B1

Le costruzioni impersonali in catalano

Construccions Impersonals

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di catalano su Settemila Lingue.

In breve

In catalano si può esprimere una necessità generale con cal + infinito (Cal esperar, «Bisogna aspettare») e una necessità riferita a una persona precisa con cal que + congiuntivo (Cal que esperis, «Bisogna che tu aspetti»). Le costruzioni con es, come es pot e es diu que, evitano di nominare chi compie l’azione; fa falta indica invece ciò che manca o serve.

Panoramica

Una costruzione impersonale presenta un’azione, una necessità o un’opinione senza indicare una persona precisa come soggetto, cioè senza dire esplicitamente chi compie l’azione. In frasi come Cal sortir ara e Es diu que nevarà, l’attenzione cade rispettivamente sulla necessità di uscire e sulla notizia riferita, non su chi deve uscire o su chi parla.

Queste costruzioni sono fondamentali dal livello B1 perché ricorrono nelle conversazioni, negli avvisi, nelle istruzioni e nei testi informativi. Permettono di parlare in modo generale, prudente o neutro: Aquí no es pot fumar è meno diretto di un ordine rivolto a una persona, mentre Es creu que... non attribuisce un’opinione a una fonte determinata.

Per chi parla italiano, molte strutture risultano familiari: es pot assomiglia a «si può» e es diu que a «si dice che». Tuttavia non conviene tradurre parola per parola. Cal non corrisponde a una forma del verbo italiano «calare», e fa falta cambia numero quando ciò che serve è plurale. Inoltre la scelta tra infinito e una frase introdotta da que dipende soprattutto dal fatto che si voglia oppure no indicare chi deve agire.

Come funzionano

Cal: necessità e obbligo

Cal è la forma più caratteristica per dire «bisogna», «occorre» o «è necessario». Deriva dal verbo irregolare caldre, usato quasi esclusivamente alla terza persona.

Cal + infinito

L’infinito (la forma base del verbo, come estudiar, «studiare») si usa quando la necessità è generale oppure quando non interessa specificare chi deve compiere l’azione.

Schema: cal + infinito (+ complemento)

  • Cal estudiar més. — Bisogna studiare di più.
  • Cal reservar amb antelació. — Occorre prenotare in anticipo.
  • No cal córrer. — Non c’è bisogno di correre.

La forma negativa no cal esprime spesso assenza di necessità, non divieto. No cal portar menjar significa «non è necessario portare da mangiare», non «è vietato portarlo». Per un divieto si usano, per esempio, no es pot oppure un imperativo negativo.

Cal que + congiuntivo

Quando si indica una persona o un gruppo preciso che deve agire, si usa cal que seguito dal congiuntivo (il modo verbale usato, tra l’altro, per azioni richieste, desiderate o non presentate come semplici fatti).

Schema: cal que + soggetto espresso o sottinteso + congiuntivo

  • Cal que arribis abans de les nou. — Bisogna che tu arrivi prima delle nove.
  • Cal que la Marta signi el document. — Occorre che Marta firmi il documento.
  • Cal que ho fem avui. — Dobbiamo farlo oggi.

Il soggetto catalano può rimanere sottinteso perché la desinenza del verbo spesso basta a identificarlo. In Cal que vinguis, la forma vinguis mostra già che ci si rivolge a tu.

Cal / calen + nome

Con un nome, caldre concorda normalmente nel numero con ciò che è necessario:

Quantità Struttura Esempio
singolare o non numerabile cal + nome Cal més temps.
plurale calen + nome plurale Calen dues signatures.

Questa concordanza è importante. L’italiano può dire «serve una firma / servono due firme»; in catalano il contrasto è analogamente cal una signatura / calen dues signatures.

Es pot + infinito: possibilità o permesso generale

In es pot, es è un pronome atono (una breve parola legata al verbo e priva di accento proprio) che permette di non nominare l’agente, cioè chi compie l’azione. La costruzione equivale spesso all’italiano «si può».

Schema: es pot + infinito

  • Es pot aparcar aquí? — Si può parcheggiare qui?
  • No es pot entrar sense entrada. — Non si può entrare senza biglietto.
  • Des d’aquí es pot veure el mar. — Da qui si può vedere il mare.

La forma rimane alla terza persona singolare perché esprime una possibilità generale. Se invece si parla della capacità o del permesso di una persona precisa, si coniuga poder con quel soggetto: La Júlia pot entrar («Júlia può entrare»), non La Júlia es pot entrar.

La stessa costruzione può comparire in altri tempi:

  • Abans es podia aparcar al carrer. — Prima si poteva parcheggiare in strada.
  • Demà es podrà visitar el museu. — Domani si potrà visitare il museo.
  • Es podria fer d’una altra manera. — Si potrebbe fare in un altro modo.

Es diu que: informazioni senza una fonte precisa

Es diu que + frase introduce una voce, un’informazione diffusa o un’affermazione di cui non si nomina l’autore. Di solito il verbo dopo que è all’indicativo, perché il contenuto viene riportato come informazione, non come azione richiesta.

Schema: es diu que + indicativo

  • Es diu que plourà demà. — Si dice che domani pioverà.
  • Es diu que aquest restaurant és molt bo. — Si dice che questo ristorante sia molto buono.
  • Es deia que el castell estava encantat. — Si diceva che il castello fosse infestato.

Qui catalano e italiano non fanno sempre la stessa scelta di modo. L’italiano formale può preferire il congiuntivo nella traduzione («si dice che sia»), mentre il catalano usa normalmente l’indicativo dopo es diu que: Es diu que és.... Non bisogna quindi copiare automaticamente il modo verbale italiano.

Lo stesso modello si usa con altri verbi di comunicazione, percezione o opinione:

  • Es creu que... — Si ritiene che...
  • Es pensa que... — Si pensa che...
  • S’ha anunciat que... — È stato annunciato che...

Fa falta: ciò che manca o serve

Fer falta significa «servire», «essere necessario» o «mancare». La cosa necessaria funziona grammaticalmente come soggetto e determina il numero del verbo:

  • fa falta con un elemento singolare o non numerabile;
  • fan falta con un elemento plurale.

Schema: (pronome indiretto) + fa/fan falta + elemento necessario

  • Fa falta més temps. — Serve più tempo.
  • Fan falta tres cadires. — Servono tre sedie.
  • Em fa falta el passaport. — Mi serve il passaporto.
  • Ens fan falta més exemples. — Ci servono più esempi.

Il complemento indiretto (la persona a cui serve qualcosa) può essere espresso con em, et, li, ens, us, els: Li fa falta ajuda significa «Gli/Le serve aiuto».

È possibile anche fa falta + infinito, soprattutto per una necessità generale, e fa falta que + congiuntivo quando si specifica chi deve agire:

  • Fa falta parlar-ne amb calma. — Bisogna parlarne con calma.
  • Fa falta que portis un document d’identitat. — Bisogna che tu porti un documento d’identità.

Nello stile curato, cal è spesso la scelta più breve e naturale per esprimere un obbligo generale; fer falta mette maggiormente in primo piano una mancanza o una risorsa necessaria.

Altre strutture impersonali frequenti

Il meccanismo non si limita alle quattro espressioni principali. È utile riconoscere anche questi modelli:

Struttura Funzione Esempio
és + aggettivo + infinito valutazione generale És difícil trobar pis.
és + aggettivo + que + congiuntivo valutazione riferita a un soggetto És important que descansis.
s’ha de + infinito necessità generale S’ha de pagar abans d’entrar.
hi ha + nome esistenza o presenza Hi ha molta gent.
verbo meteorologico alla terza persona fenomeno senza agente Plou. / Nevarà.

Con espressioni di necessità, importanza o convenienza, que introduce normalmente il congiuntivo: És necessari que vingueu, Convé que ho revisis. Con una constatazione presentata come certa si usa invece l’indicativo: És clar que té raó («È chiaro che ha ragione»).

Esempi nel contesto

Catalano Italiano Nota
Cal estudiar més per aprovar l’examen. Bisogna studiare di più per superare l’esame. Necessità generale: infinito.
Cal que estudiïs una mica cada dia. Bisogna che tu studi un po’ ogni giorno. Persona precisa: que + congiuntivo.
No cal imprimir el bitllet. Non è necessario stampare il biglietto. Assenza di necessità, non divieto.
Calen dos testimonis per signar l’acta. Servono due testimoni per firmare il verbale. Calen concorda con il plurale.
Es pot aparcar aquí els diumenges? Si può parcheggiare qui la domenica? Domanda su un permesso generale.
A la biblioteca no es pot parlar per telèfon. In biblioteca non si può parlare al telefono. Regola impersonale.
Des del balcó es poden veure les muntanyes. Dal balcone si possono vedere le montagne. Passiva pronominale con accordo al plurale.
Es diu que plourà demà a la tarda. Si dice che domani pomeriggio pioverà. Informazione riferita, con indicativo catalano.
Es creu que l’edifici és del segle XV. Si ritiene che l’edificio sia del XV secolo. La fonte non viene nominata.
Fa falta més temps per acabar la feina. Serve più tempo per finire il lavoro. Nome non numerabile: fa falta.
Ens fan falta dues persones més. Ci servono altre due persone. Plurale e pronome indiretto.
Fa falta que portis el passaport original. Bisogna che tu porti il passaporto originale. Soggetto preciso: congiuntivo.
És important arribar puntual. È importante arrivare puntuali. Valutazione generale con infinito.
És important que arribeu puntuals. È importante che arriviate puntuali. Destinatari precisi: congiuntivo.
Abans aquí es vivia amb més tranquil·litat. Prima qui si viveva più tranquillamente. Verbo intransitivo impersonale.

Errori comuni

Usare l’indicativo dopo cal que

  • Errato: Cal que véns demà.
  • Corretto: Cal que vinguis demà.
  • Perché: cal que presenta un’azione necessaria, non un semplice fatto; richiede quindi il congiuntivo. Senza soggetto preciso si può dire Cal venir demà.

Mettere que davanti a un infinito

  • Errato: Cal que estudiar més.
  • Corretto: Cal estudiar més.
  • Oppure: Cal que estudiïs més.
  • Perché: dopo cal si sceglie tra due schemi completi: infinito senza que, oppure que più verbo coniugato al congiuntivo.

Confondere no cal con un divieto

  • Errato, se si vuole vietare: No cal fumar aquí.
  • Corretto: No es pot fumar aquí.
  • Perché: No cal fumar aquí significa letteralmente che fumare non è necessario. Per dire che non è permesso si usa no es pot.

Dimenticare l’accordo con un nome plurale

  • Errato: Fa falta tres còpies. / Cal dos documents.
  • Corretto: Fan falta tres còpies. / Calen dos documents.
  • Perché: nelle costruzioni con un nome, il verbo concorda normalmente con l’elemento plurale necessario.

Copiare il congiuntivo italiano dopo es diu que

  • Poco naturale in catalano neutro: Es diu que sigui molt ric.
  • Corretto: Es diu que és molt ric.
  • Perché: quando si riporta una voce come contenuto informativo, il catalano adopera normalmente l’indicativo. Il congiuntivo può dipendere da altri fattori, ma non è richiesto dalla sola espressione es diu que.

Usare es pot per una persona determinata

  • Errato: La directora es pot entrar ara nel senso di «La direttrice può entrare ora».
  • Corretto: La directora pot entrar ara.
  • Perché: es pot + infinito esprime una possibilità generale. Se il soggetto è determinato, si coniuga semplicemente poder.

Note d’uso

Cal è molto frequente e idiomatico in catalano. Per un italofono, l’equivalente più utile da memorizzare è «bisogna», ma a seconda del contesto può voler dire anche «occorre», «serve» o «è necessario». Haver de + infinito esprime anch’esso necessità, ma può avere un soggetto personale: He de marxar («Devo andare via»). Cal marxar lascia invece l’obbligo sul piano generale.

Fer falta è comune quando si parla di risorse, oggetti, tempo o persone mancanti. Il pronome indica a chi servono: Em falta temps e Em fa falta temps possono entrambi significare «Mi manca tempo / mi serve tempo», con sfumature che dipendono dal contesto. Non va tradotto con servir solo perché in italiano si usa «servire»: in catalano servir significa soprattutto «servire a uno scopo» o «prestare servizio», mentre la necessità concreta si esprime spesso con caldre, necessitar o fer falta.

Le frasi con es sono frequenti negli avvisi e nelle norme: No es permet l’entrada, Es recomana reservar, No es pot fumar. Nel parlato si incontrano anche modi generici con la seconda persona o con un: Quan arribes tard, ja no trobes lloc («Quando arrivi tardi, non trovi più posto»), Un mai no sap què pot passar («Non si sa mai che cosa può succedere»). Sono generici, ma non hanno lo stesso tono neutro e amministrativo delle costruzioni con es.

Oltre le basi: usi avanzati

Impersonale con es e passiva pronominale

Due costruzioni esteriormente simili vanno distinte. Con un verbo intransitivo, cioè un verbo che non trasferisce l’azione su un oggetto diretto, la forma impersonale resta al singolare: Aquí es viu bé («Qui si vive bene»), Es treballa molt («Si lavora molto»).

Con un verbo transitivo e un nome che riceve l’azione, si ha spesso una passiva pronominale (una passiva formata con es). In questo caso il verbo concorda con il nome:

  • Es ven un pis. — Si vende un appartamento.
  • Es venen dos pisos. — Si vendono due appartamenti.
  • Es necessiten voluntaris. — Cercasi volontari / Servono volontari.

Questa distinzione spiega es poden veure les muntanyes: les muntanyes è plurale e il verbo compare al plurale. Nel parlato l’accordo non è sempre rispettato da tutti i parlanti, ma nello standard scritto è opportuno applicarlo.

Altri tempi di caldre

La necessità può essere collocata nel passato, nel futuro o presentata come ipotetica. Le forme più utili sono:

Tempo o valore Forma Esempio e significato
imperfetto calia / calien Calia avisar abans. — Bisognava avvisare prima.
passato composto ha calgut Ha calgut esperar. — È stato necessario aspettare.
futuro caldrà / caldran Caldrà decidir aviat. — Bisognerà decidere presto.
condizionale caldria / caldrien Caldria comprovar-ho. — Bisognerebbe verificarlo.

Quando la necessità passata riguarda un soggetto preciso, la subordinata passa normalmente al congiuntivo imperfetto: Calia que arribessis d’hora («Bisognava che arrivassi presto»). Questo uso appartiene a uno stadio successivo rispetto al congiuntivo presente, ma è molto comune nei racconti e nelle spiegazioni al passato.

Hom nello stile formale

Il pronome hom significa approssimativamente «si», «uno» o «la gente in generale»: Hom considera que la mesura és insuficient. Compare soprattutto in testi formali, argomentativi o amministrativi e molto meno nella conversazione quotidiana. Per parlare in modo naturale, nella maggior parte dei casi sono preferibili es considera que, una forma personale oppure una riformulazione.

Non tutte le espressioni impersonali richiedono il congiuntivo

Il congiuntivo non dipende dal semplice fatto che una frase sia impersonale. Dipende dal significato della costruzione:

  • necessità, consiglio o valutazione di un’azione: Cal que vinguis, És millor que esperem;
  • informazione o certezza: Es diu que vindrà, És evident que no té temps.

La domanda utile non è quindi «la frase è impersonale?», ma «presenta l’azione come necessaria o valutata, oppure riferisce un fatto?».

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma coppie di frasi. Parti da una necessità generale, per esempio Cal tancar la porta, poi assegna l’azione a una persona: Cal que tanquis la porta. Ripeti con arribar, reservar, esperar, portar.
  2. Osserva cartelli e siti catalani. Cerca formule come es pot, no es permet, cal presentar ed es recomana. Annota se dopo la costruzione compare un infinito, un nome o una frase con que.
  3. Allena l’accordo. Crea coppie singolare/plurale: Fa falta una cadira / Fan falta quatre cadires; Es ven una entrada / Es venen entrades. Questo evita due degli errori più frequenti per chi parte dall’italiano.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Ser i estar — aiuta a formare e riconoscere valutazioni impersonali come és important ed està prohibit.
  • Approfondimento: Congiuntivo presente — serve per strutture come cal que vinguis ed és necessari que ho facis.
  • Passo successivo: Voce passiva — approfondisce il contrasto tra l’impersonale es viu bé e la passiva pronominale es venen pisos.

Prerequisito

Ser ed estar in catalanoA1

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