La particella citativa と in giapponese
引用の「と」
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In breve
Per citare parole o pensieri, il giapponese mette il contenuto della citazione prima di と e il verbo del dire o del pensare dopo: 「行く」と言いました significa «Ha detto: “Vado”». Nelle citazioni indirette si usa normalmente la forma piana: 明日は雨だと思います, «Penso che domani pioverà». La cortesia si esprime soprattutto nel verbo finale, per esempio 思います, non trasformando in forma cortese ogni verbo della frase citata.
Panoramica
La particella と segnala dove termina ciò che viene detto, pensato, sentito o chiesto. In una frase come 来ないと思います, la sequenza 来ない è il pensiero riportato, と ne chiude il contenuto e 思います significa «penso». La proposizione citata (cioè il gruppo di parole che contiene il messaggio riportato) precede quindi il verbo principale.
Questa costruzione è fondamentale già al livello A2. Permette di esprimere opinioni con と思う, riferire parole con と言う e presentare un'informazione appresa con と聞く. Si usa sia per una citazione diretta, che riproduce le parole come sono state pronunciate, sia per una citazione indiretta, che ne riferisce il contenuto senza fingere di ripeterle alla lettera.
Per chi parla italiano, l'ordine richiede un piccolo cambio di prospettiva. L'italiano introduce spesso il contenuto con «che»: «Penso che verrà». Il giapponese, invece, prima presenta l'intero contenuto e solo alla fine lo contrassegna con と: 来る・と・思います. È utile immaginare と come una chiusura: «“verrà” — questo è ciò che penso».
Come funziona
La struttura fondamentale
Lo schema di base è:
[contenuto citato] + と + [verbo di parola, pensiero o percezione]
I verbi più comuni sono:
| Verbo | Significato principale | Costruzione frequente |
|---|---|---|
| 言う(いう) | dire | ~と言う / ~と言いました |
| 思う(おもう) | pensare, ritenere | ~と思う / ~と思います |
| 聞く(きく) | sentire, venire a sapere; chiedere | ~と聞く / ~と聞きました |
| 書く(かく) | scrivere | ~と書いてある |
| 答える(こたえる) | rispondere | ~と答える |
Il verbo finale porta normalmente il tempo e il grado di cortesia della frase complessiva. Con 思います, per esempio, chi parla si rivolge cortesemente all'interlocutore; ciò che precede と resta di regola in forma piana.
Citazione diretta
La citazione diretta riproduce le parole effettive o le presenta come tali. In giapponese si usano le parentesi angolari 「 」, equivalenti alle virgolette italiane:
田中さんは「明日行きます」と言いました。
«Tanaka ha detto: “Andrò domani”.»
All'interno di 「 」 si conserva lo stile originale. Se la persona citata ha parlato cortesemente, può quindi comparire la forma in ます/です. Se ha dato un ordine, può comparire un imperativo; se ha usato un'espressione informale, la citazione può restare informale. と viene dopo la parentesi chiusa.
Il soggetto di 言いました è chi ha pronunciato le parole, non necessariamente chi compie l'azione dentro la citazione. Poiché il giapponese omette spesso ciò che è chiaro dal contesto, 「行く」と言いました può voler dire «Ha detto “Vado”» oppure «Ha detto che sarebbe andato»: il contesto identifica la persona.
Citazione indiretta
La citazione indiretta riporta il messaggio, non per forza le parole precise:
田中さんは明日行くと言いました。
«Tanaka ha detto che sarebbe andato il giorno dopo / che andrà domani.»
Qui non servono 「 」. Prima di と si adopera normalmente la forma piana, cioè la forma non cortese richiesta da molte costruzioni grammaticali. Non bisogna confonderla con una frase scortese: la cortesia verso l'interlocutore è affidata al verbo finale 言いました.
Quale forma mettere prima di と
La forma dipende dal tipo di predicato, ossia dalla parte che dice che cosa accade o com'è qualcuno o qualcosa.
| Forma prima di と | Esempio giapponese | Traduzione | Nota |
|---|---|---|---|
| Verbo affermativo non passato | 来ると思います。 | Penso che verrà / che venga. | Forma piana 来る |
| Verbo negativo non passato | 来ないと思います。 | Penso che non verrà / che non venga. | Forma piana negativa 来ない |
| Verbo affermativo passato | 来たと思います。 | Penso che sia venuto. | Forma piana passata 来た |
| Verbo negativo passato | 来なかったと思います。 | Penso che non sia venuto. | Forma piana negativa passata |
| Aggettivo in い | 高いと思います。 | Penso che sia costoso. | Non si aggiunge だ |
| Aggettivo in な | 静かだと思います。 | Penso che sia tranquillo. | Nel presente affermativo compare だ |
| Nome | 学生だと思います。 | Penso che sia uno studente. | Nel presente affermativo compare だ |
Con nomi e aggettivi in な, dunque, la forma base davanti a と contiene だ: 便利だと思う, «penso che sia comodo». Invece ですと思います non è la normale costruzione indiretta. È corretto combinare la forma piana interna con il verbo finale cortese: 便利だと思います.
Negli altri tempi, nomi e aggettivi in な seguono le normali forme piane: 学生ではないと思う («penso che non sia uno studente»), 静かだったと思う («penso che fosse tranquillo»), 便利ではなかったと思う («penso che non fosse comodo»).
Esprimere un'opinione con と思う
~と思う presenta un pensiero o un giudizio. Nella conversazione cortese è comunissimo ~と思います:
- この本はおもしろいと思います。 — Penso che questo libro sia interessante.
- 明日は雨だと思います。 — Penso che domani pioverà.
In italiano diciamo spesso «secondo me» oppure usiamo il congiuntivo dopo «penso che». In giapponese non esiste un congiuntivo corrispondente da scegliere: si seleziona semplicemente la forma piana adatta al significato. Anche 私は è spesso superfluo, perché と思います fa già capire che si tratta dell'opinione di chi parla.
Per descrivere ciò che un'altra persona pensa in questo momento si usa spesso と思っている, letteralmente «è nello stato di pensare»: 田中さんはこの方法がいいと思っています, «Tanaka ritiene che questo metodo sia buono». Il semplice と思います, senza un soggetto espresso, tende invece a essere interpretato come l'opinione di chi parla.
Riportare parole con と言う
~と言う significa «dire ~». Può seguire sia una citazione diretta sia una indiretta:
- 「大丈夫です」と言いました。 — Ha detto: «Va tutto bene».
- 大丈夫だと言いました。 — Ha detto che andava tutto bene.
Per chiedere che cosa è stato detto, si usa 何と言いましたか: 何 occupa il posto del contenuto citato. Nella pronuncia corrente, と言う suona spesso vicino a という, senza una netta separazione tra particella e verbo.
Riferire un'informazione con と聞く
聞く ha più di un significato: può indicare «sentire», «venire a sapere» oppure «chiedere». Con una dichiarazione seguita da と, molto spesso significa «ho sentito dire che / mi è stato detto che»:
この店は安いと聞きました。
«Ho sentito dire che questo locale è economico.»
La fonte può essere indicata con に: 友達に、この店は安いと聞きました, «Ho saputo da un amico che questo locale è economico». Per «chiedere se...» sono frequenti una domanda citata direttamente, come 店員に「カードは使えますか」と聞きました, oppure la costruzione ~かどうか聞く, «chiedere se...». Il contesto e la forma della frase distinguono quindi «sentire» da «chiedere».
Esempi nel contesto
| Giapponese | Italiano | Nota |
|---|---|---|
| 「行く」と言いました。 | Ha detto: «Vado». | Citazione diretta breve |
| 明日は雨だと思います。 | Penso che domani pioverà. | Nome 雨 + だ |
| 何と言いましたか? | Che cosa ha detto? | Domanda sul contenuto citato |
| このケーキはおいしいと聞きました。 | Ho sentito dire che questa torta è buona. | Informazione appresa da altri |
| 先生は「静かにしてください」と言いました。 | L'insegnante ha detto: «Fate silenzio, per favore». | La forma cortese appartiene alla citazione diretta |
| 母は今日は帰りが遅いと言いました。 | Mia madre ha detto che oggi sarebbe tornata tardi. | Citazione indiretta in forma piana |
| この漢字は難しくないと思います。 | Penso che questo kanji non sia difficile. | Aggettivo in い, forma negativa |
| 山田さんは医者だと思います。 | Penso che Yamada sia medico. | Nome + だ prima di と |
| 駅はここから近いと聞きました。 | Ho saputo che la stazione è vicina da qui. | Informazione riportata |
| 友達は「あとで電話する」と言いました。 | Un amico ha detto: «Ti telefono più tardi». | Discorso diretto informale |
| 田中さんはその映画がおもしろいと思っています。 | Tanaka pensa che quel film sia interessante. | Pensiero attuale di un'altra persona |
| 店員に「何時に閉まりますか」と聞きました。 | Ho chiesto al commesso: «A che ora chiudete?». | 聞く nel senso di «chiedere» |
| 会議は三時に始まると書いてあります。 | C'è scritto che la riunione inizia alle tre. | Citazione di un testo scritto |
| 彼は来ないと思いましたが、来ました。 | Pensavo che non sarebbe venuto, invece è venuto. | Pensiero passato poi smentito |
Errori comuni
Usare です/ます dentro una citazione indiretta
- Da evitare: 学生ですと思います。
- Corretto: 学生だと思います。
- Perché: prima di と, una citazione indiretta richiede normalmente la forma piana. La frase resta cortese grazie a 思います.
In una citazione diretta, invece, 「学生です」と言いました è corretto se quelle sono le parole riportate.
Dimenticare だ con nomi e aggettivi in な
- Da evitare: この町は静かと思います。
- Forma base da imparare: この町は静かだと思います。
- Perché: al presente affermativo, un aggettivo in な o un nome prende だ prima del と citativo. Nel parlato esistono omissioni e varianti stilistiche, ma per il livello A2 conviene usare regolarmente questo schema.
Aggiungere だ dopo un aggettivo in い
- Errato: 高いだと思います。
- Corretto: 高いと思います。
- Perché: gli aggettivi in い sono già predicativi, cioè possono concludere da soli ciò che si afferma; non prendono だ.
Mettere と prima del contenuto, come il «che» italiano
- Errato: と思います明日は雨だ。
- Corretto: 明日は雨だと思います。
- Perché: と chiude il contenuto citato. L'intera idea viene prima, il verbo «penso/dico» viene dopo.
Confondere «ho sentito che» con «ho chiesto»
- Ambiguo senza contesto: 田中さんに来ると聞きました。
- Per dire chiaramente “ho chiesto se veniva”: 田中さんに来るかどうか聞きました。
- Per riferire parole esatte: 田中さんに「来ますか」と聞きました。
- Perché: 聞く copre sia l'ascolto sia la domanda. かどうか o una domanda diretta rendono esplicito il senso di «chiedere se».
Usare sempre と思います per il pensiero altrui
- Poco naturale senza contesto: 田中さんは正しいと思います。 se si vuole dire «Tanaka pensa di avere ragione».
- Più chiaro: 田中さんは自分が正しいと思っています。
- Perché: il semplice と思います viene facilmente inteso come «io penso». と思っている presenta più chiaramente il pensiero continuativo di un'altra persona.
Note d'uso
と non significa sempre citazione
La stessa particella と ha anche altri usi: può unire nomi (パンとチーズ, «pane e formaggio»), indicare compagnia (友達と, «con un amico») o comparire in costruzioni condizionali. La posizione aiuta a riconoscere il valore citativo: quando と segue un messaggio completo ed è seguito da 言う, 思う, 聞く, 書く o un verbo simile, con ogni probabilità chiude una citazione.
Le parentesi 「 」 non sono obbligatorie nel parlato
Le parentesi sono un segno grafico e quindi riguardano la scrittura. Nel parlato, intonazione e contesto separano la citazione dal resto. Nei testi, 「 」 sono normali per parole riportate direttamente; ometterle in una citazione indiretta è del tutto naturale.
Il soggetto e la fonte possono restare impliciti
Il giapponese omette spesso il soggetto, l'autore delle parole e perfino la fonte dell'informazione quando sono già noti. 来ないと言いました non specifica da sola chi non verrà né chi lo ha detto. L'italiano, nella traduzione, può obbligare a scegliere un pronome o un tempo verbale che l'originale lascia al contesto. Non bisogna quindi cercare una corrispondenza parola per parola.
って nel parlato informale
Nella conversazione informale, って può sostituire il と citativo o introdurre ciò che si è sentito: 明日は休みだって, «Dicono che domani è festa / Ho sentito che domani non si lavora». Si sente anche 行くって言った, «ha detto che va». È molto comune, ma è più colloquiale di と e non va inserito automaticamente in una situazione formale.
Oltre le basi: usi avanzati
Queste costruzioni non sono necessarie per usare la regola A2, ma compariranno spesso nei testi e nelle conversazioni reali.
という davanti a un nome
La sequenza という può collegare un nome alla sua denominazione o descrizione:
- 「さくら」という店 — un locale chiamato «Sakura»
- 日本では春に桜を見るという習慣があります。 — In Giappone esiste l'usanza di osservare i ciliegi in primavera.
Nel primo caso si cita un nome; nel secondo, という racchiude il contenuto che definisce 習慣, «usanza». Nel parlato informale si trovano anche le forme contratte っていう e って.
Richieste e istruzioni riportate
Una richiesta può essere citata alla lettera: 先生は「宿題を出してください」と言いました, «L'insegnante ha detto: “Consegnate i compiti, per favore”». Quando invece si riferisce un'istruzione senza ripetere le parole esatte, è comune ~ように言う:
先生は宿題を出すように言いました。
«L'insegnante ha detto di consegnare i compiti.»
Questa struttura è importante perché l'italiano usa spesso «dire di + infinito», mentre il giapponese non sostituisce semplicemente と con una traduzione letterale di «di».
Tempo e punto di vista
Nel discorso indiretto giapponese non avviene automaticamente la stessa concordanza dei tempi tipica dell'italiano. La forma dentro la citazione viene scelta in base al momento dell'evento e al punto di vista adottato. Per esempio, 田中さんは明日行くと言いました contiene 行く, benché il verbo principale 言いました sia al passato: al momento delle parole di Tanaka, l'andare era ancora futuro.
Anche parole come 今日 («oggi»), 明日 («domani»), ここ («qui») e i pronomi dipendono dal punto di vista. In una citazione diretta si mantengono come pronunciate; in una parafrasi indiretta chi parla può adattarle per evitare ambiguità. È il contesto, non una trasformazione meccanica, a determinare la scelta naturale.
Modi più formali di riferire informazioni
In registri formali, giornalistici o amministrativi si incontrano ということです («a quanto risulta / significa che»), とのことです («secondo quanto comunicato») e と伝えられています («si riferisce che»). Queste forme precisano il modo in cui l'informazione è stata trasmessa e appartengono a uno studio più avanzato del discorso indiretto.
Consigli per esercitarsi
- Trasforma coppie di frasi. Parti da 明日は休みです e inseriscila prima come citazione diretta, 「明日は休みです」と言いました, poi come indiretta, 明日は休みだと言いました. Ripeti con un verbo, un aggettivo in い, un aggettivo in な e un nome.
- Allena quattro forme con と思います. Per ogni verbo nuovo crea una serie come 行く・行かない・行った・行かなかったと思います. Così la forma piana diventa automatica senza perdere di vista la struttura citativa.
- Ascolta il confine della citazione. In dialoghi o notiziari, individua prima と思う, と言う, と聞く; poi torna indietro e cerca dove comincia il messaggio. Nel parlato informale annota anche le occorrenze di って.
Concetti correlati
- Prerequisito: Forma piana e forma del dizionario — serve per costruire correttamente il contenuto prima di と.
- Approfondimento: Strutture del discorso indiretto — amplia la citazione con fonti, registro formale e modi più precisi di riportare informazioni.
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