B2

Le frasi scisse in inglese

Cleft Sentences

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di inglese su Settemila Lingue.

In breve

Le frasi scisse (cleft sentences) dividono un messaggio semplice in due parti per mettere un elemento in particolare evidenza. I due schemi principali sono it + be + elemento in rilievo + who/that... (It was Sara who called) e what + frase + be + informazione in rilievo (What I need is some rest). Non cambiano necessariamente i fatti descritti: cambiano il punto su cui chi parla vuole attirare l’attenzione.

Panoramica

In una frase neutra come Sara called me yesterday, le informazioni vengono presentate senza un contrasto esplicito. Se però si vuole correggere un nome, un momento o un altro dettaglio, l’inglese può “scindere” la frase: It was Sara who called me yesterday oppure It was yesterday that Sara called me. La parte posta subito dopo be riceve il focus, cioè il rilievo informativo e spesso anche l’accento più forte nella pronuncia.

Queste strutture si studiano tipicamente al livello B2 perché richiedono una certa familiarità con le proposizioni relative. Una proposizione relativa è una parte della frase che identifica o descrive una persona o una cosa, come who called me in the woman who called me. Nelle frasi scisse una forma simile serve a separare l’informazione già implicita dall’elemento nuovo, corretto o contrastato.

Per un italofono il significato è spesso intuitivo, ma la costruzione non coincide sempre con l’italiano. A seconda del contesto, It was Luca who told me può corrispondere a È stato Luca a dirmelo, È Luca che me l’ha detto oppure semplicemente Me l’ha detto Luca. In inglese, però, la struttura con it richiede sia il pronome introduttivo it sia il verbo be: non si possono eliminare copiando direttamente l’ordine italiano.

Come funziona

1. La frase scissa con it

Lo schema di base è:

it + forma di be + elemento in rilievo + who/that/which + resto della frase

Si parte da una frase neutra e si sceglie il dettaglio da mettere in primo piano.

Inglese Italiano Elemento in rilievo
Sara sent the invitation on Monday. Sara ha mandato l’invito lunedì. Frase neutra
It was Sara who sent the invitation on Monday. È stata Sara a mandare l’invito lunedì. Chi ha agito
It was the invitation that Sara sent on Monday. Era l’invito ciò che Sara ha mandato lunedì. Che cosa ha mandato
It was on Monday that Sara sent the invitation. È stato lunedì che Sara ha mandato l’invito. Quando

La traduzione italiana della seconda e della terza frase può risultare un po’ artificiale se mantenuta alla lettera. Nella lingua reale si direbbe spesso Sara ha mandato proprio l’invito o L’invito, Sara l’ha mandato lunedì. Conviene quindi imparare la funzione inglese, non una formula italiana unica.

Dopo una persona che è il soggetto della seconda parte, who è la scelta più naturale: It was Sara who called. Anche that è possibile, soprattutto nel parlato. Per cose si usa normalmente that o which: It was this button that caused the problem. Con tempi, luoghi, ragioni e modi, that è una soluzione generale e sicura: It was in Rome that they met; It was because of the rain that we left.

Il verbo be può cambiare tempo:

  • It is Daniel who handles the invoices. — È Daniel che si occupa delle fatture.
  • It was Daniel who called yesterday. — È stato Daniel a chiamare ieri.
  • It has been her patience that has kept the team together. — È stata la sua pazienza a tenere unita la squadra.

Di solito il tempo di be presenta il contrasto, mentre il verbo nella parte finale conserva il tempo necessario per descrivere l’evento. Per correggere un dettaglio di un fatto passato, It was... è molto comune.

Anche l’oggetto può essere messo in rilievo. In It was Daniel that I called, Daniel riceve l’azione di called: è l’oggetto diretto, cioè la persona su cui ricade direttamente l’azione. In questo caso that può essere omesso nel parlato informale: It was Daniel I called. Non può invece essere omesso quando introduce il soggetto: non si dice It was Daniel called me per significare “È stato Daniel a chiamarmi”.

2. La pseudo-scissa con what

La pseudo-scissa (pseudo-cleft) usa una proposizione con what come prima metà della frase:

what + soggetto + verbo + be + informazione in rilievo

In questa struttura what non introduce una domanda. Significa piuttosto ciò che, quello che o la cosa che:

  • What I need is a holiday. — Ciò di cui ho bisogno è una vacanza.
  • What surprised us was the price. — Quello che ci ha sorpresi è stato il prezzo.
  • What matters is that everyone is safe. — Ciò che conta è che tutti siano al sicuro.

La parte con what prepara una categoria ancora incompleta; ciò che viene dopo be ne fornisce il contenuto preciso. Per questo la costruzione è utile per rispondere in modo meditato o per creare attesa: What worries me is the lack of time.

Quando la parte con what contiene il verbo do, dopo be si può mettere un verbo alla forma base, cioè senza desinenze e senza to:

  • What you need to do is apologize.
  • What she did was call the police.

È possibile anche to apologize o to call, soprattutto in certi contesti e registri. La forma senza to è però molto comune; non bisogna usare il gerundio in modo automatico solo perché in italiano si tradurrebbe con un infinito.

3. Le strutture con all, the thing e nomi specifici

All restringe il messaggio all’unica cosa desiderata, richiesta o necessaria:

all (that) + soggetto + verbo + be + informazione in rilievo

  • All I want is peace. — Tutto ciò che voglio è la pace.
  • All we need is ten minutes. — Ci servono solo dieci minuti.
  • All she did was smile. — Non ha fatto altro che sorridere.

Dopo all il relativo that è spesso omesso. La costruzione può trasmettere modestia, esasperazione o una forte limitazione: il tono decide se All I asked for was an explanation suona paziente oppure polemico.

Si può inoltre nominare direttamente il tipo d’informazione cercato:

  • The thing I dislike is the noise. — La cosa che non mi piace è il rumore.
  • The person you should speak to is Maya. — La persona con cui dovresti parlare è Maya.
  • The reason I’m here is to help. — Il motivo per cui sono qui è aiutare.
  • The place where we first met was this café. — Il posto in cui ci siamo conosciuti era questo bar.

Queste frasi sono parenti strette delle pseudo-scisse. The thing, the person, the reason e the place rendono esplicita la categoria che what lascia più generica.

4. Le pseudo-scisse rovesciate

L’ordine può essere invertito:

  • A quiet weekend is what I need. — Un fine settimana tranquillo è ciò di cui ho bisogno.
  • This is what I was trying to explain. — Questo è ciò che cercavo di spiegare.
  • Patience is what the job requires. — La pazienza è ciò che richiede il lavoro.

Questa forma si chiama pseudo-scissa rovesciata perché l’informazione identificata compare prima e la parte con what dopo. È utile quando il primo elemento è già il tema del discorso oppure quando si vuole lasciare l’accento conclusivo su what.... Non è sempre intercambiabile, dal punto di vista del ritmo, con la versione normale.

5. Domande e negazione

Le frasi scisse possono essere interrogative o negative:

  • Was it Nina who booked the table? — È stata Nina a prenotare il tavolo?
  • Who was it that booked the table? — Chi è stato a prenotare il tavolo?
  • It wasn’t Nina who booked it; it was Amir. — Non è stata Nina a prenotarlo; è stato Amir.
  • What I don’t understand is why nobody called. — Quello che non capisco è perché nessuno abbia chiamato.

La negazione davanti al focus corregge proprio quell’elemento. It wasn’t on Friday that we met lascia intendere che l’incontro ci sia stato, ma in un altro giorno.

Esempi nel contesto

Inglese Italiano Nota
It was John who broke the window. È stato John a rompere la finestra. Focus sul soggetto
It was the blue folder that I left on your desk. È la cartellina blu che ho lasciato sulla tua scrivania. Focus sull’oggetto
It was at the conference that we first met. È stato al convegno che ci siamo conosciuti. Focus sul luogo
It wasn’t until midnight that the train arrived. Il treno non è arrivato prima di mezzanotte. Momento tardivo messo in rilievo
It’s because I trust you that I’m telling you this. Te lo dico proprio perché mi fido di te. Focus sulla ragione
Was it Elena who recommended this restaurant? È stata Elena a consigliare questo ristorante? Domanda di conferma
What I need is a holiday. Quello di cui ho bisogno è una vacanza. Pseudo-scissa con nome
What bothered me was that nobody apologized. Ciò che mi ha infastidito è stato che nessuno si è scusato. Dopo be c’è un’intera proposizione
What you should do is back up the files. Quello che dovresti fare è creare una copia dei file. Forma base dopo do
All I want is peace. Tutto ciò che voglio è la pace. Unico desiderio
All he did was complain. Non ha fatto altro che lamentarsi. Valore limitativo, spesso critico
The reason I’m here is to help. Il motivo per cui sono qui è aiutare. La categoria è espressa da reason
The person you need to contact is Ms Reed. La persona da contattare è la signora Reed. Focus su una persona
A little patience is what we need right now. Un po’ di pazienza è ciò che ci serve adesso. Pseudo-scissa rovesciata

Errori comuni

1. Omettere it o be

  • Errato: Was John who broke the window.
  • Corretto: It was John who broke the window.
  • Perché: l’italiano può dire È stato John... senza un soggetto espresso; lo schema inglese richiede il pronome introduttivo it.

2. Usare what nella frase scissa con it

  • Errato: It was John what called me.
  • Corretto: It was John who called me.
  • Perché: dopo una persona che compie l’azione si usa who oppure that. What non significa “che” in ogni contesto: nella pseudo-scissa equivale a “ciò che”.

3. Eliminare il relativo quando è soggetto

  • Errato: It was the wind broke the branch.
  • Corretto: It was the wind that broke the branch.
  • Perché: that è il soggetto di broke e non può mancare. L’omissione è possibile quando il relativo è oggetto: It was Sam (that) I saw.

4. Ripetere l’elemento messo in rilievo

  • Errato: It was Maya that I called her.
  • Corretto: It was Maya that I called.
  • Perché: Maya è già l’oggetto di called. Aggiungere her crea una duplicazione che l’inglese standard non ammette in questa struttura.

5. Confondere what interrogativo e what relativo

  • Errato: What do I need is a break.
  • Corretto: What I need is a break.
  • Perché: qui what I need non è una domanda e mantiene l’ordine affermativo soggetto + verbo. La vera domanda sarebbe What do I need?

6. Usare una scissa senza un contrasto reale

  • Poco naturale senza contesto: It was a sandwich that I ate for lunch.
  • Più neutro: I ate a sandwich for lunch.
  • Naturale con contrasto: It was a sandwich that I ate, not a salad.
  • Perché: una frase scissa invita chi ascolta a cercare un contrasto o una correzione. Se ogni informazione è nuova e neutra, l’ordine normale è spesso migliore.

Note d’uso

Le frasi scisse sono comuni sia nel parlato sia nello scritto, ma non sono semplici sinonimi più lunghi delle frasi normali. Nel parlato l’elemento in focus riceve spesso l’accento principale: It was MAYA who called. Nello scritto il contrasto deve emergere dal contesto, oppure può essere esplicitato con not: It was Maya, not Leo, who approved the change.

La costruzione presenta spesso come già acquisito il resto del messaggio. Dicendo It was John who broke the window, normalmente si dà per noto o plausibile che qualcuno abbia rotto la finestra e si identifica John. Questa informazione data per condivisa si chiama presupposizione, cioè un fatto trattato come sfondo anziché affermato da zero. Per questo una scissa è particolarmente efficace per correggere: No, it was John who broke it.

Con le persone, It was me who... è normale nell’inglese contemporaneo, soprattutto nel parlato. It was I who... appartiene a uno stile molto formale e può suonare ricercato. Con un nome plurale, il verbo della relativa segue normalmente quel nome: It was the neighbors who were making noise. Con i pronomi personali si incontrano oscillazioni d’uso (It is I who am..., It’s me who is...); nella comunicazione quotidiana conviene spesso riformulare per evitare una frase rigida.

Nelle pseudo-scisse, l’accordo di be davanti a un elemento plurale non è del tutto uniforme: si trovano sia What we need is two more chairs sia What we need are two more chairs. La forma singolare considera l’intera proposizione con what come un’unità; la forma plurale si accorda con two more chairs. Entrambe sono attestate, ma è bene mantenere coerenza nello stesso testo.

The reason is because... è frequente nel parlato, ma nello scritto sorvegliato si preferisce spesso The reason is that... oppure direttamente This is because...: The reason we left early was that the weather was getting worse.

Oltre le basi: usi avanzati

La scissione può mettere in rilievo non soltanto un nome, ma anche una causa, una preposizione o un’intera proposizione:

  • It was because the data was incomplete that we delayed the report.
  • It is to the final chapter that I now want to turn. — stile formale
  • What I find difficult is working without feedback.
  • What happened was that the server stopped responding.

Nello stile formale una preposizione può restare davanti al relativo: It was to Maria that I sent the letter. Nel parlato è più naturale lasciarla alla fine: It was Maria that I sent the letter to. La prima versione è più solenne; la seconda è ordinaria e non è grammaticalmente inferiore.

Una costruzione molto produttiva è It was not until... that...: It was not until I reread the email that I noticed the mistake. In italiano si rende spesso con Solo quando ho riletto l’email ho notato l’errore oppure Non ho notato l’errore finché non ho riletto l’email. La forma inglese sottolinea che l’evento è avvenuto più tardi del previsto.

Le scisse funzionano anche come strumenti di organizzazione del discorso. What I want to discuss first is the budget annuncia un argomento; What this shows is that the policy needs revising introduce una conclusione; The point I’m trying to make is that we need more time chiarisce una tesi. Sono quindi frequenti in presentazioni, riunioni e testi argomentativi. Se ripetute in ogni paragrafo, però, rendono la prosa pesante: vanno alternate a frasi più dirette.

Infine, una pseudo-scissa non deve per forza avere what. Se il riferimento è umano o più specifico, sono spesso più naturali the person who, the place where o the reason why/that: The person I rely on most is my sister. Non si usa normalmente who da solo al posto di what secondo lo schema Who I rely on is...; in quel caso The person I rely on... è la formulazione idiomatica.

Consigli per esercitarsi

  1. Sposta il focus. Prendi una frase come Alex sent the contract on Tuesday e crea tre versioni: focus su Alex, su the contract e su on Tuesday. Aggiungi ogni volta un contrasto realistico: not Ben, not the invoice, not Wednesday.
  2. Completa due cornici. Ogni giorno scrivi tre frasi con What I need is... e tre con All I want is.... Poi prova a rovesciarne una: More time is what I need.
  3. Ascolta l’accento. In dialoghi, interviste o riunioni in inglese, individua It was... who/that... e What... is.... Segna quale parola riceve l’accento e chiediti quale informazione viene corretta o presentata come nuova.

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