I numeri ordinali in norvegese
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Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di norvegese su Settemila Lingue.
In breve
I numeri ordinali indicano una posizione in una serie: første «primo», andre «secondo», tredje «terzo», fjerde «quarto». In norvegese bokmål si usano soprattutto nelle date, nei piani degli edifici e nelle sequenze; davanti a un nome specifico compaiono spesso nella costruzione den/det/de + ordinale + nome determinativo, come den første dagen «il primo giorno».
Panoramica
Un numero cardinale dice quanti elementi ci sono: tre dager «tre giorni». Un numero ordinale dice invece quale posto occupa un elemento: den tredje dagen «il terzo giorno». Questa distinzione serve fin dal livello A1 per capire date, indicazioni in un edificio, classifiche, capitoli e istruzioni disposte in ordine.
Per chi parla italiano, il significato è familiare, ma la forma grammaticale funziona in modo diverso. In italiano l'ordinale concorda normalmente con genere e numero: «primo», «prima», «primi», «prime». Gli ordinali norvegesi comuni, invece, restano per lo più invariati: den første dagen, det første året, de første ukene. A cambiare sono l'articolo e il nome, non første.
C'è poi una particolarità importante intorno a «secondo»: nella normale numerazione si incontra soprattutto andre, mentre la stessa famiglia di parole comprende annen/anna/annet/andre. Queste forme concordano con il genere e con la determinatezza e spesso significano «altro» o «un altro». La differenza viene chiarita più avanti, perché tradurre automaticamente l'italiano «secondo» o «altro» porta facilmente a errori.
Come funziona
Le forme fondamentali
Le prime forme vanno imparate quasi come vocaboli autonomi. Dopo il dodici emergono schemi più riconoscibili, ma l'ortografia presenta comunque alcuni cambiamenti.
| Numero | Ordinale norvegese | Equivalente italiano |
|---|---|---|
| 1 | første | primo |
| 2 | andre | secondo |
| 3 | tredje | terzo |
| 4 | fjerde | quarto |
| 5 | femte | quinto |
| 6 | sjette | sesto |
| 7 | sjuende / syvende | settimo |
| 8 | åttende | ottavo |
| 9 | niende | nono |
| 10 | tiende | decimo |
| 11 | ellevte | undicesimo |
| 12 | tolvte | dodicesimo |
| 13 | trettende | tredicesimo |
| 14 | fjortende | quattordicesimo |
| 15 | femtende | quindicesimo |
| 16 | sekstende | sedicesimo |
| 17 | syttende | diciassettesimo |
| 18 | attende | diciottesimo |
| 19 | nittende | diciannovesimo |
| 20 | tjuende / tyvende | ventesimo |
Sjuende e syvende sono entrambe forme del bokmål; analogamente si trovano tjuende e tyvende. Nella lingua contemporanea sjuende e tjuende seguono i cardinali sju e tjue e sono scelte molto comuni. Non conviene però cercare una sola desinenza universale: femte, sjette, ellevte e tolvte terminano in -te, mentre molte altre forme hanno -ende.
Le decine successive sono trettiende «trentesimo», førtiende, femtiende, sekstiende, syttiende, åttiende e nittiende. Nei numeri composti soltanto l'ultima parte assume valore ordinale:
| Numero | Forma in lettere | Lettura italiana |
|---|---|---|
| 21 | tjueførste | ventunesimo |
| 22 | tjueandre | ventiduesimo |
| 31 | trettiførste | trentunesimo |
| 42 | førtitoandre | quarantaduesimo |
Queste forme si scrivono unite, come avviene normalmente per i numeri composti norvegesi. Nella vita quotidiana, tuttavia, gli ordinali lunghi vengono spesso rappresentati con una cifra e un punto.
Il punto dopo la cifra
In norvegese il punto trasforma graficamente una cifra in un ordinale:
- 1. si legge første;
- 2. si legge andre;
- 17. si legge syttende;
- 21. si legge tjueførste.
Per questo si scrive 17. mai «17 maggio» e 3. etasje «terzo piano». Il punto non è un separatore decorativo e non corrisponde al simbolo italiano «º»: ometterlo può far leggere la cifra come un cardinale.
Ordinale e nome determinativo
Quando si identifica un elemento preciso, la costruzione più completa è:
den/det/de + ordinale + nome in forma determinativa
La forma determinativa è la forma che presenta l'articolo attaccato alla fine del nome: per esempio dag «giorno» diventa dagen «il giorno» e forsøk «tentativo» diventa forsøket «il tentativo».
| Genere o numero | Schema | Esempio |
|---|---|---|
| maschile o femminile | den + ordinale + nome determinativo | den første dagen |
| neutro | det + ordinale + nome determinativo | det tredje forsøket |
| plurale | de + ordinale + nome determinativo plurale | de første ukene |
Questa presenza sia dell'articolo iniziale sia della desinenza finale è chiamata talvolta doppia determinazione, cioè il nome viene segnalato come determinato in due punti. Per un italofono può sembrare ridondante, ma è il normale schema del bokmål: det tredje forsøket, non det tredje forsøk nella prosa neutra di tutti i giorni.
L'ordinale rimane uguale: første non diventa una forma diversa davanti a dag, år o uker. Lo stesso vale per tredje, fjerde e gli altri ordinali.
Quando l'articolo manca
In molte espressioni che indicano una posizione, una fase o una categoria, il norvegese usa direttamente ordinale + nome non determinativo:
- første gang «la prima volta»;
- i fjerde etasje «al quarto piano»;
- på tredje plass «al terzo posto»;
- første klasse «prima classe»;
- andre verdenskrig «la Seconda guerra mondiale».
La costruzione senza den/det/de non è quindi automaticamente incompleta. Confronta første dag på kurset «il primo giorno del corso», che presenta la posizione come etichetta, e den første dagen på kurset «il primo giorno del corso», che individua più esplicitamente quel giorno. All'inizio è utile memorizzare le combinazioni più frequenti come unità intere, invece di aggiungere sempre l'articolo italiano parola per parola.
Andre, annen, anna e annet
Nelle serie ordinate la scelta più sicura e comune per «secondo» è andre: andre etasje, den andre dagen, det andre forsøket. Andre è anche la forma usata con nomi determinativi e plurali.
La famiglia annen/anna/annet/andre varia invece così:
| Contesto | Forma | Esempio | Significato usuale |
|---|---|---|---|
| maschile, non determinativo | annen | en annen dag | un altro giorno |
| femminile, non determinativo | anna | ei anna bok | un altro libro |
| neutro, non determinativo | annet | et annet sted | un altro luogo |
| determinativo | andre | den andre dagen / det andre stedet | l'altro oppure il secondo |
| plurale | andre | andre steder | altri luoghi |
In bokmål il femminile può essere trattato come maschile, quindi è normale anche en annen bok. Il punto essenziale è che et annet forsøk significa di solito «un altro tentativo», non necessariamente «il secondo tentativo»; per un secondo tentativo ben identificato si dice det andre forsøket. In alcuni nomi tradizionali o contesti formali annen/annet conserva più chiaramente il valore ordinale, ma un principiante può produrre quasi tutte le normali sequenze con andre.
Le date
Il giorno del mese è un ordinale, anche se viene scritto quasi sempre con una cifra:
- 1. mai si legge første mai;
- 17. mai si legge syttende mai;
- den 5. juni si legge den femte juni.
Il nome del mese non richiede una preposizione equivalente all'italiano «di». La festa nazionale norvegese, per esempio, è 17. mai. Quando si indica un anno, l'anno non diventa ordinale: in 17. mai 2026 solo 17. indica il giorno in una serie.
Esempi nel contesto
| Norvegese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Dette er den første dagen min på jobb. | Questo è il mio primo giorno di lavoro. | Elemento preciso con doppia determinazione. |
| Kontoret ligger i andre etasje. | L'ufficio si trova al secondo piano. | Posizione in un edificio, senza articolo iniziale. |
| Det tredje forsøket gikk bra. | Il terzo tentativo è andato bene. | Forsøk è neutro: det … forsøket. |
| Jeg bor i fjerde etasje. | Abito al quarto piano. | Espressione frequente da imparare intera. |
| Hun kom på femte plass. | È arrivata quinta. | Letteralmente «al quinto posto». |
| Vi møtes den sjette juni. | Ci vediamo il sei giugno. | Il giorno viene pronunciato come ordinale. |
| 17. mai er Norges nasjonaldag. | Il 17 maggio è la festa nazionale della Norvegia. | Il punto dopo 17 segnala l'ordinale. |
| Dette er andre gang jeg besøker Bergen. | È la seconda volta che visito Bergen. | Espressione senza den. |
| De første ukene var travle. | Le prime settimane sono state intense. | De e il nome determinativo plurale ukene. |
| Les det ellevte kapittelet. | Leggi l'undicesimo capitolo. | Kapittel è neutro. |
| Toget stopper ved den tredje stasjonen. | Il treno si ferma alla terza stazione. | Referente preciso con den … stasjonen. |
| Laget vant for andre år på rad. | La squadra ha vinto per il secondo anno consecutivo. | På rad significa «di seguito». |
| Ta den andre døra til venstre. | Prendi la seconda porta a sinistra. | Andre individua una posizione nella sequenza. |
| Vi trenger et annet rom. | Ci serve un'altra stanza. | Annet significa «un'altra», non «la seconda». |
Errori comuni
Usare un cardinale al posto dell'ordinale
- Errato: Jeg bor i fire etasje.
- Corretto: Jeg bor i fjerde etasje.
- Perché: Fire indica la quantità «quattro»; fjerde indica la posizione «quarto».
Dimenticare la doppia determinazione
- Errato: den første dag nella normale conversazione.
- Corretto: den første dagen.
- Perché: dopo den e un ordinale, un nome specifico prende normalmente anche la desinenza determinativa. La forma senza desinenza può comparire in stili particolari, ma non è il modello di base da imitare.
Far concordare ogni ordinale come in italiano
- Errato: cercare forme diverse di første per un nome neutro o plurale.
- Corretto: den første dagen, det første året, de første dagene.
- Perché: gli ordinali comuni non hanno la serie italiana «primo/prima/primi/prime».
Confondere annet con «secondo» in ogni contesto
- Errato: et annet forsøk se si vuole dire precisamente «il secondo tentativo».
- Corretto: det andre forsøket.
- Perché: et annet forsøk significa normalmente «un altro tentativo». Nella sequenza esplicita si usa andre con la costruzione determinativa.
Omettere il punto nelle date e nelle cifre ordinali
- Errato: 17 mai, 3 etasje.
- Corretto: 17. mai, 3. etasje.
- Perché: nello standard scritto il punto mostra che la cifra va letta come ordinale.
Costruire forme regolari inesistenti
- Errato: tolvende.
- Corretto: tolvte.
- Perché: diverse forme frequenti sono irregolari o abbreviate. È meglio imparare bene almeno første–tolvte prima di affidarsi agli schemi.
Note d'uso
Nel parlato e nei testi pratici le cifre sono molto più frequenti delle parole per date, piani, classifiche e numeri di edizione. Bisogna però saper pronunciare la forma completa: 7. non si legge semplicemente sju quando indica «settimo», ma sjuende o syvende.
Attenzione ai piani degli edifici. In Norvegia il livello d'ingresso viene spesso numerato første etasje, mentre in Italia si distingue di solito il pianterreno dal primo piano. Di conseguenza, andre etasje può corrispondere fisicamente al «primo piano» secondo l'abitudine italiana. La segnaletica dell'edificio resta sempre il riferimento più sicuro.
Andre può significare sia «secondo» sia «altri», a seconda della struttura: den andre boka è «il secondo/l'altro libro», mentre andre bøker è «altri libri». Il contesto chiarisce se si sta contando una sequenza o contrapponendo un elemento agli altri.
Oltre le basi: usi avanzati
Le costruzioni seguenti non sono indispensabili all'A1, ma compaiono spesso e completano il quadro.
Per organizzare un discorso si usano for det første «in primo luogo» e for det andre «in secondo luogo». Sono formule utili sia nello scritto sia in un'esposizione ragionata:
For det første er det dyrt, og for det andre tar det lang tid. — «In primo luogo è costoso e, in secondo luogo, richiede molto tempo.»
Con sovrani e personaggi storici l'ordinale segue il nome, spesso rappresentato da un numero romano: Harald V si legge Harald den femte. Qui den fa parte della lettura anche se sulla pagina compare soltanto il numero romano.
Gli ordinali possono essere usati senza ripetere il nome quando il riferimento è chiaro: Jeg tar den første «Prendo il primo»; Hun ble nummer to, og jeg ble den tredje «Lei è arrivata seconda e io terzo». Per una classifica è molto comune anche numero + cardinale, come nummer to, accanto a espressioni con l'ordinale quali på andreplass. Andreplass è una parola composta e si scrive unita.
Per contare dalla fine si incontrano siste «ultimo», nest siste «penultimo» e tredje siste «terzultimo». Inoltre, non bisogna confondere gli ordinali con le frazioni: «un terzo» non è normalmente en tredje, ma en tredel; «un quarto» è en fjerdedel. La somiglianza di significato non rende intercambiabili le due categorie.
In testi solenni, giuridici o più conservatori si possono trovare costruzioni con annen o annet in valore ordinale e nomi senza la doppia determinazione. Sono forme da riconoscere, non modelli necessari per la conversazione quotidiana. Per produrre un bokmål neutro e moderno, den andre dagen, det andre punktet e de andre kapitlene sono scelte affidabili.
Suggerimenti per esercitarsi
- Impara le forme a blocchi. Ripeti prima første–sjette, poi sjuende–tolvte. Associa ogni forma a una situazione reale: una data, un piano o un posto in classifica.
- Trasforma cardinali in ordinali. Scrivi dieci cifre con il punto — 1., 3., 8., 12., 21. — e leggile ad alta voce. Controlla soprattutto tredje, sjette, ellevte, tolvte e i composti.
- Allena le costruzioni complete. Crea tre serie parallele: den første dagen, det første året, de første ukene. Poi sostituisci første con andre e tredje: così si fissa sia l'ordinale sia la determinazione del nome.
Concetti correlati
- Prerequisito: Numeri e tempo — presenta i cardinali, l'ora e le date su cui si basa l'uso degli ordinali.