Il discorso indiretto in coreano
간접 화법
Questo articolo fa parte dell'albero grammaticale di coreano su Settemila Lingue.
In breve
Per riferire le parole di qualcuno, il coreano sceglie una terminazione diversa secondo il tipo di frase: -다고 per un'affermazione, -냐고 per una domanda, -(으)라고 per un ordine e -자고 per una proposta. A queste forme segue spesso 하다 «dire», opportunamente coniugato: 간다고 했어요 significa «ha detto che va/sarebbe andato».
Panoramica
Il discorso indiretto permette di riportare un contenuto senza ripetere le parole esatte tra virgolette. Serve continuamente: per raccontare che cosa ha detto un amico, riferire una domanda, trasmettere un'istruzione o proporre a un gruppo ciò che qualcun altro ha suggerito. In coreano questa costruzione si chiama 간접 화법.
L'italiano segnala soprattutto il rapporto fra le due proposizioni con parole come «che», «se» e «di». Il coreano, invece, attacca alla proposizione citata una terminazione che ne rivela la funzione originaria. Perciò «ha detto che parte», «ha chiesto se parte», «gli ha detto di partire» e «ha proposto di partire» richiedono quattro forme differenti.
È un argomento introdotto al livello A2. La regola iniziale è semplice: riconosci se il messaggio originario è un'affermazione, una domanda, un ordine o una proposta, poi scegli la relativa terminazione. Le differenze fra verbi, aggettivi e nomi, nonché le forme colloquiali abbreviate, si possono aggiungere gradualmente.
Come funziona
La struttura generale è:
[contenuto riferito + terminazione di citazione] + verbo del dire
Il «verbo del dire» è spesso 하다, letteralmente «fare», ma in questa costruzione assume il senso di «dire». Si coniuga normalmente:
| Forma | Valore tipico |
|---|---|
| 한다고 해요 | dice / dicono che… |
| 한다고 했어요 | ha detto / hanno detto che… |
| 한다고 할 거예요 | dirà / diranno che… |
Il tempo di 하다 indica quando avviene l'atto del parlare. Il tempo all'interno della parte citata indica invece quando avviene il fatto riferito. In 어제 갔다고 했어요, 갔다고 presenta «andare» al passato e 했어요 presenta anche il dire al passato: «Ha detto che ieri era andato».
Affermazioni: -다고
Per un'affermazione bisogna distinguere il verbo d'azione, l'aggettivo coreano e il nome. Un aggettivo coreano è una parola descrittiva, come 좋다 «essere buono» o 바쁘다 «essere occupato», che si coniuga in modo simile a un verbo.
| Tipo di predicato | Forma al presente | Esempio |
|---|---|---|
| Verbo d'azione con radice che termina in vocale o ㄹ | -ㄴ다고 하다 | 가다 → 간다고 해요 «dice che va» |
| Verbo d'azione con altra consonante finale | -는다고 하다 | 먹다 → 먹는다고 해요 «dice che mangia» |
| Aggettivo coreano | -다고 하다 | 맛있다 → 맛있다고 해요 «dicono che è buono» |
| 있다 / 없다 | -다고 하다 | 시간이 없다고 해요 «dice che non ha tempo» |
| Nome + 이다 | -(이)라고 하다 | 학생이라고 해요 «dice che è studente» |
Con un nome si usa 이라고 dopo consonante e 라고 dopo vocale: 학생이라고, ma 의사라고. Questa -(이)라고 nominale non va confusa con la forma dell'ordine, descritta più avanti.
Il passato e alcune forme future si costruiscono nella proposizione citata prima di aggiungere -다고:
| Rapporto temporale | Schema | Esempio |
|---|---|---|
| Passato | -았/었다고 하다 | 갔다고 했어요 «ha detto che era andato» |
| Intenzione o previsione con 겠- | -겠다고 하다 | 하겠다고 했어요 «ha detto che lo avrebbe fatto» |
| Futuro con -(으)ㄹ 거예요 | -(으)ㄹ 거라고 하다 | 올 거라고 했어요 «ha detto che sarebbe venuto» |
A differenza di quanto spesso accade in italiano, il coreano non applica automaticamente una rigida «concordanza dei tempi», cioè un arretramento obbligatorio del tempo perché il verbo «dire» è al passato. Si sceglie la forma che esprime il tempo del fatto dal punto di vista pertinente al racconto.
Domande: -냐고
Per riferire una domanda si usa -냐고 하다, molto spesso con 묻다 «chiedere» al posto di 하다. Le parole interrogative come 뭐 «che cosa», 왜 «perché», 언제 «quando» e 어디 «dove» restano nella frase.
| Tipo | Forma utile | Esempio |
|---|---|---|
| Verbo d'azione | -느냐고; nel parlato spesso -냐고 | 가느냐고 물었어요 / 가냐고 물었어요 «ha chiesto se andava» |
| Aggettivo coreano | -(으)냐고; spesso ridotto a -냐고 | 좋으냐고 물었어요 / 좋냐고 물었어요 «ha chiesto se andava bene» |
| Nome + 이다 | -(이)냐고 | 학생이냐고 물었어요 «ha chiesto se era studente» |
| Passato | -았/었냐고 | 먹었냐고 물었어요 «ha chiesto se aveva mangiato» |
Per iniziare è sufficiente riconoscere e usare le frequenti forme colloquiali in -냐고. Le forme più complete, come -느냐고 con i verbi, compaiono in uno stile più sorvegliato e nello scritto.
Nell'italiano una domanda sì/no riferita introduce spesso «se»: «ha chiesto se venivo». Il coreano non aggiunge una parola equivalente; è -냐고 a mostrare che il contenuto era una domanda.
Ordini e istruzioni: -(으)라고
Un comando affermativo prende -(으)라고 하다:
- radice in vocale o in ㄹ + -라고: 가다 → 가라고 했어요;
- radice in altra consonante + -으라고: 먹다 → 먹으라고 했어요.
Un comando negativo usa -지 말라고 하다: 가지 말라고 했어요, «ha detto di non andare». Il soggetto e il destinatario vengono spesso omessi se sono chiari dal contesto. Per questo 가라고 했어요 può voler dire «mi ha detto di andare», «gli ha detto di andare» o «ha detto loro di andare»; la situazione chiarisce a chi è rivolto l'ordine.
Questa struttura riferisce un vero comando o un'istruzione. Le richieste fatte a beneficio di chi parla, con -아/어 달라고 하다, hanno sfumature proprie e sono trattate più ampiamente a un livello successivo.
Proposte: -자고
Quando la frase originaria equivale a «facciamo…», si usa -자고 하다 direttamente sulla radice verbale:
- 만나다 → 만나자고 했어요 «ha proposto di incontrarci»;
- 같이 먹다 → 같이 먹자고 했어요 «ha proposto di mangiare insieme»;
- 가지 말다 → 가지 말자고 했어요 «ha proposto di non andare».
La proposta include normalmente chi parla e almeno un'altra persona. Non si usa quindi -자고 per trasmettere un ordine rivolto soltanto all'interlocutore.
Scegliere il verbo finale
하다 è neutro e molto frequente, ma un verbo più preciso rende esplicita l'azione comunicativa:
| Verbo finale | Significato | Uso naturale |
|---|---|---|
| 말하다 | dire | affermazioni e discorso riferito in generale |
| 묻다 / 물어보다 | chiedere / domandare | domande in -냐고 |
| 대답하다 | rispondere | contenuto di una risposta |
| 부탁하다 | chiedere come favore | richieste, se la forma citata è adeguata |
Nella conversazione 말하다 diventa spesso 말해요, mentre 묻다 ha la forma comune 물었어요 al passato.
Esempi nel contesto
| Coreano | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| 민수가 내일 간다고 했어요. | Minsu ha detto che domani sarebbe andato. | Affermazione con verbo d'azione. |
| 이 식당이 맛있다고 해요. | Dicono che questo ristorante sia buono. | Aggettivo coreano; la fonte può restare generica. |
| 지수는 의사라고 했어요. | Jisu ha detto di essere medico. | Nome in vocale + 라고. |
| 동생이 숙제를 다 했다고 말했어요. | Mio fratello minore ha detto di aver finito tutti i compiti. | Il fatto riferito è al passato. |
| 다음 주에 바쁠 거라고 했어요. | Ha detto che la settimana prossima sarà impegnato. | Futuro con -(으)ㄹ 거라고. |
| 선생님이 왜 늦었냐고 물었어요. | L'insegnante ha chiesto perché fossi in ritardo. | La parola interrogativa 왜 rimane. |
| 엄마가 밥을 먹었냐고 물어봤어요. | Mamma ha chiesto se avevo mangiato. | Domanda sì/no al passato. |
| 친구가 그 사람이 누구냐고 물었어요. | Un amico ha chiesto chi fosse quella persona. | 누구 «chi» + domanda nominale. |
| 의사가 물을 많이 마시라고 했어요. | Il medico ha detto di bere molta acqua. | Istruzione con radice in vocale. |
| 여기에서 기다리라고 했어요. | Ha detto di aspettare qui. | Il destinatario è sottinteso. |
| 사진을 찍지 말라고 했어요. | Ha detto di non fare fotografie. | Comando negativo con -지 말라고. |
| 수진이가 주말에 같이 공부하자고 했어요. | Sujin ha proposto di studiare insieme nel fine settimana. | Proposta che include gli interlocutori. |
| 오늘은 택시를 타지 말자고 했어요. | Ha proposto di non prendere il taxi oggi. | Proposta negativa. |
| 저는 괜찮다고 대답했어요. | Ho risposto che andava bene. | Il verbo finale precisa che si tratta di una risposta. |
Le traduzioni italiane cambiano talvolta tempo o modo verbale per risultare naturali: per esempio, dopo «ha chiesto» può comparire il congiuntivo. Questo non significa che la forma coreana contenga un congiuntivo; le due lingue organizzano il discorso indiretto in modo diverso.
Errori comuni
Usare -다고 per ogni tipo di frase
- Non corretto: 어디 가다고 물었어요.
- Corretto: 어디 가냐고 물었어요.
- Perché: il contenuto originario è una domanda, quindi richiede -냐고, non la forma dichiarativa -다고.
Dimenticare -ㄴ/는- con un verbo d'azione al presente
- Non corretto: 매일 운동하다고 했어요.
- Corretto: 매일 운동한다고 했어요.
- Perché: al presente un verbo d'azione prende -ㄴ다고 o -는다고. La forma semplice -다고 è tipica degli aggettivi coreani, oltre che di 있다 e 없다.
Trattare un nome come un verbo
- Non corretto: 학생다고 했어요.
- Corretto: 학생이라고 했어요.
- Perché: dopo un nome seguito idealmente da 이다 si usa -(이)라고: 이라고 dopo consonante, 라고 dopo vocale.
Confondere ordine e proposta
- Non corretto: 친구에게 빨리 오자고 했어요. se il senso è «ho detto all'amico di venire presto».
- Corretto: 친구에게 빨리 오라고 했어요.
- Perché: -자고 propone un'azione condivisa, mentre -(으)라고 impartisce un ordine o un'istruzione al destinatario.
Negare un comando come una normale affermazione
- Non corretto: 가지 않으라고 했어요.
- Corretto: 가지 말라고 했어요.
- Perché: il modello regolare per «dire di non fare» è -지 말라고 하다.
Arretrare automaticamente tutti i tempi come in italiano
- Non corretto come regola generale: trasformare sempre 온다고 in 왔다고 soltanto perché segue 했어요.
- Corretto: scegliere 온다고 했어요 se il contenuto riferito è «viene/verrà» e 왔다고 했어요 se è «è venuto».
- Perché: il tempo del contenuto e quello dell'atto di parlare svolgono funzioni separate.
Note d'uso
Nel parlato il soggetto, il destinatario e perfino 하다 possono essere omessi quando il contesto basta. Una risposta come 안 간다고요 può ribadire «Ho detto che non vado» o reagire a un fraintendimento. Per chi è al livello A2, però, è più sicuro esercitarsi prima con la struttura completa 안 간다고 했어요.
Il registro di cortesia si vede soprattutto nel verbo finale: 했다고 해요 è cortese quotidiano, 했다고 합니다 è più formale, mentre 했다고 해 è informale. La terminazione all'interno della citazione non conserva semplicemente il -요 della frase originaria. Per esempio, 가요 «vado» diventa normalmente 간다고 해요, non 가요라고 해요.
I pronomi e le espressioni di luogo o tempo possono cambiare secondo chi riferisce. L'italiano fa lo stesso in frasi come «Mi ha detto: “Vengo qui domani”» → «Mi ha detto che sarebbe venuto lì il giorno dopo». In coreano bisogna controllare parole come 나/저 «io», 여기 «qui», 내일 «domani» e capire da quale punto di vista viene raccontata la scena; non esiste una sostituzione automatica valida in ogni contesto.
Oltre le basi
Queste sfumature non sono indispensabili per iniziare, ma si incontrano spesso procedendo verso i livelli B1 e B2.
Forme contratte del parlato
Nel discorso quotidiano -다고 해요 si contrae spesso in -대요. Analogamente si sentono -냬요 per domande, -(으)래요 per ordini e -재요 per proposte:
| Forma estesa | Forma contratta | Valore indicativo |
|---|---|---|
| 맛있다고 해요 | 맛있대요 | pare/dicono che sia buono |
| 언제 오냐고 해요 | 언제 오냬요 | chiede quando viene |
| 기다리라고 해요 | 기다리래요 | dice di aspettare |
| 같이 가자고 해요 | 같이 가재요 | propone di andare insieme |
Queste contrazioni non sono soltanto più brevi: spesso evidenziano che si sta trasmettendo un'informazione appresa da altri. Conviene prima saper ricostruire la forma estesa, poi studiarne l'uso come discorso riportato e «sentito dire».
Citazione diretta e indiretta
Con una citazione diretta, cioè con le parole riportate esattamente, (이)라고 può seguire l'intera battuta: “내일 가요”라고 했어요, «ha detto: “Vado domani”». In questo caso 라고 non indica che la battuta è un nome o un comando; funziona come particella della citazione letterale. Nel discorso indiretto, invece, il tipo di frase determina -다고, -냐고, -(으)라고 o -자고.
Richieste a favore di qualcuno
-아/어 달라고 하다 riferisce una richiesta di fare qualcosa per chi parla o per la persona il cui punto di vista viene riportato: 도와 달라고 했어요, «ha chiesto di aiutarlo». La scelta fra 달라고 e altre forme dipende da chi dà e chi riceve il favore; è quindi più complessa del semplice ordine in -(으)라고.
Cambi di punto di vista
Nel racconto reale non basta trasformare la terminazione. Bisogna identificare chi parla, chi compie l'azione e a chi è rivolto il messaggio. Il coreano omette spesso questi partecipanti, mentre l'italiano tende a esplicitarli con pronomi come «mi», «gli» o «le». Una frase isolata come 오라고 했어요 resta perciò ambigua senza contesto: qualcuno ha detto a qualcun altro di venire.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma quattro intenzioni alla volta. Parti da 가요?, 가요, 가세요 e 같이 가요 e riferiscile rispettivamente con 가냐고, 간다고, 가라고 e 가자고. Non basarti solo sulle parole: chiediti quale funzione ha la frase.
- Separa i due tempi. Scrivi coppie come 간다고 해요 / 간다고 했어요 e 갔다고 해요 / 갔다고 했어요. Sottolinea una volta il tempo del fatto e due volte il tempo del dire.
- Ascolta il verbo finale. In dialoghi e contenuti audio, annota esempi con 했어요, 말했어요 e 물었어요. Poi ricostruisci la frase originaria e individua se era un'affermazione, una domanda, un ordine o una proposta.
Concetti collegati
- Prerequisito: Forma cortese -아/어요 — aiuta a riconoscere e coniugare il verbo finale nel registro cortese quotidiano.
- Passo successivo: Espressioni di informazione riferita — approfondisce -다고 하다 e la forma colloquiale -대요.
- Approfondimento: Ordini e richieste riferiti — distingue ordini negativi, richieste e forme come -달라고 하다.
Prerequisito
La forma cortese -아/어요 in coreanoA1Concetti che si basano su questo
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