B1

Il futuro in danese

Fremtid

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di danese su Settemila Lingue.

In breve

Il danese non ha una desinenza verbale specifica per il futuro: usa soprattutto il presente, skal + infinito, vil + infinito e kommer til at + infinito. La scelta non dipende solo da quando avviene l'azione, ma da come la si presenta: come programma, intenzione, previsione o conseguenza attesa.

Panoramica

In italiano possiamo dire partirò, usando un vero futuro morfologico, cioè una forma costruita cambiando la terminazione del verbo. In danese, invece, il verbo non possiede un futuro di questo tipo. Per collocare un evento nel futuro si combinano forme già esistenti con il contesto e con espressioni di tempo come i morgen «domani», næste uge «la settimana prossima» o om to år «fra due anni».

A livello B1 la difficoltà non sta nel formare i verbi, perché le strutture sono relativamente semplici, ma nel scegliere quella che comunica l'intenzione giusta. Vi rejser på fredag, Vi skal rejse på fredag e Vi kommer til at rejse på fredag possono tutte riferirsi a venerdì, ma non presentano il viaggio nello stesso modo: rispettivamente come fatto fissato, come programma e come sviluppo previsto.

Per un italofono è quindi utile non cercare un equivalente unico di partirò. Prima bisogna chiedersi: è un appuntamento già stabilito? Una decisione o un impegno? Una previsione? Una conseguenza che appare probabile? La risposta orienta la forma danese.

Come funziona

Le quattro strategie principali

Forma Struttura Valore tipico Esempio essenziale
Presente verbo al presente + contesto futuro programma fissato, evento certo o previsto dal calendario Toget går klokken otte.
skal skal + infinito senza at intenzione, piano, accordo; a volte obbligo Jeg skal møde Anna.
vil vil + infinito senza at previsione, promessa o volontà Det vil tage en time.
kommer til at kommer til at + infinito sviluppo atteso, conseguenza o previsione sentita come probabile Det kommer til at koste mere.

L'infinito è la forma di base del verbo, quella citata nel dizionario: rejse «viaggiare», spise «mangiare», blive «diventare». Dopo i verbi modali skal e vil non si usa il marcatore at:

  • Jeg skal rejse, non jeg skal at rejse.
  • Hun vil ringe, non hun vil at ringe.

In kommer til at rejse, invece, at è obbligatorio: fa parte della costruzione komme til at.

Il presente per il futuro

Il presente è molto naturale quando il momento futuro è chiaro e l'evento è programmato, fissato o considerato certo:

  • Vi tager afsted næste uge. — Partiamo la settimana prossima.
  • Mødet begynder klokken ni. — La riunione comincia alle nove.
  • Jeg ringer i morgen. — Ti chiamo domani.

L'espressione temporale evita ambiguità, ma non è sempre indispensabile se il contesto ha già stabilito che si parla del futuro. È un uso simile al presente italiano in «domani lavoro» o «il treno parte alle otto», e in danese è estremamente comune.

Skal: piano, intenzione e accordo

Skal presenta spesso il futuro come qualcosa che il soggetto ha intenzione di fare, ha concordato o deve fare:

  • Jeg skal besøge mine forældre i weekenden. — Andrò a trovare i miei genitori nel fine settimana.
  • Vi skal spise sammen på lørdag. — Sabato mangeremo insieme.

La stessa forma esprime anche obbligo o necessità: Du skal aflevere opgaven i morgen può significare «Devi consegnare il compito domani». Non esiste un confine meccanico tra futuro programmato e dovere: sono il contesto, il soggetto e il tono a chiarire il senso.

Nelle domande, skal è frequente per chiedere il programma o proporre un'azione condivisa:

  • Skal du arbejde i morgen? — Lavori domani?/Devi lavorare domani?
  • Skal vi gå? — Andiamo?

Vil: previsione, promessa e volontà

Vil può indicare che, secondo chi parla, qualcosa accadrà:

  • Det vil regne senere. — Più tardi pioverà.
  • Priserne vil stige. — I prezzi aumenteranno.

Con un soggetto umano, però, vil conserva spesso il significato di volontà o desiderio, vicino a «volere»: Hun vil rejse può voler dire «Vuole viaggiare/partire», non semplicemente «partirà». Per un progetto personale già stabilito, skal o il presente sono spesso più chiari.

In una promessa, la volontà e il futuro possono coincidere: Jeg vil hjælpe dig significa «Ti aiuterò» e sottolinea la disponibilità di chi parla. Nel parlato, skal nok è molto comune per rassicurare: Jeg skal nok hjælpe dig «Ti aiuterò, non preoccuparti». Con gerne, Jeg vil gerne hjælpe, il senso è invece «Vorrei/mi farebbe piacere aiutare».

Kommer til at: risultato previsto

Kommer til at + infinito presenta un evento futuro come esito probabile della situazione, sviluppo atteso o conseguenza difficilmente evitabile:

  • Hun kommer til at blive læge. — Diventerà medico.
  • Du kommer til at savne byen. — Ti mancherà la città.
  • Det kommer til at tage lang tid. — Ci vorrà molto tempo.

Non corrisponde automaticamente all'italiano «stare per». Stare per indica soprattutto imminenza, mentre kommer til at può riferirsi anche a un futuro lontano: Klimaet kommer til at ændre sig i de næste årtier «Il clima cambierà nei prossimi decenni».

Ordine delle parole e negazione

Nelle frasi principali danesi il verbo finito, cioè il verbo che porta il tempo, occupa normalmente la seconda posizione. Con skal e vil, è il modale a essere finito; l'infinito resta più avanti:

  • Jeg skal ikke arbejde i morgen. — Domani non lavorerò/non devo lavorare.
  • I morgen skal jeg ikke arbejde. — Domani non lavorerò.
  • Det vil sandsynligvis blive dyrere. — Probabilmente diventerà più caro.

Se un'espressione come i morgen viene messa all'inizio, il soggetto passa dopo il verbo: I morgen skal jeg rejse, non I morgen jeg skal rejse. In una proposizione subordinata, cioè una frase dipendente introdotta per esempio da at «che», la negazione precede il verbo finito: Jeg tror, at hun ikke kommer i morgen «Credo che domani non venga».

Con kommer til at, il presente kommer è il verbo finito:

  • Kommer du til at savne os? — Ti mancheremo?
  • Jeg kommer ikke til at glemme det. — Non lo dimenticherò.

Esempi nel contesto

Danese Italiano Nota
Jeg skal rejse i morgen. Domani partirò. Intenzione o programma già stabilito
Det vil regne. Pioverà. Previsione neutra
Hun kommer til at blive læge. Diventerà medico. Sviluppo futuro atteso
Vi tager afsted næste uge. Partiamo la settimana prossima. Presente con programma fissato
Toget ankommer klokken 18.12. Il treno arriva alle 18:12. Orario ufficiale
Skal du være hjemme i aften? Sarai a casa stasera? Domanda sul programma
Jeg vil ringe til dig, så snart jeg ved mere. Ti chiamerò appena ne saprò di più. Promessa o impegno di chi parla
Det kommer til at sne i nat. Stanotte nevicherà. Previsione basata sulla situazione
Pas på! Du kommer til at tabe glasset. Attento! Farai cadere il bicchiere. Conseguenza percepita come imminente
På fredag skal vi mødes med banken. Venerdì incontreremo la banca. Appuntamento organizzato
Jeg arbejder hjemme i morgen. Domani lavoro da casa. Presente; decisione già chiara
Projektet vil skabe nye arbejdspladser. Il progetto creerà nuovi posti di lavoro. Previsione, tipica anche dello scritto
Vi kommer ikke til at blive færdige i dag. Oggi non riusciremo a finire. Esito negativo previsto
Når du kommer, laver vi aftensmad. Quando arrivi, prepariamo la cena. Presente nella frase temporale e nella principale
I morgen skal jeg ikke tidligt op. Domani non devo alzarmi presto. Skal sottinteso con l'espressione op

Errori comuni

Usare at dopo skal o vil

  • Sbagliato: Jeg skal at arbejde i morgen.
  • Corretto: Jeg skal arbejde i morgen.
  • Perché: Skal e vil sono verbi modali e reggono l'infinito senza at. In kommer til at arbejde, invece, at rimane.

Tradurre ogni futuro italiano con vil

  • Poco naturale per un programma: Jeg vil møde lægen klokken ti.
  • Più naturale: Jeg skal møde lægen klokken ti. / Jeg møder lægen klokken ti.
  • Perché: con una persona, vil può essere interpretato come «vuole». Un appuntamento già concordato si presenta normalmente con skal o con il presente.

Confondere skal con un semplice futuro in ogni contesto

  • Inadatto come previsione meteorologica neutra: Det skal regne i morgen.
  • Più chiaro: Det vil regne i morgen. / Det kommer til at regne i morgen.
  • Perché: skal tende a indicare un piano, una necessità oppure un'informazione riportata. Per una previsione formulata direttamente sono più trasparenti vil e kommer til at.

Omettere at in kommer til at

  • Sbagliato: Hun kommer til blive glad.
  • Corretto: Hun kommer til at blive glad.
  • Perché: qui at è parte fissa della costruzione.

Dimenticare l'inversione dopo un elemento iniziale

  • Sbagliato: I morgen jeg skal rejse.
  • Corretto: I morgen skal jeg rejse.
  • Perché: nella frase principale il verbo finito occupa la seconda posizione. Se i morgen è al primo posto, viene poi skal e solo dopo il soggetto jeg.

Usare il presente senza un contesto temporale chiaro

  • Ambiguo da solo: Vi spiser sammen.
  • Chiaro: Vi spiser sammen i morgen.
  • Perché: il presente può riferirsi al futuro, ma chi ascolta deve poter ricavare il momento dal testo o dalla situazione.

Note d'uso

Nel parlato quotidiano il presente e skal sono spesso le soluzioni più spontanee per programmi personali. Jeg flytter på mandag presenta il trasloco come fatto fissato; Jeg skal flytte på mandag mette un po' più in rilievo il piano o ciò che la persona ha da fare.

Vil compare volentieri in previsioni generali, testi informativi e formulazioni più formali: Ændringen vil få konsekvenser «Il cambiamento avrà conseguenze». Nel parlato, per una previsione concreta, kommer til at è molto comune e spesso rende evidente che chi parla vede già i presupposti dell'evento.

Occorre inoltre distinguere skal futuro-programmatico da skal di obbligo. Jeg skal arbejde på lørdag può essere una semplice informazione sul turno oppure suggerire che il lavoro è imposto. Anche l'italiano «devo lavorare sabato» presenta la stessa sovrapposizione, quindi non sempre è necessario eliminarla: spesso è proprio il senso naturale della frase.

Nelle previsioni attribuite a una fonte si può incontrare skal con valore riportativo: Det skal blive varmt i weekenden equivale pressappoco a «A quanto pare, nel fine settimana farà caldo». Chi parla non presenta necessariamente la previsione come propria; può richiamare ciò che dicono le previsioni o altre persone. È una sfumatura utile, ma per una prima produzione attiva conviene usare vil o kommer til at quando si vuole evitare ambiguità.

Oltre le basi: uso avanzato

Il futuro visto dal passato

Quando il punto di riferimento è nel passato, si usano spesso le forme passate dei modali:

  • Hun sagde, at hun ville ringe. — Disse che avrebbe telefonato.
  • Vi skulle rejse dagen efter. — Dovevamo/saremmo partiti il giorno dopo.

Ville può esprimere il «futuro nel passato», ma anche volontà o condizionale; skulle può indicare un piano precedente, un obbligo o un evento destinato ad accadere. Il contesto resta decisivo.

Un'azione già conclusa in un momento futuro

Per esprimere il futuro anteriore italiano, il danese può usare vil have o skal have + participio passato (la forma come spist «mangiato» o skrevet «scritto»):

  • Til næste år vil de have bygget broen færdig. — Entro l'anno prossimo avranno finito di costruire il ponte.
  • Jeg skal have skrevet rapporten inden fredag. — Devo aver scritto la relazione entro venerdì.

Nella lingua comune, però, è frequente riformulare con una scadenza e un tempo più semplice: Rapporten skal være færdig inden fredag «La relazione deve essere pronta entro venerdì».

Le frasi temporali future

Dopo congiunzioni temporali come når «quando», så snart «non appena» e inden «prima che», il danese usa normalmente il presente se il riferimento futuro è già chiaro:

  • Når jeg kommer hjem, ringer jeg til dig. — Quando arriverò a casa, ti chiamerò.
  • Vi spiser, så snart hun kommer. — Mangeremo non appena arriverà.

Questo assomiglia in parte all'italiano, che spesso usa il futuro anche nella principale ma può usare il presente in formulazioni colloquiali. In danese non serve inserire un ausiliare futuro in ogni proposizione.

Le particelle cambiano il grado di certezza

Parole come nok «probabilmente», måske «forse», sikkert «sicuramente/probabilmente» e helt sikkert «sicuramente» modulano la previsione:

  • Hun kommer nok senere. — Probabilmente verrà più tardi.
  • Det bliver måske dyrere. — Forse diventerà più caro.
  • Vi skal helt sikkert ses igen. — Ci rivedremo sicuramente.

Qui si vede ancora che il futuro danese nasce dall'insieme della frase: tempo verbale, avverbi, contesto e atteggiamento di chi parla collaborano tutti al significato.

Consigli per esercitarsi

  1. Classifica prima di tradurre. Prendi dieci frasi italiane al futuro e segnala accanto «programma», «intenzione», «previsione» o «conseguenza attesa». Solo dopo scegli tra presente, skal, vil e kommer til at.
  2. Racconta la stessa giornata in modi diversi. Confronta I morgen arbejder jeg hjemme, I morgen skal jeg arbejde hjemme e Jeg kommer til at arbejde hjemme i morgen. Spiega a voce quale sfumatura cambia.
  3. Ascolta la forma e il contesto insieme. Quando senti vil o skal, annota il soggetto e chiediti se si tratta di volontà, obbligo, programma o previsione. Questo evita di memorizzare equivalenze troppo rigide.

Concetti collegati

  • Prerequisito: Verbi modali — introduce skal, vil e l'infinito senza at.
  • Utile da ripassare: Presente — il presente danese è una delle forme più comuni per parlare di eventi futuri già fissati.
  • Passo successivo: Modo condizionale — distingue il futuro con vil dal valore ipotetico di ville.
  • Approfondimento: Congiunzioni temporali — mostra come når, inden e så snart organizzano azioni presenti, passate e future.

Prerequisito

I verbi modali in daneseA1

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