B2

Il trapassato prossimo in italiano

Trapassato Prossimo

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di italiano su Settemila Lingue.

In breve

Il trapassato prossimo presenta un fatto come già avvenuto rispetto a un altro momento passato: Quando sono arrivato, Marta era già partita. Si forma con l’imperfetto di avere o essere più il participio passato: avevo mangiato, ero uscito. La scelta dell’ausiliare e l’accordo del participio seguono, in generale, le stesse regole del passato prossimo.

Panoramica

Il trapassato prossimo è un tempo composto dell’indicativo. Un tempo composto è una forma verbale costruita con un ausiliare, cioè avere o essere, e un participio passato, la forma che troviamo anche in ho parlato o sono arrivata. La sua funzione principale è indicare l’anteriorità nel passato: tra due fatti passati, segnala quello che era già successo prima del punto di riferimento.

Questo tempo diventa particolarmente utile al livello B2, quando non basta più elencare gli eventi nell’ordine in cui sono accaduti. Permette di interrompere un racconto per aggiungere un antefatto, spiegare la causa di una situazione o riferire ciò che qualcuno aveva fatto in precedenza. In Luca era stanco perché aveva dormito poco, il momento di riferimento è lo stato di stanchezza; il poco sonno viene prima e ne offre la causa.

Il trapassato prossimo non significa semplicemente «passato molto lontano». La distanza nel calendario non conta: anche un’azione di pochi minuti prima può richiederlo. Conta invece il rapporto fra due momenti passati: Alle otto ho chiamato Anna, ma era appena uscita. L’uscita può essere avvenuta alle 7:58, eppure è anteriore alla telefonata.

Come funziona

La struttura

La formula di base è:

imperfetto di avere o essere + participio passato

Persona mangiare con avere partire con essere
io avevo mangiato ero partito/a
tu avevi mangiato eri partito/a
lui / lei aveva mangiato era partito/a
noi avevamo mangiato eravamo partiti/e
voi avevate mangiato eravate partiti/e
loro avevano mangiato erano partiti/e

È l’ausiliare a portare le informazioni di persona e numero: avevo, avevi, aveva... oppure ero, eri, era.... Il participio passato esprime invece l’azione principale: mangiato, visto, scritto, partito.

I participi regolari si formano normalmente così:

Infinito Participio passato Esempio al trapassato prossimo
parlare parlato avevamo parlato
credere creduto avevi creduto
dormire dormito avevano dormito

L’infinito è la forma di base del verbo, per esempio parlare o dormire. Molti verbi frequenti hanno un participio irregolare, che non si ricava applicando soltanto queste terminazioni: fare → fatto, leggere → letto, scrivere → scritto, vedere → visto, prendere → preso, dire → detto, mettere → messo, aprire → aperto. L’irregolarità è la stessa già incontrata nel passato prossimo: ho visto diventa avevo visto.

Scegliere fra avere ed essere

Anche la scelta dell’ausiliare segue le regole del passato prossimo:

  • molti verbi transitivi, cioè verbi che possono avere un complemento oggetto diretto (la persona o cosa su cui ricade direttamente l’azione), usano avere: avevo letto il messaggio;
  • numerosi verbi di movimento, permanenza o cambiamento di stato usano essere: era arrivata, eravamo rimasti, erano diventati;
  • tutti i verbi riflessivi usano essere: mi ero svegliato/a, si erano preparati/e;
  • alcuni verbi possono cambiare ausiliare secondo il significato o la costruzione: la lezione era cominciata, ma il professore aveva cominciato la lezione.

Non conviene scegliere essere solo perché un verbo indica movimento. È più sicuro imparare l’ausiliare insieme al participio e verificare i casi dubbi: ho camminato e ho viaggiato, per esempio, hanno normalmente avere.

L’accordo del participio

Con essere, il participio concorda con il soggetto, cioè con chi compie o vive l’azione:

  • Giulia era partita;
  • Marco era partito;
  • le ragazze erano partite;
  • i ragazzi erano partiti.

Con avere, di norma il participio resta invariato: Maria aveva comprato due libri; Paolo e Luca avevano comprato due libri. Se però un pronome oggetto diretto precede il verbo, valgono le normali regole di accordo del participio: Le chiavi? Le avevo lasciate sul tavolo. Con lo, la, li, le l’accordo è richiesto; con altri pronomi, come mi, ti, ci, vi, può dipendere dalla funzione e dall’uso.

Stabilire il punto di riferimento

Il trapassato prossimo ha bisogno di un punto di riferimento passato, ma questo non deve sempre comparire nella stessa frase. Può essere:

  1. espresso da un altro verbo: Quando siamo entrati, il film era già iniziato;
  2. indicato da un’espressione temporale: Alle nove avevo già risposto a tutte le email;
  3. ricavabile dal contesto: Sono tornato in ufficio. Qualcuno aveva spento tutte le luci.

Nel terzo caso, il ritorno in ufficio stabilisce il momento da cui si guarda indietro. Senza un riferimento passato chiaro, il trapassato può sembrare sospeso o ingiustificato.

Ordinare due eventi passati

Rapporto temporale Forma tipica Esempio
evento già concluso trapassato prossimo avevamo prenotato
evento successivo e concluso passato prossimo o passato remoto siamo arrivati / arrivammo
situazione o sfondo successivo imperfetto il locale era chiuso

Per esempio: Avevamo prenotato, ma quando siamo arrivati il locale era chiuso. La prenotazione precede l’arrivo; la chiusura descrive la situazione trovata in quel momento.

Parole come già, ancora, mai, appena, prima rendono spesso il rapporto più evidente:

  • avevo già pagato;
  • non avevano ancora deciso;
  • non ero mai stato a Napoli;
  • aveva appena chiuso il negozio.

Questi avverbi non creano da soli il trapassato: è sempre il punto di vista passato a motivarne l’uso.

Esempi nel contesto

Poiché esempio e spiegazione sono entrambi in italiano, la seconda colonna offre una parafrasi che rende esplicito il rapporto temporale.

Italiano Significato in altre parole Nota
Quando sono arrivato, era già partita. Lei è partita prima del mio arrivo. Evento anteriore con essere
Avevamo già mangiato quando è arrivato Paolo. Prima abbiamo mangiato; poi è arrivato Paolo. Sequenza di due azioni
Non avevo mai visto niente di simile. Fino a quel momento era un’esperienza nuova per me. Esperienza precedente negata
Mi ha detto che aveva studiato in Italia. Nel suo racconto, lo studio in Italia era precedente. Discorso indiretto
Il pavimento era bagnato perché avevano lavato da poco. Il lavaggio precedente spiegava lo stato del pavimento. Causa anteriore
Alle otto Marta aveva già finito il turno. Il turno era terminato prima delle otto. Riferimento espresso dall’ora
Cercavo il portafoglio, ma l’avevo lasciato in macchina. Solo dopo ho capito dove lo avevo messo. Antefatto recuperato nel racconto
Le finestre? Le avevo chiuse prima di uscire. La chiusura era avvenuta prima dell’uscita. Accordo con le
Ci eravamo conosciuti durante un corso estivo. La nostra conoscenza risaliva a un corso precedente. Verbo riflessivo reciproco
Quando iniziò la riunione, alcuni colleghi non erano ancora arrivati. L’arrivo di quei colleghi non era avvenuto entro l’inizio. Azione non ancora compiuta
Appena sono entrata, ho capito che era successo qualcosa. Qualcosa era accaduto prima che entrassi. Deduzione da una situazione
Pensavo che tu avessi già prenotato. Credevo che la prenotazione fosse già stata fatta da te. Congiuntivo trapassato, non indicativo

L’ultimo esempio mostra un contrasto importante: avessi prenotato non è trapassato prossimo, ma congiuntivo trapassato. Il congiuntivo è un modo verbale usato, fra l’altro, in subordinate dipendenti da dubbi, opinioni, desideri o valutazioni. Le due forme esprimono entrambe anteriorità, ma la costruzione della frase determina quale modo usare.

Errori comuni

1. Usarlo per qualunque fatto lontano nel tempo

  • Non adatto senza contesto: Nel 1998 avevo visitato Roma.
  • Più naturale: Nel 1998 ho visitato Roma.
  • Con un riferimento passato: Quando ci sono tornato nel 2010, avevo già visitato Roma nel 1998.
  • Perché: il trapassato non segnala una grande distanza dal presente; segnala che un fatto precede un altro momento passato.

2. Mettere al trapassato entrambi gli eventi

  • Da evitare: Quando ero arrivato, Maria era già partita.
  • Corretto nel significato più comune: Quando sono arrivato, Maria era già partita.
  • Perché: l’arrivo è il punto di riferimento; la partenza di Maria è l’evento anteriore. Due trapassati sono possibili solo se entrambi i fatti precedono un terzo momento passato già stabilito dal contesto.

3. Usare l’ausiliare sbagliato

  • Sbagliato: Aveva partita prima di cena.
  • Corretto: Era partita prima di cena.
  • Perché: partire forma i tempi composti con essere. Il passaggio da passato prossimo a trapassato non cambia l’ausiliare.

4. Dimenticare l’accordo con essere

  • Sbagliato: Le ospiti erano arrivato presto.
  • Corretto: Le ospiti erano arrivate presto.
  • Perché: con essere, il participio concorda in genere e numero con il soggetto.

5. Usare l’indicativo dove la frase richiede il congiuntivo

  • Sbagliato nello standard sorvegliato: Pensavo che aveva già telefonato.
  • Corretto: Pensavo che avesse già telefonato.
  • Perché: dopo un verbo di opinione come pensavo, la subordinata richiede normalmente il congiuntivo. Aveva telefonato è trapassato prossimo; avesse telefonato è congiuntivo trapassato.

6. Confonderlo con il periodo ipotetico del passato

  • Sbagliato: Se avevo saputo, sarei venuto.
  • Corretto: Se avessi saputo, sarei venuto.
  • Perché: per un’ipotesi irreale nel passato, la frase con se usa il congiuntivo trapassato, non il trapassato prossimo indicativo.

Note d’uso

Nel racconto

Il trapassato prossimo funziona come un breve passo indietro. Un racconto può procedere con passato prossimo, passato remoto o imperfetto e poi recuperare un fatto precedente:

Ieri sono arrivato tardi in stazione. Il treno era già partito e il bar aveva chiuso. Ho chiamato un taxi.

Dopo aver fornito l’antefatto, il racconto torna al suo piano principale con ho chiamato. Usare troppi trapassati senza un punto di riferimento stabile rende invece la cronologia pesante e difficile da seguire.

Quando la successione è già chiara

Con espressioni come prima, dopo, dopo che o con un elenco rigorosamente cronologico, l’ordine può essere evidente anche senza trapassato: Ho cenato e poi sono uscito. Se il parlante guarda gli eventi uno dopo l’altro, due passati prossimi sono naturali. Se invece racconta dal momento dell’uscita e vuole presentare la cena come antefatto, può dire: Quando sono uscito, avevo già cenato.

La scelta dipende quindi anche dalla prospettiva, non soltanto dall’ordine oggettivo degli eventi. Il trapassato invita chi ascolta a guardare indietro da un punto passato.

Nel discorso indiretto

Nel discorso indiretto, cioè quando riferiamo le parole di qualcuno senza citarle esattamente, il trapassato può indicare che il fatto riferito precede un verbo introduttivo al passato:

  • discorso diretto: «Ho perso le chiavi»;
  • resoconto successivo: Ha detto che aveva perso le chiavi.

Non si tratta però di una trasformazione automatica in ogni situazione. Se il fatto è ancora presentato come attuale o strettamente collegato al presente, si può mantenere un altro tempo: Mi ha detto che vive a Torino. La scelta riflette il significato che si vuole dare e il punto di vista temporale adottato.

Parlato e scritto

Il trapassato prossimo è normale sia nel parlato sia nello scritto e non ha, di per sé, un tono formale. Nel parlato spontaneo si incontrano talvolta semplificazioni dei rapporti fra i tempi, ma in un italiano chiaro e sorvegliato il trapassato resta il mezzo più preciso per distinguere l’antefatto. Nella narrativa letteraria può comparire insieme al passato remoto: Quando arrivò, gli altri erano già usciti.

Oltre le basi: usi e contrasti avanzati

Trapassato prossimo e trapassato remoto

Il trapassato remoto (ebbe finito, fu partito) appartiene soprattutto alla narrazione letteraria e compare in costruzioni temporali legate a un passato remoto: Dopo che ebbe firmato, uscì. Nel parlato e in gran parte della scrittura contemporanea, il trapassato prossimo è molto più comune: Dopo che aveva firmato, è uscito oppure, con una diversa organizzazione del racconto, Dopo che ha firmato, è uscito.

I due tempi non sono semplici varianti intercambiabili in ogni frase. Il trapassato remoto tende a presentare un’azione immediatamente conclusa prima di un’altra, in una catena narrativa al passato remoto; il trapassato prossimo è più flessibile e si collega a diversi tempi passati.

Più antefatti nello stesso racconto

Due o più trapassati sono corretti quando appartengono allo stesso piano anteriore:

Quando finalmente li incontrai, avevano già venduto la casa e si erano trasferiti all’estero.

Vendita e trasferimento precedono entrambi l’incontro. L’ordine fra questi due antefatti può essere precisato con connettivi: Prima avevano venduto la casa; in seguito si erano trasferiti.

Stato risultante e azione precedente

A volte il trapassato mette in primo piano il risultato ancora visibile nel momento passato:

La porta era stata forzata e mancavano alcuni documenti.

Era stata forzata è una forma passiva: il soggetto, la porta, subisce l’azione. La struttura completa contiene essere al trapassato più il participio di forzare. È utile non confonderla con era forzata, che, secondo il contesto, può descrivere soprattutto uno stato.

Il punto di vista può cambiare la scelta

Si confrontino queste frasi:

  • Ieri ho scoperto che Marta ha cambiato lavoro. La notizia viene presentata come un fatto ancora rilevante e autonomo.
  • Ieri ho scoperto che Marta aveva cambiato lavoro l’anno prima. Il cambiamento viene collocato chiaramente prima della scoperta.

Entrambe possono essere grammaticali, ma non organizzano l’informazione nello stesso modo. A un livello avanzato, scegliere il tempo significa anche guidare l’attenzione di chi legge o ascolta.

Consigli per esercitarsi

  1. Disegna una linea del tempo. Per ogni frase, segna prima il momento di riferimento e poi l’evento anteriore. Trasforma, per esempio, Paolo è arrivato alle nove. Noi abbiamo cenato alle otto in Quando Paolo è arrivato, avevamo già cenato.
  2. Ripassa i verbi per coppie. Parti dal passato prossimo e cambia soltanto l’ausiliare all’imperfetto: ho scritto → avevo scritto; sono uscita → ero uscita. In questo modo consolidi insieme participio, ausiliare e accordo.
  3. Racconta un piccolo imprevisto. Descrivi una situazione passata e aggiungi due cause precedenti usando già, ancora, mai o appena: Sono rimasto fuori casa perché avevo perso le chiavi e mia moglie era già uscita.

Concetti correlati

  • Prerequisito: Passato prossimo — introduce la struttura con ausiliare e participio, la scelta fra avere ed essere e le regole fondamentali dell’accordo.
  • Approfondimento: Trapassato remoto — forma soprattutto letteraria usata in rapporto con il passato remoto.

Prerequisito

Il passato prossimo in italianoA2

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