare con la lunga subordinata, il danese mette det nella principale e presenta la completiva dopo.
Le domande indirette appartengono allo stesso grande gruppo perché completano verbi come vide («sapere»), spørge («chiedere») o espressioni come undre sig over («chiedersi»). Si usa om per una domanda a risposta sì/no e una parola interrogativa per le altre:
- Jeg ved ikke, om hun kommer. — «Non so se viene.»
- Kan du forklare, hvorfor hun gik? — «Puoi spiegare perché se n'è andata?»
- Jeg undrer mig over, hvad der sker. — «Mi chiedo che cosa stia succedendo.»
A differenza di una domanda diretta, l'interrogativa indiretta non presenta l'inversione interrogativa: Hvor bor han? diventa Jeg ved ikke, hvor han bor, non hvor bor han. Quando la parola interrogativa è essa stessa il soggetto, il danese standard inserisce spesso der: Hvem kommer? ma Jeg ved ikke, hvem der kommer; analogamente, hvad der sker.
2. Subordinate avverbiali
Una subordinata avverbiale aggiunge informazioni paragonabili a quelle di un avverbio: quando, perché, a quale condizione o nonostante quale ostacolo avviene qualcosa.
| Relazione | Congiunzioni comuni | Significato tipico |
|---|---|---|
| Tempo | når, da, mens, før, efter at, indtil | quando, mentre, prima che, dopo che, finché |
| Causa | fordi, da, eftersom | perché, poiché, dal momento che |
| Condizione | hvis, medmindre | se, a meno che |
| Concessione | selvom, skønt | anche se, sebbene |
| Scopo | for at, så | per, affinché |
| Conseguenza | så… at | così… che |
La subordinata avverbiale può seguire la principale: Hun sang, mens hun gik. Può anche essere spostata all'inizio per creare il contesto. In tal caso l'intera subordinata occupa il primo posto della frase complessiva e nella principale avviene l'inversione:
- Selvom han er ung, er han klog.
- Hvis du har tid, kan vi tage en kaffe.
Dopo la virgola si trovano quindi er han e kan vi, non han er e vi kan. È la normale regola V2 della principale: il verbo finito deve occupare la seconda posizione strutturale.
3. Proposizioni relative
La relativa si collega a un antecedente, cioè al nome o pronome che descrive. Der può essere soggetto della relativa; som può essere soggetto oppure oggetto:
- Kvinden, der arbejder her — «La donna che lavora qui»
- Kvinden, som arbejder her — stesso significato
- Kvinden, som jeg mødte — «La donna che ho incontrato»
Quando som è oggetto, può essere omesso: Kvinden, jeg mødte. Non si può invece eliminare il soggetto: sono corretti manden, der ringede e manden, som ringede, non manden, ringede. Hvis indica possesso («il cui/la cui»), mentre hvor collega spesso la relativa a un luogo: huset, hvor vi bor.
Anche le relative seguono l'ordine subordinato: en kollega, som jeg ikke kender («un collega che non conosco»). Questa regola resta valida anche quando som è sottinteso: en kollega, jeg ikke kender.
Esempi nel contesto
| Danese | Traduzione | Nota |
|---|---|---|
| Det er vigtigt, at du forstår. | È importante che tu capisca. | Completiva anticipata da det |
| Jeg tror, at mødet ikke varer længe. | Credo che la riunione non duri a lungo. | Ikke precede il verbo finito |
| Vi ved ikke, om toget er forsinket. | Non sappiamo se il treno è in ritardo. | Interrogativa indiretta sì/no |
| Jeg undrer mig over, hvad der sker. | Mi chiedo che cosa stia succedendo. | La parola interrogativa è soggetto |
| Hun sang, mens hun gik. | Cantava mentre camminava. | Avverbiale temporale |
| Jeg tog en taxa, fordi bussen ikke kom. | Ho preso un taxi perché l'autobus non è arrivato. | Avverbiale causale |
| Hvis du ikke har kontanter, kan du betale med kort. | Se non hai contanti, puoi pagare con la carta. | Condizione iniziale e inversione nella principale |
| Selvom han er ung, er han klog. | Anche se è giovane, è saggio. | Concessione iniziale e inversione |
| Ring til mig, når du er kommet hjem. | Chiamami quando sei arrivato a casa. | Avverbiale temporale |
| Den kvinde, der står ved døren, er min chef. | La donna che è vicino alla porta è la mia responsabile. | Relativa con der soggetto |
| Filmen, som vi så i går, var fremragende. | Il film che abbiamo visto ieri era eccellente. | Som è oggetto |
| Filmen, vi så i går, var fremragende. | Il film che abbiamo visto ieri era eccellente. | Som oggetto è omesso |
| Jeg har en nabo, hvis søn studerer i Aarhus. | Ho un vicino il cui figlio studia ad Aarhus. | Relativa possessiva |
| Det er caféen, hvor vi mødtes første gang. | È il caffè dove ci siamo incontrati la prima volta. | Relativa di luogo |
Errori comuni
Mettere ikke dopo il verbo nella subordinata
- Errato: Jeg bliver hjemme, fordi jeg er ikke rask.
- Corretto: Jeg bliver hjemme, fordi jeg ikke er rask.
- Perché: nella subordinata standard l'avverbio di frase viene prima del verbo finito. L'ordine italiano «perché non sto bene» non mostra questo contrasto sintattico con la principale.
Dimenticare l'inversione dopo una subordinata iniziale
- Errato: Hvis det regner, vi bliver hjemme.
- Corretto: Hvis det regner, bliver vi hjemme.
- Perché: la subordinata iniziale occupa il primo posto; nella principale il verbo finito deve quindi precedere il soggetto.
Conservare l'ordine di una domanda diretta
- Errato: Jeg ved ikke, hvor bor hun.
- Corretto: Jeg ved ikke, hvor hun bor.
- Perché: hvor hun bor è un'interrogativa indiretta e usa l'ordine subordinato, non l'inversione della domanda diretta.
Confondere fordi e derfor
- Errato: Jeg gik hjem, derfor jeg var træt.
- Corretto: Jeg gik hjem, fordi jeg var træt.
- Alternativa corretta: Jeg var træt, derfor gik jeg hjem.
- Perché: fordi è una congiunzione subordinante («perché»). Derfor è un avverbio («perciò») e introduce una principale con ordine V2.
Omettere som quando è soggetto
- Errato: Det er manden, bor ovenpå.
- Corretto: Det er manden, der bor ovenpå.
- Corretto anche: Det er manden, som bor ovenpå.
- Perché: si può omettere som soltanto quando non è il soggetto della relativa: manden, jeg så.
Usare der come oggetto relativo
- Errato: Bogen, der jeg købte, var dyr.
- Corretto: Bogen, som jeg købte, var dyr.
- Corretto anche: Bogen, jeg købte, var dyr.
- Perché: der relativo funziona da soggetto; qui il soggetto è già jeg e il relativo rappresenta l'oggetto di købte.
Note d'uso
Når e da per «quando»
L'italiano usa «quando» in molti contesti in cui il danese sceglie tra når e da. In linea generale, da presenta un singolo evento o periodo concluso nel passato: Da jeg kom hjem, sov børnene («Quando sono tornato a casa, i bambini dormivano»). Når si usa per situazioni abituali e, normalmente, per il futuro: Når jeg kommer hjem, ringer jeg («Quando torno/sarò tornato a casa, telefono»). Questa distinzione riguarda il significato della subordinata avverbiale, non il suo ordine interno.
Indicativo danese e congiuntivo italiano
Dopo espressioni come «è importante che» o congiunzioni come «sebbene», l'italiano può richiedere il congiuntivo. Il danese moderno usa normalmente le comuni forme verbali dell'indicativo: Det er vigtigt, at du forstår e selvom han er ung. Non bisogna cercare una forma danese speciale che corrisponda automaticamente al congiuntivo italiano.
Posizione e rilievo informativo
Una subordinata avverbiale iniziale stabilisce spesso il quadro entro cui interpretare la principale: Når vi er færdige, går vi hjem. In posizione finale, la stessa informazione può sembrare più aggiuntiva: Vi går hjem, når vi er færdige. La scelta non cambia necessariamente i fatti descritti, ma cambia il modo in cui il messaggio viene organizzato.
Virgole
La punteggiatura danese ammette due sistemi standard quanto alla virgola prima di una subordinata: si può usare oppure evitare la cosiddetta virgola iniziale, purché si mantenga coerenza. La virgola che chiude una subordinata posta all'inizio, come in Hvis du har tid, kan vi tale sammen, va invece mantenuta. Le frasi di questo articolo usano spesso la virgola iniziale per rendere più visibili i confini tra le proposizioni.
Nel danese contemporaneo si incontra quindi spesso una relativa senza virgola iniziale, soprattutto adottando il sistema senza virgola facoltativa davanti alle subordinate. A differenza di quanto può suggerire l'abitudine italiana, la sola presenza o assenza di quella virgola non basta a stabilire se l'informazione identifichi il referente oppure aggiunga un commento: bisogna considerare anche il contesto.
Oltre le basi: usi avanzati
Ordine da principale dopo fordi
Nel parlato si può incontrare fordi seguito dall'ordine tipico della principale, per esempio Jeg går nu, fordi jeg gider ikke vente længere. Non è semplicemente una variante libera della regola di base. Questo ordine può far percepire la motivazione come un'affermazione autonoma, aggiunta o messa in forte rilievo. Nello scritto neutro e nella produzione sorvegliata è più sicuro usare fordi jeg ikke gider vente længere. A livello avanzato conviene riconoscere la variante colloquiale senza estenderla automaticamente a tutte le subordinate.
Completive senza at
Nel parlato e dopo alcuni verbi di pensiero o dichiarazione, at può essere omesso quando il confine resta chiaro: Jeg tror, hun kommer senere accanto a Jeg tror, at hun kommer senere. L'omissione non trasforma la seconda proposizione in una principale: con un avverbio conserva normalmente l'ordine subordinato, Jeg tror, hun ikke kommer. Nello stile formale, at può rendere più leggibile un periodo complesso.
Relative restrittive ed esplicative
Una relativa restrittiva identifica di quale persona o cosa si parla: De studerende, der har afleveret, kan gå può delimitare il gruppo agli studenti che hanno consegnato. Una relativa esplicativa aggiunge invece un'informazione accessoria su un referente già identificato. Nel testo scritto, contesto, intonazione immaginata e punteggiatura contribuiscono all'interpretazione; non sempre basta guardare il pronome relativo.
Subordinate inserite una dentro l'altra
Il danese permette di annidare più livelli: Jeg tror, at den bog, som du sagde, at du havde købt, ligger på bordet («Credo che il libro che avevi detto di aver comprato sia sul tavolo»). La frase è grammaticale, ma richiede al lettore di tenere aperte più relazioni. Nella prosa chiara è spesso meglio spezzare periodi troppo annidati o scegliere riferimenti più espliciti.
Consigli per esercitarsi
- Usa la prova di ikke. Prendi una principale come Han arbejder ikke i dag e trasformala in tre subordinate: Jeg ved, at han ikke arbejder i dag; fordi han ikke arbejder i dag; en mand, der ikke arbejder i dag. Evidenzia ogni volta soggetto, avverbio e verbo finito.
- Allena le coppie di ordine. Scrivi prima Vi bliver hjemme, hvis det regner e poi porta la condizione all'inizio: Hvis det regner, bliver vi hjemme. Ripeti con selvom, når e fordi, controllando l'inversione nella principale.
- Classifica esempi autentici. Durante la lettura, raccogli frasi con at, om, fordi, som e der. Non limitarti a tradurre la congiunzione: indica se la proposizione completa un verbo, esprime una circostanza o descrive un nome.
Concetti correlati
- Prerequisito: Proposizioni relative — approfondisce som, der, hvis, hvor e l'omissione del relativo oggetto, necessari per distinguere le relative dagli altri tipi di subordinata.
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