Il plurale dei nomi in ebraico
ריבוי
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di ebraico su Settemila Lingue.
In breve
In ebraico il plurale più frequente dei nomi maschili termina in ־ים (-im), mentre quello dei nomi femminili termina in ־ות (-ot): ספר → ספרים «libro → libri» e ילדה → ילדות «bambina → bambine». È una regola di partenza molto utile, ma non infallibile: il genere del nome non cambia se il plurale prende la terminazione “inaspettata”.
Panoramica
Il nome (la parola che indica una persona, un animale, un oggetto o un'idea) in ebraico ha un genere grammaticale, maschile o femminile, e può essere singolare o plurale. La formazione del plurale si incontra già al livello A1 perché serve in frasi quotidiane come «due libri», «le ragazze», «case nuove» o «tavoli grandi».
Per un italofono l'idea non è nuova: anche in italiano libro/libri e ragazza/ragazze cambiano forma secondo numero e genere. Cambiano però i segnali da osservare. In ebraico non basta sostituire una vocale finale: di solito si aggiunge una terminazione, ־ים o ־ות, e a volte cambiano anche le vocali interne della parola. Poiché la scrittura corrente quasi sempre omette i segni vocalici, questi cambiamenti si imparano soprattutto ascoltando e memorizzando insieme singolare e plurale.
La regola regolare copre moltissimi nomi, ma alcune parole comuni hanno una terminazione non prevedibile. Conviene quindi separare due obiettivi: prima padroneggiare il modello di base; poi imparare le eccezioni come coppie lessicali, senza cercare di indovinarle dalla sola grafia.
Come funziona
Il modello di base
Le due terminazioni principali sono:
| Genere del nome | Singolare | Plurale | Pronuncia orientativa | Significato |
|---|---|---|---|---|
| Maschile | ספר | ספרים | sefer → sfarìm | libro → libri |
| Maschile | ילד | ילדים | yéled → yeladìm | bambino/ragazzo → bambini/ragazzi |
| Femminile | ילדה | ילדות | yaldà → yaladòt | bambina/ragazza → bambine/ragazze |
| Femminile | מחברת | מחברות | machbéret → machbaròt | quaderno → quaderni |
L'accento delle traslitterazioni è indicato solo quando può aiutare: non costituisce una regola completa di pronuncia. Nella maggior parte dei plurali con ־ים e ־ות, l'accento cade sulla sillaba finale.
Nomi maschili: ־ים
Per molti nomi maschili si aggiunge ־ים:
- תלמיד → תלמידים — studente → studenti
- חבר → חברים — amico → amici
- ספר → ספרים — libro → libri
- ילד → ילדים — bambino/ragazzo → bambini/ragazzi
Non sempre, però, il singolare rimane identico. ספר si pronuncia sefer, ma ספרים si pronuncia sfarìm; ילד si pronuncia yéled, ma ילדים yeladìm. Si tratta di un cambiamento delle vocali interne, non delle consonanti fondamentali. Senza i segni vocalici (i puntini e trattini che indicano le vocali), la grafia può nascondere la differenza. È quindi più efficace imparare ad alta voce ספר — ספרים, non soltanto aggiungere mentalmente le lettere ים.
Nomi femminili: ־ות
Molti nomi femminili terminano al singolare in ־ה (-a) o ־ת (-et, -at, -it). Il loro plurale prende spesso ־ות:
- con ־ה, di norma la ה finale scompare: ילדה → ילדות;
- con ־ת, la forma può richiedere un adattamento: מחברת → מחברות;
- alcuni nomi femminili senza una tipica finale femminile prendono comunque ־ות, per esempio ארץ → ארצות «paese/terra → paesi/terre».
Altri esempi regolari sono תמונה → תמונות «immagine → immagini» e שאלה → שאלות «domanda → domande». Anche qui possono cambiare le vocali interne, quindi la terminazione scritta non racconta tutta la pronuncia.
La terminazione non decide sempre il genere
־ים è tipica del plurale maschile e ־ות di quello femminile, ma non sono etichette assolute di genere. Alcuni nomi maschili hanno il plurale in ־ות, mentre alcuni femminili hanno il plurale in ־ים.
| Genere grammaticale | Singolare | Plurale | Significato |
|---|---|---|---|
| Maschile | שולחן | שולחנות | tavolo → tavoli |
| Maschile | חלון | חלונות | finestra → finestre |
| Maschile | מקום | מקומות | luogo → luoghi |
| Femminile | מילה | מילים | parola → parole |
| Femminile | עיר | ערים | città → città |
| Femminile | ביצה | ביצים | uovo → uova |
Il punto essenziale è questo: שולחן resta maschile anche al plurale, perciò «tavoli grandi» è שולחנות גדולים, con l'aggettivo maschile plurale גדולים. Allo stesso modo מילה resta femminile: «parole nuove» è מילים חדשות, con l'aggettivo femminile plurale חדשות.
Accordo con aggettivi e articolo
L'accordo è il modo in cui parole collegate assumono forme compatibili. In ebraico un aggettivo che descrive un nome concorda con quel nome in genere e numero.
| Tipo | Nome con aggettivo | Significato |
|---|---|---|
| Maschile singolare | ספר חדש | un libro nuovo |
| Maschile plurale | ספרים חדשים | libri nuovi |
| Femminile singolare | ילדה חדשה | una bambina nuova |
| Femminile plurale | ילדות חדשות | bambine nuove |
| Maschile con plurale in ־ות | שולחנות גדולים | tavoli grandi |
| Femminile con plurale in ־ים | מילים חדשות | parole nuove |
L'articolo determinativo ebraico ה־ corrisponde in questo contesto a «il, lo, la, i, gli, le» e si unisce alla parola: ספרים «libri», הספרים «i libri»; ילדות «bambine», הילדות «le bambine». L'articolo non cambia forma al plurale. Se anche l'aggettivo è determinato, riceve a sua volta ה־: הספרים החדשים «i libri nuovi».
Esempi nel contesto
| Ebraico | Traslitterazione | Italiano | Nota |
|---|---|---|---|
| יש לי שני ספרים. | Yesh li shné sfarìm. | Ho due libri. | Plurale maschile regolare in ־ים. |
| הילדים בבית. | Ha-yeladìm ba-báyit. | I bambini sono a casa. | ה־ rende determinato il nome plurale. |
| התלמידים לומדים עברית. | Ha-talmidìm lomdìm ivrìt. | Gli studenti studiano ebraico. | Il verbo è al maschile plurale. |
| הילדות משחקות בחוץ. | Ha-yeladòt mesachakòt ba-chutz. | Le bambine giocano fuori. | Nome e verbo sono al femminile plurale. |
| אלה תמונות יפות. | Éle tmunòt yafòt. | Queste sono belle immagini. | Nome e aggettivo femminili plurali. |
| יש שאלות חשובות. | Yesh sheelòt chashuvòt. | Ci sono domande importanti. | Plurale femminile regolare in ־ות. |
| הספרים החדשים על השולחן. | Ha-sfarìm ha-chadashìm al ha-shulchàn. | I libri nuovi sono sul tavolo. | Anche l'aggettivo determinato prende ה־. |
| קנינו שולחנות גדולים. | Kanìnu shulchanòt gdolìm. | Abbiamo comprato tavoli grandi. | שולחנות finisce in ־ות, ma è maschile. |
| אני כותבת מילים חדשות. | Anì kotévet milìm chadashòt. | Scrivo parole nuove. | מילים finisce in ־ים, ma è femminile. |
| הערים האלה גדולות. | He-arìm ha-éle gdolòt. | Queste città sono grandi. | ערים è femminile plurale. |
| בחדר יש שלושה חלונות. | Ba-chéder yesh shloshà chalonòt. | Nella stanza ci sono tre finestre. | חלון è maschile nonostante il plurale in ־ות. |
| איפה המחברות שלי? | Efo ha-machbaròt shelì? | Dove sono i miei quaderni? | Plurale femminile di מחברת. |
Errori comuni
Applicare la terminazione regolare a ogni parola
- Forma errata: מילה → מילות come normale plurale isolato
- Forma corretta: מילה → מילים
- Perché: מילה «parola» è femminile, ma il suo plurale comune assoluto è irregolare in ־ים. מילות esiste, ma appartiene allo stato costrutto, spiegato più avanti: per esempio מילות השיר «le parole della canzone».
Cambiare il genere in base alla finale del plurale
- Forma errata: שולחנות גדולות
- Forma corretta: שולחנות גדולים «tavoli grandi»
- Perché: il plurale in ־ות non trasforma שולחן in un nome femminile. Il genere grammaticale resta maschile e governa l'aggettivo.
Conservare sempre la ה del femminile
- Forma errata: ילדהות
- Forma corretta: ילדות
- Perché: nei comuni nomi femminili in ־ה, la ה finale non rimane davanti a ־ות. Si impara la coppia ילדה — ילדות.
Pensare che basti aggiungere due lettere senza cambiare pronuncia
- Forma fuorviante: pronunciare ספרים come se fosse sefer-im
- Forma corretta: sfarìm
- Perché: molti plurali comportano una riduzione o uno spostamento delle vocali interne. La grafia senza segni vocalici non mostra sempre il cambiamento.
Dimenticare l'accordo plurale
- Forma errata: ילדות חדשה
- Forma corretta: ילדות חדשות «bambine nuove»
- Perché: l'aggettivo deve concordare sia nel genere sia nel numero. Qui nome e aggettivo sono femminili plurali.
Usare una forma italiana del plurale come guida
- Forma errata: scegliere ־ים o ־ות in base al genere della traduzione italiana
- Forma corretta: imparare il genere ebraico insieme al nome
- Perché: i generi non coincidono sempre tra le due lingue. חלון «finestra» è maschile in ebraico, benché finestra sia femminile in italiano.
Note d'uso
Nell'ebraico moderno la grafia quotidiana è spesso priva di segni vocalici. Di conseguenza due abilità vanno allenate insieme: riconoscere la terminazione scritta e ricordare la pronuncia effettiva. Leggere molto aiuta, ma ascoltare e ripetere è indispensabile per coppie come ספר — ספרים e ילד — ילדים.
In un dizionario, un buon lemma indica il genere e spesso anche il plurale. Per i nomi regolari può sembrare un'informazione superflua, ma per parole come מילה, שולחן o עיר evita errori nell'accordo. Nelle proprie liste di vocaboli conviene annotare sempre tre elementi: singolare, genere e plurale.
L'ebraico non usa articoli indeterminativi equivalenti a un, uno, una. ספר può significare «libro» o «un libro», mentre ספרים può significare «libri» o, secondo il contesto, «dei libri». La determinazione esplicita si ottiene con ה־: הספרים «i libri».
Oltre le basi
Le particolarità di questa sezione non sono necessarie per cominciare a parlare al livello A1, ma compaiono presto nei testi e nelle conversazioni.
Lo stato costrutto al plurale
Lo stato costrutto è una forma usata quando due nomi esprimono un rapporto simile a «X di Y». Il primo nome può cambiare forma. Nei plurali maschili la terminazione ־ים diventa spesso ־י:
- ספרים «libri» → ספרי ילדים «libri per bambini / libri di bambini»
- בתי ספר «scuole», letteralmente «case del libro»; qui anche בתים «case» cambia in בתי
Anche alcuni plurali femminili hanno una forma costrutta particolare. Il caso importante per questa lezione è:
- מילים «parole» → מילות השיר «le parole della canzone»
Perciò מילות non è il normale plurale isolato di מילה, ma una forma legata al nome che segue.
Forme duali e plurali lessicalizzati
L'ebraico conserva una terminazione duale, ־יים (-àyim), soprattutto con coppie naturali, parti del corpo, misure di tempo e alcuni oggetti doppi:
- יד → ידיים — mano → mani
- עין → עיניים — occhio → occhi
- יום → יומיים — giorno → due giorni
- שבוע → שבועיים — settimana → due settimane
Non è un'alternativa generale al plurale. Per esempio «due libri» è שני ספרים, non una forma duale speciale di ספר. Inoltre parole come ידיים possono indicare anche più di due mani, secondo il contesto: la forma storicamente duale funziona ormai come plurale ordinario per vari nomi.
Alcuni nomi si usano prevalentemente o esclusivamente in forma plurale, fra cui מים «acqua» e שמים «cielo/cieli». Altri hanno plurali molto irregolari, come איש → אנשים «uomo → uomini». Queste forme vanno apprese come vocaboli e appartengono allo studio specifico dei plurali irregolari.
Numero e accordo
Con i numeri, l'ebraico distingue forme maschili e femminili, e la scelta dipende dal genere grammaticale del nome, non dalla terminazione visibile del plurale. Per questo si dice שלושה שולחנות «tre tavoli», usando la forma prevista con un nome maschile, ma שלוש מילים «tre parole», perché מילה è femminile. Il sistema dei numerali merita uno studio a parte; qui basta ricordare che conoscere il vero genere del nome resta fondamentale.
Consigli per esercitarsi
- Memorizza coppie, non regole isolate. Scrivi su una faccia della scheda ספר e sull'altra ספרים — maschile — libri. Per un'eccezione, annota chiaramente מילה — femminile — מילים.
- Aggiungi un aggettivo a ogni plurale. Alterna ספרים חדשים, ילדות חדשות, שולחנות גדולים e מילים חדשות. Così verifichi il genere reale, invece di affidarti soltanto alla finale.
- Ascolta e ripeti ad alta voce. Registra coppie come sefer–sfarìm e yéled–yeladìm. Poi prova a riconoscerle senza guardare la traslitterazione: è il modo più diretto per fissare i cambiamenti vocalici nascosti dalla scrittura.
Concetti collegati
- Prerequisito: Il genere dei nomi — aiuta a riconoscere il genere del singolare e a scegliere l'accordo corretto.
- Passo successivo: I plurali irregolari — approfondisce forme come שולחן → שולחנות, מילה → מילים, עיר → ערים e איש → אנשים.
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