Costruzioni relative complesse in swahili
Sentensi Rejeshi Changamano
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di swahili su Settemila Lingue.
In breve
In swahili il legame relativo non corrisponde a un unico «che» italiano: cambia secondo la classe nominale dell’antecedente, cioè del nome a cui la relativa si riferisce. Può comparire dentro il verbo (*mtu asiyejua*), nella serie autonoma amba- (kitabu ambacho hakikusomwa) oppure in forme di modo e luogo come anavyosema e ninapokaa. Nei periodi lunghi, la scelta decisiva è rendere chiaro quale nome riprende ciascun marcatore.
Panoramica
Una proposizione relativa è una parte della frase che precisa un nome: in «la persona che ho visto», che ho visto identifica o descrive la persona. L’italiano usa soprattutto parole invariabili come che e cui; lo swahili, invece, segnala spesso il rapporto direttamente nel verbo e fa concordare il marcatore relativo con la classe del nome. Per esempio, mtu «persona» richiede -ye- o ambaye, mentre kitabu «libro» richiede -cho- o ambacho.
Al livello C1 non basta riconoscere mtu aliyekuja «la persona che è venuta». Occorre saper seguire più relative nello stesso periodo, distinguere una relativa negativa generale da una negazione collocata in un tempo preciso e usare le costruzioni relative di modo o di luogo. È inoltre importante scegliere tra la forma compatta, nella quale il marcatore entra nel verbo, e la costruzione analitica con amba-, nella quale la relativa è introdotta da una parola autonoma.
Per un italofono, la difficoltà principale non è l’ordine delle parole, bensì l’accordo. In italiano «che» resta uguale in «la persona che», «il libro che» e «le cose che»; in swahili le forme diventano ambaye, ambacho, ambavyo e così via. Il genere grammaticale italiano non aiuta a scegliere: conta la classe swahili del nome.
Come funzionano
Il marcatore segue la classe dell’antecedente
Queste sono le corrispondenze più utili nelle relative complesse. Il marcatore relativo è l’elemento che richiama il nome descritto.
| Classe | Esempio di antecedente | Marcatore nel verbo | Forma con amba- |
|---|---|---|---|
| 1 | mtu «persona» | -ye- | ambaye |
| 2 | watu «persone» | -o- | ambao |
| 3 | mti «albero» | -o- | ambao |
| 4 | miti «alberi» | -yo- | ambayo |
| 5 | gari «automobile» | -lo- | ambalo |
| 6 | magari «automobili» | -yo- | ambayo |
| 7 | kitabu «libro» | -cho- | ambacho |
| 8 | vitabu «libri» | -vyo- | ambavyo |
| 9 | nyumba «casa» | -yo- | ambayo |
| 10 | nyumba «case» | -zo- | ambazo |
| 11/14 | ukuta, uzuri «muro, bellezza» | -o- | ambao |
| 16 | luogo specifico | -po- | ambapo |
| 17 | luogo generale o direzione | -ko- | ambako |
| 18 | interno di un luogo | -mo- | ambamo |
La forma del nome, da sola, non è sempre sufficiente: nyumba può essere singolare di classe 9 o plurale di classe 10. Sono l’accordo e il significato a chiarire se occorre ambayo oppure ambazo.
Strategia compatta: il relativo dentro il verbo
Nella forma compatta, il verbo riunisce più informazioni in una sola parola. Uno schema frequente è:
marcatore del soggetto + tempo/aspetto + marcatore relativo + eventuale oggetto + radice verbale
- a-li-ye-kuja → aliyekuja, «che venne / è venuto»; il soggetto e l’antecedente sono la stessa persona;
- ni-li-ye-mw-ona → niliyemwona, «che io vidi»; ni- indica «io», -ye- richiama mtu e -mw- riprende la persona come oggetto;
- ni-na-cho-ki-soma → ninachokisoma, «che sto leggendo»; -cho- richiama un nome di classe 7 e -ki- lo rappresenta come oggetto.
L’oggetto è la persona o la cosa su cui ricade l’azione. Nella seconda forma, per esempio, «io» compio l’azione e «la persona» viene vista. Questo evita un errore tipico: il marcatore relativo indica la classe dell’antecedente, ma non sostituisce automaticamente ogni altro elemento del verbo.
La forma compatta è molto naturale quando il rapporto è breve e lineare: kitabu nilichosoma «il libro che ho letto». Nei periodi lunghi va però controllato con cura quale nome richiama ogni marcatore.
Strategia con amba-: accordo separato e verbo finito
La base amba- prende il finale relativo della classe: ambaye, ambao, ambalo, ambacho, ambavyo, ambayo, ambazo. Dopo questa forma viene una normale proposizione con un verbo finito, cioè un verbo che esprime soggetto e tempo:
- mwanamke ambaye aliandika ripoti — «la donna che scrisse il rapporto»;
- kitabu ambacho nilikinunua — «il libro che comprai»;
- vitabu ambavyo havijarudishwa — «i libri che non sono ancora stati restituiti».
Quando l’antecedente è l’oggetto, il verbo della costruzione con amba- può riprenderlo con il marcatore d’oggetto appropriato: ambacho nilikinunua e ambaye nilimwona. La ripresa è particolarmente importante con referenti umani.
La costruzione con amba- è utile quando si vuole conservare senza ambiguità un tempo o una negazione complessi. Si confrontino:
- kitabu ambacho hakikusomwa — «il libro che non fu letto»;
- kitabu ambacho hakijasomwa — «il libro che non è ancora stato letto»;
- kitabu ambacho hakitasomwa — «il libro che non verrà letto».
Non bisogna considerare amba- automaticamente «più corretto». È spesso chiaro e comune, oltre a essere adatto alla prosa formale, ma la scelta dipende dalla struttura e dallo stile.
Relative negative con -si-
Per una proprietà negativa generale o caratterizzante, lo swahili usa spesso:
marcatore del soggetto + -si- + marcatore relativo + radice verbale
| Antecedente | Forma | Significato |
|---|---|---|
| mtu (classe 1) | asiyejua | che non sa |
| watu (classe 2) | wasiojua | che non sanno |
| kitabu (classe 7) | kisichopatikana | che non è reperibile |
| vitabu (classe 8) | visivyopatikana | che non sono reperibili |
| nyumba (classe 9) | isiyofaa | che non è adatto |
| nyumba (classe 10) | zisizofaa | che non sono adatti |
In a-si-ye-jua, a- è il marcatore del soggetto, -si- nega e -ye- richiama la persona di classe 1. La forma asiyekuwa contiene inoltre kuwa «essere»: significa «che non è» o, secondo il contesto, «che non si trovava in una certa condizione».
Questa relativa negativa non esprime sempre da sola un momento temporale preciso. Se è essenziale dire «non venne», «non è ancora arrivato» o «non verrà», la costruzione con amba- rende il contrasto più trasparente: mtu ambaye hakuja, mtu ambaye hajafika, mtu ambaye hatakuja.
Relative di modo
Per esprimere «il modo in cui», «come» o «nella misura in cui», compare spesso -vyo-:
- jinsi anavyosema — «il modo in cui parla»;
- namna walivyotatua tatizo — «il modo in cui risolsero il problema»;
- kadri unavyosoma, ndivyo unavyoelewa zaidi — «più studi, più capisci».
In anavyosema, si distinguono a- «lui/lei», -na- presente, -vyo- relativo di modo e -sema «dire/parlare». Non conviene tradurre -vyo- con una parola italiana fissa: a seconda della frase può corrispondere a «come», «nel modo in cui» o a una costruzione proporzionale.
Relative di luogo: -po-, -ko- e -mo-
Le classi locative permettono di incorporare il rapporto «dove / in cui» nel verbo:
- -po- presenta spesso un luogo specifico o considerato come punto: mahali ninapokaa «il luogo in cui abito»;
- -ko- richiama un luogo in senso più generale o una destinazione: nchi anakokwenda «il paese in cui sta andando»;
- -mo- mette in rilievo l’interno: chumba alimolala «la stanza dentro la quale dormì».
Le differenze non corrispondono perfettamente a «a», «in» e «dentro» dell’italiano. È meglio imparare ogni forma insieme a un esempio completo e osservare come il parlante presenta il luogo.
Più relative nello stesso periodo
Una frase può contenere relative parallele, cioè riferite allo stesso nome, oppure annidate, cioè una dentro l’altra:
- Mtu niliyemwona jana, ambaye sasa anafanya kazi hapa, ni daktari. — due relative descrivono mtu;
- Mwandishi ambaye aliandika kitabu ambacho tulijadili jana atazungumza leo. — ambaye... descrive mwandishi, mentre ambacho... descrive kitabu.
I marcatori di classe aiutano a seguire la catena: ambaye rimanda a una persona di classe 1, ambacho a un nome di classe 7. La punteggiatura può facilitare la lettura, ma non corregge un accordo sbagliato.
Esempi nel contesto
| Swahili | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| Mtu ambaye niliyemwona asiyekuwa hapa ni daktari. | La persona che ho visto e che non era qui è un medico. | Periodo molto denso; cumula ambaye, niliyemwona e asiyekuwa. |
| Kitabu ambacho hakikusomwa ni muhimu. | Il libro che non fu letto è importante. | Hakikusomwa è un passato negativo passivo. |
| Jinsi anavyosema ni nzuri. | Il suo modo di parlare è piacevole. | -vyo- esprime il modo. |
| Mahali ninapokaa ni pazuri. | Il luogo in cui abito è bello. | -po- richiama un luogo specifico; pazuri concorda con esso. |
| Mwanafunzi asiyeelewa swali anaweza kuuliza. | Lo studente che non capisce la domanda può chiedere spiegazioni. | Relativa negativa caratterizzante con a-si-ye-. |
| Vitabu visivyopatikana mtandaoni vinaweza kuagizwa. | I libri che non sono disponibili in rete possono essere ordinati. | Classe 8: vi-si-vyo- e poi accordo vi-. |
| Mwanamke ambaye nilizungumza naye atatutumia nyaraka. | La donna con cui ho parlato ci invierà i documenti. | Naye conserva il rapporto «con lei». |
| Mwandishi ambaye aliandika kitabu ambacho tulijadili jana atazungumza leo. | L’autore che ha scritto il libro di cui abbiamo discusso ieri parlerà oggi. | Due antecedenti diversi in una struttura annidata. |
| Vitabu ambavyo havijarudishwa bado vinahitajika. | I libri che non sono ancora stati restituiti servono ancora. | Havija- significa «non ancora» al plurale di classe 8. |
| Ripoti ambayo aliitayarisha mtafiti ambaye tulikutana naye imechapishwa. | È stato pubblicato il rapporto preparato dalla ricercatrice che abbiamo incontrato. | Ambayo richiama ripoti; ambaye richiama mtafiti. |
| Namna walivyotatua tatizo iliwashangaza wote. | Il modo in cui risolsero il problema sorprese tutti. | Relativa di modo al passato. |
| Kadri unavyofanya mazoezi, ndivyo unavyozungumza kwa ufasaha zaidi. | Più ti eserciti, più parli con scioltezza. | Costruzione proporzionale kadri... ndivyo.... |
| Chumba alimolala kilikuwa kidogo lakini safi. | La stanza nella quale dormì era piccola ma pulita. | -mo- mette a fuoco l’interno del luogo. |
Errori comuni
Usare la forma della classe 1 con qualsiasi nome
- Sbagliato: kitabu ambaye nilisoma
- Corretto: kitabu ambacho nilikisoma oppure kitabu nilichosoma
- Perché: Ambaye concorda con la classe 1, tipica di mtu. Kitabu appartiene alla classe 7 e richiede -cho-.
Omettere -si- nella relativa negativa compatta
- Sbagliato: mtu ayejua per «una persona che non sa»
- Corretto: mtu asiyejua
- Perché: la sequenza è a-si-ye-jua: soggetto, negazione, richiamo relativo e radice. Per una negazione passata precisa si può invece dire mtu ambaye hakujua.
Segnalare due volte lo stesso rapporto senza motivo
- Sovraccarico: kitabu ambacho nilichosoma
- Corretto: kitabu ambacho nilikisoma oppure kitabu nilichosoma
- Perché: nella prima soluzione ambacho introduce la relativa e -ki- riprende il libro come oggetto; nella seconda -cho- è già incorporato nel verbo. Mescolare le due strategie rende la struttura difficile da analizzare.
Dimenticare l’oggetto umano dopo amba-
- Sbagliato: mtu ambaye niliona
- Corretto: mtu ambaye nilimwona
- Perché: dopo ambaye segue una proposizione ordinaria; -mw- riprende la persona vista: ni-li-mw-ona.
Tradurre «con cui» usando soltanto ambaye
- Sbagliato: mtu ambaye nilizungumza per «la persona con cui ho parlato»
- Corretto: mtu ambaye nilizungumza naye
- Perché: ambaye identifica la persona, ma il rapporto espresso in italiano da «con» deve comparire anche in swahili; qui è affidato a naye.
Perdere l’antecedente in un periodo annidato
- Poco chiaro: una lunga sequenza di ambaye senza nomi o accordi riconoscibili
- Più chiaro: mwandishi ambaye... kitabu ambacho...
- Perché: ogni relativa deve rimandare a un antecedente identificabile. Ripetere il nome, spezzare il periodo o scegliere marcatori di classe espliciti è spesso preferibile a una frase formalmente possibile ma opaca.
Note d’uso
La forma compatta è frequente e scorrevole, soprattutto nelle combinazioni consolidate come aliyekuja, nilichosoma, anavyofanya. La serie con amba- non è riservata esclusivamente allo scritto: ricorre anche nel parlato e diventa particolarmente utile quando il verbo contiene una negazione, un passivo o un tempo che si vuole mettere bene in evidenza.
Nella prosa amministrativa, giornalistica e accademica si incontrano periodi con più relative e costruzioni con amba-. Un testo formale, tuttavia, non migliora solo perché le frasi diventano più lunghe. Se due relative possono essere separate senza perdere il rapporto logico, due frasi brevi risultano spesso più autorevoli e meno ambigue.
La frase del repertorio Mtu ambaye niliyemwona asiyekuwa hapa ni daktari mostra una stratificazione molto fitta. In uno stile più trasparente si può formulare, secondo il significato voluto, Mtu niliyemwona, ambaye hakuwa hapa, ni daktari. In generale, amba- e il marcatore incorporato sono due strategie alternative per uno stesso legame semplice; non è utile duplicarle senza una ragione informativa.
Oltre le basi: usi avanzati
Il relativo senza un nome espresso
Alcune forme relative possono funzionare in modo simile a «chi», «ciò che» o «dove», purché il contesto renda chiara la classe:
- Asiyeuliza hajifunzi. — «Chi non domanda non impara»;
- Ninachotaka ni muda zaidi. — «Ciò che voglio è più tempo»;
- Walipokutana hapajulikani. — «Non si sa dove si siano incontrati».
Qui non compare un antecedente lessicale come mtu, kitu o mahali, ma il marcatore continua a portare l’informazione di classe o di luogo.
Relativi e rapporti obliqui
L’italiano usa cui dopo varie preposizioni: «con cui», «di cui», «per cui». Lo swahili non possiede un unico equivalente da inserire ovunque. Il rapporto viene spesso recuperato dentro la relativa con forme concordate o con la struttura richiesta dal verbo:
- mtu ambaye nilizungumza naye — «la persona con cui ho parlato»;
- sababu ambayo tulifanya hivyo — «il motivo per cui lo facemmo», dove il rapporto causale emerge dall’intera espressione;
- kazi ambayo walilipwa kwa ajili yake — «il lavoro per il quale furono pagati».
È quindi più sicuro partire dal verbo swahili e chiedersi quali complementi richiede, invece di cercare una traduzione automatica di «cui».
Tempi e forme relative specializzate
Nello swahili avanzato si incontrano forme come atakayekuja «che verrà» e il relativo generale in asomaye «chi legge / colui che legge». Quest’ultimo è conciso e può avere un tono sentenzioso, letterario o proverbiale. Nella comunicazione corrente, anayesoma o ambaye anasoma sono spesso alternative più immediate. La forma scelta non cambia soltanto la grammatica: può cambiare anche il ritmo e il registro del testo.
Consigli per la pratica
- Costruisci famiglie di accordo. Parti da quattro nomi — mtu, watu, kitabu, vitabu — e abbina per ciascuno la forma con amba- e quella negativa: ambaye/asiye-, ambao/wasio-, ambacho/kisicho-, ambavyo/visivyo-.
- Riscrivi ogni frase in due modi. Trasforma kitabu nilichonunua in kitabu ambacho nilikinunua. Evidenzia separatamente soggetto, tempo, marcatore relativo e oggetto; così eviti sia le omissioni sia la doppia marcatura.
- Smonta i periodi autentici. In un articolo o in un’intervista in swahili, cerchia ogni forma relativa e traccia una freccia verso il suo antecedente. Se il periodo contiene più di due relative, prova poi a dividerlo in frasi più brevi conservando lo stesso significato.
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- Prerequisito: Proposizioni relative (-ye-/-o-/-cho- ecc.) — introduce i marcatori relativi fondamentali e il loro accordo con le classi nominali.
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