La forma passiva in arabo
المبني للمجهول
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di arabo su Settemila Lingue.
In breve
Nell'arabo standard il passivo si forma soprattutto cambiando le vocali interne del verbo: كَتَبَ kataba, «scrisse», diventa كُتِبَ kutiba, «fu scritto»; يَكْتُبُ yaktubu, «scrive», diventa يُكْتَبُ yuktabu, «viene scritto». Chi compie l'azione normalmente non è nominato, mentre ciò che la subisce diventa il soggetto grammaticale, detto نائب الفاعل.
Panoramica
La forma passiva, in arabo المبني للمجهول (al-mabnī lil-majhūl), serve a presentare un fatto senza mettere al centro chi lo compie. È naturale quando l'autore dell'azione è sconosciuto, ovvio, irrilevante oppure volutamente taciuto: «la porta è stata chiusa», «qui si insegna l'arabo», «la decisione sarà annunciata domani».
Questo argomento viene introdotto al livello B1, dopo il passato arabo. La differenza più vistosa rispetto all'italiano è la forma: l'italiano usa spesso essere + participio (è stato scritto), mentre l'arabo non aggiunge un ausiliare. Modifica invece la struttura vocalica del verbo stesso. Perciò le vocali brevi, spesso non scritte nei testi comuni, sono essenziali per capire il modello.
Nel passaggio dall'attivo al passivo, il complemento oggetto (la persona o cosa che riceve l'azione) diventa نائب الفاعل (nāʾib al-fāʿil, letteralmente «sostituto del soggetto agente»). Assume il caso nominativo, cioè la terminazione tipica del soggetto quando le desinenze sono espresse. L'agente originario, invece, di regola scompare.
Come funziona
Il modello di base dei verbi trilitteri
Per un verbo regolare della forma I, costruito su tre consonanti radicali, i due schemi fondamentali sono:
| Tempo | Attivo | Passivo | Valore indicativo |
|---|---|---|---|
| Passato | فَعَلَ | فُعِلَ | «fu / venne…» |
| Presente | يَفْعَلُ o altro modello attivo | يُفْعَلُ | «è / viene…» |
Con la radice ك-ت-ب, legata alla scrittura:
| Forma | Arabo | Traslitterazione | Significato |
|---|---|---|---|
| Passato attivo | كَتَبَ | kataba | scrisse |
| Passato passivo | كُتِبَ | kutiba | fu scritto |
| Presente attivo | يَكْتُبُ | yaktubu | scrive |
| Presente passivo | يُكْتَبُ | yuktabu | è scritto, viene scritto |
Nel passato passivo la prima consonante prende in genere ḍamma (il suono u) e la penultima consonante kasra (il suono i): فُعِلَ. Nel presente passivo il prefisso prende ḍamma e la penultima consonante prende fatḥa (il suono a): يُفْعَلُ. Le desinenze di persona e numero continuano poi a funzionare normalmente.
Il presente arabo non distingue da solo tra «viene scritto», «è scritto» e, in un contesto in corso, «si sta scrivendo». È il contesto a suggerire la resa italiana più naturale.
Il passaggio da oggetto a نائب الفاعل
Confrontiamo una frase attiva e la corrispondente passiva:
- Attiva: كَتَبَ الطالِبُ الرِّسالةَ. — «Lo studente scrisse la lettera.»
- Passiva: كُتِبَتِ الرِّسالةُ. — «La lettera fu scritta.»
Nella frase attiva الطالِبُ è chi agisce, mentre الرِّسالةَ è l'oggetto. Nel passivo l'agente viene eliminato; الرِّسالةُ diventa نائب الفاعل e passa dal caso accusativo in -a al nominativo in -u. Il verbo è al femminile, كُتِبَتْ, perché رِسالة è un nome femminile.
Nei testi non vocalizzati si vedranno normalmente كَتَب/كُتِب come كتب e الرِّسالةَ/الرِّسالةُ come الرسالة. La grafia, quindi, può non mostrare né la voce del verbo né il caso del nome. Bisogna ricostruirli dalla sintassi e dal significato.
Accordo del verbo
Il verbo passivo si accorda con نائب الفاعل secondo le normali regole del soggetto arabo:
| Tipo | Esempio | Spiegazione |
|---|---|---|
| Maschile singolare | فُتِحَ البابُ. | الباب è maschile: «La porta fu aperta.» |
| Femminile singolare | فُتِحَتِ النافذةُ. | النافذة è femminile: compare تْ. |
| Soggetto umano plurale prima del verbo | الطلّابُ كُوفِئوا. | Il verbo mostra il plurale: «Gli studenti furono premiati.» |
| Plurale non umano | الرَّسائلُ أُرسِلَتْ. | I plurali non umani hanno normalmente accordo femminile singolare. |
Quando un soggetto plurale segue il verbo in una frase verbale, l'arabo standard tende a lasciare il verbo al singolare: كُوفِئَ الطلّابُ, «gli studenti furono premiati». Se il soggetto precede, l'accordo è completo: الطلّابُ كُوفِئوا. Questa regola non nasce dal passivo: vale più in generale per l'accordo tra verbo e soggetto.
Le forme verbali derivate
Anche le forme derivate hanno un passivo interno. Non occorre impararle tutte insieme, ma è utile riconoscere che lo stesso principio ricorre con modelli diversi.
| Forma | Attivo passato | Passivo passato | Attivo presente | Passivo presente |
|---|---|---|---|---|
| I | كَتَبَ | كُتِبَ | يَكْتُبُ | يُكْتَبُ |
| II | دَرَّسَ | دُرِّسَ | يُدَرِّسُ | يُدَرَّسُ |
| III | قابَلَ | قُوبِلَ | يُقابِلُ | يُقابَلُ |
| IV | أَرْسَلَ | أُرْسِلَ | يُرْسِلُ | يُرْسَلُ |
| X | اِسْتَعْمَلَ | اُسْتُعْمِلَ | يَسْتَعْمِلُ | يُسْتَعْمَلُ |
Per esempio, دَرَّسَ significa «insegnò», mentre دُرِّسَ significa «fu insegnato». أَرْسَلَ significa «inviò» e أُرْسِلَ «fu inviato». Conviene studiare il passivo insieme alla forma verbale a cui appartiene, non come una lista separata di eccezioni.
Negazione, futuro e particelle
Il passivo è una voce, non un tempo autonomo. Può quindi comparire con le normali particelle temporali e negative:
- لم يُرسَلْ — «non fu inviato»: لم richiede il presente apocopato, cioè una forma presente con desinenza ridotta;
- لن يُرسَلَ — «non sarà inviato»: لن richiede il congiuntivo arabo, qui riconoscibile dalla terminazione in -a;
- سَيُرسَلُ — «sarà inviato»: سَـ indica il futuro;
- قد أُرسِلَ — «è stato / fu effettivamente inviato»: قد con il passato sottolinea il compimento o la certezza.
La trasformazione passiva non annulla dunque le altre regole del verbo: modo, negazione, persona, genere e numero restano attivi nel sistema.
Esempi nel contesto
| Arabo | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| كُتِبَ الكتابُ في القرن العاشر. | Il libro fu scritto nel X secolo. | Passato, maschile singolare. |
| يُقرَأُ القرآنُ كلَّ يومٍ. | Il Corano viene letto ogni giorno. | Presente con valore abituale. |
| بُنِيَ المسجدُ قبل مئة سنة. | La moschea fu costruita cento anni fa. | Verbo debole: بَنى → بُنِيَ. |
| تُدرَّسُ العربيةُ هنا. | Qui si insegna l'arabo. | In italiano è naturale il «si» impersonale-passivante. |
| أُرسِلَتِ الرِّسالةُ صباحًا. | La lettera è stata inviata stamattina. | Forma IV e accordo femminile. |
| يُباعُ الخبزُ الطازجُ في هذا المتجر. | In questo negozio si vende pane fresco. | Verbo debole: باعَ → يُباعُ. |
| مُنِعَ التَّدخينُ في المبنى. | È stato vietato fumare nell'edificio. | L'azione, non chi decide, è in primo piano. |
| سَتُعلَنُ النَّتيجةُ غدًا. | Il risultato sarà annunciato domani. | Passivo con futuro e accordo femminile. |
| لم تُفتَحِ النوافذُ. | Le finestre non furono aperte. | لم + presente passivo apocopato. |
| الطلّابُ كُوفِئوا على عملهم. | Gli studenti sono stati premiati per il loro lavoro. | Soggetto umano plurale prima del verbo. |
| قُرِّرَ تأجيلُ الاجتماعِ. | È stato deciso di rinviare la riunione. | Costruzione frequente nello stile formale. |
| سُمِعَ صوتٌ غريبٌ في الليل. | Di notte si udì uno strano rumore. | Il نائب الفاعل è indefinito. |
| يُستَعمَلُ هذا الدواءُ مرَّتين يوميًّا. | Questo medicinale va usato due volte al giorno. | Forma X; la resa italiana esprime un'istruzione. |
| قِيلَ إنَّ الطَّريقَ مُغلَقٌ. | È stato detto che la strada è chiusa. | Passivo irregolare molto comune di قالَ. |
Errori comuni
Aggiungere un ausiliare sul modello italiano
- Errore: كان كُتِبَ الكتابُ per il semplice «il libro fu scritto».
- Correzione: كُتِبَ الكتابُ.
- Perché: il passato è già espresso da كُتِبَ. كان può servire in costruzioni temporali più complesse, ma non è l'equivalente obbligatorio di «essere» nel passivo italiano.
Conservare l'oggetto all'accusativo
- Errore: كُتِبَ الكتابَ.
- Correzione: كُتِبَ الكتابُ.
- Perché: الكتابُ non è più complemento oggetto; è نائب الفاعل e, quando il caso è visibile, va al nominativo.
Dimenticare il genere femminile
- Errore: كُتِبَ الرِّسالةُ.
- Correzione: كُتِبَتِ الرِّسالةُ.
- Perché: رِسالة è femminile, quindi il verbo passato prende la desinenza femminile تْ. La i udibile in كُتِبَتِ الرِّسالةُ facilita il collegamento con l'articolo seguente e non cambia la desinenza grammaticale.
Usare le vocali dell'attivo
- Errore: كَتَبَ الكتابُ volendo dire «il libro fu scritto».
- Correzione: كُتِبَ الكتابُ.
- Perché: كَتَبَ è attivo, «scrisse». Nel passivo del passato della forma I servono il modello فُعِلَ e quindi le vocali di كُتِبَ.
Tradurre sempre il presente con «sta venendo…»
- Errore di interpretazione: rendere يُقرَأُ الكتابُ كلَّ يومٍ come «il libro sta venendo letto ogni giorno».
- Correzione: «Il libro viene letto ogni giorno» oppure «si legge ogni giorno».
- Perché: il presente arabo non codifica da solo lo svolgimento progressivo. Avverbi e contesto stabiliscono se l'azione è abituale, attuale o generale.
Nominare automaticamente l'agente
- Poco naturale: كُتِبَ المقالُ من قِبَلِ الصحفيِّ in ogni situazione.
- Più diretto: كَتَبَ الصحفيُّ المقالَ, se è importante dire che lo ha scritto il giornalista.
- Perché: il passivo arabo tradizionale omette l'agente. من قِبَلِ «da parte di» esiste nell'arabo standard moderno, soprattutto amministrativo e giornalistico, ma abusarne produce uno stile pesante.
Note d'uso
Il passivo è comune nelle notizie, nei testi scientifici, nelle istruzioni e nel linguaggio amministrativo: أُعلِنَ, «è stato annunciato»; يُمنَعُ, «è vietato»; يُستَعمَلُ, «si usa». Consente di concentrarsi su evento, procedura o risultato. Non implica necessariamente che l'autore dell'azione sia davvero sconosciuto: può semplicemente non essere pertinente.
L'italiano offre varie rese, non soltanto «essere + participio». تُدرَّسُ العربيةُ هنا suona spesso meglio come «qui si insegna l'arabo» che come «l'arabo è insegnato qui»; يُمنَعُ التَّدخينُ può diventare «è vietato fumare». È quindi più utile riconoscere la funzione della frase che sostituire ogni parola con un equivalente fisso.
Nella lingua parlata le varietà arabe non usano tutte il passivo interno con la stessa frequenza e possono preferire costruzioni impersonali, verbi dal valore medio o altre strategie locali. Questo articolo descrive l'arabo standard moderno, dove i modelli vocalici restano essenziali soprattutto nella lettura formale.
Oltre le basi / Uso avanzato
Verbi deboli e forme da memorizzare
Le radici contenenti و o ي possono modificare il modello in modo meno trasparente. Alcune forme passive molto frequenti meritano di essere apprese come unità:
| Attivo | Passivo passato | Passivo presente | Significato passivo |
|---|---|---|---|
| قالَ | قِيلَ | يُقالُ | fu detto / si dice |
| باعَ | بِيعَ | يُباعُ | fu venduto / si vende |
| بَنى | بُنِيَ | يُبنى | fu costruito / viene costruito |
| دَعا | دُعِيَ | يُدعى | fu invitato / viene chiamato |
| أَعطى | أُعطِيَ | يُعطى | fu dato / viene dato |
In قِيلَ e بِيعَ la vocale lunga ī è il risultato storico e morfologico del modello passivo applicato a una radice debole; non basta copiare meccanicamente فُعِلَ lettera per lettera.
Verbi con due oggetti
Alcuni verbi attivi reggono due oggetti. Nel passivo uno diventa نائب الفاعل, mentre l'altro può restare all'accusativo:
- Attiva: أَعطى المديرُ الموظفَ جائزةً. — «Il direttore diede al dipendente un premio.»
- Passiva: أُعطِيَ الموظفُ جائزةً. — «Al dipendente fu dato un premio.»
Qui الموظفُ passa al nominativo; جائزةً rimane accusativo. È una costruzione da affrontare dopo aver consolidato il passivo con un solo oggetto.
Passivo e risultato non sono la stessa cosa
Una forma passiva finita presenta un evento: فُتِحَ البابُ, «la porta fu aperta». Un participio passivo, invece, può descrivere lo stato risultante: البابُ مَفتوحٌ, «la porta è aperta». In italiano entrambe le idee possono contenere «essere», ma in arabo la distinzione tra azione e stato è spesso più visibile.
Esistono inoltre verbi che esprimono un cambiamento senza essere formalmente passivi, per esempio اِنْفَتَحَ البابُ, «la porta si aprì». Non ogni «si» italiano corrisponde dunque a un passivo arabo: può trattarsi di un verbo medio o intransitivo, cioè di un verbo che presenta il cambiamento senza un oggetto diretto.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie minime. Parti da cinque frasi attive, elimina l'agente, porta l'oggetto al nominativo e cambia le vocali: كَتَبَ الطالِبُ الدرسَ → كُتِبَ الدرسُ. Leggi entrambe ad alta voce.
- Segna le vocali decisive. Nei testi vocalizzati, cerchia la ḍamma iniziale e la kasra o fatḥa interna. Nei testi non vocalizzati, prova a decidere tra attivo e passivo usando il contesto prima di consultare la traduzione.
- Raccogli formule reali. Crea una lista personale con أُعلِنَ, قُرِّرَ, يُمنَعُ, يُستَعمَلُ e يُقالُ. Per ciascuna forma scrivi una frase araba e due possibili rese italiane, per esempio una con il passivo e una con «si».
Concetti correlati
- Prerequisito: Il passato (perfetto) — fornisce le desinenze e la struttura del verbo passato su cui si costruisce il passivo.