C1

Le proposizioni nominali in inglese

Nominal Clauses

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di inglese su Settemila Lingue.

In breve

Una proposizione nominale è un'intera proposizione che occupa il posto normalmente riservato a un nome o a un gruppo nominale: What matters is your health, I know what you mean, The problem is that we are late. Le forme principali iniziano con that, con una parola interrogativa come what, why, where, who, how, oppure con whether/if. Nelle interrogative indirette si usa l'ordine affermativo: I don't know where he is, non where is he.

Panoramica

Una proposizione è un gruppo di parole che contiene un predicato, di solito con un verbo e un proprio soggetto. La chiamiamo nominale quando, nel periodo più ampio, svolge una funzione simile a quella di un nome. Può essere il soggetto (ciò di cui si parla), l'oggetto (ciò su cui ricade il verbo) oppure il complemento che completa il senso di un verbo, di un aggettivo o di un nome.

L'italiano possiede strutture molto vicine: So che hai ragione, Non capisco cosa intendi, Il problema è che è tardi. Tuttavia, la somiglianza può nascondere alcuni punti delicati. In inglese that spesso si omette, whether e if non sono sempre intercambiabili e, soprattutto, una domanda inserita dentro un'altra frase perde l'ordine interrogativo. Inoltre, what he said corrisponde spesso a ciò che ha detto, non semplicemente a che ha detto.

Al livello C1 non basta riconoscere queste costruzioni: occorre saper scegliere la forma adatta alla funzione, al registro e al significato. Sono frequentissime nella conversazione, ma diventano particolarmente importanti nella scrittura argomentativa, accademica e professionale, dove permettono di presentare fatti, dubbi, risultati e affermazioni con precisione.

Come funziona

La proposizione occupa una posizione “da nome”

Per trovare una proposizione nominale, prova a sostituirla con something, the answer o the fact. Se la frase resta strutturalmente sensata, quella sequenza probabilmente occupa una posizione nominale.

Funzione Schema Esempio Valore in italiano
Soggetto proposizione + verbo What she decided surprised us. Ciò che ha deciso ci ha sorpresi.
Oggetto soggetto + verbo + proposizione I understand what you mean. Capisco cosa intendi.
Complemento dopo be nome + be + proposizione The problem is that we lack time. Il problema è che ci manca tempo.
Complemento di aggettivo aggettivo + proposizione I'm glad that you came. Sono contento che tu sia venuto.
Complemento di nome nome + proposizione the fact that he lied il fatto che abbia mentito
Dopo preposizione preposizione + proposizione in wh- It depends on what you need. Dipende da ciò che ti serve.

Non tutte le grammatiche classificano allo stesso modo ogni riga: per esempio, una proposizione dopo un aggettivo può essere chiamata proposizione completiva o di contenuto. Per imparare a costruire le frasi, però, è utile vedere che tutte queste proposizioni forniscono un contenuto necessario alla struttura principale.

Proposizioni con that

That-clauses introducono un'affermazione, un fatto, un'opinione o un contenuto riferito. Dopo that si trova una proposizione completa con ordine normale:

that + soggetto + verbo

  • She believes that the plan will work.
  • The truth is that nobody checked the figures.
  • That the plan failed was obvious.

Dopo verbi comuni come think, say, know, believe, hope e suppose, that può spesso essere omesso, soprattutto nel parlato: I think (that) you're right. L'omissione non significa che manchi la proposizione; è soltanto il connettivo a non essere espresso.

Quando la proposizione con that è soggetto, la forma è grammaticale ma può risultare pesante: That she refused the offer surprised everyone. L'inglese preferisce spesso anticipare it come soggetto formale e spostare il contenuto alla fine:

  • It surprised everyone that she refused the offer.
  • It is clear that further research is needed.

Questo it non indica una cosa precisa: serve a evitare un soggetto lungo all'inizio. Tale spostamento si chiama extraposition, cioè collocazione della proposizione pesante verso la fine.

Proposizioni interrogative in wh-

Le parole what, who, which, where, when, why e how possono introdurre un'interrogativa indiretta, cioè una domanda riportata all'interno di un'altra frase:

  • domanda diretta: Where does Marta live?
  • interrogativa indiretta: Do you know where Marta lives?

Nella parte introdotta da wh- si usa l'ordine affermativo soggetto + verbo. Non si fa l'inversione e non si aggiunge do/does/did. Se la parola interrogativa è essa stessa il soggetto, la forma naturalmente non cambia: Who called?I wonder who called.

Le proposizioni in wh- possono indicare una domanda da risolvere (We discussed how we could reduce costs) oppure un elemento non specificato (Take whichever seat is free).

What come “ciò che”

In What he said was true, what incorpora sia l'elemento generico sia il legame relativo: equivale a the thing that he said, cioè ciò che ha detto. Questa costruzione è detta relativa libera o relativa senza antecedente: non compare prima un nome come the thing.

Confronta:

  • I repeated the words that he said: that he said modifica il nome words.
  • I repeated what he said: l'intero gruppo significa “ciò che ha detto” e funziona da oggetto.

Lo stesso modello ricorre con whoever (“chiunque”), whatever (“qualunque cosa”), whichever (“quello che, tra alternative”) e, in certi contesti, where/when/how.

Whether e if per domande sì/no

Quando la domanda incorporata ammette come risposta sì o no, si usano whether o, in molti contesti, if:

  • I don't know whether he'll come.
  • I don't know if he'll come.

Entrambe le forme sono naturali come oggetto di know nell'uso comune. Whether, però, è la scelta necessaria o nettamente preferibile in alcuni contesti:

Contesto Forma consigliata Esempio
Come soggetto whether Whether we agree is irrelevant.
Dopo una preposizione whether It depends on whether they approve.
Prima di to + infinito whether She couldn't decide whether to stay.
Con alternativa esplicita whether ... or ... Tell me whether you want tea or coffee.
Con or not subito dopo whether or not We must act, whether or not they agree.

If può anche introdurre una condizione: I'll call if I arrive early. Per evitare ambiguità, soprattutto nello scritto formale, whether segnala chiaramente che si tratta di una scelta o di una domanda indiretta.

Proposizioni che completano nomi e aggettivi

Dopo nomi astratti come fact, idea, belief, claim, possibility, news e evidence, una proposizione con that ne specifica il contenuto:

  • the fact that he lied
  • the possibility that prices may rise
  • evidence that the treatment works

Non va confusa con una relativa. In the claim that shocked everyone, that è il soggetto di shocked e la relativa identifica claim. In the claim that the data had been altered, la proposizione esprime invece il contenuto dell'affermazione e possiede già il soggetto the data.

Anche molti aggettivi accettano una completiva: afraid that, aware that, certain that, glad that, likely that, surprised that. In italiano, dopo alcune di queste espressioni useremmo il congiuntivo; in inglese la scelta del tempo e del verbo modale dipende dal significato, non da una regola generale equivalente al congiuntivo italiano: I'm glad that you came; It's possible that she may come.

Esempi nel contesto

Inglese Italiano Nota
What matters is your health. Ciò che conta è la tua salute. Relativa libera come soggetto.
That the figures were inaccurate became clear later. Che i dati fossero inesatti divenne chiaro in seguito. Proposizione con that come soggetto; stile formale.
I know what you mean. So cosa intendi. Proposizione nominale come oggetto.
I don't know whether he'll come. Non so se verrà. Domanda indiretta sì/no.
Could you tell me where the nearest pharmacy is? Potrebbe dirmi dov'è la farmacia più vicina? Ordine affermativo: the pharmacy is.
The problem is that we don't have enough time. Il problema è che non abbiamo abbastanza tempo. Complemento dopo be.
It depends on what you want. Dipende da ciò che vuoi. Proposizione in wh- dopo preposizione.
The fact that he lied is concerning. Il fatto che abbia mentito è preoccupante. That-clause che specifica il contenuto di fact.
We're not sure how the error occurred. Non siamo sicuri di come si sia verificato l'errore. Interrogativa indiretta dopo aggettivo.
She couldn't decide whether to accept the offer. Non riusciva a decidere se accettare l'offerta. Whether prima dell'infinito.
Whoever finishes first can leave early. Chiunque finisca per primo può andare via prima. Relativa libera con whoever.
It is widely believed that the painting is authentic. Si ritiene generalmente che il dipinto sia autentico. Costruzione impersonale tipica dello scritto formale.
Please confirm whether or not you will attend. Conferma, per favore, se parteciperai o no. Alternativa esplicita, comune in comunicazioni formali.
The question is why nobody warned us. La domanda è perché nessuno ci abbia avvertiti. Contenuto della domanda dopo be.

Errori comuni

Mantenere l'ordine della domanda diretta

  • Sbagliato: I don't know where is he.
  • Corretto: I don't know where he is.
  • Perché: nella domanda indiretta la sequenza è soggetto + verbo. La frase principale può essere interrogativa (Do you know...?), ma la proposizione incorporata conserva l'ordine affermativo.

Usare do dentro l'interrogativa indiretta

  • Sbagliato: Can you tell me what does this word mean?
  • Corretto: Can you tell me what this word means?
  • Perché: does serve a formare una domanda diretta (What does this word mean?), non una domanda incorporata. Il verbo principale torna alla terza persona: means.

Usare if dove occorre whether

  • Sbagliato: It depends on if the bank approves the loan.
  • Corretto: It depends on whether the bank approves the loan.
  • Perché: dopo una preposizione come on si usa normalmente whether, non if. Lo stesso vale prima di to: whether to apply.

Tradurre sempre che con what

  • Sbagliato: I think what you're right.
  • Corretto: I think (that) you're right.
  • Perché: il che completivo italiano corrisponde a that, spesso omesso. What significa “che cosa” o “ciò che”: I understand what you mean.

Aggiungere that subito dopo una preposizione

  • Sbagliato: We talked about that the deadline was unrealistic.
  • Corretto: We talked about the fact that the deadline was unrealistic.
  • Perché: in genere una that-clause dichiarativa non segue direttamente una preposizione. Si può inserire the fact, usare un nome (the unrealistic deadline) o riformulare.

Confondere completiva e relativa

  • Sbagliato: interpretare the news that the company was closing come “la notizia che stava chiudendo l'azienda”.
  • Corretto: “la notizia che l'azienda stava per chiudere”.
  • Perché: qui that the company was closing esprime il contenuto di news; company è il soggetto della proposizione. Una relativa sarebbe, per esempio, the news that shocked investors.

Note d'uso

Nel parlato that viene spesso omesso dopo verbi frequenti: I think you're right, She said she'd call. Nello scritto formale lo si mantiene più spesso, specialmente se rende più chiara la struttura o separa due gruppi lunghi. Non è però vero che “formale” significhi sempre “con that”: conta soprattutto la leggibilità.

Le proposizioni soggetto poste all'inizio hanno spesso un tono più formale o deliberatamente enfatico: That no records were kept is deeply troubling. Nel linguaggio quotidiano e nella prosa neutra è più naturale It's deeply troubling that no records were kept. Al contrario, una relativa libera breve come What matters is... è normalissima in ogni registro.

Con verbi come ask, wonder, find out, decide e discuss, una proposizione in wh- o con whether esprime una questione aperta. Con know, remember, explain può esprimere un'informazione già disponibile. Questa differenza semantica aiuta a capire perché I wonder what happened significa “mi chiedo che cosa sia successo”, mentre I know what happened presenta quel contenuto come noto.

In inglese britannico e americano le regole fondamentali sono le stesse. La preferenza per whether nello stile sorvegliato e per if nel parlato non costituisce una divisione rigida tra le due varietà.

Oltre le basi: usi avanzati

Ambiguità tra domanda indiretta e relativa libera

Una sequenza come what she wrote può essere analizzata in due modi a seconda del contesto:

  • I wonder what she wrote: interessa la risposta alla domanda “Che cosa ha scritto?”.
  • I deleted what she wrote: si indica “ciò che ha scritto”, trattato come un oggetto.

La forma esterna è identica, ma cambia la relazione di significato con il verbo principale. Questa distinzione è utile nell'analisi grammaticale; nella produzione, di solito, il contesto rende subito chiaro il senso.

Concordanza con un soggetto proposizionale

Una proposizione soggetto è normalmente trattata come singolare: What he needs is a break; Whether they agree doesn't matter. Con una relativa libera introdotta da what seguita da un complemento plurale, nell'uso reale si incontra talvolta il plurale: What we need are more volunteers. Il singolare (What we need is more volunteers) resta molto comune, soprattutto quando what we need è percepito come un'unica necessità. Nello scritto sorvegliato conviene scegliere la forma che renda più naturale e trasparente il complemento.

The fact that non è un semplice riempitivo

The fact that permette a una completiva di occupare posizioni difficili per una that-clause semplice, in particolare dopo una preposizione: because of the fact that..., in spite of the fact that.... Tuttavia, nella buona prosa può risultare pesante. Spesso because, although o una riformulazione nominale sono più diretti:

  • pesante: We left because of the fact that the building was unsafe.
  • più diretto: We left because the building was unsafe.

Non va eliminato automaticamente: in The fact that no one objected is significant, la parola fact presenta esplicitamente il contenuto come vero e può avere un preciso effetto argomentativo.

Mandativo formale dopo nomi e verbi

Nell'inglese formale, soprattutto americano, alcuni verbi e nomi di richiesta o necessità possono essere seguiti da that + forma base del verbo: They recommended that the report be revised; There is a requirement that every applicant provide identification. È il mandative subjunctive, una forma che esprime ciò che viene richiesto, non un fatto già avvenuto. Nell'inglese britannico è comune anche should: They recommended that the report should be revised.

Riduzione a infinito

Quando il soggetto è recuperabile, alcune interrogative indirette possono ridursi a wh-word + to + verbo:

  • I don't know what I should sayI don't know what to say.
  • She showed us how we could open itShe showed us how to open it.
  • We must decide whether we should continueWe must decide whether to continue.

La forma ridotta è concisa, ma non va usata se nasconde chi deve compiere l'azione o cambia il significato.

Consigli per esercitarsi

  1. Trasforma domande dirette in indirette. Parti da cinque domande, per esempio Where does she work?, e inseriscile dopo Do you know...?, Could you tell me...? o I wonder.... Controlla di aver eliminato inversione e do/does/did.
  2. Classifica per funzione, non solo per connettivo. In un articolo inglese, sottolinea dieci proposizioni con that, wh- o whether e chiediti se sono soggetto, oggetto, complemento di be, di un nome o di un aggettivo.
  3. Confronta con l'italiano senza tradurre parola per parola. Crea coppie come che(that), ciò chewhat, sewhether/if. Per ogni coppia annota un contesto in cui la corrispondenza non funziona automaticamente.

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Prerequisito

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