Frasi di scopo e risultato in ungherese
Cél- és Eredményhatározó Mondatok
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ungherese su Settemila Lingue.
In breve
Per esprimere uno scopo, l'ungherese usa spesso hogy seguito dal felszólító mód, il modo che serve sia per l'imperativo sia per azioni volute: Azért jöttem, hogy segítsek («Sono venuto per aiutare»). Per un risultato realmente avvenuto usa invece normalmente l'indicativo, con úgyhogy («quindi, perciò») oppure con strutture come annyira...hogy («così...che»): Annyira fáradt volt, hogy elaludt.
Panoramica
Le frasi di scopo spiegano per quale obiettivo si compie un'azione; le frasi di risultato indicano che cosa ne consegue. La distinzione sembra semplice, ma è importante perché dopo hogy la forma del verbo cambia a seconda del significato: uno scopo è desiderato o previsto, mentre un risultato è presentato come un fatto.
Questo argomento si affronta al livello B1 e sviluppa l'uso di hogy, già noto con il significato di «che». Nella terminologia grammaticale, la parte introdotta da hogy è una proposizione subordinata (una frase che dipende da un'altra). Non tutte le frasi con hogy, però, esprimono uno scopo: Tudom, hogy jön significa «So che viene» ed è una semplice dichiarazione.
Per chi parla italiano, il confronto più utile è questo: l'italiano ricorre spesso a per + infinito quando il soggetto non cambia, e a perché/affinché + congiuntivo quando lo scopo ha un proprio soggetto. L'ungherese può usare un infinito in alcune costruzioni, ma la frase con hogy + felszólító mód è molto comune anche quando il soggetto resta lo stesso. Non conviene quindi tradurre parola per parola la struttura italiana.
Come funziona
Scopo: hogy + felszólító mód
Lo schema fondamentale è:
azione principale + , hogy + azione desiderata al felszólító mód
Il felszólító mód è il modo verbale ungherese usato per ordini, richieste, desideri e azioni da realizzare. In una frase di scopo non impartisce necessariamente un ordine: segnala che l'azione della subordinata è l'obiettivo, non un fatto già constatato.
- Jöttem, hogy segítsek. — Sono venuto per aiutare.
- Korán lefekszem, hogy kipihenjem magam. — Vado a letto presto per riposarmi bene.
- Kinyitottuk az ablakot, hogy bejöjjön a friss levegő. — Abbiamo aperto la finestra perché entrasse aria fresca.
Le forme possono ricordare quelle dell'imperativo autonomo, ma l'ordine delle parole non è sempre uguale. Con un prefisso verbale, per esempio, si dice come ordine Értsd meg! («Capisci!»), con il prefisso dopo il verbo; nella subordinata di scopo è normale hogy megértsd («affinché tu capisca»), con meg- unito davanti al verbo.
Un piccolo paradigma aiuta a riconoscere le desinenze. Qui segít è usato senza oggetto definito, mentre megért è mostrato nella coniugazione definita, adatta per esempio a a szabályt («la regola»):
| Persona | segít («aiutare») | megért («capire»), forma definita |
|---|---|---|
| én | segítsek | megértsem |
| te | segíts | megértsd |
| ő | segítsen | megértse |
| mi | segítsünk | megértsük |
| ti | segítsetek | megértsétek |
| ők | segítsenek | megértsék |
La scelta tra coniugazione indefinita e definita dipende dall'oggetto, proprio come negli altri modi verbali: la coniugazione definita si usa quando l'oggetto è specifico e definito. Confronta hogy olvassak egy könyvet («perché io legga un libro») con hogy elolvassam a könyvet («perché io legga il libro fino in fondo»).
Il richiamo azért
Azért significa qui «a tale scopo, per questo» e anticipa la subordinata con hogy:
azért + verbo principale + , hogy + scopo
- Azért telefonálok, hogy megbeszéljük a részleteket. — Telefono per discutere i dettagli.
- Azért spórolunk, hogy vehessünk egy autót. — Risparmiamo per poter comprare un'auto.
Azért non è sempre obbligatorio. Senza di esso, Telefonálok, hogy megbeszéljük a részleteket resta corretto. La presenza di azért mette maggiormente in primo piano la finalità e può creare un contrasto: «è proprio per questo scopo che...». Attenzione però a non confondere scopo e causa:
- Azért jöttem, hogy segítsek. — Sono venuto per aiutare: scopo.
- Azért jöttem, mert hívtál. — Sono venuto perché mi hai chiamato: causa.
Nella prima frase la domanda è Milyen célból? («Con quale scopo?»); nella seconda è Miért? («Perché?»).
Lo scopo negativo: hogy ne e nehogy
Per dire che si agisce allo scopo di evitare qualcosa, si usa hogy ne seguito dal felszólító mód:
- Felírtam a címet, hogy ne felejtsem el. — Ho annotato l'indirizzo per non dimenticarlo.
- Korán indultunk, hogy ne késsünk el. — Siamo partiti presto per non arrivare tardi.
Nehogy si scrive in una sola parola e significa «per evitare che, affinché non», spesso con una sfumatura di timore, precauzione o avvertimento:
- Siettem, nehogy lekéssem a vonatot. — Mi sono affrettato per non perdere il treno.
- Vigyázz, nehogy eless! — Attento a non cadere!
Le due costruzioni possono avvicinarsi, ma nehogy rende particolarmente evidente l'evento indesiderato che si vuole scongiurare.
Úgy...hogy: modo e scopo
La coppia úgy...hogy significa letteralmente «in modo tale che». Può descrivere il modo in cui si fa qualcosa e, con il felszólító mód, presentare l'esito voluto:
- Úgy tanulok, hogy megértsem. — Studio in modo da capire.
- Úgy mondd el, hogy mindenki megértse. — Spiegalo in modo che tutti capiscano.
Se invece il secondo verbo è all'indicativo, la frase presenta di solito un effetto verificatosi:
- Úgy magyarázta el, hogy mindenki megértette. — Lo ha spiegato in modo tale che tutti hanno capito.
Il contrasto megértse / megértette è essenziale: la prima forma indica il risultato voluto, la seconda un risultato effettivamente raggiunto.
Risultato: úgyhogy
Úgyhogy, scritto in una sola parola, collega una situazione alla sua conseguenza e corrisponde spesso a «quindi», «perciò» o «di conseguenza». La conseguenza è normalmente espressa all'indicativo:
- Sokat esett, úgyhogy otthon maradtunk. — Ha piovuto molto, quindi siamo rimasti a casa.
- Elfogyott a kenyér, úgyhogy vettem még egyet. — Il pane era finito, perciò ne ho comprato un altro.
Nel parlato Úgyhogy... può anche iniziare una nuova frase e riprendere quanto appena detto: Késő volt. Úgyhogy nem mentünk. («Era tardi. Quindi non siamo andati.»). Non va confuso con úgy, hogy, formato da due parole e usato nel senso di «in modo tale che».
Risultato con una misura: annyira, olyan, annyi, akkora
Per mettere in relazione un'intensità o una quantità con il suo effetto, l'ungherese usa una parola di grado nella frase principale e hogy davanti al risultato:
| Struttura | Funzione | Modello italiano |
|---|---|---|
| annyira + aggettivo/avverbio...hogy | intensità | così...che |
| olyan + aggettivo...hogy | qualità o intensità | così...che, talmente...che |
| annyi + nome...hogy | quantità numerabile o non numerabile | tanto/a, tanti/e...che |
| akkora + nome...hogy | grandezza o entità | così grande, tale...che |
- Annyira fáradt volt, hogy elaludt. — Era così stanco che si è addormentato.
- Olyan gyorsan beszélt, hogy semmit sem értettem. — Parlava così velocemente che non capivo nulla.
- Annyi munkám volt, hogy nem ebédeltem. — Avevo così tanto lavoro che non ho pranzato.
- Akkora zaj volt, hogy nem hallottuk egymást. — C'era un rumore tale che non riuscivamo a sentirci.
Qui il verbo della subordinata è normalmente all'indicativo, perché si descrive una conseguenza reale, non uno scopo.
Virgola e ordine delle parole
In ungherese si mette la virgola tra la frase principale e la subordinata introdotta da hogy; la virgola precede anche úgyhogy: Azért jöttem, hogy segítsek; Fáradt voltam, úgyhogy lefeküdtem.
La posizione di azért, annyira, olyan, annyi o akkora segnala quale elemento viene messo in rilievo. L'ordine può cambiare per il fuoco informativo, ma per iniziare sono affidabili i modelli presentati sopra. Non spostare meccanicamente le parole seguendo l'ordine italiano.
Esempi nel contesto
| Ungherese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Azért jöttem, hogy segítsek. | Sono venuto per aiutare. | Scopo, stesso soggetto. |
| Kinyitottam az ajtót, hogy bejöhess. | Ho aperto la porta perché tu possa entrare. | Scopo, soggetti diversi. |
| Beszélj lassabban, hogy mindenki megértse. | Parla più lentamente, affinché tutti capiscano. | Risultato voluto. |
| Úgy tanulok, hogy megértsem. | Studio in modo da capire. | úgy...hogy con forma di scopo. |
| Félretettünk pénzt, hogy elutazhassunk nyáron. | Abbiamo messo da parte dei soldi per poter viaggiare in estate. | -hat/-het esprime possibilità. |
| Felírtam a címet, hogy ne felejtsem el. | Ho annotato l'indirizzo per non dimenticarlo. | Scopo negativo con hogy ne. |
| Halkan csukd be az ajtót, nehogy felébredjen a gyerek. | Chiudi piano la porta, per evitare che il bambino si svegli. | Evento da scongiurare. |
| Annyira fáradt volt, hogy elaludt a kanapén. | Era così stanco che si è addormentato sul divano. | Conseguenza reale. |
| Olyan hideg volt, hogy befagyott a tó. | Faceva così freddo che il lago si è gelato. | olyan...hogy. |
| Annyi kérdése volt, hogy tovább maradtunk. | Aveva così tante domande che siamo rimasti più a lungo. | Quantità con annyi. |
| Lekéstük a buszt, úgyhogy gyalog mentünk haza. | Abbiamo perso l'autobus, quindi siamo tornati a casa a piedi. | Conseguenza con úgyhogy. |
| Nem volt nálam készpénz. Úgyhogy kártyával fizettem. | Non avevo contanti. Quindi ho pagato con la carta. | Connettivo a inizio frase. |
| Úgy magyarázta el, hogy mindenki megértette. | Lo ha spiegato in modo tale che tutti hanno capito. | Risultato constatato all'indicativo. |
| Akkora köd volt, hogy alig láttuk az utat. | C'era una nebbia tale che vedevamo a malapena la strada. | Entità con akkora. |
Errori comuni
Usare l'indicativo per uno scopo
- Errato: Azért jöttem, hogy segítek.
- Corretto: Azért jöttem, hogy segítsek.
- Perché: aiutare è l'obiettivo della venuta, quindi il verbo va al felszólító mód, non al presente indicativo.
Usare il felszólító mód per un risultato già avvenuto
- Errato: Annyira fáradt volt, hogy elaludjon.
- Corretto: Annyira fáradt volt, hogy elaludt.
- Perché: addormentarsi è presentato come un fatto realmente accaduto. Serve l'indicativo passato.
Scrivere úgy hogy al posto di úgyhogy
- Errato: Esik, úgy hogy otthon maradunk.
- Corretto: Esik, úgyhogy otthon maradunk.
- Perché: il connettivo che significa «quindi, perciò» si scrive úgyhogy in una sola parola. Úgy, hogy è un'altra struttura: «in modo tale che».
Dimenticare la coniugazione definita
- Errato: Azért olvasom újra a levelet, hogy jobban értsek.
- Corretto: Azért olvasom újra a levelet, hogy jobban értsem.
- Perché: ciò che si vuole capire è l'oggetto definito a levelet («la lettera»), sottinteso nella subordinata; occorre quindi értsem.
Separare il prefisso come in un ordine diretto
- Errato: Lassan beszélek, hogy értsd meg.
- Corretto: Lassan beszélek, hogy megértsd.
- Perché: Értsd meg! è un ordine autonomo. Nella normale frase finale affermativa, il prefisso precede il verbo: hogy megértsd.
Confondere causa e scopo
- Errato: Azért maradtam otthon, hogy beteg voltam.
- Corretto: Azért maradtam otthon, mert beteg voltam.
- Perché: la malattia è la causa del rimanere a casa, non il suo obiettivo. Per la causa si usa qui mert.
Note d'uso
Azért...hogy è neutro e comune sia nella lingua parlata sia nello scritto. Quando il contesto rende evidente la finalità, azért viene spesso omesso. Inserirlo dà più rilievo allo scopo e risulta utile quando si contrappongono intenzioni diverse: Nem pihenni jöttem, hanem azért, hogy segítsek («Non sono venuto per riposarmi, ma per aiutare»).
Úgyhogy è molto frequente nella conversazione e collega naturalmente una spiegazione alla decisione che ne deriva. In uno scritto più sorvegliato si possono incontrare anche connettivi come ezért («per questo, perciò») o következésképpen («di conseguenza»), ma non sono costruiti nello stesso modo: Esik, ezért otthon maradunk. Nel parlato, iniziare una battuta con Úgyhogy... può servire anche a concludere un ragionamento o a tornare al punto principale.
L'italiano «così che» è ambiguo fra scopo e risultato; l'ungherese rende spesso la differenza visibile nel verbo. Confronta Úgy készítettem el, hogy mindenkinek tetsszen («L'ho preparato in modo che piaccia a tutti»: obiettivo) e Úgy készítettem el, hogy mindenkinek tetszett («L'ho preparato in modo tale che è piaciuto a tutti»: esito). Questa opposizione è più affidabile di una traduzione isolata di hogy.
Oltre le basi: usi avanzati
L'infinito come alternativa
Quando il soggetto dell'azione principale e quello dello scopo coincidono, l'ungherese può talvolta usare l'infinito in una costruzione più compatta:
- Segíteni jöttem. — Sono venuto per aiutare.
- Vásárolni ment. — È andato/a a fare acquisti.
La frase Azért jöttem, hogy segítsek esprime lo stesso scopo in modo esplicito. Non esiste però una sostituzione automatica valida in ogni frase. Se i soggetti sono diversi, la subordinata finita è necessaria: Kinyitottam az ajtót, hogy bejöhess («Ho aperto la porta perché tu possa entrare»). Per un italofono, la regola pratica è non dare per scontato che ogni per + infinito debba diventare un infinito ungherese.
Potenzialità dentro lo scopo
Il suffisso -hat/-het («potere, avere la possibilità di») può unirsi al verbo prima delle desinenze del felszólító mód. Così lo scopo non è soltanto compiere un'azione, ma creare la possibilità di compierla:
- Korán indultunk, hogy időben odaérhessünk. — Siamo partiti presto per poter arrivare in tempo.
- Küldök egy térképet, hogy könnyebben megtaláld a helyet. — Ti mando una mappa affinché tu trovi più facilmente il posto.
La prima frase mette in primo piano la possibilità con odaérhessünk; nella seconda megtaláld presenta direttamente il risultato desiderato.
Formulazioni più formali
Nella lingua amministrativa o accademica si può incontrare abból a célból, hogy («allo scopo di»): A szabályokat abból a célból módosították, hogy egyszerűbb legyen az eljárás («Le regole sono state modificate allo scopo di rendere più semplice la procedura»). È una formula più pesante di azért, hogy e non è necessaria nella conversazione quotidiana.
Per una conseguenza formale sono possibili ennek következtében («in conseguenza di ciò») e következésképpen («di conseguenza»). Questi connettivi ampliano il registro, ma il nucleo grammaticale resta lo stesso: uno scopo guarda a un esito voluto; una frase di risultato presenta un effetto come reale o dedotto.
Quando la stessa frase può essere interpretata in due modi
Con úgy...hogy, il contesto e il modo verbale lavorano insieme. Una forma di felszólító mód orienta verso intenzione o requisito; l'indicativo verso descrizione o conseguenza. In testi complessi, però, lo scrivente può scegliere una costruzione finale anche quando non esiste una volontà umana esplicita, soprattutto per esprimere una funzione: A nyílás arra szolgál, hogy bejusson a fény («L'apertura serve a far entrare la luce»). Il “fine” appartiene alla funzione dell'oggetto, non a un desiderio dell'apertura.
Consigli per esercitarsi
- Crea coppie scopo–risultato. Parti da Lassan beszélt... e completa una volta con hogy mindenki megértse (obiettivo) e una volta con úgyhogy mindenki megértette (risultato). Il confronto obbliga a scegliere consapevolmente il modo verbale.
- Trasforma frasi italiane senza tradurle parola per parola. Per «Sono andato in biblioteca per studiare» prova sia Tanulni mentem a könyvtárba sia Azért mentem a könyvtárba, hogy tanuljak, poi nota la diversa struttura.
- Ascolta i segnali in coppia. Quando senti azért, prevedi uno scopo con hogy; quando senti annyira, olyan, annyi o akkora, cerca la conseguenza. Annota anche ogni úgyhogy usato per concludere un ragionamento.
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- Prerequisito: Proposizioni con hogy — introduce il connettivo hogy e il modo in cui collega una frase principale a una subordinata.
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