Le strutture di enfasi in francese
Mise en Relief
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di francese su Settemila Lingue.
In breve
Per mettere un elemento in primo piano, il francese usa spesso c’est... qui se l’elemento evidenziato è il soggetto e c’est... que negli altri casi: C’est Léa qui répond; C’est Léa que j’appelle. Per presentare prima un’idea e identificarla dopo, si usa ce qui/ce que... c’est: Ce qui compte, c’est l’intention. Nel parlato è inoltre comunissima la dislocazione: Moi, je suis d’accord; Ce film, je l’ai déjà vu.
Panoramica
La mise en relief, cioè la messa in rilievo, serve a indicare quale informazione conta di più in una frase. Non cambia necessariamente il fatto descritto: cambia il punto su cui si vuole attirare l’attenzione. Marie a appelé Paul informa in modo neutro; C’est Marie qui a appelé Paul contrasta Marie con altre possibili persone, mentre C’est Paul que Marie a appelé mette in primo piano Paul.
Queste costruzioni sono centrali al livello B2 perché permettono di correggere un’informazione, creare un contrasto, organizzare un ragionamento e rendere il discorso più naturale. Si incontrano tanto nella conversazione quanto nei testi giornalistici, nelle presentazioni e nella scrittura argomentativa.
Per chi parla italiano, l’idea della frase scissa non è nuova: «È Marie che ha telefonato» funziona in modo simile. La differenza più importante è che il francese distingue qui e que in base alla funzione grammaticale. Inoltre, nel modello moi, je..., il pronome tonico moi non sostituisce il normale pronome soggetto je: i due elementi hanno compiti diversi.
Come funzionano
La frase scissa con c’est... qui/que
Una frase scissa è una frase divisa in due parti per isolare l’elemento da evidenziare. Si parte da una frase neutra e si inserisce l’informazione focalizzata tra c’est e qui oppure que.
| Elemento messo in rilievo | Struttura | Frase neutra | Frase con enfasi |
|---|---|---|---|
| soggetto (chi compie l’azione) | c’est + elemento + qui + verbo | Nora a préparé le dessert. | C’est Nora qui a préparé le dessert. |
| complemento oggetto diretto (chi o che cosa riceve direttamente l’azione) | c’est + elemento + que + soggetto + verbo | Nora a préparé ce dessert. | C’est ce dessert que Nora a préparé. |
| luogo, tempo o modo | c’est + elemento + que + frase | Nous partons demain. | C’est demain que nous partons. |
| complemento introdotto da preposizione | c’est + preposizione + elemento + que + frase | Je parle à Nadia. | C’est à Nadia que je parle. |
La scelta tra qui e que non dipende dal fatto che l’elemento sia una persona o una cosa. Dipende dal suo ruolo nella parte di frase che segue:
- C’est ce train qui va à Lyon. Il treno è il soggetto di va.
- C’est ce train que nous prenons. Il treno è il complemento oggetto di prenons.
È utile fare una domanda alla frase neutra. Se si mette in rilievo la risposta a «chi compie l’azione?», si usa di norma qui. Se si evidenzia «chi?», «che cosa?», «dove?», «quando?», «come?» o un elemento con preposizione, si usa que.
La struttura può assumere tempi e forme diverse:
- C’était Paul qui gérait le dossier. — Era Paul a gestire la pratica.
- Ce sera vendredi que nous prendrons une décision. — Sarà venerdì che prenderemo una decisione.
- Ce n’est pas moi qui ai choisi cette date. — Non sono io ad aver scelto questa data.
- Est-ce bien ici que vous avez garé la voiture ? — È proprio qui che avete parcheggiato l’auto?
L’accordo del verbo dopo qui
Dopo qui, il verbo concorda con l’elemento messo in rilievo. Con un nome alla terza persona la regola si vede poco: C’est Julie qui vient. Con i pronomi, invece, la desinenza del verbo è decisiva.
| Persona evidenziata | Forma corretta |
|---|---|
| moi | C’est moi qui ai appelé. |
| toi | C’est toi qui as raison. |
| lui / elle | C’est elle qui est arrivée. |
| nous | C’est nous qui avons proposé cette solution. |
| vous | C’est vous qui décidez. |
| eux / elles | Ce sont eux qui ont gagné. |
Non bisogna quindi copiare automaticamente la terza persona suggerita da c’est: il vero soggetto di ai in C’est moi qui ai appelé è moi.
La frase pseudoscissa con ce qui/ce que... c’est
La frase pseudoscissa presenta prima un contenuto ancora generico — «ciò che...» — e lo precisa nella seconda parte. È particolarmente utile per formulare una valutazione, una priorità o una conclusione.
| Funzione nella prima parte | Struttura | Esempio |
|---|---|---|
| soggetto | ce qui + verbo, c’est... | Ce qui me plaît, c’est l’ambiance. |
| oggetto diretto | ce que + soggetto + verbo, c’est... | Ce que je cherche, c’est un appartement calme. |
| complemento con de | ce dont + soggetto + verbo, c’est... | Ce dont nous avons besoin, c’est de temps. |
| complemento con à | ce à quoi + soggetto + verbo, c’est... | Ce à quoi je pense, c’est notre avenir. |
In ce qui, qui svolge il ruolo di soggetto: ce qui compte significa «ciò che conta». In ce que, que è l’oggetto diretto del verbo successivo: ce que je veux significa «ciò che voglio». Ce dont si usa quando il verbo o l’espressione richiede de, come avoir besoin de; ce à quoi quando richiede à, come penser à.
La seconda parte non deve essere per forza un nome. Può contenere un infinito, cioè la forma base del verbo, o un’intera proposizione:
- Ce que j’aimerais, c’est partir plus tôt.
- Ce qui m’inquiète, c’est qu’il ne répond plus.
La dislocazione con ripresa
La dislocazione sposta un elemento all’inizio o alla fine e lo riprende con un pronome dentro la frase. Nel parlato francese è un modo naturale per indicare prima l’argomento e poi dire qualcosa su di esso.
Con un soggetto si usa spesso un pronome tonico seguito dal pronome soggetto:
- Moi, je préfère attendre.
- Lui, il ne dit jamais rien.
- Nous, on prend le train.
Per un italofono è importante non eliminare je, il, on: in francese standard non si dice moi préfère. Moi esprime contrasto o stabilisce l’argomento; je resta il soggetto grammaticale del verbo.
Con un complemento, il pronome di ripresa corrisponde alla sua funzione:
- *Cette série, je **l’*ai adorée. — oggetto diretto;
- À Léa, je lui ai déjà répondu. — complemento indiretto;
- De ce problème, nous en parlerons demain. — complemento con de;
- À cette possibilité, j’y pense souvent. — complemento con à.
La dislocazione a destra è anch’essa frequente: Je l’ai adorée, cette série; Il est très patient, ton collègue. In genere suona più conversazionale e può aggiungere una precisazione dopo che la frase è già iniziata.
Esempi nel contesto
| Francese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| C’est Marie qui l’a fait. | È stata Marie a farlo. | Enfasi sul soggetto |
| C’est ce livre que je veux. | È questo il libro che voglio. | Enfasi sull’oggetto diretto |
| C’est à Marseille qu’ils se sont rencontrés. | È a Marsiglia che si sono conosciuti. | Luogo in rilievo |
| C’est demain que les inscriptions ferment. | È domani che chiudono le iscrizioni. | Tempo in rilievo |
| C’est avec beaucoup de patience qu’elle lui a expliqué le problème. | È con molta pazienza che gli ha spiegato il problema. | Modo in rilievo |
| Ce n’est pas toi qui dois t’excuser. | Non sei tu a doverti scusare. | Forma negativa e accordo con toi |
| C’est nous qui avons demandé ce changement. | Siamo noi ad aver chiesto questo cambiamento. | Il verbo concorda con nous |
| Ce que je veux, c’est la paix. | Quello che voglio è la pace. | Ce que è oggetto di veux |
| Ce qui compte, c’est l’intention. | Ciò che conta è l’intenzione. | Ce qui è soggetto di compte |
| Ce dont elle est la plus fière, c’est de son parcours. | Ciò di cui va più fiera è il suo percorso. | L’espressione être fier de richiede dont |
| Ce à quoi nous devons réfléchir, c’est au financement du projet. | Ciò su cui dobbiamo riflettere è il finanziamento del progetto. | Il verbo réfléchir à richiede à quoi |
| Moi, je prendrais plutôt le train. | Io, invece, prenderei il treno. | Contrasto con pronome tonico |
| Cette proposition, personne ne l’a vraiment comprise. | Questa proposta, nessuno l’ha capita davvero. | Oggetto anticipato e ripreso da l’ |
| Je ne lui fais pas confiance, à ce vendeur. | Non mi fido di quel venditore. | Dislocazione a destra, tipica del parlato |
Errori comuni
Usare que dopo un soggetto evidenziato
- Sbagliato: C’est Amélie que a envoyé le message.
- Corretto: C’est Amélie qui a envoyé le message.
- Perché: Amélie compie l’azione di inviare ed è quindi il soggetto. Davanti a una vocale, inoltre, qui non si apostrofa: si dice qui a, non qu’a.
Scegliere qui perché si parla di una persona
- Sbagliato: C’est Amélie qui j’ai appelée.
- Corretto: C’est Amélie que j’ai appelée.
- Perché: Amélie è la persona chiamata, cioè l’oggetto diretto di ai appelée. La distinzione riguarda la funzione, non la natura umana o non umana dell’elemento.
Mettere il verbo alla terza persona dopo moi o toi
- Sbagliato: C’est moi qui a réservé.
- Corretto: C’est moi qui ai réservé.
- Perché: Il verbo dopo qui concorda con moi: prima persona singolare. Allo stesso modo: C’est toi qui as réservé.
Confondere ce qui e ce que
- Sbagliato: Ce que me dérange, c’est le bruit.
- Corretto: Ce qui me dérange, c’est le bruit.
- Perché: «Ciò» compie l’azione di disturbare ed è il soggetto di dérange. In Ce que je déteste..., invece, je è il soggetto e ce que è ciò che viene detestato.
Omettere il pronome di ripresa
- Sbagliato: Ce dossier, j’ai déjà envoyé.
- Corretto: Ce dossier, je l’ai déjà envoyé.
- Perché: Nella dislocazione, ce dossier è posto fuori dalla frase di base e deve essere ripreso da l’ al suo interno.
Dimenticare la preposizione richiesta dal verbo
- Sbagliato: Ce que j’ai besoin, c’est de vacances.
- Corretto: Ce dont j’ai besoin, c’est de vacances.
- Perché: Si dice avoir besoin de quelque chose; il legame introdotto da de richiede dont.
Note d’uso
Nel francese parlato, c’est tende spesso a rimanere invariabile anche davanti a un plurale: C’est mes voisins qui m’ont aidé. Nello scritto sorvegliato e in un registro più formale è preferibile ce sont: Ce sont mes voisins qui m’ont aidé. Con i pronomi tonici plurali, ce sont eux/elles è la forma curata; c’est eux è comune nella conversazione informale.
La frase scissa è frequente, ma produce un’enfasi reale. Se non esiste contrasto o bisogno di correggere un’informazione, una frase neutra può essere più scorrevole. Je travaille à Nantes è una semplice informazione; C’est à Nantes que je travaille suggerisce, per esempio, «a Nantes, non a Rennes».
L’italiano usa spesso un unico «che» nella costruzione «è... che». Il francese obbliga invece a osservare il ruolo sintattico: C’est Anna qui parle ma C’est Anna que j’écoute. Questa è una delle differenze da controllare con maggiore attenzione.
Nella scrittura formale la dislocazione è possibile, soprattutto per creare contrasto, ma un accumulo di frasi come moi, je... può risultare troppo orale. In una relazione o in un testo accademico si possono alternare frasi neutre, scisse e connettivi espliciti, riservando la dislocazione ai punti in cui chiarisce davvero l’argomento.
Oltre le basi: usi avanzati
Accordo del participio passato
Quando que rappresenta un oggetto diretto posto prima di un participio passato con avoir, si applicano le normali regole di accordo del participio. Il participio passato è la forma come fait, vu, choisie usata nei tempi composti.
- C’est Marie que j’ai vue hier. — que rappresenta Marie, femminile singolare.
- Ce sont les solutions que nous avons retenues. — que rappresenta les solutions, femminile plurale.
L’enfasi non crea una regola nuova: rende però molto frequente la posizione dell’oggetto prima del participio, e quindi rende visibile l’accordo nello scritto.
Varianti della pseudoscissa
La seconda parte può riprendere la stessa preposizione richiesta nella prima. Questa ripetizione è naturale e aiuta a mantenere chiaro il legame:
- *Ce dont il rêve, c’est **d’*ouvrir son propre restaurant.
- Ce à quoi elle tient, c’est à son indépendance.
Si trovano anche costruzioni con un avverbio interrogativo preceduto da ce: Ce pourquoi il est parti... appartiene soprattutto a registri sostenuti. Nella lingua corrente è spesso più naturale riformulare: La raison pour laquelle il est parti, c’est... oppure S’il est parti, c’est parce que....
Enfasi, contrasto e correzione
La mise en relief può correggere una parte precisa dell’enunciato senza negare tutto il resto:
- Ce n’est pas lundi que je pars, c’est mardi.
- Ce n’est pas Paul qui a refusé, c’est sa collègue.
- Ce n’est pas de prix qu’il s’agit, mais de qualité.
In questi casi l’intonazione, cioè l’andamento della voce, cade con forza sull’elemento corretto. Nello scritto, la struttura stessa e la coppia ne... pas / mais rendono esplicito il contrasto.
Dislocazione e organizzazione del discorso
La dislocazione non equivale sempre a un’enfasi forte. Può semplicemente introdurre l’argomento di cui si parlerà: Le nouveau directeur, je ne l’ai pas encore rencontré. Può anche distinguere due punti di vista: Paul, il veut partir ; Léa, elle préfère rester. Questa funzione è molto produttiva nel racconto orale, perché permette di mantenere chiaro chi o che cosa è al centro del discorso.
Consigli per esercitarsi
- Sposta un elemento alla volta. Parti da Camille présente le projet demain à Lyon e crea almeno quattro versioni: C’est Camille qui..., C’est le projet que..., C’est demain que..., C’est à Lyon que.... In questo modo colleghi qui/que alla funzione, non alla traduzione italiana.
- Completa coppie con ce qui e ce que. Per esempio: Ce qui me motive, c’est... e Ce que je voudrais changer, c’est.... Aggiungi poi ce dont con verbi che richiedono de, come avoir besoin de o parler de.
- Ascolta e ricostruisci. In un’intervista o in un dialogo, annota esempi di c’est... qui/que e di moi, je.... Riscrivili prima in forma neutra, poi crea una nuova versione che metta in rilievo un altro elemento.
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- Prerequisito: Pronomi relativi composti — aiuta a scegliere e comprendere ce qui, ce que, ce dont e ce à quoi nelle frasi pseudoscisse.
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