A1

La mutazione dolce in gallese

Treiglad Meddal

Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di gallese su Settemila Lingue.

In breve

La mutazione dolce (treiglad meddal) modifica la prima consonante di una parola in determinati contesti grammaticali: per esempio, cath «gatto» diventa gath in Mae gen i gath «Ho un gatto». Non cambia il significato fondamentale della parola: segnala invece il rapporto con ciò che la precede. All'inizio conviene imparare sia le nove trasformazioni sia alcuni blocchi molto frequenti, come dy dad, i Gaerdydd e yn fawr.

Panoramica

In gallese la forma iniziale di una parola non è sempre fissa. Una mutazione consonantica (un cambiamento regolare della consonante all'inizio della parola) può comparire dopo certe parole oppure in una determinata posizione della frase. La mutazione dolce è la più frequente: coinvolge nove consonanti iniziali e si incontra fin dalle prime lezioni di livello A1.

Per chi parla italiano, il fenomeno è insolito. In italiano possiamo adattare qualche suono nel parlato, ma normalmente non scriviamo un nome in modo diverso perché viene dopo «tuo», «a» o un articolo. In gallese, invece, tad «padre» e dad in dy dad di «tuo padre» sono due forme grammaticali della stessa parola. Nei dizionari si cerca quasi sempre la forma non mutata, detta qui forma di base.

La mutazione non va però applicata a ogni parola. È provocata da contesti precisi, chiamati fattori scatenanti, e alcune costruzioni richiedono invece la mutazione nasale o aspirata. Per cominciare è più utile riconoscere pochi schemi ad alta frequenza che tentare di prevedere subito ogni caso raro.

Come funziona

Le nove trasformazioni

La mutazione interessa soltanto l'inizio della parola. Se la consonante si trova all'interno, non cambia.

Forma di base Forma mutata Esempio Indicazione di pronuncia
p b pen → ben da p a b
t d tad → dad da t a d
c g cath → gath la c gallese è sempre dura; diventa g dura
b f brawd → frawd la f gallese suona come la v italiana
d dd drws → ddrws dd rappresenta il suono /ð/, assente nell'italiano standard
g scompare gardd → ardd la parola comincia dalla vocale successiva
m f mam → fam anche qui f suona come v
ll l llaw → law si perde il particolare suono di ll
rh r rhiant → riant si perde l'aspirazione di rh

In gallese dd, ll e rh funzionano come unità ortografiche: non sono semplicemente due lettere indipendenti. Inoltre, sia b sia m diventano f. Per risalire dalla forma mutata alla voce del dizionario occorre quindi usare il contesto: fam può derivare da mam, mentre frawd deriva da brawd.

Le parole che iniziano con vocali o con consonanti non comprese nella tabella non mostrano alcun cambiamento. Questo non significa che la regola sia stata ignorata: semplicemente non c'è una consonante mutabile. Per esempio, dopo dy «tuo/tua» si ha dy dad da tad, ma dy ysgol «la tua scuola» resta uguale perché ysgol comincia per vocale.

I fattori più utili per un principiante

Dopo dy e dopo ei con il significato «suo di lui»

Il possessivo dy «tuo/tua» richiede la mutazione dolce:

  • taddy dad di «tuo padre»
  • mamdy fam di «tua madre»
  • cardy gar di «la tua automobile»

Anche ei «suo/sua di lui» la richiede: ei gar e «la sua automobile, di lui». Il pronome finale di o e è frequente nel parlato e aiuta a rendere chiaro il possessore.

Attenzione: fy «mio/mia» provoca normalmente la mutazione nasale, mentre ei «suo/sua di lei» provoca la mutazione aspirata quando è visibile. Perciò le tre forme vanno imparate come schemi distinti: fy nghar i «la mia automobile», dy gar di «la tua automobile», ei char hi «la sua automobile, di lei».

Dopo numerose preposizioni

Molte preposizioni, cioè parole come «a», «da» e «su», provocano la mutazione dolce. Fra quelle comuni ci sono i «a, per», o «da, di», am «per, riguardo a» e spesso ar «su» quando precedono direttamente la parola interessata:

  • Caerdyddi Gaerdydd «a Cardiff»
  • Bangoro Fangor «da Bangor»
  • misam fis «per un mese»

Non tutte le preposizioni richiedono la stessa mutazione. In particolare yn «in» davanti a un nome proprio senza articolo richiede normalmente la mutazione nasale: yng Nghaerdydd «a Cardiff». È meglio quindi imparare ogni preposizione insieme al suo comportamento.

Con yn davanti a un nome o a un aggettivo predicativo

Lo yn che collega il verbo bod «essere» a una qualità, professione o condizione provoca di norma la mutazione dolce. Un aggettivo predicativo è semplicemente una qualità detta con «essere», come «è grande»:

  • mawrMae'r tŷ'n fawr. «La casa è grande.»
  • meddygMae hi'n feddyg. «Lei è medico.»
  • daMae'r coffi'n dda. «Il caffè è buono.»

Questo yn, spesso abbreviato in 'n dopo una vocale, non va confuso con lo yn usato prima di un verbo-nome: Dw i'n darllen «Leggo / sto leggendo» mantiene darllen, senza mutazione. Il verbo-nome (berfenw) è la forma di vocabolario del verbo, simile per funzione all'infinito italiano.

Dopo l'articolo con un nome femminile singolare

L'articolo determinativo gallese ha le forme y, yr e 'r. Davanti a molti nomi femminili singolari provoca la mutazione dolce:

  • merchy ferch «la ragazza»
  • cathy gath «il gatto / la gatta»
  • garddyr ardd «il giardino»

Il genere è essenziale: un nome maschile singolare normalmente non muta dopo l'articolo, come in y bachgen «il ragazzo» e y ci «il cane». Inoltre, in questo contesto i nomi femminili che iniziano per ll o rh di norma non mutano: y llaw «la mano», non y law. Il plurale non segue la regola del femminile singolare.

L'espressione yn yr ardd «nel giardino» illustra bene la sequenza: gardd perde la g perché è un nome femminile singolare dopo yr. Non è lo yn locativo a produrre quella mutazione.

Dopo un nome femminile singolare

Un aggettivo posto dopo un nome femminile singolare subisce spesso la mutazione dolce:

  • cath fach «un gatto piccolo / una gatta piccola», da bach
  • merch dal «una ragazza alta», da tal

Con un nome maschile la forma di base rimane normalmente: bachgen bach «un ragazzo piccolo». In italiano il genere si vede spesso nella desinenza dell'aggettivo (piccolo/piccola); in gallese può essere segnalato invece dalla consonante iniziale mutata.

In alcune espressioni di possesso, con numeri e aggettivi anteposti

Tre schemi molto frequenti meritano di essere imparati come blocchi:

  • Mae gen i gath. «Ho un gatto / una gatta»: l'oggetto posseduto indefinito appare qui nella forma mutata, gath.
  • un ferch «una ragazza» e dwy gath «due gatti / due gatte»: alcuni numeri provocano una mutazione, con regole legate anche al genere.
  • hen dŷ «una vecchia casa»: alcuni aggettivi comuni collocati prima del nome provocano la mutazione.

Per il livello A1 non è necessario ricavare da una sola regola tutti i costrutti con numerali. Conviene memorizzare separatamente un con un nome femminile e le forme dau/dwy «due», insieme a esempi reali.

Esempi nel contesto

Gallese Traduzione italiana Nota
cath → Mae gen i gath. gatto / gatta → Ho un gatto / una gatta. c → g nella costruzione di possesso
tad → Fy nhad i? Na, dy dad di. padre → Mio padre? No, tuo padre. fy dà la nasale nh; dy dà la dolce d
Dy fam di sy'n ffonio. È tua madre che sta telefonando. mam → fam dopo dy
Dyma ei gar e. Ecco la sua automobile, di lui. car → gar dopo ei maschile
Dw i'n mynd i Gaerdydd yfory. Vado a Cardiff domani. Caerdydd → Gaerdydd dopo i
Mae hi'n dod o Fangor. Lei viene da Bangor. Bangor → Fangor dopo o
Y ferch sy'n gweithio yma. La ragazza che lavora qui. nome femminile singolare dopo l'articolo
Mae'r plant yn chwarae yn yr ardd. I bambini giocano in giardino. gardd → ardd: la g scompare dopo yr
Mae gen i gath fach. Ho un gatto piccolo / una gatta piccola. bach → fach dopo il nome femminile cath
Mae'r tŷ'n fawr ond yn oer. La casa è grande ma è fredda. mawr → fawr dopo lo yn predicativo
Mae hi'n feddyg da. Lei è una brava medica. meddyg → feddyg dopo yn
Dw i'n darllen llyfr newydd. Leggo un libro nuovo. nessuna mutazione di darllen dopo lo yn verbale
Gwelais i gi yn yr ardd. Ho visto un cane in giardino. ci → gi come oggetto di un verbo coniugato
Mae gen i ddwy gath. Ho due gatti / due gatte. cath → gath dopo dwy
Mae hi'n byw mewn hen dŷ. Abita in una vecchia casa. tŷ → dŷ dopo hen
Bore da! Buongiorno! espressione fissa: bore e da sono qui forme di base

L'ultimo esempio è un promemoria importante: non ogni parola che comincia con una delle nove consonanti è mutata. In Bore da! non c'è un fattore che trasformi bore; la frase va comunque riconosciuta e imparata come saluto quotidiano.

Errori comuni

Mutare ogni parola che sembra adatta

  • Sbagliato: Dw i'n hoffi gathod per «Mi piacciono i gatti», applicando automaticamente c → g.
  • Corretto: Dw i'n hoffi cathod.
  • Perché: la mutazione ha bisogno di un fattore grammaticale preciso. Non dipende solo dalla consonante iniziale.

Mutare il verbo-nome dopo yn

  • Sbagliato: Dw i'n ddarllen llyfr.
  • Corretto: Dw i'n darllen llyfr.
  • Perché: lo yn verbale non provoca la mutazione dolce del verbo-nome. Lo yn predicativo invece la provoca in Mae'r llyfr yn dda «Il libro è buono».

Usare la mutazione dolce dopo tutti i possessivi

  • Sbagliato: fy gar i per «la mia automobile» o ei gar hi per «la sua automobile, di lei».
  • Corretto: fy nghar i; ei char hi.
  • Perché: fy richiede la mutazione nasale e ei femminile quella aspirata. La dolce appartiene a dy e a ei maschile.

Dimenticare che la g scompare

  • Sbagliato: yr gardd per «il giardino».
  • Corretto: yr ardd.
  • Perché: nella mutazione dolce g non diventa un'altra consonante: cade completamente. Per cercare ardd nel dizionario bisogna considerare la possibile forma di base gardd.

Confondere f e ff

  • Sbagliato: pronunciare la f di fam come la f italiana.
  • Corretto: pronunciarla come la v di «vino».
  • Perché: in gallese f rappresenta normalmente /v/, mentre ff rappresenta il suono /f/. La grafia mutata conserva questa distinzione.

Applicare senza eccezioni la regola dell'articolo

  • Sbagliato: y law per «la mano» solo perché llaw è femminile.
  • Corretto: y llaw.
  • Perché: dopo l'articolo i nomi femminili singolari in ll e rh normalmente non subiscono la mutazione dolce. Questa limitazione non vale automaticamente in tutti gli altri contesti: per esempio dy law di «la tua mano» ha la mutazione.

Note d'uso

La mutazione appartiene sia al gallese parlato sia a quello scritto; non è un abbellimento letterario. Le forme più frequenti, come quelle dopo dy, i, o e lo yn predicativo, ricorrono continuamente nella conversazione. Nello scritto sorvegliato le mutazioni sono applicate con maggiore regolarità; nel parlato spontaneo alcuni contesti sintattici, soprattutto quelli meno trasparenti, possono mostrare oscillazione regionale o individuale.

Non bisogna però considerare ogni assenza di mutazione un tratto colloquiale. A volte interviene un'altra parola. In ar y bwrdd «sul tavolo», per esempio, ar non è immediatamente seguito da bwrdd: c'è l'articolo y, e bwrdd è maschile, quindi rimane invariato. In yn yr ardd, al contrario, è l'articolo davanti al femminile gardd a far cadere la g.

Le mutazioni aiutano anche a capire la struttura della frase. Ei gar e e ei char hi distinguono «la sua automobile di lui» da «la sua automobile di lei», benché ei abbia la stessa grafia. Nel parlato i pronomi finali e/fo e hi rendono il contrasto ancora più evidente.

Oltre le basi: usi avanzati

Questa sezione non è da memorizzare tutta al livello A1, ma spiega perché la mutazione dolce continuerà a comparire negli studi successivi.

La mutazione può segnalare la funzione sintattica, cioè il ruolo svolto da una parola nella frase. Un complemento oggetto (la persona o cosa direttamente coinvolta dall'azione) posto dopo un verbo coniugato compare tradizionalmente con la mutazione dolce: Gwelais i gi «Ho visto un cane», da ci. Nell'uso contemporaneo questo schema può essere meno uniforme di fattori molto evidenti come dy o i, ma è importante riconoscerlo, soprattutto nello scritto.

Anche alcune particelle verbali e relative provocano la mutazione. Una particella è una piccola parola grammaticale, talvolta omessa nel parlato ma ancora visibile nei suoi effetti. Per esempio la particella interrogativa o relativa a è associata alla mutazione in forme come A welaist ti hynny? «Hai visto quello?». Le particelle affermative mi e fe possono fare lo stesso: Mi welais i hi «L'ho vista». Questi schemi spiegano perché certe forme verbali sembrano iniziare già mutate.

I nomi propri non sono immuni. Si dice Cymru «Galles», ma i Gymru «in Galles, verso il Galles»; Caerdydd, ma o Gaerdydd «da Cardiff». Con lo yn locativo entra invece in gioco la mutazione nasale: yng Nghymru, yng Nghaerdydd. Il contrasto fra i Gymru e yng Nghymru è un ottimo modo per tenere separate le due mutazioni.

Infine, il gallese formale e letterario presenta fattori aggiuntivi e casi di mutazione mista, nella quale il risultato dipende dalla consonante iniziale. Le negazioni con ni/na, certe relative e alcune costruzioni cristallizzate appartengono allo studio avanzato. Non serve usarle subito: al livello iniziale è sufficiente saper recuperare la forma di base e riconoscere i fattori più comuni.

Consigli per la pratica

  1. Impara la tabella in due direzioni. Parti da cath e produci gath, poi guarda gath e prova a recuperare cath. Dedica attenzione speciale a f, che può risalire a b o m, e alle parole in cui la g è scomparsa.
  2. Studia blocchi brevi, non consonanti isolate. Ripeti coppie come tad / dy dad, Caerdydd / i Gaerdydd, gardd / yr ardd e mawr / yn fawr. Il contesto rende la mutazione più facile da automatizzare.
  3. Segna il fattore scatenante durante la lettura. In una frase cerchia prima dy, ei, i, o, yn o l'articolo; solo dopo controlla la parola seguente. Questo evita l'abitudine, tipica di chi parte dall'italiano, di trattare le due grafie come vocaboli distinti.

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