A1

I dimostrativi in swahili: questo, quello e quello laggiù

Vionyeshi

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.

In breve

In swahili il dimostrativo distingue tre distanze: vicino a chi parla (huyu, “questo”), vicino a chi ascolta o già individuato (huyo, “quello lì”) e lontano da entrambi (yule, “quello laggiù”). La forma cambia inoltre secondo la classe del nome: per esempio si dice mtu huyu, ma kitabu hiki e nyumba hii.

Panoramica

I dimostrativi sono parole come questo e quello: servono a indicare una persona, una cosa o un luogo. In swahili si chiamano vionyeshi. La differenza più evidente rispetto all’italiano è che non ci sono soltanto due gradi di distanza. Lo swahili ne usa normalmente tre: ciò che è qui vicino a chi parla, ciò che è lì vicino all’interlocutore e ciò che è più lontano, “laggiù”.

C’è poi una seconda differenza fondamentale. In italiano la forma dipende soprattutto da genere e numero: questo libro, questa casa, queste persone. In swahili il dimostrativo concorda con la classe nominale, cioè con il gruppo grammaticale a cui appartiene il nome. Perciò non basta imparare una sola parola per “questo”: si incontrano, tra le altre, huyu, huu, hili, hiki, hii e hapa.

È un argomento introdotto al livello A1 perché ricorre subito nelle presentazioni, negli acquisti e nelle indicazioni: “questa persona”, “quel libro”, “quella casa laggiù”. All’inizio conviene dominare le classi più frequenti e il contrasto tra le tre distanze; la tabella completa resterà poi come riferimento.

Come funziona

La regola essenziale: tre punti di vista

Swahili Italiano Punto di riferimento
mtu huyu questa persona vicina a chi parla
mtu huyo quella persona lì vicina a chi ascolta, oppure già individuata
mtu yule quella persona laggiù lontana da entrambi

Il secondo grado non corrisponde sempre a un unico dimostrativo italiano. Huyo può significare “quello vicino a te”, ma anche “quello di cui stiamo parlando”. Il contesto, lo sguardo e un gesto chiariscono il riferimento. Yule, invece, mette più nettamente in rilievo la lontananza.

Il dimostrativo viene normalmente dopo il nome:

  • mtu huyu, non huyu mtu: “questa persona”;
  • kitabu hicho: “quel libro lì”;
  • nyumba ile: “quella casa laggiù”.

L’ordine con il nome prima del dimostrativo è quindi un’abitudine importante da acquisire per chi parla italiano.

La concordanza con la classe nominale

Un nome è una parola che indica, per esempio, una persona, una cosa, un luogo o un’idea. In swahili i nomi sono organizzati in classi, spesso abbinate in singolare e plurale. Il dimostrativo riprende il segnale di concordanza della classe: se il nome cambia classe passando al plurale, cambia anche il dimostrativo.

Nella tabella, “vicino a te” è un’etichetta pratica per il secondo grado; nei testi e nella conversazione può anche riprendere qualcosa appena menzionato.

Classe Nome di esempio Vicino a me Vicino a te / individuato Lontano
1, persone singolari mtu “persona” huyu huyo yule
2, persone plurali watu “persone” hawa hao wale
3 mti “albero” huu huo ule
4 miti “alberi” hii hiyo ile
5 gari “automobile” hili hilo lile
6 magari “automobili” haya hayo yale
7 kitabu “libro” hiki hicho kile
8 vitabu “libri” hivi hivyo vile
9 nyumba “casa” hii hiyo ile
10 nyumba “case” hizi hizo zile
11 ufunguo “chiave” huu huo ule

Non occorre memorizzare tutta la tabella in una volta sola. Per una prima tappa sono particolarmente utili:

  • classe 1/2: huyu — huyo — yule e hawa — hao — wale;
  • classe 7/8: hiki — hicho — kile e hivi — hivyo — vile;
  • classe 9/10: hii — hiyo — ile e hizi — hizo — zile.

Attenzione alla classe 9/10: molti nomi hanno la stessa forma al singolare e al plurale. Nyumba hii significa “questa casa”, mentre nyumba hizi significa “queste case”. È il dimostrativo, insieme agli altri elementi della frase, a rendere visibile il numero.

Come riconoscere le tre serie

Le forme non sono casuali. Senza trasformare la regola in un esercizio troppo astratto, si possono notare tre segnali:

  1. le forme vicine a chi parla iniziano generalmente con h- e terminano con una vocale vicina al segnale di classe: huyu, hawa, hiki, hivi, hizi;
  2. le forme del secondo grado contengono -o: huyo, hao, hicho, hivyo, hizo;
  3. le forme lontane terminano in -le: yule, wale, kile, vile, zile.

Questi segnali aiutano a riconoscere la distanza, ma la parte centrale o iniziale continua a dipendere dalla classe. Dire soltanto “aggiungi h-” o “aggiungi -le” non basta per produrre ogni forma correttamente.

Il dimostrativo può stare senza il nome

Quando il referente è chiaro, il dimostrativo può funzionare da solo, proprio come questo o quello in italiano:

  • Hiki ni changu. — “Questo è mio.”, riferito a un nome di classe 7;
  • Hawa ni wanafunzi. — “Questi sono studenti.”, riferito a persone;
  • Zile ni kubwa. — “Quelli laggiù sono grandi.”, riferito a nomi plurali di classe 10.

Anche senza il nome espresso, la classe rimane importante: chi ascolta interpreta hiki, hawa o zile in base a ciò che si sta indicando o a ciò che è stato nominato prima.

Esempi nel contesto

Swahili Italiano Nota
Mtu huyu ni mwalimu. Questa persona è un insegnante. Classe 1, vicino a chi parla
Mtu huyo ni jirani yako? Quella persona lì è il tuo vicino? Classe 1, vicino all’interlocutore
Mtu yule anaitwa Musa. Quella persona laggiù si chiama Musa. Classe 1, lontano
Watoto hawa wanacheza. Questi bambini stanno giocando. Classe 2, plurale vicino
Wale ni walimu wetu. Quelli laggiù sono i nostri insegnanti. Il nome non è espresso
Mti huu ni mrefu. Questo albero è alto. Classe 3
Gari hilo ni la nani? Di chi è quell’automobile lì? Classe 5, secondo grado
Magari yale ni mapya. Quelle automobili laggiù sono nuove. Classe 6, plurale lontano
Kitabu hiki ni changu. Questo libro è mio. Classe 7, vicino
Kitabu hicho ni chako. Quel libro lì è tuo. Classe 7, secondo grado
Vitabu vile ni ghali. Quei libri laggiù sono costosi. Classe 8, lontano
Nyumba hii ni kubwa. Questa casa è grande. Classe 9, singolare
Nyumba ile ni kubwa. Quella casa laggiù è grande. Classe 9, lontano
Nyumba hizi zina bustani. Queste case hanno un giardino. Classe 10, plurale vicino
Ninataka ufunguo huo. Voglio quella chiave lì. Classe 11, secondo grado

Gli esempi mostrano che la concordanza coinvolge spesso tutta la frase. In watoto hawa wanacheza, per esempio, watoto, hawa e il prefisso verbale wa- rimandano tutti alla classe 2. Non è necessario analizzare ogni prefisso per usare il dimostrativo, ma vedere la ripetizione aiuta a capire la logica dello swahili.

Errori comuni

Usare sempre huyu per “questo”

  • Errato: kitabu huyu
  • Corretto: kitabu hiki
  • Perché: huyu concorda con una persona della classe 1; kitabu appartiene alla classe 7 e richiede hiki.

Dimenticare di cambiare forma al plurale

  • Errato: watoto huyu
  • Corretto: watoto hawa
  • Perché: mtoto huyu è singolare, mentre watoto hawa è plurale. Il passaggio dalla classe 1 alla classe 2 modifica sia il nome sia il dimostrativo.

Mettere il dimostrativo prima del nome come in italiano

  • Poco naturale nella struttura neutra: hiki kitabu
  • Forma normale: kitabu hiki
  • Perché: in una normale espressione nominale swahili, il nome precede il dimostrativo. L’ordine italiano “questo libro” non va copiato parola per parola.

Ridurre i tre gradi a due

  • Impreciso nel contesto: nyumba hiyo indicando una casa molto lontana
  • Più adatto: nyumba ile
  • Perché: hiyo presenta la casa come “quella lì”, vicina all’interlocutore o già individuata; ile segnala chiaramente “quella laggiù”. La scelta dipende dal punto di vista, non dalla traduzione italiana isolata.

Confondere classi 9 e 10 quando il nome non cambia

  • Errato: nyumba hii con il significato “queste case”
  • Corretto: nyumba hizi
  • Perché: nyumba può essere singolare o plurale. Hii è della classe 9 singolare; hizi è della classe 10 plurale.

Scegliere il dimostrativo dalla cosa reale, non dalla grammatica

  • Errato: gari hii
  • Corretto: gari hili
  • Perché: una stessa automobile non è grammaticalmente “neutra” come in italiano: gari appartiene alla classe 5 e concorda con hili, hilo, lile.

Note d’uso

La distanza non si misura in metri. Dipende da come chi parla organizza la scena: un oggetto sul tavolo davanti a sé sarà facilmente “vicino”; uno accanto all’interlocutore potrà essere indicato con il secondo grado; uno sul lato opposto della strada con il grado lontano. In una conversazione telefonica o in un racconto, il secondo grado può invece richiamare una persona o una cosa già identificata, anche senza una distanza fisica visibile.

L’italiano spesso lascia la distinzione al gesto o ad avverbi come qui, lì, laggiù. Lo swahili la inserisce direttamente nel dimostrativo. Per tradurre bene, quindi, huyo e yule possono entrambi diventare quello, ma non comunicano esattamente la stessa prospettiva.

Con le persone, la concordanza segue normalmente la serie delle classi 1/2: mtoto huyu, watoto hawa. Alcuni nomi di esseri animati hanno una forma nominale appartenente storicamente a un’altra classe, ma nella concordanza possono comportarsi come persone o animati. È una sottigliezza da imparare insieme ai singoli nomi, senza usarla per modificare la regola A1 di base.

Oltre le basi: usi più avanzati

Questa parte non è indispensabile per iniziare, ma spiega forme che compariranno presto nella lingua reale.

Dimostrativo più avverbio di luogo

Per rendere l’indicazione ancora più esplicita si può associare il dimostrativo a parole di luogo:

  • mtu huyu hapa — “proprio questa persona qui”;
  • mtu huyo hapo — “quella persona lì, presso di te”;
  • mtu yule pale — “quella persona laggiù”.

Le serie hapa, hapo, pale rispecchiano la stessa prospettiva a tre gradi e indicano un luogo: qui, lì, laggiù. L’accoppiamento è frequente quando si indica concretamente qualcosa o si vuole eliminare un’ambiguità.

Le forme locative

Lo swahili dispone anche di classi locative, cioè forme che trattano un luogo come il centro della concordanza. Tra i dimostrativi più utili si trovano:

Valore del luogo Vicino Secondo grado Lontano
punto o posizione precisa hapa hapo pale
zona o direzione generale huku huko kule
interno di un luogo humu humo mle

Per un principiante basta riconoscere soprattutto hapa, hapo, pale. Le differenze tra posizione precisa, zona generale e interno diventano più chiare studiando le classi locative e usando frasi complete.

Ripresa nel discorso

Il secondo grado serve spesso anche in senso anaforico, cioè per richiamare qualcosa già nominato. Se si è appena parlato di un libro, kitabu hicho può voler dire “quel libro di cui parliamo”, non necessariamente “il libro vicino a te”. Questa funzione spiega perché una traduzione rigida basata soltanto sulla distanza può risultare fuorviante.

Il dimostrativo usato da solo conserva la stessa possibilità: Huyo ni nani? può significare “Chi è quello/quella?” riferendosi a una persona visibile o già identificata nel discorso. La situazione chiarisce il genere naturale, perché il dimostrativo swahili non distingue “quello” da “quella” come fa l’italiano.

Consigli per esercitarsi

  1. Impara terne, non parole isolate. Ripeti ad alta voce huyu–huyo–yule, hiki–hicho–kile, hii–hiyo–ile. In questo modo colleghi ogni classe ai tre punti di vista.
  2. Trasforma singolare e plurale. Parti da mtoto huyu e passa a watoto hawa; poi da kitabu hicho a vitabu hivyo e da nyumba ile a nyumba zile. Controlla ogni volta sia il nome sia il dimostrativo.
  3. Usa lo spazio intorno a te. Indica un oggetto vicino, uno vicino a un’altra persona e uno lontano. Formula tre espressioni con il nome prima del dimostrativo. Il gesto rende concreta una distinzione che una semplice traduzione italiana tende a nascondere.

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